venerdì 30 luglio 2010

Buone vacanze da Mamma C

E con oggi inizio anche io il mio periodo di lontananza dalla civiltà, da internet, dal blog. Non so se sopravviverò, sicuramente ne ho bisogno. Ho bisogno di staccare per un po' e concentrarmi sulla mia famiglia, di approfittare di questi giorni senza distrazioni, per coccolare un po' prima il bimbo, poi, appena ci raggiunge, anche il marito! E magari coccolare anche me stessa. Un paio di settimane e torniamo alla civiltà. Sempre in vacanza, ma con -credo- la possibilità di collegarci ad internet.

Buone vacanze per chi deve ancora partire e forza e coraggio per chi è già tornato. Tra l'altro le città sono deserte, è un momento stupendo per sbrigare tutte quelle commissioni che code e traffico ci facevano passare la voglia di fare..

Un abbraccio, si parteeee!!!!

{this moment n.17}

Mamma C

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."
Words and Inspiration By Amanda and many others...

Mamma F

I venerdì del libro n.11

Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma ed ogni venerdì pubblichiamo alcune righe di due libri che ci hanno colpito. Come dice Mamma F., ormai leggere è quasi un reato e noi vogliamo leggere per delinquere.



Mamma F: Edith Wharton - Gli sguardi della luna (1915)

Ebbene sì, qualche romanzo condito di un po' di amore lo leggo pure io.
Tipo questo, tra i meno noti della Edith Wharton (L'età dell'innocenza, Ethan Frome, La casa della gioia...) e giudicato minore solo perchè non ci si straccia le vesti e si tenta il suicidio pieni interrogativi esistenziali fondamentali ogni 10 pagine.
Un libro che ritrae un'epoca leggera, per una volta: due americani, il mondo scintillante (nel bene e nel male) dell'inizio del secolo scorso e mille idee (fallimentari) su come vivere a carico dei ricchi.
E, come dicevo, un po' di amore e lieto fine.
Ogni tanto ci sta. Ogni tanto.

*****


Siamo all'inizio del secolo scorso. E' la storia di quattro donne inglesi che decidono di passare qualche tempo in una casa in Liguria, trovata grazie ad un annuncio sul giornale. Tutte troveranno lì qualcosa: l'amica, l'amore o la felicità.

Il romanzo è scritto davvero bene: arguto ma romantico, allegro ma riflessivo. Io mi ci sono persa e l'ho letto d'un fiato. Cercando un brano da riportare qui, l'ho di nuovo leggiucchiato e confermo le mie sensazioni della prima lettura.

So che ne è stato tratto anche un film, ma non l'ho visto. Se qualcuno lo conosce, per favore condivida i commenti!

Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del Libro.

Chiediamo scusa di non poter aggiornare la lista di chi partecipa all'iniziativa, ma siamo entrambe lontane dalla civiltà e quindi da internet.. :))

mercoledì 28 luglio 2010

School's out!

Ultimo giorno. Oggi è l'ultimo giorno di nido di Matteo. Siamo tutti stanchi, non vediamo l'ora di andare in vacanza, ma l'asilo, quello, non vorremmo che terminasse mai. Parlo anche per Matteo, ovviamente, che appena arriviamo davanti al cancelletto dell'entrata, schizza come una saetta e va a suonare al campanello. Quando la porta si apre, sfodera un sorriso meraviglioso, mi rifila un bacio distratto e corre a raggiungere, felice, i suoi compagni di gioco.

Stamattina però non era come le altre mattine. Un magone, mentre percorrevo gli interminabili chilometri tra il mio domicilio attuale e l'asilo. Sapevo che avrei salutato tutti per l'ultima volta. Sì, è vero che il paese è piccolo e incontrerò spesso le maestre e le altre mamme. Sì, è vero che a settembre iniziamo la materna e sarà tutto altrettanto entusiasmante (bah, forse ripetendolo come un mantra inizierò a crederci anche io..), sì è vero che sono i momenti della vita e tutto scorre.. ma io a questo asilo, a queste maestre sono davvero affezionata. Gli ho affidato un cicciobello e ne hanno fatto un ometto, che sa lavarsi i denti, mangiare da solo, parlare e, ormai, anche fare pipì e cacca da solo. Lo hanno reso sicuro di sé, estroverso con gli altri, gli hanno fatto scoprire il mondo dei colori e delle forme, l'euforia del gioco di squadra, il rispetto delle regole (poche, ma quelle poche vanno seguite).

festa di fine anno

Glielo ho affidato col cuore e col cuore me l'hanno trattato..

Mi mancheranno davvero tanto..


PS: evito di raccontare il commiato solo per dignità..

Buio in sala n.8

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!


E adesso... buio in sala!


Mamma F: Il sarto di Gloucester - Beatrix Potter (1903 book)


"Al tempo delle spade, delle parrucche e delle mantelline a balze dai bordi ricamati, quando i gentiluomini portavano gale ai polsi e panciotti di seta e taffettà gallonati d'oro, viveva nella città di Gloucester un sarto. Dalla mattina alla sera sedeva a gambe incrociate su un tavolo accanto alla finestra di un negozietto in Westgate Street".

Un cartone animato breve, un sarto malato, un gatto dispettoso che si ravvede e tanti topini servizievoli che aiuteranno ad arrivare al lieto fine: la casacca del principe pronta per il giorno del matrimonio. Mi commuoveva già anni fa, ora con Simo è anche
peggio.
Di
Beatrix Potter parlerò a parte nei libri, perchè ne vale la pena in modo assoluto.
Purtroppo non ho trovato in rete alcun estratto da questa fiaba animata, se voi lo trovate, segnalatemelo grazie.


******

Mamma C: La Regina delle nevi (1957)


Sì, lo so che ne ho parlato nei Venerdì del libro, ma questa è la più bella fiaba di Andersen in cartone animato, il mio preferito in assoluto, altro che Disney! E' di un russo, Lev Atamanov, che

ha creato il primo episodio

all'interno di una serie (Mikhail Barishnikov's Stories of my childhood). Ho imparato a vederlo sotto un'altra ottica grazie a questo articolo che ho trovato in rete, davvero molto interessante. Prima ci vedevo solo la fiaba, per altro piacevolissima.

Quando ero piccola cercavo disperatamente di vedere questo cartone, ma veniva programmato solo in reti secondarie, che puntualmente non si prendevano da casa mia..


Ci sono cresciuta, con Gerda (si legge Gherda, credo) e Kay, mi hanno insegnato ad amare le rose..


Qui trovate l'inizio. Sul tubo c'è tutta tutta. Prendete i vostri bimbi e godetevi la visione..



Ecco i nostri precedenti Buio in sala!



Partecipano a questa iniziativa:

venerdì 23 luglio 2010

{this moment n.16}

Mamma C

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."
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Mamma F

I venerdì del libro n.10

Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma ed ogni venerdì pubblichiamo alcune righe di due libri che ci hanno colpito. Come dice Mamma F., ormai leggere è quasi un reato e noi vogliamo leggere per delinquere.



Mamma F: Marco Lodoli - Grande circo invalido (1993)

L'edizione Einaudi del '93 forse si trova ancora su qualche bancarella (ammesso che qualcuno, dopo averlo letto, abbia voluto separarsene), ma è stato prontamente ripubblicato nel 2003 insieme ad altri racconti nella raccolta I Principianti. Marco Lodoli è stato lo scrittore che mi ha accompagnato nel mio periodo torinese post universitario quando credevo di essere libera perchè spesso ero sola, prima di mettere la testa definitivamente "fuori" posto con famiglia e figli, prima della seconda parte della mia vita vera, in buona sostanza. E questo libro è com'ero io, sconclusionata, arrabbiata e dolce, senza capo nè coda ma determinata. Come forse, alla soglia dei 30 anni, si è un po' tutti, pieni di amore da dare ma fortemente incazzati: o forse come era la mia generazione, ora non so.

"
Grande Circo Invalido è la storia di tre amici anarchici: Ruggero, Rocco e Mariano. Al fianco di ognuno di loro, in diversi momenti e per diverse ragioni, c'è Sara: quasi creatura angelica, eppure fatta di carne, l'intelligenza vivace e la bellezza senza limiti, l'amore sognato e il sesso di fretta, l'ansia di vivere e l'assurdità crudele della morte. Marco Lodoli ha definito i suoi personaggi come uomini che cercano disperatamente il senso di questo soggiorno terrestre. Io penso che nello specifico di questo romanzo esista un motivo cardine che attraversa ogni gesto, ogni memoria, ogni situazione e che sia proprio questa affannosa ricerca, a tratti quasi disperata, questo interrogarsi continuo, questa smania di capire le cose, gli eventi anche quando questi ci si ritorcono contro con ferocia insensata" da qui.

PS. so che i miei consigli son sempre conditi da osservazioni personali estemporanee non richieste ma credo possano esser utili a capire perchè ho letto qualcosa e che senso mi ha dato. Sennò le recensioni messe lì a bella posta potete andarvele a leggere in rete pure senza di noi no?


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"Posso raccontarti di quando i talebani hanno chiuso la scuola, Fabio?
Certo.

[...] Il maestro parlava di numeri e ci stava insegnando a contare, quando abbiamo sentito una moto che girava attorno alla scuola come per cercare l'entrata, anche se non era molto difficile da trovare. Il motore si è spento. Sulla porta è apparso un talebano enorme, con quella barba lunga che hanno loro, e che invece noi hazara non possiamo avere perché siamo tipo i cinesi o i giapponesi, che hanno pochi peli in faccia [...]. Il talebano, con il fucile è entrato in classe ed ha detto ad alta voce che bisognava chiudere la scuola, punto. Il maestro ha chiesto perché. Lui ha risposto: E' stato il mio capo a deciderlo, dovete ubbidire. E se n'è andato senza aspettare una risposta o dare altre spiegazioni.. [...]. La terza mattina dopo quel giorno, era una mattina d'autunno, di quelle con il sole ancora caldo che la prima neve non sciolta nel vento non riesce a raffreddare, ma solo ad insaporire, una giornata perfetta per far volare gli aquiloni. Stavamo ripetendo una poesia in lingua hazaragi per prepararci allo sherianji, la battaglia dei versi, quando sono arrivate due jeep piene di talebani. Siamo corsi alle finestre per vederli. Tutti i bambini della scuola si sono affacciati, anche se avevano paura, perché la paura è attraente, quando non sai riconoscerla. Sono scesi dalle jeep venti, forse trenta talebani armati. Sono scesi e lo stesso uomo dei giorni precedenti è entrato in classe e ha detto al maestro: Ti abbiamo detto di chiudere la scuola. Tu non hai ascoltato. Ora saremo noi ad insegnare qualcosa. [...]
I talebani hanno fatto uscire tutti, bambini ed adulti. Ci hanno ordinato di metterci in cerchio, nel cortile, i bambini davanti, perché eravamo più bassi, e gli adulti dietro. Poi, al centro del cerchio hanno fatto andare il maestro ed il preside. Il preside stringeva la stoffa della giacca come per stracciarla e piangeva e si voltava a destra e sinistra in cerca di qualcosa che non trovava. Il maestro, invece, era silenzioso come il suo solito, le braccia lungo i fianchi e gli occhi aperti, ma rivolti dentro se stesso, lui che, ricordo, aveva dei begli occhi che dispensavano bene tutt'attorno.
Ba omidi didar ragazzi, ha detto. Arrivederci.
Gli hanno sparato. Davanti a tutti.
Da quel giorno la scuola è stata chiusa, ma la vita, senza scuola, è come la cenere.

A questo tengo molto, Fabio.
A cosa?
Al fatto di dire che afghani e talebani sono diversi. Desidero che la gente lo sappia. Sai di quante nazionalità erano, quelli che hanno ucciso il mio maestro?
No. Di quante?
Erano venti quelli arrivati con le jeep, giusto? Beh, non saranno stati di venti nazionalità diverse, ma quasi. Alcuni non riuscivano nemmeno a comunicare tra loro. Pakistan, Senegal, Marocco, Egitto. Tanti pensano che i talebani siano afghani, Fabio, ma non è così. Ci sono anche afghani, tra di loro, ovvio, ma non solo: sono ignoranti, ignoranti di tutto il mondo che impediscono ai bambini di studiare perché temono che possano capire che non fanno ciò che fanno nel nome di Dio, ma per i loro affari."

Renderli ignoranti per governarli meglio.. non lo trovate di un'estrema attualità anche per il nostro Paese??


Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del Libro.


giovedì 22 luglio 2010

Piccoli squatter crescono..

Bollettino medico: proprio il giorno in cui finalmente mi decido a portarlo a controllare, chiaramente le papuline, come d'incanto, svaniscono ed io mi faccio la figura della mamma superansiosa della pediatra, che mi liquida velocemente, sorridendo per le due puntine da "sudamina"..

Pannolino: sono quindici giorni ormai che viviamo senza pannolino di giorno e:
  • a casa si è fatto pipì addosso solo tre volte (per la cacca, ieri abbiamo avuto una.. ehmm.. ricaduta)
  • all'asilo è da ieri che non si bagna
  • ieri lo vedo andare via dalla stanza, gli chiedo info e lui: "Faccio pipì"; vado incuriosita in bagno e lo trovo con pantaloncini e slip tirati giù, bellamente seduto sul vasino, che mi guarda come dire: "Beh?posso avere la mia privacy??"
  • al risveglio il pannolino della notte è asciutto e stamattina mi ha chiesto di toglierglielo per far pipì (in genere al mattino appena sveglio si "liberava"ancora nel pannolino..)
Sono soddisfazioni, eh? Ad ogni successo giornaliero corrispondeva un piccolo premio: un palloncino, un tubetto di bolle di sapone, un gessetto colorato.. Se continua così, tra qualche giorno tiro il colpo e provo a toglierglielo per la nanna del pomeriggio, per poi passare alla notte..
Per premiare la notte asciutta necessitiamo davvero di un grosso premio.. e quale più bel rafforzo positivo di una bella valigia a forma di tigre, la nostra amata tigre??


Sì, perché per una botta di... fortuna più unica che rara abbiamo vinto il giveaway di Mammagiramondo e questa splendida valigia è nostra!!! Nostra, perché ovviamente è in condivisione con squatterSimo, chi ne avrà bisogno la userà :)

mercoledì 21 luglio 2010

Buio in sala n.7

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!


E adesso... buio in sala!


Mamma F: Le sorelle Bronte (1979)


Ho vissuto delle sorelle Bronte per anni o potrei dire decenni (ahimè, l'età!), sempre preferendo la tranquilla Charlotte (quella di Jane Eyre, per intenderci) all'esagitata Emily (di Cime Tempestose) ed alla trasparente Anne, nella poesia come nella prosa.

Qui sono riunite tutte e tre (anche se sarebbe da dire quattro visto il ruolo nella loro vita del fratello Branwell..), un poco francesizzate da Téchiné, ma per chi non ha cuore e voglia di concedersi la "Vita di Charlotte Bronte" della Gaskell, (anche se io la consiglio assolutamente, visto l'interesse storico-biografico decisamente alto) questo è un ottimo surrogato, anche solo per il fascino della brughiera e dell'Adjani giovanissima.


Qui un estratto.

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Mamma C: Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi (2004)

Tre ragazzi diventano eredi di una grande fortuna che li rende facili prede di un truffatore, quale il Conte Olaf. I tre ragazzi hanno poteri diversi: Violet è in grado di utilizzare i più svariati oggetti, inventando macchinosi congegni; Klaus legge tantissimo ed ha una memoria formidabile, la piccola Sunny ha denti che non perdonano..


Ha tutta l'aria di un film di Tim Burton, ma non lo è. Ed infatti leggo che originariamente doveva essere lui a dirigerlo. Con Johnny Deep e Glenn Close. Per quanto ami Johnny Deep, l'attuale cast mi fa impazzire. Meryl Streep è divina come sempre, Jim Carrey è insuperabile nei sui travestimenti..


L'atmosfera è gotica, la scelta delle scenografie molto attenta.


Un carinissimo sito sul film.


Date un'occhiata al trailer e poi qui ad una delle prime scene..


Partecipa a questa iniziativa:


Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

domenica 18 luglio 2010

Buone vacanze da Mamma F.

Questa che viene è la mia ultima settimana di lavoro (effettivo) per un po'; sarò impegnatissima con la chiusura della mia parte del lavoro della società, sia a casa che a Torino.
Alla fine, via: vacanza.
E, per definizione, sarò vacante non solo dal lavoro ma anche qui; un po' di mare, un po' di montagna, tanto a casa ma mai on line.
Perchè ogni cosa ha il suo tempo, i suoi modi e i suoi spazi.
Così, della famiglia di Mamma F. avrete novità solo in qualche This Moment e di lì saprete come stiamo.
Conto di tornare a settembre come nuova, o forse meglio. Sicuramente riposata e piena di voglia di fare e di novità.
Approfitto di oggi, ultimo giorno senza troppi impegni lavorativi, per augurarvi beatitudine attraverso queste settimane.
A poi.

10 motivi per cui i bambini dovrebbero stare all'aria fresca

10 motivi per cui i bambini dovrebbero stare all'aria fresca tratto dal “National Wildlife Federation” (traduzione mia, quindi pietà..):
  1. Ossa più forti e più basso rischio di cancro fin d’ora: i bambini che stanno al chiuso non ricevono abbastanza sole e sono sempre carenti di vitamina D
  2. Bambini più sani e curati: un'ora di gioco al giorno è quello che i medici chiamano strumento fondamentale per combattere l'obesità infantile e il diabete.
  3. Miglioramento della vista: recenti studi riportano che i bambini che passano il tempo all'aperto hanno meno miopia e meno necessità di occhiali.
  4. Meno depressione e iperattività: il tempo all'aperto in ambiente naturale (anche solo le strade alberate) rasserena i bambini e riduce il loro bisogno di farmaci.
  5. Tempi di attenzione più lunghi: i bambini che guardano televisione e video giochi per tutta la giornata hanno meno pazienza e capacità di attenzione più breve.
  6. Migliori a farsi degli amici: i bambini che giocano insieme all'aria aperta si relazionano l’un l’altro direttamente, creano giochi insieme, migliorano la loro capacità di comprendersi a vicenda.
  7. Più creativi: i bambini che giocano all'aperto sono più propensi a usare la lro immaginazione, le invenzioni e la creatività durante il gioco.
  8. Meno comportamenti violenti a casa e scuola: i bambini non soggetti alla violenza in TV e nei videogiochi capiscono più facilmente che i comportamenti violenti non sempre risolvono i problemi.
  9. Rendimento scolastico migliore: i corpi e le menti che si sviluppano in modo sano con giochi all'aperto sono migliori anche in ambito scolastico.
  10. Un’aspettativa di vita maggiore ed una vita adulta più sana: i medici stimano che i bambini obesi e sedentari perdono da tre a cinque anni dalla loro aspettativa di vita.

sabato 17 luglio 2010

TOTO-varicella

Sudamina, Varicella o Sudamina+ Varicella?

Si accettano scommesse.. entro lunedì mattina che ci visita la pediatra..

Nel frattempo.. stateci alla larga!!

Provo a vivere senza BPA (o quasi)

Il bisfenolo A (o BPA) viene usato, insieme ad altre sostanze chimiche, per produrre il policarbonato, una plastica rigida con cui si fabbricano biberon, piatti, tazze, caraffe, stoviglie per il microonde e recipienti vari ad uso alimentare. Il bisfenolo viene utilizzato anche per produrre materiale plastico adatto al rivestimento interno di lattine, serbatoi per acqua, ecc... Per questi suoi impieghi è presente nell'elenco delle sostanze idonee al contatto con gli alimenti ed è stato più volte oggetto di studi per poterne valutare l'effettiva sicurezza.
La possibilità che venga ingerito dipende dal fatto che dai contenitori e dai rivestimenti interni il bisfenolo può migrare in piccole quantità nei cibi e nelle bevande.

Le informazioni dettagliate si trovano qui su Wiki.

Verrà rilasciato a settembre il parere finale dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sulla problematica del BPA; lo ha annunciato in una nota la Commissione dell'Autorità sul BPA, che si è riunita per valutare gli effetti della sostanza in alcuni tipi di biberon e in altri contenitori per alimenti. Ma c'è da fidarsi? Se leggete qui, capite che anche in questa Commissione di valutazione c'è chi è stato pagato dai produttori di BPA per dire che non ci sono problemi nè pericoli: peccato che gli studi recenti dicano il contrario e che, se il BPA non creasse guai, forse non ci sarebbe la necessità di corrompere uno scienziato valutatore per avere pareri favorevoli.

Sempre citando da vari studi presenti in rete, leggo che il Parlamento francese ha approvato definitivamente il 23 giugno 2010 un provvedimento che vieta la produzione e la commercializzazione di biberon che contengono Bisfenolo A in Francia. L’entrata in vigore della nuova norma potrebbe scattare solo dal 1 gennaio 2011, per dare la possibilità alle imprese di smaltire le scorte; inoltre, il dibattito sulla proposta di vietare il Bisfenolo A in tutti gli oggetti a contatto con il cibo è stato rimandato all’anno prossimo, quando la documentazione scientifica sarà più completa.

Per dovere di cronaca va detto che provvedimenti simili sono già stati adottati nei mesi scorsi in Canada e Danimarca, mentre negli Usa si vendono solo biberon senza Bisfenolo A.

In Francia la Lega contro il cancro ha iniziato a raccogliere le firme per chiedere alle autorità sanitarie di rendere obbligatoria una dicitura sulle etichette dei prodotti dove si evidenzia la presenza di Bisfenolo A.

La Lega contro il cancro sostiene che il policarbonato (plastica usata per i biberon e molti altri contenitori per alimenti ricavata da catene di molecole di Bisfenolo A) quando viene sottoposto a calore cede BPA e per questo motivo si sconsiglia alle mamme di riscaldare il latte nei biberon. La cessione di molecole nocive ai prodotti alimentari si pone anche quando si riscalda a bagno maria una scatola di piselli in scatola o di carote o altri ortaggi. Le lattine di metallo infatti sono ricoperte all’interno di una sottile strato di Bisfenolo per evitare che il metallo trasferisca sapori e odori al cibo.

Io non so dove ho vissuto fino ad oggi, ma confesso che non lo sapevo. Ho sempre riscaldato i contenitori da microonde nel microonde (per l'appunto non si comprano apposta??), compresi i biberon di Simo (4 giri a 800 Watt e via), ho scongelato, cotto a vapore, sciolto... Insomma ho fatto tantissimo con il microonde, spesso evitando i fornelli, che si sporcano di più, che sporcano le pentole, che richiedono più tempo e attenzione. Perchè poi alla fine il motivo è sempre il tempo da risparmiare, no?

O no?

Leggendo nei giorni scorsi gli studi sul BPA ho capito che il rischio per me e mio marito, ma soprattutto per mio figlio, è risparmiare tempo ora per poterlo spendere a curare i danni che fa il BPA.
E quindi sto provando a sostituire tutto quello che è di plastica e sta a contatto con il calore degli alimenti: NON E' AFFATTO FACILE, proprio no.
Fare piazza pulita di tutti i contenitori da frigo che poi passano nel microonde, eliminare le vaporiere da microonde, sostituire il frullatore grande col bicchiere in plastica (ci frullo le minestre bollenti) con uno col bicchiere in vetro, frullare col frullatore piccolo ad immersione che ha il gambo di plastica solo alimenti raffreddati, cambiare tutti i piatti e le posate e i bicchieri di Simone, sostituendoli con vetro, coccio, acciaio e ceramica: NON E' EVIDENTE ma si fa.

E i biberon?

Buttati quelli vecchi, li ho cercati garantiti senza BPA (ci sono alcune marche che li vendono da un po', sorpresa!!!) per poter continuare ad usarli nel microonde (quando Simo si sveglia nel cuore della notte io proprio non ce la faccio a far bollire il latte nel pentolino e azzeccare la temperatura).

E così ha tutto più senso: comprare biologico al nostro farmer market preferito dai produttori locali, cucinare vecchia maniera, mangiare in piatti "normali" e lavarli con detersivo home-made per evitare residui chimici significa solamente chiudere un cerchio virtuoso di salute. E non richiede poi così tanto tempo in più, richiede solamente di cambiare abitudini (ed è una cosa forse più difficile!).
Così oggi (il sabato mattina è dedicato alla spesa al farmer market a km zero qui) abbiamo comprato, trale altre cose, le zucchine trombette, le abbiamo cucinate a vapore in pentola con la griglia d'acciaio old fashion, le abbiamo mangiate subito in parte ed in parte congelate nei contenitori di vetro. E mentre cuocevano le trombette, accanto bollivano i limoni per il detersivo per i piatti. Che basti ogni tanto rubare un po' di tempo ad internet per non vivere alla rincorsa (al posto di rubarlo alla salute?).

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venerdì 16 luglio 2010

{this moment n.15}

Mamma F

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."
Words and Inspiration By Amanda and many others...

Mamma C

Stelle sulla Terra

Finalmente in RAI propongono qualcosa di decente: ho visto che domani sera programmano TAARE ZAMEEN PAR, un film meraviglioso sulla dislessia. Premetto che sono un'accanita fan di Bollywood, ma questa pellicola ha poco a che fare con quei balletti naive tutti colorati, classici dei film indiani. Se riuscite, guardatelo o, meglio ancora, registratelo: non si trova in distribuzione (quanto meno fino a poco fa); non mi pronuncio sulle scelte commerciali cinematografiche di questi tempi sennò divento volgare.. Sul tubo c'è tutto, ma è in hindi..

Ecco il trailer..


STELLE SULLA TERRA

Per una volta che in TV passano qualcosa di valido, vale davvero la pena non farsela sfuggire..

I venerdì del libro

Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma ed ogni venerdì pubblichiamo alcune righe di due libri che ci hanno colpito. Come dice Mamma F., ormai leggere è quasi un reato e noi vogliamo leggere per delinquere.




Un libro a copertina rigida, gialla. Arnoldo Mondadori Editore (quando ancora lo Psiconano era sui banchi di scuola..), collana Sinfonia Allegre, con le illustrazioni di Alberto Breccia, un grande del fumetto.. Parlo del libro che più mi è caro, con ancora il nome di mia madre e il suo indirizzo del '50..
Una favola, la mia preferita e la sua più bella. Ce l'ho in diverse traduzioni ed in più lingue, ma questa è la versione cui sono più legata. L'unica in cui compare la parola "verità", anziché "eternità" [Evigheden in danese], come parola che Kay non riesce a scrivere coi cubetti di ghiaccio..
On line si trova una versione abbastanza fedele all'originale.

"Un giorno, uno dei tanti geni maligni che abitano la Terra, riuscì ad inventare uno specchio cattivo e perverso com'era lui. In questo specchio le cose non si riflettevano com'erano, ma quelle buone o non si vedevano o diventavano brutte, e quelle già brutte apparivano addirittura mostruose. Davanti ad esso qualunque bellissimo paesaggio sembrava un mucchietto di spinaci bolliti e tutte le persone buone che per combinazione vi si erano specchiate, giuravano di essersi viste con la testa in giù o addirittura senza testa.
Ora accadde una volta che alcuni genietti, giocando con lo specchio inventato dal loro padre, litigarono e lo specchio finì per terra andando in mille frantumi piccolissimi.
Q questi frantumi, minuscoli come granelli di sabbia, cominciarono a disperdersi per l'aria, causando moltissimi guai, perché, quando andavano a finire negli di qualcuno, gli facciano vedere ogni cosa sfigurata e terribilmente imbruttita. Altre scheggette raggiungevano il cuore degli uomini e lo rendevano più duro e più freddo del ghiaccio. Con i pezzi più grandi si fecero anche occhiali e vetri per finestre; ma guardando attraverso ad essi anche i più buoni diventavano cattivi. Altre particelle, infine, rimasero sospese nell'aria. La storia che segue racconta ciò che accadde per causa di una di queste."


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Mamma F: Il mio amico Abdul - Raffaele Mangano (2003)


Quando il mondo leggeva la buonanima di Terzani, io leggevo lui e lo preferivo di parecchio.

Un po' perchè è davvero bravo lui e bellissimo il libro, un po' perchè per caso con Raffaele poi siamo diventati anche amici (per brevi tratti viaggiatori, a volte con il cuore a volte con la macchina).

Ho scelto "Il mio amico Abdul" perchè l'ho letto per primo, ma ugualmente consiglierei "Andiamo a bere la pioggia", entrambi viaggi nella memoria, il primo diviso tra Occidente e Oriente, il secondo tra l'Italia del boom economico (degli altri) e il presente.

Dipinge scenari dolcissimi e durissimi, con lui leggendo si prova un po' di tutto.

Ora Raffaele non vive più a Milano, che ha abbandonato per tornare nella sua amata Sicilia: aspetto il prossimo libro augurandomi che sia "caldo" come lui e la sua terra.

Così inizia il libro (per gentile concessione dell'autore dal suo sito):

"Era una bella giornata di sole. Quando il professore di lettere al liceo leggeva un simile attacco tirava una riga rossa su tutti e quattro i fogli di protocollo e in calce apponeva la sigla nddl: non degno di lettura. Non erano solo i riferimenti alla meteorologia a suscitare stroncature, ma anche i luoghi comuni e le frasi fatte. Alla folla non era concesso di straboccare, né ai paesi di essere ridenti. Il campo di grano presentato come lago dorato provocava una sottolineatura che talvolta bucava la carta. La prosa doveva essere essenziale e lontana dalla retorica. L'implacabile insegnante non dava voti. In compenso i commenti erano micidiali. Ricordo il più basso della scala: "Questo é l'italiano parlato nel Turkmenistan”. A ogni buon conto il sole era davvero splendente e non saprei come descrivere in altro modo quel giorno d’estate. Tornavo da Parigi in stato confusionale. Con alcuni compagni di università avevamo discusso a lungo sulla protesta studentesca. Guardando i filmati in televisione e leggendo i giornali francesi, ci eravamo convinti che stesse accadendo qualcosa di importante e pertanto avevamo deciso di partire".

Su di lui e sui sui libri potete leggere qui e qui e in un sacco di altri posti.

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Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.


Partecipano a questa iniziativa: