sabato 29 maggio 2010

Asilo pubblico vs asilo gestito da religiosi

Alla signora che l'altro giorno in Posta, ascoltando una mia conversazione con un amico, ha ritenuto doveroso intervenire, asserendo che faccio bene a mandare mio figlio alla materna dalle Suore perché "..sa, negli asili pubblici uno non può mica stare tranquillo, succedono cose da pazzi..", vorrei chiedere se in questi giorni sta seguendo le cronache di tutti i casi di pedofilia tra il Clero, che sono stati per giunta taciuti per anni e se per caso ha letto questo articolo..

magari ci fossero miss Pony e suor Maria..

Ho deciso per un istituto gestito dalle Suore e non per quello comunale per diversi motivi. La scelta non è stata facile, anzi, l'ho vissuta davvero male, ma effettivamente questa scuola ha dei pregi che l'altra non ha, a iniziare dalla mensa interna, dalle attività ricreative che propone, alla cura per l'igiene personale, per terminare, lo ammetto, al fatto che è aperta fino a fine luglio. Sono d'accordo che la scuola non sia un parcheggio e per fortuna ho due validissime nonne che potrebbero tenerlo, ma lui insieme ad altri bambini sicuramente si divertirà più che stare ai giardinetti, sotto il sole, a 40°C, con una nonna che boccheggia dal caldo..
Comunque la questione non è questa, è che mi ha davvero irritato l'intervento di questa signora. Non parlo da mangiapreti convinta come sono, ma vi prego, non difendiamo le scuole gestite da preti come le più affidabili, non in questo momento. Un po' di decenza, per favore...

10 commenti:

  1. Anche mia suocera propende per ,mandarlo all'asilo delle suore perchè dice che sono migliori..io non voglio che mio figlio sia condizionato dalla disciplina religiosa..quando ero piccola avevo frequentato delle colonie religiose ma, mamma mia, non si poteva mai saltare e giocare liberamente..se lo facevi eri un bambino maleducato...e a me non va che mio figlio sia tacciato come un bimbo maleducato solo perchè giocando si sporca e fa un po' di schiamazzi..

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  2. Sono d'accordo con te. E non credo che dipenda dal periodo, probabilmente sono successe cose brutte anche in passato, sia negli asili privati che quelli religiosi, quelli comunali, statali... L'asilo si sceglie in base alle proprie esigenze, credo. Ognuno ha le proprie preferenze per certe scuole piuttosto che altre, ma dire che un tipo di scuola è migliore in assoluto... io non lo direi.

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  3. La scelta della scuola deve essere fatto solo in base ad una cosa: quello che offre.
    Le mie nipoiti sonos tate entrambe i (una c'è ancora) in materne comunali bellissime.
    Io ho mandato Belvetta ad un asilo comunale MERAVIGLIOSO.
    Alla materna andrà alla parrocchiale.
    Perchè la materna pubblica è statale ed è lasciata cadere a pezzi. Le insegnanti cambiano continuamente e di conseguenza i bambini non sono seguiti come dovrebbero. Non hanno quasi giardino e sono in 75 in spazi davvero angusti.
    Per contro la parrocchiale è bella, con delle insegnanti LAICHE (questo confesso mi ha molto rasserenata) stupende, un programma didattico e ricreativo di tutto rispetto e spazi verdi splendidi.
    Quando poi è cambiato il parroco non ho più avuto dubbi: i due nuovi parroci sono stupendi e non mi preoccupa più il tipo di impronta reloigiosa che daranno perchè so che avrà continuità con quella che stiamo impostando come famiglia.

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  4. @vale: la penso come te, però come già detto altrovealtrove, credo che non saranno due Ave Maria a far di mio figlio un bimbo represso. Vigilerò sempre sulla sua educazione (anche religiosa), ma se obiettivamente una scuola (e parliamo di asilo) offre più dell'altra, preferisco mettere da parte il mio scetticismo e scegliere per lui il percorso che reputo migliore..

    @Claudia: esatto, a priori non si può giudicare.. Credo che siano gli insegnanti, la loro preparazione, lo spazio, le attività che offre che ne fanno una buona o una cattiva scuola..

    @RJ: ma vedi? uff, il triste è che il pubblico è senza soldi.. Sentivo da altre mamme che è appena stata indetta una riunione in cui la materna comunale del mio paese comunicava ai genitori che non c'erano più fondi e che non sarebbe più stato garantito il dopo-scuola alle famiglie.. Ma come si fa?? Di contro, il nido in cui va adesso Matt è un ibrido: è privato, gestito da una cooperativa, ma in convenzione col Comune e come ben sai ne sono a dir poco entusiasta..

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  5. Noi, ammesso che c'andremo (di questi tempi non scommetto più su nulla), andremo al comunale per la semplice ragione che non c'erano alternative, quindi, anche avessimo voluto scegliere qualcosa di privato (mica sono solo religiosi i privati, neh!!!) non avremmo potuto. Le prime città "grosse" con offerta differente da quella collinare/comunale sono ad almeno 20-30 minuti di macchina e traffico da noi (quindi assurdi). Ciò detto, disgustata a fondo dai comportamenti narrati in cronaca di alcune maestre d'asilo come di alcuni preti (l'uomo è spesso schifoso di fabbrica, con e senza tonaca), continuo a professare il mio sentito desiderio di poter stare a casa con mio figlio fino a che andrà a scuola a 6 anni, ma non potendolo fare davvero, ingoio e mi faccio andar bene questa situazione d'asilo comunale: se poi a Simo bene non andrà, sarà lui a dirmelo, come ha fatto ora. Mi pare importante sottolineare che la scelta, in ultimo, la fanno i bambini, raccontandoci se a loro piace o meno il posto in cui li mandiamo.

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  6. @Mamma F: assolutamente vero e sto imparando da te, dalla tua esperienza: a settembre starò attentissima a tutti i segnali che Matt mi darà, sperando di capire in tempo le sue gioie o, peggio, i suoi disagi.. E magari potessimo stare con loro fino al primo giorno di scuola! Quante cose mi sto perdendo, lo vedo crescere da un giorno all'altro e non riesco a stargli al passo..

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  7. io e mio marito siamo atei, la bimba non è battezzata, ma non ho nessun problema nè a mandarla dalle suore nè a farle fare religione...per il resto è vero che la scuola pubblica cade a pezzi e se una gestita da suore va bene, non si guarda all'abito ma aal'operato...ho asempre pensato che quelli comunali siano i pyù validi, ma ultimamente cadono a pezzi.

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  8. peccato che le maestre delle scuole private siano sottopagate e, talvolta, vessate/ricattate (col sorriso sulle labbra, per) dai dirigenti-padroni. i nostri figli stanno meglio con persone che lavorano in modo sereno, non obbligate a professione di fede in cambio di lavoro.
    maestra che dalla scuola privata è finalmente riuscita a passare in quella pubblica (e lavoro con scrupolo e cura adesso come allora!)

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  9. Ma eliminare la castità forzata per i preti non sarebbe una soluzione per eliminare o moderare gli episodi di schifezze? Ormai siamo nel 2010!!!
    Quanto alle scuole, qui a Padova ad esempio alcune strutture religiose in zona portano il binomio privato=soldi/snobismo, che tristezza! Altre invece sono abbordabili e sono piccoli mondi coccolosi e teneri molto a misura di bimbo. Peccato che i posti sono limitatissimi ...

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  10. Sono convinto che siano le persone che fanno la differenza tra il pubblico e il privato, tra il clero e lo stato, ma soprattutto e prima di tutto c'è la sensibilità dei nostri bimbi a dire e far capire se le educatrici siano valide oppure no. Forse semplifico, ma credo che ognuno potrebbe raccontare pregi e difetti di ogni struttura, ma un vero paragone lo si potrebbe fare a parità di educatrici.

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:: Grazie delle tue parole :: Mamma C&F