venerdì 30 luglio 2010
Buone vacanze da Mamma C
{this moment n.17}
I venerdì del libro n.11
Ebbene sì, qualche romanzo condito di un po' di amore lo leggo pure io. mercoledì 28 luglio 2010
School's out!
Buio in sala n.8
Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!
E adesso... buio in sala!

Mamma F: Il sarto di Gloucester - Beatrix Potter (1903 book)
"Al tempo delle spade, delle parrucche e delle mantelline a balze dai bordi ricamati, quando i gentiluomini portavano gale ai polsi e panciotti di seta e taffettà gallonati d'oro, viveva nella città di Gloucester un sarto. Dalla mattina alla sera sedeva a gambe incrociate su un tavolo accanto alla finestra di un negozietto in Westgate Street".Un cartone animato breve, un sarto malato, un gatto dispettoso che si ravvede e tanti topini servizievoli che aiuteranno ad arrivare al lieto fine: la casacca del principe pronta per il giorno del matrimonio. Mi commuoveva già anni fa, ora con Simo è anche peggio.
Di Beatrix Potter parlerò a parte nei libri, perchè ne vale la pena in modo assoluto.
Purtroppo non ho trovato in rete alcun estratto da questa fiaba animata, se voi lo trovate, segnalatemelo grazie.
Mamma C: La Regina delle nevi (1957)
Sì, lo so che ne ho parlato nei Venerdì del libro, ma questa è la più bella fiaba di Andersen in cartone animato, il mio preferito in assoluto, altro che Disney! E' di un russo, Lev Atamanov, che
ha creato il primo episodio
all'interno di una serie (Mikhail Barishnikov's Stories of my childhood). Ho imparato a vederlo sotto un'altra ottica grazie a questo articolo che ho trovato in rete, davvero molto interessante. Prima ci vedevo solo la fiaba, per altro piacevolissima.
Quando ero piccola cercavo disperatamente di vedere questo cartone, ma veniva programmato solo in reti secondarie, che puntualmente non si prendevano da casa mia..
Qui trovate l'inizio. Sul tubo c'è tutta tutta. Prendete i vostri bimbi e godetevi la visione..
Ecco i nostri precedenti Buio in sala!
Partecipano a questa iniziativa:
venerdì 23 luglio 2010
{this moment n.16}
I venerdì del libro n.10
L'edizione Einaudi del '93 forse si trova ancora su qualche bancarella (ammesso che qualcuno, dopo averlo letto, abbia voluto separarsene), ma è stato prontamente ripubblicato nel 2003 insieme ad altri racconti nella raccolta I Principianti. Marco Lodoli è stato lo scrittore che mi ha accompagnato nel mio periodo torinese post universitario quando credevo di essere libera perchè spesso ero sola, prima di mettere la testa definitivamente "fuori" posto con famiglia e figli, prima della seconda parte della mia vita vera, in buona sostanza. E questo libro è com'ero io, sconclusionata, arrabbiata e dolce, senza capo nè coda ma determinata. Come forse, alla soglia dei 30 anni, si è un po' tutti, pieni di amore da dare ma fortemente incazzati: o forse come era la mia generazione, ora non so."Grande Circo Invalido è la storia di tre amici anarchici: Ruggero, Rocco e Mariano. Al fianco di ognuno di loro, in diversi momenti e per diverse ragioni, c'è Sara: quasi creatura angelica, eppure fatta di carne, l'intelligenza vivace e la bellezza senza limiti, l'amore sognato e il sesso di fretta, l'ansia di vivere e l'assurdità crudele della morte. Marco Lodoli ha definito i suoi personaggi come uomini che cercano disperatamente il senso di questo soggiorno terrestre. Io penso che nello specifico di questo romanzo esista un motivo cardine che attraversa ogni gesto, ogni memoria, ogni situazione e che sia proprio questa affannosa ricerca, a tratti quasi disperata, questo interrogarsi continuo, questa smania di capire le cose, gli eventi anche quando questi ci si ritorcono contro con ferocia insensata" da qui.
giovedì 22 luglio 2010
Piccoli squatter crescono..
- a casa si è fatto pipì addosso solo tre volte (per la cacca, ieri abbiamo avuto una.. ehmm.. ricaduta)
- all'asilo è da ieri che non si bagna
- ieri lo vedo andare via dalla stanza, gli chiedo info e lui: "Faccio pipì"; vado incuriosita in bagno e lo trovo con pantaloncini e slip tirati giù, bellamente seduto sul vasino, che mi guarda come dire: "Beh?posso avere la mia privacy??"
- al risveglio il pannolino della notte è asciutto e stamattina mi ha chiesto di toglierglielo per far pipì (in genere al mattino appena sveglio si "liberava"ancora nel pannolino..)
mercoledì 21 luglio 2010
Buio in sala n.7
Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!
E adesso... buio in sala!
Mamma F: Le sorelle Bronte (1979)
Ho vissuto delle sorelle Bronte per anni o potrei dire decenni (ahimè, l'età!), sempre preferendo la tranquilla Charlotte (quella di Jane Eyre, per intenderci) all'esagitata Emily (di Cime Tempestose) ed alla trasparente Anne, nella poesia come nella prosa.
Qui sono riunite tutte e tre (anche se sarebbe da dire quattro visto il ruolo nella loro vita del fratello Branwell..), un poco francesizzate da Téchiné, ma per chi non ha cuore e voglia di concedersi la "Vita di Charlotte Bronte" della Gaskell, (anche se io la consiglio assolutamente, visto l'interesse storico-biografico decisamente alto) questo è un ottimo surrogato, anche solo per il fascino della brughiera e dell'Adjani giovanissima.
Qui un estratto.
Mamma C: Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi (2004)
Tre ragazzi diventano eredi di una grande fortuna che li rende facili prede di un truffatore, quale il Conte Olaf. I tre ragazzi hanno poteri diversi: Violet è in grado di utilizzare i più svariati oggetti, inventando macchinosi congegni; Klaus legge tantissimo ed ha una memoria formidabile, la piccola Sunny ha denti che non perdonano..
Ha tutta l'aria di un film di Tim Burton, ma non lo è. Ed infatti leggo che originariamente doveva essere lui a dirigerlo. Con Johnny Deep e Glenn Close. Per quanto ami Johnny Deep, l'attuale cast mi fa impazzire. Meryl Streep è divina come sempre, Jim Carrey è insuperabile nei sui travestimenti..
L'atmosfera è gotica, la scelta delle scenografie molto attenta.
Un carinissimo sito sul film.
Date un'occhiata al trailer e poi qui ad una delle prime scene..
Partecipa a questa iniziativa:
Ecco i nostri precedenti Buio in sala!
domenica 18 luglio 2010
Buone vacanze da Mamma F.
Alla fine, via: vacanza.
E, per definizione, sarò vacante non solo dal lavoro ma anche qui; un po' di mare, un po' di montagna, tanto a casa ma mai on line.
Perchè ogni cosa ha il suo tempo, i suoi modi e i suoi spazi.
Così, della famiglia di Mamma F. avrete novità solo in qualche This Moment e di lì saprete come stiamo.
Conto di tornare a settembre come nuova, o forse meglio. Sicuramente riposata e piena di voglia di fare e di novità.
Approfitto di oggi, ultimo giorno senza troppi impegni lavorativi, per augurarvi beatitudine attraverso queste settimane.
A poi.
10 motivi per cui i bambini dovrebbero stare all'aria fresca
- Ossa più forti e più basso rischio di cancro fin d’ora: i bambini che stanno al chiuso non ricevono abbastanza sole e sono sempre carenti di vitamina D
- Bambini più sani e curati: un'ora di gioco al giorno è quello che i medici chiamano strumento fondamentale per combattere l'obesità infantile e il diabete.
- Miglioramento della vista: recenti studi riportano che i bambini che passano il tempo all'aperto hanno meno miopia e meno necessità di occhiali.
- Meno depressione e iperattività: il tempo all'aperto in ambiente naturale (anche solo le strade alberate) rasserena i bambini e riduce il loro bisogno di farmaci.
- Tempi di attenzione più lunghi: i bambini che guardano televisione e video giochi per tutta la giornata hanno meno pazienza e capacità di attenzione più breve.
- Migliori a farsi degli amici: i bambini che giocano insieme all'aria aperta si relazionano l’un l’altro direttamente, creano giochi insieme, migliorano la loro capacità di comprendersi a vicenda.
- Più creativi: i bambini che giocano all'aperto sono più propensi a usare la lro immaginazione, le invenzioni e la creatività durante il gioco.
- Meno comportamenti violenti a casa e scuola: i bambini non soggetti alla violenza in TV e nei videogiochi capiscono più facilmente che i comportamenti violenti non sempre risolvono i problemi.
- Rendimento scolastico migliore: i corpi e le menti che si sviluppano in modo sano con giochi all'aperto sono migliori anche in ambito scolastico.
- Un’aspettativa di vita maggiore ed una vita adulta più sana: i medici stimano che i bambini obesi e sedentari perdono da tre a cinque anni dalla loro aspettativa di vita.
sabato 17 luglio 2010
TOTO-varicella
Provo a vivere senza BPA (o quasi)
Il bisfenolo A (o BPA) viene usato, insieme ad altre sostanze chimiche, per produrre il policarbonato, una plastica rigida con cui si fabbricano biberon, piatti, tazze, caraffe, stoviglie per il microonde e recipienti vari ad uso alimentare. Il bisfenolo viene utilizzato anche per produrre materiale plastico adatto al rivestimento interno di lattine, serbatoi per acqua, ecc... Per questi suoi impieghi è presente nell'elenco delle sostanze idonee al contatto con gli alimenti ed è stato più volte oggetto di studi per poterne valutare l'effettiva sicurezza.Le informazioni dettagliate si trovano qui su Wiki.
Verrà rilasciato a settembre il parere finale dell'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) sulla problematica del BPA; lo ha annunciato in una nota la Commissione dell'Autorità sul BPA, che si è riunita per valutare gli effetti della sostanza in alcuni tipi di biberon e in altri contenitori per alimenti. Ma c'è da fidarsi? Se leggete qui, capite che anche in questa Commissione di valutazione c'è chi è stato pagato dai produttori di BPA per dire che non ci sono problemi nè pericoli: peccato che gli studi recenti dicano il contrario e che, se il BPA non creasse guai, forse non ci sarebbe la necessità di corrompere uno scienziato valutatore per avere pareri favorevoli.
Sempre citando da vari studi presenti in rete, leggo che il Parlamento francese ha approvato definitivamente il 23 giugno 2010 un provvedimento che vieta la produzione e la commercializzazione di biberon che contengono Bisfenolo A in Francia. L’entrata in vigore della nuova norma potrebbe scattare solo dal 1 gennaio 2011, per dare la possibilità alle imprese di smaltire le scorte; inoltre, il dibattito sulla proposta di vietare il Bisfenolo A in tutti gli oggetti a contatto con il cibo è stato rimandato all’anno prossimo, quando la documentazione scientifica sarà più completa.
Per dovere di cronaca va detto che provvedimenti simili sono già stati adottati nei mesi scorsi in Canada e Danimarca, mentre negli Usa si vendono solo biberon senza Bisfenolo A.
In Francia la Lega contro il cancro ha iniziato a raccogliere le firme per chiedere alle autorità sanitarie di rendere obbligatoria una dicitura sulle etichette dei prodotti dove si evidenzia la presenza di Bisfenolo A.
La Lega contro il cancro sostiene che il policarbonato (plastica usata per i biberon e molti altri contenitori per alimenti ricavata da catene di molecole di Bisfenolo A) quando viene sottoposto a calore cede BPA e per questo motivo si sconsiglia alle mamme di riscaldare il latte nei biberon. La cessione di molecole nocive ai prodotti alimentari si pone anche quando si riscalda a bagno maria una scatola di piselli in scatola o di carote o altri ortaggi. Le lattine di metallo infatti sono ricoperte all’interno di una sottile strato di Bisfenolo per evitare che il metallo trasferisca sapori e odori al cibo.
Io non so dove ho vissuto fino ad oggi, ma confesso che non lo sapevo. Ho sempre riscaldato i contenitori da microonde nel microonde (per l'appunto non si comprano apposta??), compresi i biberon di Simo (4 giri a 800 Watt e via), ho scongelato, cotto a vapore, sciolto... Insomma ho fatto tantissimo con il microonde, spesso evitando i fornelli, che si sporcano di più, che sporcano le pentole, che richiedono più tempo e attenzione. Perchè poi alla fine il motivo è sempre il tempo da risparmiare, no?
O no?
Leggendo nei giorni scorsi gli studi sul BPA ho capito che il rischio per me e mio marito, ma soprattutto per mio figlio, è risparmiare tempo ora per poterlo spendere a curare i danni che fa il BPA.
E quindi sto provando a sostituire tutto quello che è di plastica e sta a contatto con il calore degli alimenti: NON E' AFFATTO FACILE, proprio no.
Fare piazza pulita di tutti i contenitori da frigo che poi passano nel microonde, eliminare le vaporiere da microonde, sostituire il frullatore grande col bicchiere in plastica (ci frullo le minestre bollenti) con uno col bicchiere in vetro, frullare col frullatore piccolo ad immersione che ha il gambo di plastica solo alimenti raffreddati, cambiare tutti i piatti e le posate e i bicchieri di Simone, sostituendoli con vetro, coccio, acciaio e ceramica: NON E' EVIDENTE ma si fa.
E i biberon?
Buttati quelli vecchi, li ho cercati garantiti senza BPA (ci sono alcune marche che li vendono da un po', sorpresa!!!) per poter continuare ad usarli nel microonde (quando Simo si sveglia nel cuore della notte io proprio non ce la faccio a far bollire il latte nel pentolino e azzeccare la temperatura).
E così ha tutto più senso: comprare biologico al nostro farmer market preferito dai produttori locali, cucinare vecchia maniera, mangiare in piatti "normali" e lavarli con detersivo home-made per evitare residui chimici significa solamente chiudere un cerchio virtuoso di salute. E non richiede poi così tanto tempo in più, richiede solamente di cambiare abitudini (ed è una cosa forse più difficile!).
Così oggi (il sabato mattina è dedicato alla spesa al farmer market a km zero qui) abbiamo comprato, trale altre cose, le zucchine trombette, le abbiamo cucinate a vapore in pentola con la griglia d'acciaio old fashion, le abbiamo mangiate subito in parte ed in parte congelate nei contenitori di vetro. E mentre cuocevano le trombette, accanto bollivano i limoni per il detersivo per i piatti. Che basti ogni tanto rubare un po' di tempo ad internet per non vivere alla rincorsa (al posto di rubarlo alla salute?).
venerdì 16 luglio 2010
{this moment n.15}
Stelle sulla Terra
I venerdì del libro
Quando il mondo leggeva la buonanima di Terzani, io leggevo lui e lo preferivo di parecchio.
Un po' perchè è davvero bravo lui e bellissimo il libro, un po' perchè per caso con Raffaele poi siamo diventati anche amici (per brevi tratti viaggiatori, a volte con il cuore a volte con la macchina).
Ho scelto "Il mio amico Abdul" perchè l'ho letto per primo, ma ugualmente consiglierei "Andiamo a bere la pioggia", entrambi viaggi nella memoria, il primo diviso tra Occidente e Oriente, il secondo tra l'Italia del boom economico (degli altri) e il presente.
Dipinge scenari dolcissimi e durissimi, con lui leggendo si prova un po' di tutto.
Ora Raffaele non vive più a Milano, che ha abbandonato per tornare nella sua amata Sicilia: aspetto il prossimo libro augurandomi che sia "caldo" come lui e la sua terra.
Così inizia il libro (per gentile concessione dell'autore dal suo sito):
"Era una bella giornata di sole. Quando il professore di lettere al liceo leggeva un simile attacco tirava una riga rossa su tutti e quattro i fogli di protocollo e in calce apponeva la sigla nddl: non degno di lettura. Non erano solo i riferimenti alla meteorologia a suscitare stroncature, ma anche i luoghi comuni e le frasi fatte. Alla folla non era concesso di straboccare, né ai paesi di essere ridenti. Il campo di grano presentato come lago dorato provocava una sottolineatura che talvolta bucava la carta. La prosa doveva essere essenziale e lontana dalla retorica. L'implacabile insegnante non dava voti. In compenso i commenti erano micidiali. Ricordo il più basso della scala: "Questo é l'italiano parlato nel Turkmenistan”. A ogni buon conto il sole era davvero splendente e non saprei come descrivere in altro modo quel giorno d’estate. Tornavo da Parigi in stato confusionale. Con alcuni compagni di università avevamo discusso a lungo sulla protesta studentesca. Guardando i filmati in televisione e leggendo i giornali francesi, ci eravamo convinti che stesse accadendo qualcosa di importante e pertanto avevamo deciso di partire".
Su di lui e sui sui libri potete leggere qui e qui e in un sacco di altri posti.
Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.













