venerdì 30 ottobre 2009

Mamma interrotta - Poco downshifting svizzero

Ieri era una giornata iperlavorativa (ogni tanto ho messo in conto anche quello... s'ha da campa' o no?).
Sveglia alle 5.40, partenza per la Svizzera (dal Monferrato son 10 ore di macchina senza contar la nebbia tra andata e ritorno in giornata) e il mio lavoretto di fisica acustica sul lago in zona Campione.
Simo affidato a papà che lo portava all'asilo nido un po' raffreddato ma tranquillo.
In Svizzera ci tornavo dopo poco meno di 2 anni e mi faceva tenerezza: ero andata lì a fare la parte preliminare del lavoro acustico una settimana prima di scoprire di essere incinta e avevo pure osato dire che era stancante.

Ora:
- sono influenzata e raffreddata da 4 giorni
- non dormo più di 3 ore di seguito e mai più di 6 ore per notte da una settimana, visto che anche Simo è malato e ci tiene tutti svegli
- peggio che mai: NON FACCIO IN TEMPO AD ARRIVAR SUL POSTO CHE MI CHIAMA L'ASILO NIDO DICENDO: "Simone ha 38.5°, vieni a prenderlo?"

Ci sono volte che il lavoro di Enrico (insegna al Conservatorio) mi pesa un pochino, perchè non abbiamo un sabato per noi 9 mesi all'anno (insegna tutto il giorno), perchè poi ci sono le prove con i musicisti che ci invadono la casa a orde come barbari quando magari sono stanca morta, perchè a volte temiamo ancora che il suo inserimento in ruolo tardi ad arrivare, perchè poi ci sono i concerti in giro per il mondo che ce lo tengono lontano.

Beh, ieri lui era a casa. In pochi minuti era a prendere Simo e se l'è coccolato fino al mio arrivo la sera.

E io non ho mai amato tanto il lavoro che fa. MAI. Mai così tanto.

Qui sotto: Simo con jazzisti famosi

mercoledì 28 ottobre 2009

Un solo sabato a settimana

Stamane Simo non aveva nessuna voglia di andare all'asilo nido.
Mentre lo vesto, vedo che pensa intensamente a qualcosa, concentratissimo; poi mi guarda e mi chiede sorridendo speranzoso:
- Mamma, sabato.. sì?
Maledetta me che gli ho insegnato che il sabato mamma non lavora per niente e sta solo con lui.
Gli ho detto che era solo mercoledì e ha pianto fino all'asilo e un poco anche dentro.

M###A.

Se solo sapesse quanto lo amo e quanto mi costa lasciarlo all'asilo e star senza di lui...

mercoledì 21 ottobre 2009

Sempre rallentando...

Continuando downshifting...
Ieri è stata una giornata deliziosa: ho rallentato appena sveglia, prima ancora della prima arrabbiatura. E tutto attorno a me ha risposto bene.
Mattina al lavoro, blog a parte, poi a prendere Simo all'asilo nido; al posto di andare a casa subito, abbiamo gironzolato in pasticceria mangiando barchette ai mirtilli e crema, sgranocchiando meringhette e poi cantando per strada.
Poi, parcheggiata la macchina nel garage di casa, abbiamo preso il passeggino e siamo andati a vedere l’autunno (io) e le galline (lui) nelle cascine vicino alla nostra.
Insomma, le sciocchezze che ci stavamo perdendo per stare bene insieme.
Il risultato della tranquillità a cui mi sto sottoponendo forzosamente (visto che la mia condizione psicologica recente e stabile era stress incazzoso) mi ha regalato abbracci, baci e un bimbo sereno e ubbidiente che la sera mangia e crolla addormentato come un poppante.
E stanotte pure tanta nanna, fino alle 8!

Ecco il nostro giardino con l’arrivo dell’autunno e delle nebbie che ci ha rubato le colline davanti.

martedì 20 ottobre 2009

Colla fatta in casa

Cara Mamma C., di seguito la ricetta della colla fatta in casa per i vostri futuri collage!
Buon divertimento!

Colla fatta in casa:
In una pentola mettete 1/2 litro d’acqua e aggiungete un bicchiere piccolo pieno di farina e altrettanto sale fine. Mescolate bene, magari utilizzando un frullatore, gli ingredienti devono amalgamarsi bene. Mettete la pentola sul fuoco medio e poi abbassate la fiamma continuando a rigirare. Dopo pochi minuti la colla diviene liscia e pronta da usare. La colla va conservata in un contenitore di plastica chiuso al fresco.


nella foto: PASTICCIO n.2 gessetto,acquerello e collage - autore SIMO (e molta mamma)

Vivere downshifting

Era un po' che non andava; che non andava con me stessa intendo.
Quando ti senti un po' s-centrata, di poco lontana da quello che sarebbe il buon equilibrio, ma con una rognosa forza centrifuga che te ne allontana continuamente.
Sarà qualche problema di salute recente, sarà l'arrivo dell'autunno, sarà la quantità esagerata di lavoro a fronte di poche soddisfazioni, sarà (più che altro e soprattutto) la sensazione di un peggioramento nel mio rapporto con Simo.
Così ho passato un periodo un po' triste.
Quando son depressa, poi finisce che mi incaXXo, perchè se ragiono mi rendo conto che dalla vita ho avuto ogni bene e fortuna, quindi sono completamente fuori dalla categoria delle persone che han di che lamentarsi.
Intanto navigo in rete, un po' per spegnermi e non pensar troppo, un po' perchè si trovan cose interessanti.
E mi imbatto nel sito consigliato nel post precedente, scoprendo che downshift (rallentare) è una parola molto più concreta di quanto immaginassi; ripenso all'elenco appena fatto:
- qualche problema di salute recente - mi hanno visitata, nulla di così grave che non mi permetta di fare per benino tutto quello che voglio durante la mia giornata
- l'arrivo dell'autunno - rimando al post su san michele (peraltro patrono della mia città di nascita Cuneo)
- la quantità esagerata di lavoro a fronte di poche soddisfazioni - da oggi ho ridotto il mio orario di lavoro in modo da essere SEMPRE io a guardare Simo quando esce dall'asilo (la libera professione avrà qualche vantaggio no?)
- la sensazione di un peggioramento nel mio rapporto con Simo - ieri sera torno a casa dal mio lunedì torinese stancante ed intenso, felice di essermi CAPITA e aver iniziato a scalar marce della vita, Simo mi fa il broncio come ogni giorno che sto via da mattina a sera e io..rido! Scherzo con lui, a cui il broncio passa subito e ci divertiamo fino alle 22 come non succedeva da un bel pezzo (addirittura con baci e abbracci grossi grossi)

Io vado avanti.

PS. Posto anche una foto fatta a settembre di Simo e papà E. - non sono già troppo downshifters loro due?