martedì 4 maggio 2010

Delle Soulemama, degli Steiner e "de no' artri"

Innanzitutto ringrazio davvero tantissimo Daniela del Coltello di Banjas per aver stimolato, se non LA discussione per eccellenza che va di moda ora tra noi mamme blogger, almeno una delle più "trendy", ovvero: Soulemama (e le altre) ci è o ci fa? Eppoi: vivere Steiner 100% è per tutti o è più diffusamente proletario il "downshifting" (io lo traduco con "risparmiare e prenderla bassa", ma downshifting fa fico e lo sdogano anche alle amiche)?

Per il dibattito interessantissimo che ne è uscito fuori, vi rimando qui, ma vorrei citare tre estratti di tre commenti che mi hanno particolarmente illuminato:

da una blogger U.S.A.: "Chi scrive e descrive la propria vita in "downshifting" e si permette tutti i lussi che millanta, almeno qui, comprese le scuole private e il tempo libero per ricamare e scrivere un blog, senza compromessi di sorta, mangiando solo biologico, mantendo una casa in qualche posto alberato, portando i bambini al museo (per una famiglia di 4 persone spendere circa 80$ per visita non e' insolito), non e' di sicuro qualcuno che ha bisogno di lavorare per vivere, ecco perche' puo' permettersi di stare a casa e vivere con certi standard"

da un'altra blogger U.S.A. "Il fatto e' che tutta questa moda del vivere bio, child-friendly, ecc. ecc. e' esattamente quello che sembra, cioe' uno stile di vita elitario, che solo pochi riescono a realizzare davvero, e solo con una solida base economica alle spalle.
Ma davvero si crede che altrimenti sarebbe possibile passare le giornate in una fattoria a ritagliare formine di panno lenci e riciclare contenitori del latte per creare giochi ecologici ed insegnare ai bambini il rispetto dell'ambiente? Poi quando ti arriva la retta della Scuola Steineriana, devi riparare il tetto e magari ti devi far operare di appendicite paghi i conti con un cesto di pomodori (bio naturalmente)? "

e su Soulemama un'ideaccia me la son fatta.

Idem per Steiner, citando Kosenrufumama: "non abbiamo famiglie benestanti alle spalle, in più le famiglie di origine sono lontane, quindi nel quotidiano siamo soli. Mandando i figli alla scuola stein è come avessimo acceso un altro mutuo. il discorso è che abbiamo preferito investire sul loro futuro".

Come ho già scritto nel commento al post di Daniela e in mille occasioni qui nel nostro blog, non ritengo indispensabile la scuola Steiner, specialmente se poi si impongono altre rinunce alla famiglia che toccano anche i figli (perchè dovrei rinunciare a farli viaggiare, a farli leggere tanto, a fargli imparare uno strumento musicale o uno sport se non ho i soldi per un viaggio verso altre culture, un libro, un violino, una mazza da baseball? Perchè iscrivendo i bambini alle scuole private giustifichiamo una volta di più la classificazione pubblico=pessimo, privato=pago+pretendo+ottimo?)

Grazie ancora Daniela.

19 commenti:

  1. Cara mamma F
    sono d'accordo con te..non possiamo privarci di molte cose per conseguire uno stile di vita che fondamentalmente è troppo elitario..come dicevo in un mio post bisogna stare un po' nella mezza misura.
    per quanto riguarda le scuole io ho sempre studiato nelle scuole pubbliche e mi sono sempre trovata abbastanza bene, ora che ho un figlio penso che sceglierò sempre le scuole pubbliche ma ho trovato una scuola materna privata che propone un programma veramente interessante e in più è vicino a casa. I costi non mi sembrano molto elevati, quando sarà il momento io e il mio compagno valuteremo se sarà una cosa fattibile per noi o meno. Di certo non possiamo costringere noi e il bambino a mangiare pane e cipolla per risparmiare e mandarlo alla scuola privata...
    un abbraccio!

    RispondiElimina
  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

    RispondiElimina
  3. Da insegnante dico: quello che conta sono le famiglie, vigili, attente, disposte all'ascolto, a fare spazio ai propri figli... la scuola pubblica non è orribile... e quando lo è può essere migliorata, con l'apporto di tutti e la vigilanza reciproca; come mamma, poi, e "me stessa", posso affermare che le etichette mi sono sempre state strette... mi piace spaziare e prendere di tutto un po', secondo il mio giudizio, crescendo e imparando sempre, senza fermarmi dietro "una sola via"...

    RispondiElimina
  4. Grazie per aver segnalato il post di Daniela, non lo avevo notato! Sono andata a leggerlo, anche tutti i commenti!

    RispondiElimina
  5. Grazie a voi per far continuare la discussione anche di qua :-)

    RispondiElimina
  6. Ciao, ho partecipato alla discussione sul blog di Daniela.. ed ora magari la continuo anche qui...
    Seguo il blog di Soulemama da diversi anni... E devo ammettere che lo adoro!
    Ok, vivo in città.. io ed il mio compagno dobbiamo entrambi lavorare per mantenerci.. non sempre acquistiamo prodotti bio.. aspettiamo un bimbo.. anche noi abbiamo entrambe le famiglie lontane... e non sai quanto vorremmo garantirgli un futuro sereno e fare la stessa vita che fa Soulemama... Il problema è che nella vita c'è chi può e chi non può...
    Questo significa che chi può.. allora fa bene a farlo.. e chi non può purtroppo si deve un pò arrangiare e fare delle scelte.. Ora.. se un genitore decide di rinunciare a delle "cose" per mandare i propri figli ad una scuola steineriana.. perchè pensa che questa possa offrirgli qualcosa di molto buono perchè giudicarne la scelta? Le rinunce non sono uguali per tutti, come non lo sono le scelte...
    Anche io penso che la scuola steineriana non sia fondamentale per una crescita costruttiva dei figli.. è una scelta.. come quella invece di rinunciare a mandare un figlio in una scuola privata ma garantirgli una vacanza, un'attività para-scolastica, altre opportunità...
    Ora però avrei una curiosità.. ma se tu ne avessi le possibilità.. non ti piacerebbe vivere alla Soulemama?
    Io lo farei anche da subito... se non riesco ad arrivare all'uva non dico che è acerba ma neanche che è il frutto più buono del mondo..
    L'equilibrio è sempre in mezzo!
    Grazie mille per aver continuato la discussione anche qui!
    :-)
    Chiara

    RispondiElimina
  7. Sai cosa mi piace Mamma F? Che tutte abbiamo optato per uno stile di vita sobrio (ma non ascetico) e naturale, per una vita di relazione e non una ghettizzazione (perché alla fine secondo me i bambini cresciuti senza elementi comuni agli altri saranno dei disadattati e cercheranno solo altri bambini con lo stesso background), che prendiamo spunto qui e là, senza l'ansia di volerci per forza etichettare..

    RispondiElimina
  8. anch'io sono convinta che in medium stat virtus!
    e anche che se la scuola pubblica è ridotta a un colabrodo dipende anche dal fatto che noi prima di tutti la snobbiamo.
    i miei figli per ora sono andati a nidi e materne private perchè nel pubblico non c'era posto, ma ora Ariel andrà in una scuola pubblica, l'unico regalo che le farò sono le lingue... per il resto preferisco mandarla a scout o a banda, proprio come ho fatto io.

    RispondiElimina
  9. @CHIARA: io VIVO "alla Soulemama", anche se non mi piace la definizione: forse è lei a vivere come me, visto che lo faccio di certo da più tempo di lei, essendo io più vecchia. Mio marito è un musicista, scrive, compone e suona, oltre che insegnare in Conservatorio (2gg a settimana), io lavoro a casa via internet con la mia società di Torino, faccio mille altre cose (dal tecnico del suono di mio marito alla piccola sarta), quindi siamo quasi sempre a casa e di tempo ne abbiamo per stare insieme, amarci ed essere genitori.
    Abbiamo 2 lauree (lui) e una (io) che ci permettono di avere un discreto tenore di vita, isolati dal resto del mondo, vivendo di colline, biologico, aria pura e tanto tempo per nostro figlio.
    Sono figlia di due insegnanti della scuola pubblica che per farmi arrivare alla specializzaione post laurea hanno faticato come matti e io li ripago (se così vogliamo dire) in questo modo: essendo felice, lavorando sodo e facendo (spero bene) la mamma.
    Concordo con te che "il giusto mezzo" è la via migliore e sottolineo ancora come la scuola Steiner abbia ottimi spunti, ma mi chiedo: qualcuno ha notato che STEINER NON E' l'unico uomo al mondo che si è occupato di pedagogia?
    Ti auguro una felice vita da mamma e, se vorrai, quando tuo figlio avrà l'età degli interrogativi sulla scuola, ci confronteremo di nuovo, per vedere se, intanto, per me o per te qualcosa è cambiato.
    Grazie per il tuo commento.

    RispondiElimina
  10. Proprio perchè in medium stat virtus, avessi le possibilità non credo che farei la vita che fa Soulemama. Intanto mi sono fatta un bip così per prendere un titolo, vorrei avere gratificazioni anche per quello e non fare la mamma full time. Sicuramente mi piacerebbe passare insieme a mio figlio più tempo di quello che passo. Potrei dire che vorrei avrei le sue possibilità per una casa con giardino, quello sì.. cerco di riciclare, di abbassare il mio impatto ambientale, ma non ho intenzione di rendere mio figlio un disadattato snob..

    RispondiElimina
  11. non medium, ma medio.. e non avrei, ma avere... Rileggessi mai.. mannaggia a me!!!!

    RispondiElimina
  12. Grazie Mamma F e Mamma C per il confronto...
    Continuerò a leggere gli altri commenti che arrivano...
    p.s. certo che questo argomento interessa a molti!
    :-)
    Buon proseguimento di giornata!

    RispondiElimina
  13. Ecco, appunto. Steiner non è l'unico che si è occupato di pedagogia.
    E tutti noi viviamo in QUESTO MONDO. Fatto di cose belle, cose brutte, cose diverse da noi, cose affini a noi.
    Io credo che inserire un bambino in una meravigliosa bolla non sia una grande idea e neanche una grande premessa affinchè, in futuro, il mondo sia almeno un po' meglio di quello in cui viviamo oggi.
    Vivo a Milano e non vedo solo disagio sociale. Vedo sui mezzi pubblici ragazzini stranieri con i genitori, impegnati in fitte conversazioni in italiano riguardanti la giornata scolastica. Vedo orgoglio sui visi. Vedo piacere di imparare.
    Un giorno mia figlia entrerà in quelle famiglie, come compagna di scuola, e sarà un fatto interessante tanto quanto un'attività creativa o una gita in collina.
    Silvia

    RispondiElimina
  14. mi è stato segnalato questo post da nella mia soffitta, seguo anche i commenti di danielaB, partendo dal presupposto che la via giusta appunto sta nel mezzo,volevo aggiungere anche la mia voce. Io non ho il tenore di vita alla soulemama, chiamiamolo così, e se potessi lo farei subito, ma lo pensavo ancor prima di conoscere lei. Lavoro 8 ore, come tutti, o quasi, e quello che traspare dal mio blog lo faccio concentrando il mio tempo nel modo che io reputo migliore, i sacrifici ci sono, sempre, sia di tempo che economici. La scelta della scuola è arrivata dopo nido e materne sia pubbliche che semiprivate, dove ho visto il brutto, ma veramente!, e anche il bello. i miei hanno insegnato e ci hanno mandato nelle scuole pubbliche. non si tratta quindi di una scelta, la nostra, contro le scuole pubbliche, non si tratta di un semplice principio. Il nostro intento era di dare alcune cose, e non darne altre, ai nostri figli, la scuola steineriana ha coinciso con quello che volevamo dare ( e sicuramente ce ne sono molte altre che possono dare cose simili, ma noi ci siamo fermati a questa, non abbiamo più cercato) mentre quello che non volgiamo dare (leggi gadget commerciali, telefonini a 7 anni, vestiti firmati, viaggi da piccoli, 2-3 pomeriggi a settimana impegnati per corsi, ecc) lo facevamo già da prima. Ho visto un cambiamento positivo nei miei figli, da quando cerchiamo di ascoltare maggiormente la pedagogia steineriana, e approfondendo vediamo che . per esempio,fa molto meglio una giornata a correre nei prati di un parco che il corso di ginnastica o di altro, dico questo perchè prima li mandavamo ai corsi, non è che me lo immagino. Con questo non intendo dire che chi lo fa sbaglia, si tratta di scelte e credo che tutto ciò non sia una prerogativa stein, anche io andavo nei prati da piccola. Inoltre aggiungo che quello che si legge sul mio blog e anche su quello di tutti gli altri, è solo uno spaccato di vita la quale è sicuramente molto più vasta ed infinita di ciò che si legge in rete, e per fortuna. i miei figli non è che sono come un manuale di un libro, loro frequentano e vivono nel mondo di oggi, con tutto quello che vivono gli altri bambini della loro età, semplicemente cerchiamo di farli arrivare a certi stress e situazioni più avanti invece che a 4 anni. Daphne ha frequentato 3 anni di materna pubblica, so quali sono i programmi, so come precocizzano la scolarizzazione, so quale tipo di approccio seguono, ecco noi ad un certo punto abbiamo capito che profondamente qualcosa stonava con il nostro modo di voler allevare i nostri figli.
    Proprio per questo abbiamo deciso di "come accendere un mutuo".
    Grazie per queste discussioni, credo che soprattutto servano a far conoscere e disfare fantasmi di vari approcci e far notare i lati positivi di ogni nostro, mio e vostro, modo di vedere l'educazione, la vita, la famiglia. La diversità arricchisce e allo stesso tempo ci avvicina.
    un abbraccio.

    RispondiElimina
  15. E chi resiste a commentare? Io no ovvio :-)
    ALlora: la pedagogia steineriana è affascinante ma io sono "figlia" in tutti i sensi (mia amdre isnegnava) della scuola pubblica e mandero Belvetta alla materna privata eprchè purtroppo a differenza del nido che è Comunale e splendidamente gestito, la materna dell'Ameno Paesello è Statale ergo schifosamente gestita e cade a pezzi.
    In più la maggior parte della sua classe andrà alla privata, avrà un'ottima insegnante e il nuovo parroco/presidente della scuola (gestita da insegnanti laiche) è una persona eccezionale che spero diventi una guida anche in futuro.
    Vivo appunto all'Ameno Paesello nella campagna emiliana.
    Belvetta guarda pochissima televisione (solo un po' di Disney classici), è quasi sempre in giaridno e in casa disegnamo, dipingiamo, cuciniamo, ecc...
    Io e Daddy-Bear abbiamo fatto la scelta di guadagnare meno (per me si tratta di meno di un terzo) ma di farlo vicino a casa per crescere tutti e tre insieme.
    Nel nostro giardino la piccola ha la sua presa d'orto in cui ha piantato lei tutto (con me ovvio) e che cura. Ha vasi e "bubbi" che segue con amore e sempre un nuovo "progetto" in testa.
    Non siamo snob elitari, fortunati sì! Per prima cosa perchè Daddy-Bear aveva un bel po' di soldi da parte (ha 12 anni più di me e ci siamo sposati tardino) quindi abbiamo potuto ristrutturare la casetta che ci hanno lasciato i suoi prozii.
    E poi perchè facciamo quel che ci piace.
    Viviamo come ci piace.
    E sapete? Ce ne dicono di ogni perchè non vogliamo mandare Belvetta a mille corsi, perchè non la avviciniamo alle lingue fin da ora, ecc...
    Ecco, io penso che la chaive sia questa: libertà. Di fare e di scegliere. PIace a me e cerco di donarla a mia figlia.

    RispondiElimina
  16. Ecco...pure io dovrei liggere prima di postare!

    RispondiElimina
  17. Tutti dovremmo "liggere"... Ah Ah! Grazie RJ! Come sai, anche papà E. ha 16 anni più di me e una carriera alle spalle lunga 30 anni... E' ovvio che poi le scelte e le possibilità varino!

    RispondiElimina
  18. certo ognuno devo ritrovare la sua felicità, anche noi ci proviamo: non abbiamo magari così tanto :) per cominciare: la casa in affitto, partiti da zero, io ho una laurea ma in materia sbagliata allora di lavorare non se ne parla, a quando abbiamo lasciato Roma (Castelli Romani) perchè non potevamo sopportare la necessità di fare un'ora di viaggio con la macchina per andare a lavorare e tornare a casa (di lunedì c'erano tanti incidenti, le gente distratta...), siamo andati in Svizzera, viviamo in affitto, la casa è sotto la stazione ferroviaria, c'è qualche prato ma non è che diventiamo tutti farfalle subito :) è siamo felici, preferisco le "amiche" o le persone, le mamme trovate online tramite vari forum, vari blog che le mie amiche "vere" (senza figli oppure senza far niente oppure che fanno troppo)
    io credo che l'educazione comincia sempre a casa: tramite il gioc, tramite le attvità, non vedo niente di male nel proporre al mio bambino vari corsi (la piscina, l'inglese, la danza) se sono le cose le quali io non so fare...
    per Steiner: io ho trovato i giocattoli Steiner tanto stimolanti (si possono comprare in Germania) e anche se magari non resterò molto impressionata dal tutto il programma (ne dalla scuola) ho deciso di usarne qualcuno, di fare a casa gli altri, ho trovato un falegname che fa dei giocchi sull'ordinazione che costano poco e non sono di marchio...
    credo che avendo poco si può fare tantissimo comunque, o no?

    RispondiElimina
  19. Ciao! Complimenti per l'argomento! A volte ci si imbatte in certi blog per caso e si scoprono tanti elementi in comune... Ho degli amici che mandano i figli alla scuola steineriana e devo dire che certe cose mi lasciano basita e non mi trovano del tutto d'accordo... ma li rispetto. Penso difatti che in tutte le cose ci vuole il giusto mezzo e bisogna per questo prendere gli aspetti buoni o quelli che si ritengono tali da applicare nell'educazione dei propri figli. Io non ho mai amato gli estremismi in nesssuna cosa e penso che non bisogna giudicare un metodo e ritenerlo per questo il migliore tra tutti, tacciando gli altri invece con valenze negative. Forse bisognerebbe applicare a volte solo del semplice buon senso di cui noi genitori fortunatamente disponiamo. Ciaooo Gabry

    RispondiElimina

:: Grazie delle tue parole :: Mamma C&F