Ieri era una giornata iperlavorativa (ogni tanto ho messo in conto anche quello... s'ha da campa' o no?).
Sveglia alle 5.40, partenza per la Svizzera (dal Monferrato son 10 ore di macchina senza contar la nebbia tra andata e ritorno in giornata) e il mio lavoretto di fisica acustica sul lago in zona Campione.
Simo affidato a papà che lo portava all'asilo nido un po' raffreddato ma tranquillo.
In Svizzera ci tornavo dopo poco meno di 2 anni e mi faceva tenerezza: ero andata lì a fare la parte preliminare del lavoro acustico una settimana prima di scoprire di essere incinta e avevo pure osato dire che era stancante.
Ora:
- sono influenzata e raffreddata da 4 giorni
- non dormo più di 3 ore di seguito e mai più di 6 ore per notte da una settimana, visto che anche Simo è malato e ci tiene tutti svegli
- peggio che mai: NON FACCIO IN TEMPO AD ARRIVAR SUL POSTO CHE MI CHIAMA L'ASILO NIDO DICENDO: "Simone ha 38.5°, vieni a prenderlo?"
Ci sono volte che il lavoro di Enrico (insegna al Conservatorio) mi pesa un pochino, perchè non abbiamo un sabato per noi 9 mesi all'anno (insegna tutto il giorno), perchè poi ci sono le prove con i musicisti che ci invadono la casa a orde come barbari quando magari sono stanca morta, perchè a volte temiamo ancora che il suo inserimento in ruolo tardi ad arrivare, perchè poi ci sono i concerti in giro per il mondo che ce lo tengono lontano.
Beh, ieri lui era a casa. In pochi minuti era a prendere Simo e se l'è coccolato fino al mio arrivo la sera.
E io non ho mai amato tanto il lavoro che fa. MAI. Mai così tanto.
Qui sotto: Simo con jazzisti famosi


