lunedì 30 agosto 2010

La diversità diversa..

So che con questo post solleverò un vespaio, ma ho una cosa lì e la devo tirar fuori.

Da tre anni vacanza nello stesso posto, nella stessa spiaggia, nello stesso periodo. Dopo un po' le facce degli abituè le riconosco. I bimbi crescono, i genitori cambiano (poco), qualche nonno che viene e che va. Tra questi volti conosciuti, con cui occasionalmente si è scambiata qualche parola, c'è L., un bimbo affetto da sindrome di Down, e lei, E., la sua mamma. Li osservo da lontano ogni anno, con estrema ammirazione. Sì, perché con loro non vedo mai nessun altro, mai un nonno, mai un papà, una zia, nessuno. E parlo di ammirazione a prescindere dalla malattia, perché portarsi ombrellone, asciugamani, sacca, giochi e pupo piccolo, tutto da sola, in quella spiaggia dall'accesso impervio, è davvero da creatura sovrumana. Ma lei, E., lo è.

Negli anni vedo L. crescere, fare progressi, prima imparare a camminare, poi a nutrirsi da solo, a giocare e relazionarsi con gli altri bimbi. Quest'anno c'è la grossa novità che sa nuotare: che stella, è bravissimo!!

Uno di questi giorni tutti uguali, Matt si avvicina ai giochi di L., interessato ad un camioncino, poi gli chiede il permesso di poterci giocare. Non so se percepisca il "differente" da sé, ma in classe al nido aveva una compagnuccia con la stessa sindrome, per cui per lui è quotidianità. Matt ha quasi tre anni, L. ne ha quattro, ma non si sa ancora esprimere, per cui interviene la mamma a sbloccare la situazione. Da lì iniziamo a parlarci anche E. ed io.
Ogni giorno cerchiamo di mettere gli ombrelloni vicini, in modo che i bimbi giochino insieme e noi ci si possa fare compagnia. All'inizio la conversazione è ovviamente molto superficiale, ma in poco tempo troviamo quel grado di confidenza che le permette di aprirsi un po'. Mi racconta di come la sua sia stata una scelta, di come il suo compagno sia scappato (ben l'80% dei padri lo fa) di fronte a questa scelta, che per altro lui non condivideva, di come anche la sua famiglia (intendiamoci: la nonna) non abbia ancora accettato L.. Mi racconta i problemi di salute di L., di come ogni giorno debba prendere una pastiglia per la tiroide, di quanto sia difficile aspettare mentre si è in lista per un trapianto di cuore, di come sia lungo lo svezzamento di un organismo che ha un metabolismo molto più lento di quello di un normodotato. Io ascolto, interessatissima a questo mondo a me sconosciuto. La sento forte, sempre sorridente, sempre disponibile. E' davvero una persona da cui imparare molto.



Poi però succede una cosa. Parlando di blog, le accenno che mi piacerebbe che nel mondo delle blogger ci fosse più voce per la diversità. Voglio dire: quanti blog leggete di mamme con bimbi autistici, down, ADHD e via dicendo, a meno che non li cerchiate apposta? Tra quelli che leggo io se ne parla pochissimo o nulla: abbiamo tutti bimbi belli, sani, sereni.. Domanda glaciale di L.: "E perchè?" Gelo. Rispondo che mi piacerebbe imparare a rapportarmi, ad insegnare a Matt il rispetto per il "diverso", ad accettare i tempi altrui.. Prendendo spunto da una nostra precedente conversazione, in cui mi raccontava che alle feste di compleanno lei porta la "sportina" per L., perché ha una dieta particolare, affermo che magari sapendo cosa possono mangiare questi bimbi (le persone Down sono ad alto rischio di diabete ed inoltre non possono mangiare cioccolato, perché ha effetti nocivi su un cuore già malato), magari faccio una torta con la panna e non al cioccolato, in modo che L. possa mangiare le stesse cose che mangiano gli altri bimbi. L'intento sarebbe chiaramente quello di farlo sentire meno diverso dagli altri: può non portarsi i biscotti da casa perché troverà tutti cibi che può mangiare. Risposta di E: "In questo modo TU sottolinei la differenza, sarebbe un gesto inopportuno e non gradito. IO sono la mamma ed IO so cosa mangia e cosa no."
Ora, non so se sia un atteggiamento di tutte le mamme di bimbi Down, ma giuro che mi ha spiazzato. M'è sembrato che a ghettizzare allora non fossimo noi, ma siano LORO a voler rimanere a parte. E con quella frase, sento che in me si è rotto qualcosa. Che possa esserci dolore, invidia, frustrazione lo capisco, sono sensazioni forti, ma aiutateci a venirvi incontro. Mi dice che le mamme di Down non amano frequentare altre mamme di Down, perchè in fondo si illudono che il loro figlio sia normale. Benissimo, ma con un atteggiamento così non allontani anche noi? Ecco, se sbaglio anche dove credo di far bene, vorrei una guida, qualcuno che mi illumini.

Aiutatemi a capire..

Ooops: per errore ho pubblicato col profilo congiunto.. Perdono!!

Mamma C

domenica 29 agosto 2010

Piccole mandorle crescono



Anche quest'anno abbiamo raccolto le mandorle dai nostri alberi, come sempre prima fiori meravigliosi da ammirare, poi giochi da sbucciare e da assaggiare, per mandare a memoria quei gusti e quei profumi che diventano ricordi indelebili della fine di una stagione, l'infanzia (tra 15 giorni inizia la scuola materna) e l'estate.

Domani anche io inizierò di nuovo a lavorare seriamente, magari sarò più stanca e più distratta di oggi, così lascio a tutti voi un augurio di serenità che vi accompagni attraverso tutto l'anno.

Di mio, farò sempre gli stessi pensieri che già sapete per alleviare i momenti di stress e arrabbiature:
:: ho un bambino sano e buono (moderatamente)
:: ho un marito (che adoro infinitamente) che ama di me le cose belle e anche i miei lati intollerabili
:: abbiamo entrambi un lavoro (e già quello, in questo periodo, non è mica poco)
:: abbiamo una casa (e per di più grande e in un luogo sereno e naturale)
:: abbiamo la possibilità di arrivare a fine mese con pochi pensieri.

Il resto se verrà, sarà un dono della vita.

venerdì 27 agosto 2010

Alzarsi col piede sbagliato..

Mentre la mia socia di blog è in odor di santità, piena di amore per tutti, leggera e sembra aver raggiunto il suo Nirvana (la adoro anche per questo e cerco di imparare più che posso da lei), io no, non ce la faccio. Mi sento l'altro lato della medaglia, ma in questo momento io ODIO.

ODIO i furbi in macchina, che ti superano da destra, da sinistra, da sopra e da sotto, passando come TIR sopra al codice etico (e stradale).

ODIO le vecchiette, che al supermercato ti passano davanti in coda, che se me lo chiedessero, cederei il posto anche volentieri, ma se lo fanno in malafede, poi capiscono che sono più stronza io.

ODIO chi mi saluta, al ritorno dalle vacanze e mi dice: "Beh, ma non sei poi così abbronzata", pur sapendo che al mare ho preso pioggia per dieci giorni.

ODIO le mammine da manuale, che sanno educare magnificamente i loro figli: io ci provo, ci metto tutta me stessa, ma ammetto che ogni tanto urlo come un'aquila e qualche schiaffo l'ho mollato..

ODIO le mogliettine perfette, che preparano ogni ben di Dio per il loro maritino ed alla sera si fanno trovare sulla soglia con le di lui ciabatte in mano: io sto raccogliendo i cocci di un matrimonio che va a targhe alterne, tra le coccole e le valigie sul letto.

ODIO il mio lavoro, che oltre a non darmi da vivere, mi dà anche poche gratificazioni, nonostante tutti gli sforzi che ho compiuto fin qui.

ODIO chi sta peggio di me, perché mi fa sentire una merda a lamentarmi, ma questo non mi fa stare meglio.


Giornataccia oggi, eh? Sarà che c'ho Marte lì, che mi soffia sul collo???

Buon fine settimana!

{this moment n.18}

Mamma C


"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."
Words and Inspiration By Amanda and many others...


Mamma F


mercoledì 25 agosto 2010

Postcards #3 - Strepeis






Mai sono stata così felice.
Leggera, senza pensieri, staccando tutto e tutti da me e me dal mondo.
Ho riso, giocato, mangiato (forse un po' troppo), dormito come un ghiro accompagnata da due cavalieri sempre entusiasti di ogni mia idea.
Scalar montagne, raccoglier lamponi, cercar nocciole, tuffarsi e correre, correre, correre tanto.
Senza meta, che via dal mondo per me vuol dire questo: amarsi e correre senza meta.

Rieccoci qui in sella alla vita.

*****

martedì 24 agosto 2010

10 giorni di cambiamenti..

E' ufficiale: Matteo ha detto no al biberon.

Fosse dipeso da me, glielo avrei continuato a dare fino alla maggiore età, ma per fortuna lui ha più sale in zucca ed ha deciso che d'ora in poi la sua colazione sarà costituita o da corn flakes o da biscotti da inzuppare.

Mi ha schifato il suo biberon con latte con biscotti per qualche mattina (ma come? ti sei stufato? in fondo solo solo quasi TRE anni che fai colazione con quello!!), poi ho capito perché: ha visto questa, la mia acerrima nemica:



Una dannatissima tazza con cagnini giocherelloni.. come si può resisterle, in effetti?

E così me ne sto facendo una ragione: addio comodo biberon, che tanto tempo mi regalavi e ben venuti hyy8vxxvohhg!! biscotti, che tanto me ne sottraete! Già, perchè mica penserete che sia in grado di mangiarli da solo? Eh, no, lui inzuppa, inzuppa, poi nella strada dalla tazza alla bocca metà biscotto casca nella tazza, l'altra metà si sbrindella nello spazio tra il tavolo e le gambine o, quando sono fortunata, sul mento.. Poi, per recuperare la metà affogata nella tazza, col cucchiaino è uno spasso mescolare, fino a creare tzunami che allagano il tavolo.. Ma sììììì, tanto al mattino, adesso che ho ripreso il lavoro, mica ho fretta, no??? Poi te credo che si alza da tavola tutto soddisfatto.. Ho detto tavola? Sì, ho detto tavola. Perchè l'addio al biberon non è stato l'unico cambiamento di questo periodo. In dieci giorni il mister ha:
  • salutato il seggiolone (si siede a tavola con noi, ormai c'arriva)
  • tolto il pannolino nella nanna del pomeriggio (la prossima settimana proviamo la notte)
  • abbandonato l'uso del vasino (ormai siamo uomini e la facciamo in piedi)
  • fatto il suo primo acquisto (una bottiglietta d'acqua), andando lui dal barista e pagando lui..
Oddio, tra poco mi chiederà le chiavi della macchina????

venerdì 20 agosto 2010

domenica 15 agosto 2010

Ama il prossimo tuo

Sono buddhista e l'ho già detto.
Ma questa estate è stata vissuta seguendo una regola riassunta meglio dalla religione cristiana: "Ama il prossimo tuo come te stesso".
Che il buddhismo dice esattamente lo stesso, solo lo chiama "compassione" e ci mette qualche frase in più per chiarire il concetto.
Ma la base è la stessa.
E così ho cercato di distillare la mia vita, che a forza di darmi regole del buon vivere (figli, famiglia, ambiente, natura e tanto altro ancora), il bambino gioca con cose naturali, l'aria aperta, il riciclo, l'inquinamento, il DIY, etc..etc... poi finisce che mi impastoio in un gorgo che più che farmi fare meglio, mi immobilizza in una ragnatela di incombenze per esser perfetta.
E il risultato non è quello atteso, a volte mi demoralizza pure.

Quando poi quello che conta e il motivo ultimo per cui si fa tutto è amare; che il prossimo sia mio figlio, il collega o l'ambiente che mi circonda.

Amare. E' pure facile tra l'altro, una ginnastica mentale di virtù.
E la "regola" non è nemmeno difficile da richiamare a mente: sono 7 parole - come il numero della perfezione buddhista, ma guarda un po'.

Ohm.

****

Postcards #2 - Cuneo



Bollettino medico.


In 12 giorni cuneesi senza papà E. ci siamo beccati:
- la bocca-mano-piede (o virus di Coxsackie A) - Simo e mamma F
- il colpo della strega - mamma F
- l'orticaria - Simo
- la febbre a 40° per 2 giorni senza altri sintomi - Simo

Martedì partiamo per la montagna con papà E. e congeliamo i virus a 1300 metri. Tiè.