giovedì 24 novembre 2011

:: rispondersi (o almeno farsi le domande giuste) ::


Due mail da due amiche, due interrogativi: mi son fermata e ci ho pensato su.

"Leggere il tuo blog in questi giorni mi ha dato una strana impressione. E' come se stessi salutando tutti, come se iniziassi ad uscire dalla rete ed entrare nel mondo reale, come se volessi incontrare tutte le blogger per vederle come esseri umani, come se stessi preparando l'addio al mondo virtuale". (Anna)

"A qualcuno interesserà ancora leggere di me quando il contesto non sarà più di svago ma di competizione lavorativa?" (Anna Maria - Giorno per Giorno Blog)

A volte le persone care che mi leggono (Anna è mia amica da 25 anni all'incirca, se vi leggete il post sul quilt che ho fatto per lei, la potete conoscere) hanno più sensibilità di me verso i miei cambi di rotta, intuiscono le idee prima che io le metta in parole, nemmeno in opera.
La risposta è sì, ma anche no: sto davvero iniziando ad uscire dalla rete e volevo con tutta me stessa incontrare alcune blogger (alcune eh, che su FB siamo ad oltre 400 amici, non mi basterebbe una vita a conoscere e ringraziare tutte le persone che in qualche modo ci seguono!). Ma uscire dalla rete non vuol dire uscire dal blog, non ora e non oggi; il significato è diventato semplice per me, nel momento in cui Anna mi ha fatto la domanda giusta.

C'era una mamma incapace nel 2009, spaventata dall'importanza del suo compito educativo, atterrita dalla sua imbranataggine. C'era una Mamma F. che è nata col blog, e nelle pagine e nei post di Nati per Delinquere si è creato un mondo di consigli, idee e supporto a mille mani.
Una mamma a cui saltava il tappo come lo spumante per un nonnulla, che diventava irascibile e intrattabile appena qualcosa non funzionava a dovere nella routine di Simo (pressochè sempre, come con tutti i bimbi).
E c'è ancora Mamma F., ma dopo più di 2 anni di blog ed esercizi di mammità, è più esperta e audace, non indossa più un cilicio quando sbaglia con suo figlio, non si fa venire un magone pazzesco se parte un urlo, è orgogliosa che quegli urli escano, forse sempre uguali di numero, ma per cazzate (ed invece sugli argomenti importanti ci si fermi calmi, quasi - ho detto quasi - sempre).

Questo momento di serenità con me stessa purtroppo non coincide con la tranquillità lavorativa, nè con un periodo in cui le cose vanno per il verso giusto come sapete.
Ma, proprio per compensare questa involuzione della felicità dentro il mio mondo, io ho deciso di aprirmi ancora di più: conoscere nuove amiche blogger, fare, fare, fare.

Nel blog, attraverso questi ultimi mesi, è entrato molto di più Enrico, il mio lavoro, le domande che mi faccio e le risposte che, a volte, riesco a darmi.
Lentamente, il ruolo di Mamma F., una mamma qualsiasi, ha fatto pace con il resto di me, si è integrata nella mia vita vera, ha fatto ripartire con un nuovo motore anche alcuni vecchi sogni poetici; la voglia di confondere i ruoli e mischiare le carte in questo momento la fa da padrone, perchè mi sento io per prima padrona di me.
Ho voglia di uscire dalla rete sfruttandola per quello che di generoso può fare, essendone magari una piccola propaggine nel reale.

Che, a dirla tutta, questa autoreferenzialità della mia parte di blog è arrivata un po' ad imbarazzarmi: io per me, io su di me, io su Simo e per lui. E vabbè, ma fuori dalla crisalide mammesca c'è qualcosa, anche minuscola, infinitesima, che io posso fare? Io così stanziale e ciabattona?
Inizierò di qui, come recita il titolo del loro post: "Mai più senza". E poi qui da Fux, contemporaneamente o subito dopo (che sono sempre loro, il grande Cuore di Maglia).

E sono certa, cara Anna Maria, che nonostante noi cambiamo col tempo, cresciamo con e senza i nostri figli, a qualcuno continuerà ad interessare cosa diciamo, proprio perchè sempre genuino.
Quando scrivo continuo a farlo come i primi mesi, anche se magari la forma è cambiata un po', qualche foto campeggia disturbando chi non le ama, ma è sempre a me che mi rivolgo prima di tutti e quindi il tono è sempre lontano dalla piaggeria.
E sono certa anche di annoiare spesso chi legge: "a ridaje, il post con le foto, a ridaje er moment, a ridaje che ama sto marito, ebbbasta!". Me li immagino tutti i commenti non scritti, quello degli "a ridaje", però io sono così, quando qualcosa mi appassiona io batto e ribatto sopra.
Che sia mio figlio o mio marito.
Che sia l'amicizia.
Che siano quilt o lana.

Poi trovo chi è anche più appassionato di me, come Anna Maria, che faccio? La metto tra i preferiti e la leggo tutti i giorni, che parli di Letizia, della scuola, della lana, della bici.
Non mi importa di cosa parli, potrebbe anche commentare la guida del telefono, mi piace l'entusiasmo ("invasamento divino" riporta Wiki come spiegazione...) che ci mette.
E dire che, lo confesso pubblicamente, all'inizio non mi era nemmeno simpaticissima: è delizioso sbagliarsi!





11 commenti:

  1. Vedi che sei un dono?!? Tu, Barbara, AnnaMaria (il mio fiocchetto e sul pacchetto!)...un dono di Dio, della vita...del web :-)
    Tu mi manchi all'appello-strizzata ma ti piglio eh! Ossetipiglio!
    E commenta pure tu l'elenco del telefono che io ti leggo sempre.

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  2. McT: tu sei troppo buona con me! ieri sera, non appena concluso il post, ho urlato con Simo come non mi capitava da mesi.. la legge di murphy?
    PS: ci piglieremo, stanne certa, tra lavoro e web capiterà, lo so!

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  3. Sei dolce e sensibile e quello che scrivi a noi piace! Non credo ci sia qualcuno che dica "a ridaje", nel caso potrebbe benissimo non leggere!
    :-)
    Un abbraccio colmo di parole che non riesco ad esprimere

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  4. Ma lo sai che proprio ieri pensavo ad alcune blogger che al primo post non mi ispiravano molta simpatia? Ecco, molte di queste sono quelle che leggo di più, con cui scambio e-mail quasi tutti i giorni e che non vedo l'ora di (ri)abbracciare!

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  5. cara, mi piaci. ti sposerei. E poi so cambia, io sono meno fondamentalista, meno tettalebana e più nutella. A volte credo di essere degenere. Si cambia, si cresce. indipendentemente dai figli. io ti leggero qualunquemente cosa tu faccia :)

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  6. Uh sì sì, voglio essere annoiata dalle solite storie di Simo, Enrico, crafts e tutto quello che vuoi, annoiami pure, hai il mio benestare, anzi non vedo l'ora di ammazzarmi ancora di noia quando ti avrò ancora davanti di persona ... aahh sarà dura sopravvivere allora ... :))

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  7. Pochi riescono come te a leggere tra le righe del mio cuore e tra quelle della vita, reale e virtuale, con tanta profondità... grazie per le risposte, grazie per le domande, grazie perché non smetti mai di cercarle entrambe, grazie perché lo fai con me, con noi, e il tuo scrivere è tutt'altro che autoreferenziale, è accoglierci nel tuo universo quotidiano e intimo, interiore e domestico, un universo di poesia e Amore che si fanno parola e immagine... grazie anche per avermi dato una chance, nonostante la diffidenza iniziale... anche se questo non ti risparmierà la mia terrrrrrrrrribile vendettaaaaaaa non appena ti avrò di nuovo a tiro :-DDDD! Ti voglio bene, MammaF!
    P.S. E quello splendido sorriso di Simo uguale al tuo nella foto con Silvia a Bologna? Emozione!

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  8. tu sei tra i miei preferiti
    la prima che leggo al mattino
    posso solo dirti grazie
    antod3

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  9. Ed io ringrazio voi, che con questi commenti mi regalate una felicità immensa.

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  10. alla faccia del post 2perdibile" come l'hai definito nella nostra mail. un SIGNOR post, altrochè..

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  11. Io vi leggo da un po' ma vi commento da poco...
    Io trovo arricchente questo tuo interrogarti, questa tua capacità di farti domande e di essere poi in ricerca, piace la trasparenza e genuinità che traspare, la voglia di metterti in discussione e di farci partecipi di tutto, anche dei momenti di difficoltà...
    E mi piace anche questa tua capacità di cambiare idea ;-) Ne hai parlato sia per Mamma Felice che per Piccola Lory e non è da tutti!

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:: Grazie delle tue parole :: Mamma C&F