Ci sono settimane che proprio non pare andare avanti nulla.
Anzi, se si risolve un guaio, se ne creano altri dieci.
Questa volta il medico è toccato a me, anzi più d'uno, e tutti insieme mi hanno obbligato a prendermi cura di me stessa, almeno un po' di più dell'ultimo periodo.
Lo scrivevo proprio l'altro giorno ad un'amica del cuore: io mi affanno anche nel mio tempo libero, manco ci fosse un premio per chi raggiunge la perfezione isterica in questa vita.
E corri, corri, corri, hop! Cadi.
Adesso mi devo fermare, perchè non sto al massimo della mia salute; niente di che, solo una sopraffina gastrite da stress che con la sua spietatezza si diverte a infiammarmi addirittura la gola. Quindi riposo, teoricamente.
O almeno distacco, visto che il riposo in questo periodo è proprio complicato.
Ecco, io il distacco lo so praticare proprio poco da me stessa; dalle cose sì, una vera affezione agli oggetti ce l'ho raramente, da me proprio no. Non riesco a non farmi coinvolgere sentimentalmente a dismisura da tutte le vicende e le passioni della mia vita, siano importanti come un figlio e una famiglia o un lavoro, siano leggere e a volte insulse come i ferri, la lana, le poesie o il blog.
E così, visto che mi piace tutto, cerco di far tutto molto più che bene e mi sfinisco (spesso) per essere orgogliosa anche un po' di me.
Allora mi sono autoprescritta una cura:
- circondarmi di tanti amici stupendi per riempirmi le giornate di cose leggerissime (e di quelle giornate ne ha parlato lei qui meravigliosamente)
Questa volta il medico è toccato a me, anzi più d'uno, e tutti insieme mi hanno obbligato a prendermi cura di me stessa, almeno un po' di più dell'ultimo periodo.
Lo scrivevo proprio l'altro giorno ad un'amica del cuore: io mi affanno anche nel mio tempo libero, manco ci fosse un premio per chi raggiunge la perfezione isterica in questa vita.
E corri, corri, corri, hop! Cadi.
Adesso mi devo fermare, perchè non sto al massimo della mia salute; niente di che, solo una sopraffina gastrite da stress che con la sua spietatezza si diverte a infiammarmi addirittura la gola. Quindi riposo, teoricamente.
O almeno distacco, visto che il riposo in questo periodo è proprio complicato.
Ecco, io il distacco lo so praticare proprio poco da me stessa; dalle cose sì, una vera affezione agli oggetti ce l'ho raramente, da me proprio no. Non riesco a non farmi coinvolgere sentimentalmente a dismisura da tutte le vicende e le passioni della mia vita, siano importanti come un figlio e una famiglia o un lavoro, siano leggere e a volte insulse come i ferri, la lana, le poesie o il blog.
E così, visto che mi piace tutto, cerco di far tutto molto più che bene e mi sfinisco (spesso) per essere orgogliosa anche un po' di me.
Allora mi sono autoprescritta una cura:
- circondarmi di tanti amici stupendi per riempirmi le giornate di cose leggerissime (e di quelle giornate ne ha parlato lei qui meravigliosamente)
- fare tanti giochi scemi come portar legna e legnetti, fare fuochi improvvisati in giardino e ridere
(notare il meraviglioso cappellino da drago che ci ha confezionato e regalato proprio lei)
- spegnermi, ogni tanto. Imparare da Rugna, il gatto più buddhista della casa, che ci si può sedere su una paletta stringendo le chiappe e stare lì immersi in se stessi, con il muso rivolto all'ultimo sole. Disinteressandosi di tutto, fosse anche solo per 2 minuti.
Mi sembra perfetta ♥!
RispondiEliminaLa mia "paletta" preferita di solito è un muretto che costeggia il Pantheon. In effetti è da un pò che non ci vado. Ma oggi "appartengo ai miei figli", per cui ora esco e me ne vado a Piazza Navona. C'è una giornata splendida.
RispondiEliminaVisto che non ti posso dire "buone festa" (tanto non ci credo manco io) ti dico buona guarigione.
Mi raccomando, riguardati, tanto affannarsi non serve a niente.
Bacio! :-)
ciao, leggendo il tuo post ho pensato che, se non fosse scritto così bene e non ci fossero foto così belle, avrei potuto scriverlo io ;)
RispondiEliminavoglio dirti la mia strategia per costringermi a fermarmi. io uso l'astuzia! la consapevolezza di aver bisogno di staccare e rallentare con me non funziona. Ho scoperto che però funziona il pensare alle responsabilità che ho verso i miei bimbi e la mia famiglia: io devo stare bene, per essere sorridente, paziente, per proporre e fare cose belle. e se per stare bene, devo un giorno staccarmi, il pensiero che in fondo lo faccio anche per loro mi aiuta a staccare davvero.
lo so che dovrei riuscire a farlo anche solo per me, ma... diciamo che ci sto lavorando ;)
@BARBARA: grazie, che bella cosa mi hai scritto: so che non ci crederai, ma mentre lo penso spesso sul "non ammalarmi per Simone", non ho mai pensato seriamente a "fermarmi per Simone"... da oggi ci penso.
RispondiElimina@RORY: bella la "paletta", d'ora in poi la chiamo anche io così!!!
RispondiElimina@ANNA: tu sei di parte, non vale :)
io semplicemente non riesco a fermarmi.. e a volte invidio il mio gatto e la gastrite la conosco sai...dopo anni ho tolto il glutine e ho visto miracoli.
RispondiEliminaun bacione
Il tuo modo di fare mi ricorda molto il mio, sempre tuttofare, sempre di corsa.Il problema é che non mi dispiace, e quindi finisco sempre con il tirare il doppio del necessario, senza accorgermi che dovrei fermarmi.Non so bene da dove vegna tutto questo, avrà radici lontane che non ho ancora capito del tutto.Fatto sta che proprio il concetto di fermarmi mi risulta quasi estraneo: se mi fermo, mentre sto ferma devo fare qualcosa.Che sia leggere, o scrivere, o fotografare.Invece dovrei imparare a fermarmi e STOP! (Invece il mio Simone é lo zen in assoluto, dovrei imparare da lui a fermarmi, fermarmi!)
RispondiEliminaIo faccio così:quando è il momento di dire stop vado in salotto faccio incetta di libri con Orlando e di giochini di Sebi e me li porto tutti e due nel lettone e lì rimango a leggere giocare e passare il mio tempo con una tazzona di thè o di caffè da assaporare ogni tanto con qualche biscotto. Il fatto è che quando tutto quello che vorrei fare diventa un peso anzichè un piacere allora il palco cade e mi ritrovo nuda di fronte ai miei limiti, energetici e di tempo. Spero di leggere presto che ti sei ripresa bene e nel frattempo ti mando il mio più caldo e affettuoso abbraccio.
RispondiEliminaPiù guardo la prima foto più mi accorgo di come hai saputo cogliere profondamente Letizia ♥
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