Rimango di sale. Nel leggere che il diritto a sporcarsi è addirittura sancito dal Manifesto dei diritti dell'infanzia. Rimango di sale, pensando ai suoi primi mesi, in cui mi preoccupavo che fosse sempre ben vestito, pulito, a "puntino" insomma. E' stato l'unico periodo, quello, in cui spendevo un po' di più per l'abbigliamento, stando attenta al completino, ai colori, alle nuances..
Ma quando ha iniziato a gattonare.. orrore!!! Il mio mondo perfettino si è sgretolato..
Matt ha iniziato a gattonare ad agosto, ma eravamo al mare, quindi è stato naturale e senza traumi per me lasciarlo fare. Noi abitiamo al secondo piano, per cui anche al rientro a casa non ci sono stati problemi. Il vero battesimo col fuoco è stato a casa di un'amica col giardino.
Era settembre, giardino esposto a nord, quindi umido. Due amiche, conosciute al corso pre-parto, con relativi bimbi della stessa età di Matt, -sono nati a pochi giorni l'uno dall'altro, quando hanno dimesso una di loro, stavano ricoverando me, ci siamo incrociate in accettazione-. Stavamo mangiando in terrazza, autobloccanti come pavimento. Ad un certo punto il bimbo di casa inizia a gattonare verso il giardino. Tutti ad ammirarne i progressi, io impietrita. A ruota lo segue il secondo bimbo, bello sculettante, con le manine sull'erba umida ed i pantaloni che iniziavano a pataccarsi di terra. Una dose di complimenti anche per lui. Io ancora impietrita osservo la scena, sudando freddo. Matt, che è un animale sociale, si stava accodando, ma due mani hanno interrotto la sua corsa, sollevandolo e prendendolo in braccio, fingendo una voglia di coccole improvvisa. Dovevo depistare. Però non l'ho data a bere a nessuno. Ero tra due fuochi. Da una parte la mia voglia di lasciarlo libero di fare le sue esperienze. Dall'altra l'educazione rigida di mia madre, che per ogni macchia sui vestiti a fine giornata erano guai.. La libertà, il rigore. La libertà, il rigore. Poi ho chiuso gli occhi, ho inspirato ed ho fatto il gesto più ribelle che potessi fare nei confronti di mia madre, più ribelle della fughe ai concerti, dei giri in moto o di una bugia: l'ho poggiato a terra e l'ho lasciato andare.
Una foto di quel giorno
Sembra banale, ma vi assicuro che per me non lo è. Quello è stato il primo passo, poi ce ne sono stati altri, ma alla fine Matt è riuscito a scalfire quelle (inutili) rigidità che mi erano state inculcate.. Adesso riesco a sorridere di un pantalone macchiato o una scarpa infangata, ho optato per un abbigliamento pratico e assolutamente lavabile (tengo un paio di vestiti un po' più presentabili per le grandi occasioni) e mi sento molto più libera. E questo Matt lo avverte.
Per questo rimango di sale a leggere che è un diritto di ogni bambino. E' mancato poco che fossi io per prima a non rispettarlo. A volte si cade proprio sulle basi.
PS: Una precisazione: non vorrei aver dato un'impressione distorta di me, io sono l'esatto contrario di quel modello cui anelava mia madre, proprio l'esatto contrario. Non immaginatemi elegante e coi tacchi, perché la mia divisa è jeans ed anfibio. Io, la mia rivoluzione l'ho già fatta durante l'adolescenza.


























