mercoledì 30 giugno 2010

Petali di rosa

Lo scorso week end io e Simo ci siamo ritagliati un paio d'ore per un progetto che mi affascina molto: costruire qualcosa per far seccare i petali di rose. Qui ne abbiamo tanti, coloratissimi, di varietà e profumi differenti e così, ad ogni rosa che sfiorisce, raccogliamo i petali, diligentemente (o quasi) li mettiamo ad una prima essiccazione sulla carta e poi... ci siamo cuciti (lui è un gran braccio destro alla macchina da cucire ormai..) la nostra borsa secca-petali!
Ci siamo ispirati ad una borsa da spiaggia di Soulemama descritta sul suo libro Handmade Home, modificando un po' lo schema a nostro uso: la nostra è fatta di una sottile retina che lascia passare l'aria (comprata al mercato per 1 euro come zanzariera) e abbellita da un bordo superiore e da manici un poco più curati del modello di Soulemama.
Ogni giorno immettiamo la nostra dose di petali dopo la prima essiccazione dei giorni precedenti sulla carta, scuotiamo la borsa per girarli bene bene (così non si rompono, nè danneggiano e cominciano già a profumare di "secco") e poi li riappendiamo fino al giorno dopo...
Et voilà!

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Buio in sala n.4

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!


E adesso... buio in sala!


Mamma F: Un angelo alla mia tavola (1990)


Janet Frame è una delle mie scrittrici preferite e non mancherò di parlarvene nella nostra rubrica dedicata alla lettura. In questo film la regista Jane Campion racconta della Nuova Zelanda, delle peripezie da bimba e fino all'età adulta di Janet Frame, traendo spunto dalla sua autobiografia in tre volumi.

Si parla di un periodo sospeso tra gli anni '30 e gli anni '60 del secolo scorso, quando la Nuova Zelanda e le vita della Frame erano entrambe di un'ingenuità imbarazzante.

Si parla anche di pazzia (la Frame fu ricoverata in manicomio, quelli di allora, non so se avete presente cosa significava...), di risurrezione dagli inferi dei manicomi e di poesia, tanta tanta poesia, attraverso immagini, parole e sentimenti.

Lungo anche questo film, forse un poco lento, ma davvero ne vale la pena per quanto infinitamente è commovente.


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Mamma C: Train de vie (1998)


Cito da Wiki:

« Se Hitler fosse vivo e vedesse tutti i programmi tv cupi e noiosi sulla Shoah e sentisse tutti i pianti e i lamenti degli ebrei sarebbe felice. L’unica cosa con la quale possiamo umiliare i gerarchi nazisti, che sono ancora vivi in Sudamerica, e farli imbestialire, è mostrar loro che siamo vivi, che non ci hanno distrutti, che il nostro umorismo non è stato cancellato dalle loro barbarie. »
(Radu Mihăileanu, il regista)

In un tranquillo villaggio dell'Europa dell'Est (credo in Romania), arriva la notizia che i Nazisti sono alle porte. E' così che gli abitanti dello shtetl decidono, consigliati da Shlomo, il pazzo del villaggio, di travestirsi in parte da prigionieri ed in parte da ufficiali nazisti, con tanto di macchinista, per fingersi un convoglio di deportati e cercare di rifugiarsi in Palestina. E' un film meraviglioso, dolce nonostante il tema drammatico, ironico come solo l'umorismo yiddish sa essere. Le musiche sono di Bregović, in un misto di melodie gitane e ballate klezmer.


Un'idea dell'incontro-scontro di queste due culture musicali lo trovate qui.


Questo invece è il trailer.


Per me è un film da vedere assolutamente.


Partecipano a questa iniziativa:


Qui trovate i precedenti film di Buio in sala!

martedì 29 giugno 2010

Prevenire l'annegamento dei bambini

Non è mia intenzione lanciare macumbe, ma a furia di non voler parlare delle cose, le cose poi inesorabilmente accadono. E la gente si chiede come possa essere successo..

Ho trovato un post interessantissimo di Hobo Mama che qui riporto in italiano. La traduzione non sarà perfetta, c'ho messo del mio dove il traduttore non mi convinceva (arms viene tradotto con armi), ma il senso si capisce benissimo:


Tina di La nascita di una mamma moderna ha inviato una mail con il seguente link da gCaptain per ricordare a tutti noi la sicurezza in acqua, tanto più entriamo nei mesi estivi (nel mio emisfero e latitudine, almeno). Questo è agghiacciante da leggere, ma facciamolo comunque e contribuiremo a salvare una vita questa estate!


L'annegamento non sembra annegamento

"Annegare è quasi sempre un evento apparentemente tranquillo. L'ondulazione, gli schizzi e le urla che il condizionamento drammatico (la televisione) ci prepara a cercare, sono raramente visti nella vita reale".

I bambini (e gli adulti) che stanno annegando non presentano i segni di sofferenza che tendiamo a cercare, istruiti dalla TV, come le urla e l'agitare le braccia.

Ecco come un annegamento (reale) di un bambino (o di una persona in genere) appare:
  1. Tranquillo. I bambini che stanno affogando non possono parlare o urlare per chiedere aiuto, perché sono troppo impegnati a cercare disperatamente di respirare. Parlare e urlare sono fuori questione. Se siete in dubbio che qualcuno stia affogando, chiedeteglielo. Se può rispondere, potrebbe lo stesso essere in pericolo, ma non è ancora un annegamento. Se il bambino non risponde, pensate al peggio e aiutatelo!
  2. Immobile. I bambini che stanno affogando non hanno la forza di nuotare verso l'assistenza o di agitare le braccia per ottenere attenzione. Essi galleggiano tranquillamente su e giù in verticale mentre lottano per tenere la testa sopra l'acqua. Usano le braccia istintivamente per spingersi verso l'alto. Il corpo è molto basso in acqua e si vede solo una parte della testa.

Dall'articolo:
"A volte l'indicazione più comune che una persona sta annegando è che non sembra che stia annegando. Sembra che stia a galla e che guardi il pontile."

I bambini che stanno annegando possono avere meno di un minuto prima di affondare e di morire. Aiuta immediatamente un bambino che sta annegando, seguendo questi passaggi, da WikiHow:
  1. Chiama aiuto, non importa quanto tu sia bravo a nuotare.
  2. Mantieni la calma e incoraggia pure il bambino a mantenere la calma.
  3. Cerca di raggiungere il bambino in sicurezza (come il bordo della piscina o il ponte della barca). Sdraiati e utilizza il braccio teso, una t-shirt, o un bastone uncinato. Se devi entrare in acqua, cerca di ancorarti a qualcosa di stabile, come ad esempio la scala della piscina, in modo che il bambino che recuperi non ti spinga sotto, o àncora alla barca il bambino.
  4. Come ultima risorsa, fai nuotare il bambino. E' molto pericoloso tentare di salvare una vittima di annegamento in acqua e potrebbe esitare in un vostro infortunio o nella morte stessa. Cercate possibilmente di portare un dispositivo di assistenza con voi, come una boa galleggiante e di metterla tra voi e il bambino. Se è necessario trascinate il bambino tornando a riva o al lato della piscina, mettendovi dietro e ponendo una o entrambe le vostre braccia sotto le sue ascelle. Mettendovi entrambi a pancia in su, cercate di nuotare verso la riva. Continua a parlare con voce calma per rassicurare e calmare il bambino. Se avete un dispositivo di galleggiamento, mettetelo sul petto tra voi e la vittima. Se il bambino si sta stringendo freneticamente a te e tu inavvertitamente finisci sotto l'acqua, nuota verso il basso fino a che istintivamente non ti lascia, e quindi prova di nuovo o cerca un aiuto supplementare.
Anche un semi annegamento e l'annegamento secondario possono essere gravemente costosi in termini di danno cerebrale ed altre lesioni, quindi seguite questi suggerimenti per la sicurezza quando i bimbi sono in acqua o vicino all'acqua:

  1. Non lasciare mai i bambini incustoditi nelle vicinanze o in acqua. Ciò include la vasca. Non andate via per "solo un minuto." Ricordate che i neonati e i bambini che annegano non gridano o fanno spruzzi di acqua in modo da segnalare il proprio disagio. Saranno affondati tranquillamente sotto l'acqua, e non lo saprete mai se non sarete lì per aiutare immediatamente.
  2. Non fare affidamento su dispositivi di sicurezza in acqua. I vostri bambini possono usare i braccioli, le ciambelle, i galleggianti della piscina e i giubbotti di salvataggio - ma non sono un sostituto per la sorveglianza di un adulto in qualsiasi momento. I bambini possono morire annegati ed è già successo, mentre indossano o usano tali dispositivi.
  3. Non fare affidamento sulle classi di nuoto. I bambini possono iniziare ad imparare a nuotare fin dall'infanzia, ma anche i bravi nuotatori (anche bravi nuotatori adulti) possono soccombere alla fatica o all'acqua e annegare. Mantenete un vicino adulto di fiducia a portata di mano, non importa quanto bravo nuotatore il bambino sia e incoraggiare i figli grandi ad utilizzare il sistema buddy e tenersi d'occhio a vicenda.
  4. Chiudere le piscine casalinghe. "L'annegamento è rapido e silenzioso, tenete gli occhi sui vostri figli vicino all'acqua" dalla Kansas City Kids infoZine consigli utili:
    • Le recinzioni intorno a piscine e vasche calde dovrebbero essere almeno di 5 metri di altezza ed avere un meccanismo di auto-bloccaggio.
    • Le vasche calde necessitano adeguate coperture di scarico e aspirazione per evitare l'intrappolamento. I capelli o i vestiti dei bambini possono rimanere intrappolati nella fuga e l'aspirazione è troppo potente per i bambini (ed anche per alcuni adulti) da combattere.
    • Rimuovere le coperture completamente prima di utilizzare la piscina per la stagione.
    • Valutare l'uso di allarmi alle porte della piscina, o anche per la porta esterna che conduce al cortile. Ci sono stati dei bambini che sono andati fuori a ispezionare la piscina mentre i genitori dormivano.
  5. Essere prudenti con le fonti esterne di acqua. Coprite e bloccate i pozzi sulla vostra proprietà. Siate consapevoli dei canali di drenaggio e fori che si riempiono d'acqua dopo una pioggia e sorvegliate i bambini che si avvicinano. Rimanete a portata di mano in una piscina pubblica, piscina per bambini, o nell'oceano. Riconoscete i propri limiti proprio come un nuotatore e non fatevi sorprendere dalla fatica in mare aperto mentre vi state prendendo cura di un bambino o un neonato. Non portate mai i bambini (o voi stessi) a nuotare in condizioni pericolose, come ad esempio mare agitato, vento forte, oppure i temporali.
  6. Non tenere sorgenti d'acqua accessibili ai bambini in casa. Svuotate le vasche subito dopo il bagno. Tenete i pannolini di stoffa in un secchio asciutto piuttosto che uno umido. Chiudete i coperchi della toilette, e utilizzate un blocco se i bambini sono curiosi. Vuotate i secchi e gli altri contenitori subito dopo l'uso.
  7. Non lasciare che i bambini ingeriscano acqua durante il nuoto o il bagno. C'è una rara e talvolta fatale condizione chiamata "annegamento secondario" in cui i polmoni sono danneggiati dal riempimento con l'acqua, anche se non c'è un immediato annegamento acuto. Ciò è particolarmente critico in acqua salata. Cercate segni di letargia e tosse o altri problemi di respirazione dopo una nuotata.
  8. Essere preparati sul massaggio cardio-polmonare in neonati e bambini. Per essere pronti per il caso peggiore, fate un corso presso la Croce Rossa e rispolverate le vostre abilità almeno una volta all'anno.
  9. Insegnare ai bambini la sicurezza in acqua. Parla con i tuoi figli sui rischi di annegamento e non lasciate i figli grandi a supervisionare i fratelli più piccoli in acqua senza essere a portata di mano voi stessi. I bambini sono facilmente distratti e non necessariamente bravi nuotatori loro stessi e non deve essere affidata la cura di un neonato o un bambino in una situazione pericolosa. Cominciate a parlare anche ad un bambino piccolo su come comporre il 118 [n.d.t. 911] (o qualunque sia il numero applicabile nella vostra zona), in caso di emergenza, e fate in modo che i bambini sappiano che la prima cosa da fare se sospettano che qualcuno stia annegando è quello di cercare l'aiuto degli adulti.


1 Per favore, tenete i bambini sui sedili posteriori dell'auto il più a lungo possibile.


Spero di non aver spaventato nessuno, ma credo siano linee guida interessanti per tutti.

Sabato sono andata ad una festicciola di una compagna di asilo di Matteo e c'era una di quelle piscinette piccole, carine, colorate. Stavo parlando con altre due mamme e nessuna di noi si è accorta che poco più in là un bimbo stava quasi per soffocarne un altro sott'acqua. In una spanna d'acqua. Ecco il perchè di questo post.