lunedì 31 gennaio 2011

Week end coi musicisti

Sabato la vista dalla finestra era questa, un piccolo paradiso candido isolato dal mondo.
In questo scenario completamente silenzioso, sono arrivati con un po' di fatica i musicisti dell'Art Studio per un'altro set di prove e registrazioni di 2 giorni.

Il bello di questi musicisti che suonano insieme da 30 anni è che quando arrivano si sentono subito parte di una grande famiglia, ridono e scherzano, cucinano e preparano letti, fanno diventare la casa una piccola comune pacifica.

Poi ovviamente la musica, che lentamente prende forma, che si prova e si riprova, pezzi parti e variazioni.
Ma di questo avevo già parlato qui.

Ieri invece ho fatto attenzione agli aspetti giocosi di chi per lavoro inventa il jazz; e così ho trovato:

:: papà E. che prende appunti con una matita di Tigro mentre prova
:: Cecco che fa le pulizie del dopopranzo

:: Fiorenzo e il suo pupazzo di neve
:: Simone che prova a suonare come Irene

:: e un piccolo cavallo a dondolo, frutto di un artigiano ceramista valdostano di Villeneuve, che ora dondola sul camino (il cavallo non il ceramista), regalo di questi splendidi ospiti.

venerdì 28 gennaio 2011

{this moment n.38}

Mamma F

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."

Words and Inspiration By Amanda and many others...

Mamma C :: on vacation for a week

giovedì 27 gennaio 2011

Esserci o farci

Mamma F. correva l'anno 2001

A me Stima di Danno piace da matti, che scrive bene e scrive di cose che mi prendono.
Se fossimo a scuola le chiederei di farmi amica, ma so che è amica del cuore di mamma C. e quindi spero, per pura riflessione, di conoscerla prima o poi.
Il suo post sull'essere diversi dalla realtà nel blog mi ha divertito molto, anche se mi sento lontanissima da questo concetto.

In che senso?
Che io sono esattamente quello che scrivo nel blog: lo so, non depone a mio favore spesso, ma confesso che trovo estremamente faticoso pensare di crearmi un'identità virtuale differente da quella reale.
E' un po' come le balle: o hai tanto tempo libero e puoi permetterti di raccontarle, tenerle a mente e poi continuare di lì in poi o meglio lasciar perdere.
Io per queste cose, e per le balle, ho pochissima memoria e credo di aver smesso di essere ballista con l'adolescenza o poco più, all'n-esima figuraccia che la mia memoria, congiunta al poco di metodo Stanislavskij che conosco, era riuscita a rabberciare.

Oggi nevica qui, è una giornata bianco sporco di quelle che farebbero venire in mente di crearsi un alter ego allegro, mica quella me che ha cazziato Simo all'uscita da scuola perchè quando ci allontaniamo stanno chiamando i muratori per rimettere in sesto i danni mattutini di Simo.
Mica quella me che gli ha propinato un pollo arrosto con aria deprimente (la mia, non il pollo) e un gelato al limone d'epoca del congelatore, perchè fino alle 11.55 ero stata appiccicata al pc per lavoro.
Mica quella che l'ha messo a dormire con un ricatto: o dormi o stasera niente cartoni.
Mica quella che la pausa, in santa pace, se la fa ora davanti al pc e non con suo figlio (o con i ferri, visto che ho un maglione e un berretto da finire...).
Ecco quella lì, che s'incazza con Steiner, con Soulemama (apperò lei due o tre identità virtuali e reali che l'aiutano nel tran tran al 5° figlio ce l'ha... o ci vogliamo prendere per il naso?) e poi non trova il tempo di fare una pasta a mezzogiorno quando papà Enrico è al Conservatorio e io qui a metter legna nei camini.
Quella che ora che c'è silenzio, che Simo fa la nanna pomeridiana crollato da solo su un libro che non gli ho letto, pensa a Stima di Danno.

E concordo sul fatto che a volte sarebbe anche bello crearsi un alter ego virtuale, bisognerebbe solo avere più forza, memoria e pazienza di me.
Io invece mi accontento di maltrattare il blog come facevo coi miei vecchi diari su carta, scrivendo davvero quello che penso.
E ribadendo quanto sono contraddittoria, sicura delle cose sbagliate e spesso insicura anche di valori profondi. Ma son io. Quella, come dice Mamma in Verde, che la cucina è un casino e se faccio un Provati per Voi con Simo le foto son quelle.
Che se spacchettiamo i regali di Natale sembra espoloso un raudo in salone.
Che se mi pettino (e pettino Simo) è perchè c'è qualcosa di ufficiale in vista.
Chi mi ha conosciuta anche di persona lo sa (e forse ancora se la ride di ciò).


AGGIORNAMENTO: per non instaurare un nuovo ping pong su Soulemama nei commenti, i motivi per cui non mi piace più sono espressi qui, qui e qui.

*****

27 gennaio - Giorno della Memoria

Per non dimenticare..

Provati per voi - Fare il burro

Ci sono all'incirca un milione di post in merito a come si faccia il burro da un litro di panna fresca, perchè l'ho scritto anche io?
Perchè magari ve li siete persi, ma più che altro perchè mi sono divertita tanto.

INGREDIENTI:
1 litro di panna fresca
1 sbattitore elettrico con le fruste (se volete suicidarvi usate lo sbattitore a mano)
1 contenitore capiente per la sbattitura

1 colino a fori piccoli (colino da riso)
1 o più contenitori in vetro per riporlo (o, eventualmente, congelarlo)

PROCEDIMENTO:
Sbattere con le fruste la panna fresca come per montarla, ottenendo qualcosa del genere (tempo stimato 2-3 minuti):A questo punto continuare a sbattere per altri 5-6 minuti almeno finchè la consistenza cambia e la panna diventa densissima e grumosa, separandosi dal latticello liquido che emerge in superficie.Colare dentro il colino il composto in modo da separare il burro dal latticello, schiacciando con forza più volte.
Riporlo in una o più vaschette da conservare in frigo o, eventualmente, assaggiarlo subito!SUGGERIMENTO: Separare il burro in piccole porzioni aromatizzate alla cannella, zucchero di canna, zafferano, aneto, pepe rosa, sale rosa pronte da spalmare.
N.B. Ovviamente, essendo burro fresco, deve essere consumato entro un paio di giorni o congelato.

mercoledì 26 gennaio 2011

Buio in sala n.30

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F: Dopo il Matrimonio (2006)


Mi sono commossa a vedere questo film (in treno, lo so, ma se non li guardo lì i film non vedo mai niente di nuovo), così intensamente vissuto sui rapporti familiari.
La trama è stata definita "un puzzle stravolto", io l'ho trovato un grande inno all'amore filiale come immensa realizzazione nella vita (figli ritrovati, figli adottati col cuore, figli di altri da amare come propri...).
"Nel danese 'Dopo il matrimonio' uno dei due protagonisti (Jacob) sembra aver trovato la pace e gli affetti lavorando in India, dove gestisce un orfanotrofio. Ma quando torna a Copenhagen in cerca di fondi scopre che oltre ai "figli" virtuali in Asia c'è anche una figlia carnale avuta tanti anni prima senza saperlo; che quella figlia ormai adulta si sta per sposare; che a crescerla è stato proprio il ricchissimo mecenate (l'altro protagonista Jorge) che dovrebbe finanziare il suo orfanotrofio".
Così inizia e va avanti a colpi di scena con intensissimi primi piani e mille simbologie che ricordano un Bergman semplice e moderno; il finale (che come sempre non svelo) insegna che dalla vita si può pretendere tutto ma ottenere (quasi) tutto.
Il trailer qui.

*****

Mamma C: Arrivederci ragazzi (1987)

Domani, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria ed ho pensato di partecipare a questa commemorazione con un film che, almeno di striscio, tocca la tematica della Shoah. E' un film che parla dell'amicizia, impossibile, tra due ragazzini, un francese ed un ebreo, ai tempi della seconda guerra mondiale.

Qui trovate la trama, ma vi dico che è un film delicatissimo, come solo i film francesi possono essere.

Qui ne trovate un assaggio, ma cercando bene, sul tubo si trova quasi interamente, epilogo incluso (ma non vi voglio rovinare la visione..)



Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana partecipano:

martedì 25 gennaio 2011

Solo per oggi

SOLO PER OGGI

1) Solo per oggi cercherò di vivere alla giornata senza voler risolvere i problemi della mia vita tutti in una volta.

2) Solo per oggi avrò la massima cura del mio aspetto: vestirò con sobrietà, non alzerò la voce, sarò cortese nei modi, non criticherò nessuno, non cercherò di migliorare o disciplinare nessuno tranne me stesso.

3) Solo per oggi sarò felice nella certezza che sono stato creato per essere felice non solo nell'altro mondo, ma anche in questo.

4) Solo per oggi mi adatterò alle circostanze, senza pretendere che le circostanze si adattino ai miei desideri.

5) Solo per oggi dedicherò dieci minuti del mio tempo a sedere in silenzio ascoltando Dio, ricordando che come il cibo è necessario alla vita del corpo, così il silenzio e l'ascolto sono necessari alla vita dell'anima.

6) Solo per oggi, compirò una buona azione e non lo dirò a nessuno.

7) Solo per oggi mi farò un programma: forse non lo seguirò perfettamente, ma lo farò. E mi guarderò dai due malanni: la fretta e l'indecisione.

8) Solo per oggi saprò dal profondo del cuore, nonostante le apparenze, che l'esistenza si prende cura di me come nessun altro al mondo.

9) Solo per oggi non avrò timori. In modo particolare non avrò paura di godere di ciò che è bello e di credere nell'Amore.

10) Posso ben fare per 12 ore ciò che mi sgomenterebbe se pensassi di doverlo fare tutta la vita.

PAPA GIOVANNI XXIII**

**perchè non è detto che i buddhisti citino sempre e solo il Dalai Lama.

lunedì 24 gennaio 2011

:: Istantanee d'inverno ::

Boccioli al sole. La legna davanti a casa che finisce. I piumoni a purificarsi all'aria. Un pezzo di ghiaccio da sgranocchiare. Giocare.
E un modo più energico per reagire all'inverno e all'ultimo mese di influenza, tosse e raffreddore che a turno ha steso la nostra famiglia senza interruzione.
Buona settimana.

venerdì 21 gennaio 2011

I venerdì del libro n.29

Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma.

Mamma C: Elisabeth Burgos - Mi chiamo Rigoberta Menchù (1983)


Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Rigoberta Menchù è un premio Nobel per la pace (1992). E' una contadina guatemalteca, di etnia quiché. Rigoberta non ha studiato, le sue origini sono umili, ma si ricorda perfettamente le persecuzioni cui la sua gente è andata incontro, i soprusi da parte di popoli che si definiscono "civili". Questo libro non è solo una denuncia contro le dominazioni, ma un preziosissimo raccolto di tradizioni, di costumi, di scene di vita, che lentamente andrebbero perse col tempo, se non ci fosse chi, come la Elisabeth Burgos, giornalista francese, si prende cura di loro, le ascolta, le studia, le vive direttamente sul posto.
"Quando vediamo una donna incinta non ci è consentito mangiare nulla in sua presenza, a meno che non si possa regalargliene un po'. Si ha infatti timore che la donna possa abortire o che il bambino dentro possa soffrire per non poter mangiare quello che uno sta mangiando. Non importa se le persone si conoscono oppure no, l'importante è che si divida. Una donna incinta è poi qualcosa di differente dalle altre donne, perché sono due persone, e se uno sa rispettare la donna incinta, questa avverte il rispetto e così pure lo impara il bambino dentro di lei. Quel che la donna incinta immediatamente evoca è l'immagine dell'altro essere che nascerà, e ciò attira l'affetto. Ma questo le viene anche e soprattutto perché la madre non ha l'occasaione di riposarsi e distrarsi. E' sempre afflitta e preoccupata, così, quando può fare due chiacchere, si sfoga un po', la poveretta." Chiamali "barbari"..

*****

Mamma F: La grotta nella neve - Vicki Mackenzie (1998)

Questo libro l'ho letto nel 2000, appena uscita la versione italiana e mi ha toccato profondamente (nonostante sia scritto da un'americana - ma è una giornalista, quindi la perdono - e sia recente).
E' un libro che coniuga due tematiche quasi mai accostate: buddhismo e femminismo, in una storia bellissima.
Dalla seconda di copertina si legge: "un incontro fortuito nell'ashram di Pomaia in Toscana fra una giornalista inglese, Vickie Mackenzie, e la prima donna europea diventata monaca buddista è l'occasione che ha dato origine a questo straordinario documento, che si legge come un romanzo ed è invece una storia vera.
Diane Perry nasce a Londra nel '43 da un'umile famiglia di bottegai. All'età di vent'anni sente un impulso inarrestabile che la spinge a imbarcarsi per l'India su un cargo di banane. Poco dopo il suo arrivo entra in un monastero buddista, unica donna tra moltissimi monaci. In breve tempo viene ordinata anche lei, indossa la tunica rossa e oro, si rasa i capelli e riceve il nome di Tenzin Palmo, nome che non lascerà più. Ben presto si rende conto che perfino la vita in convento è troppo rumorosa e movimentata per il suo sviluppo spirituale e si ritira per dodici anni in una grotta a 4000 metri di altezza su un ripido costone dell'Himalaya, sfidando una secolare tradizione secondo cui una donna non è in grado di sopportare lunghi periodi di isolamento necessari all'evoluzione verso livelli superiori di coscienza. Ai limiti della sopportazione umana, Kenzin Palmo sopravvive nelle condizioni più dure e, quando esce dal suo ritiro decide di dar vita nel Nord dell'India a un convento tutto femminile, allo scopo di rendere più praticabile alle donne la difficile strada della perfezione".

Se qualcuno è interessato all'affascinante vita di questa donna, si legga la biografia al volo qui e poi si divori il libro.

Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.

mercoledì 19 gennaio 2011

Buio in sala n.29

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F:
Lanterne Rosse (1991)

Film cinese, censurato in Cina (che fece conoscere un ottimo regista, Zhang Yimou, e una deliziosa attrice, Gong Li, all’Occidente), è una metafora del sistema sociale (un po’ come il Mago di Oz, tanto per fantasticare come l’altra volta nei Venerdì del libro) e vale un po’ per tutti: le lanterne rosse finalmente accese davanti alla propria porta, essere la prescelta del proprio signore tra tutte le concubine, il momento di gloria.
Mi sembra drammaticamente attuale sia la ricerca di tale momento, sia ogni spietato mezzo per ottenerlo (mentire, corrompere, vendere e vendersi). Così nella storia ogni concubina del signore cerca disperatamente di essere la prescelta per la notte ed ottenere i favori speciali del giorno seguente, chi muore di suo, chi viene condannata e uccisa perché se ne scoprono le trame, chi, come la protagonista, subisce sia il trascorrere del tempo nella “casa” che l’inasprirsi dei rapporti tra le concubine e il signore. Quando la protagonista si accosta alla morte (prima di una domestica costretta in ginocchio nella neve per punizione, poi della terza concubina che viene impiccata perché adultera) il suo cuore si spegne ed impazzisce.
Insomma, un po’ come capita ad ognuno di noi, solo più sottilmente, più lentamente, quando ci inseriamo nel compromesso del mondo e nel dramma della morte, sfoderando le poche armi che abbiamo e tentando di accettare serenamente ciò che non possiamo combattere. La protagonista non riesce ad accettare e spesso quel tentativo non riesce nemmeno a noi.
Il film si chiude quando arriva una nuova (la quinta) concubina, giovanissima e ingenua, e il circolo si chiude.
O, drammaticamente, si riapre di nuovo.
Qui il trailer.

*****

Mamma C: Tutte le manie di Bob (1991)

A volte ho proprio voglia di un film leggero, allegro, divertente e ben fatto. E quale attore dà più garanzie di Bill Murray?E se dicessi che interpreta il ruolo di un pazzo, che riesce a rendere schizofrenico il suo psicanalista? E se aggiungo che lo insegue nel suo luogo di villeggiatura e si insinua nella sua famiglia? Se poi lo psichiatra è Richard Dreyfuss, si capisce come questo film faccia al caso mio.
Lo psichiatra ha pubblicato un libro, il cui titolo espone la sua teoria: "Passi da bimbo", locuzione che ormai è entrata nel mio lessico famigliare ogni volta che devo dire "poco per volta" o "piano piano", è più forte di me!
Il film è delizioso, Bill Murray mantiene sempre quello che promette..

Qui la trama, qui le manie di Bob, qui i nervi dello pschiatra iniziano a perdere solidità..

Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana partecipano:

lunedì 17 gennaio 2011

Decluttering STEINER (ovvero il marketing pedagogico)

Mamma F. - correva l'anno 1975


Decluttering = Clearing the Clutter = Eliminare il disordine (superfluo)
Steiner = Rudolf Steiner

Ho la fortuna (immensa) di essere figlia di una donna che per quasi tutta la vita si è occupata di bambini e ragazzi come insegnante dopo una laurea in pedagogia.
Se una volta questa fortuna la sfruttavo poco che, si sa, i consigli delle mamme spesso sono gli ultimi ad essere presi in considerazione, ora invece sto imparando ad ascoltarli tra i primi, insieme a quelli di mio marito.
Ed entrambi mi domandano:

Si può far giocare un bimbo col legno senza sentir parlare di Steiner?
Si possono ordinare le cose ad altezza bimbi nei contenitori per renderli indipendenti senza che si citi la Montessori?
Si può giocare a travestirsi e fare la tenda senza citare le stoffe Waldorf?
Altri pedadogisti niente, van di moda solo questi due ora?

All'inizio, quando è nato questo nostro blog diario che raccoglie i nostri ragionamenti ed i nostri traguardi, mi irritavano queste domande, che dal nulla cosmico della mia incapacità materna (o che supponevo tale), mi sembrava di riemergere con qualcosa in mano; qualcosa di facile intendo e che, in ultima analisi, faceva pure "alternativo".
Vedi i figli dei tuoi amici che affogano nella plastica e proponi legno: alternativo e bello.
Vedi i bimbi amichetti di Simo con la camera che è un delirio e il resto della casa immacolata e proponi spazi riservati per Simo ovunque: alternativo e bello.
Giochi a travestirti con lui usando le stoffe della macchina da cucire, le sciarpe e i vestiti vecchi di mamma e papà: economico e divertente.
Potrei andare avanti un bel po', ma mi fermo e penso a mia nonna Liana, che mi faceva giocare con i suoi vestiti, che mi permetteva di creare un caravanserraglio in ogni stanza ogni giorno (vivevo da lei alcuni giorni a settimana quando i miei lavoravano lontano e io ero piccola), mi faceva dipingere liberamente senza schema e la casa era piena di oggetti interessanti alla mia altezza.
E così era anche casa mia, nonostante mia madre conoscesse assai bene Steiner, la Montessori e molti altri (e non gliene fregasse nulla di uno o dell'altro in particolare). Con mio padre andavo in montagna e in campagna, parlavo per ore e facevo "la raccolta" che non era nulla di diverso dalle cose che ci sono sul nature table di Simo: pezzi di stagioni.

Poi mi son detta prendo il buono da tutto quello che si propone in rete e sono incappata in una ragnatela acchiappa gonzi: i giocattoli, lo stile di vita, i libri "orientati", impostati, finalizzati (ne ho letti e pure recensito uno nel venerdì del libro ed allora ne ero entusiasta).

So che è probabilmente impopolare quello che dico, specialmente per una buona fetta di internet femminile con figli a carico, ma è proprio lì che va a cadere la cosa: una buona fetta di internet è un ottimo mercato quindi è nato un fiorire e rifiorire di giocattoli carissimi se paragonati al costo di produzione ed alla materia prima stessa (trovo alluncinante spendere cento-duecento euro per un gioco in legno, seppur bello) perchè la cosa che conta è la marca. O meglio il marchio. La derivazione.

Così il medesimo gioco che al Lidl ciclicamente viene messo in vendita a 15-20 euro (e su quello ci sto come spesa ogni tanto per un singolo gioco) lo si trova caricato di costi e fascino su altri siti a 3-4 volte tanto. Senza un perchè che non sia marketing.

E il perchè mi ha fatto meditare: perchè li compravo? Perchè leggevo libri di ispirazione steineriana?
Perchè, diciamolo, non avevo voglia di leggere Steiner, che è una pizza pazzesca per la maggior parte. Un po' come la Montessori che va presa a piccole dosi, un po' perchè a volte è noiosa un po' perchè a volte è ovvia.
Come non avevo voglia di leggere gli altri e fare sul serio: Piaget per esempio (che ho solo studiato di sfuggita in un corso di didattica della Fisica all'Università) o Ferrante Aporti (a cui penso solo quando si parla di carceri minorili) o le Agazzi.

Insomma, alla fine non ho letto Steiner in originale, ma solo interpretazioni americanizzate, ho letto un po' di Montessori e ho visto che le idee correnti che circolano in rete, specialmente quelle americane che hanno tanto successo, non sono propriamente fedeli alla linea tracciata in origine (grazie ad Anna di Ordine Fantasioso per avermelo fatto comprendere fino in fondo). Gli altri non li ho nemmeno presi in considerazione perchè nulla mi portava mai a loro, men che meno internet, nonostante cose furbe ne abbiano dette a palate.
Ho capito che per comprendere che la plastica si rompe facilmente e il legno è meglio bastano il buon senso e l'IKEA o il Lidl, che per sporcarsi, giocare liberamente all'aria aperta, celebrare le stagioni nel loro fascino misterioso bastano un po' di buona volontà genitoriale e la stessa medesima passeggiata che facevo con mio padre per raccogliere tesori.
Che le persone semplici e di bassa cultura (ma immenso buon senso) educano spesso ottimamente i figli (e magari a loro dedicano più tempo di noi mamme 2.0 che gironzoliamo per l'universo blog a volte togliendo tempo proprio a chi vogliamo educare in modo corretto), mentre al contrario prendo atto della confusione che regna sovente tra chi pensa di parlare di approcci pedagogici e invece parla di una nuova tendenza.

Per questo cercherò trasformare il tempo che utilizzavo per documentarmi (e sentirmi una mamma migliore) in un tempo in cui cercherò semplicemente di diventarlo, col buon senso: quello che internet ha sostituito a volte in questo ultimo anno.
Faccio pubblica ammenda e vado a recuperare il tempo (e il raziocinio) perduto, ammesso che si possa.
A poi.


AGGIORNAMENTO


Nota. Grazie a Mamma C. (alla sua ironia e alla sua sagacia di sempre) e a Silvia (le cui mail private sono sempre fonte di riflessione su questi temi e da cui spesso scaturiscono i post).

Nota. Questo post non vuole essere offensivo nei confronti di tutti i genitori che mandano i figli alle scuole steineriane (in cui di certo gli insegnanti conoscono in modo approfondito la pedagogia, o almeno così si spera).

Nota. In merito all'utilizzo della TV così drammaticamente demonizzato da alcune pedagogie (o meglio, da interpretazioni di quelle pedagogie, visto che la TV non c'era), penso che un paio di cartoni animati al giorno ben scelti e guardati insieme ad un genitore permettano un momento per tirare il fiato; io sono molto più rilassata se sferruzzo davanti a Zigby per 20 minuti, Simo non sembra esserne segnato a vita.

Nota. Il pedagogista Rousseau abbandonò i suoi numerosi figli all'orfanotrofio senza mai più curarsene e quando per questo fu criticato (visto che era impegnato a scrivere proprio trattati di pedagogia in quel periodo) rispose che non aveva soldi per mantenerli: peccato che fosse segretario dell'Ambasciatore di Francia e poi consigliere a Parigi. Dopo aver letto in merito mi sono sentita sollevata per i miei errori di prospettiva frequenti con Simo.


venerdì 14 gennaio 2011

{this moment n.37}

Mamma C

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."

Words and Inspiration By Amanda and many others...

Mamma F (**)(**) questa valanga di lana è uno degli inaspettati doni di ieri sera della mia amica Anna, ma a lei e agli altri regali in lana e stoffe dedicherò un post a parte

(**) grazie a Silvia di aver pubblicato le foto di Seb con il mio berrettino

I venerdì del libro n.28

Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma.

Mamma C: Luigi Vaira - Nemico blu (2007)


Smetto un attimo i panni del giullare e per una volta vorrei indossare quelli della persona seria. Non avete sicuramente sentito parlare di questo autore, non è famoso e questo è il suo primo libro, per altro pure autoprodotto. Luigi si occupa della manutenzione dei treni, ma per qualche anno della sua vita ha lavorato in una fabbrica dove si lavorava a stretto contatto con l'amianto, il nemico blu, appunto. Ed adesso, anni dopo, Luigi fa l'appello dei suoi colleghi: qualcuno non risponde più, stroncato da mesotelioma pleurico, altri invece mostrano già i primi sintomi e si chiede cosa sarà sarà di lui, della sua famiglia, dei suoi figli.
Alla luce dei processi Eternit e delle morti bianche in Thyssenkrupp, tra testimoni che ritrattano e cavilli burocratici, viene proprio da urlare di rabbia, perché i colpevoli non pagano mai, se non nel mondo di Paperopoli.
Qui trovate il suo blog, con molti link utili, tra cui un opuscolo che spiega come liberarsi di quei vecchi tetti con amianto, presenti nelle case di qualche tempo fa. Se vorrete conoscerlo, scrivergli, scoprirete una persona estremamente piacevole, molto gentile. Che però come tanti altri suoi colleghi vive in un terribile limbo, in attesa di sapere se sarà un sommerso od un salvato.

*****

Mamma F: Il Mago di Oz - L. Frank Baum (1900)

La trama la sappiamo tutti o quasi: Dorothy, bimba poco considerata dai parenti, impara a crescere scoprendo che a volte le paure e i mostri più grandi sono piccoli insignificanti impostori e che l'unica cosa che porta a scoprirli e smascherarli sono gli amici, che nel percorso della vita, imparano con noi ad avere cuore, cervello e coraggio. Oh, insomma, si sa.
Però, per la maggior parte di noi, la storia arriva da quell'opera d'arte che è il film (leggetevi il link che ha un sacco di informazioni interessanti!) di Fleming con Judy Garland.
Invece pochi credo che abbiano letto il libro e ne vale la pena, indipendentemente dal leggerlo ai bimbi o da soli, perchè è un piccolo gioiello del '900 (nato proprio ad inizio secolo), con un tesoro di spunti di riflessione sulla società, sulla politica (anche se trovo esagerata la trasposizione che se ne fa qui) e sulla vita in generale.
Le avventure di Dorothy sono una trasposizione delle (dis)avventure della nostra vita e può essere a volte consolatorio, oltre che incoraggiante, perdersi in una fiaba così bella.
"Ora so che, se dovrò di nuovo andare in cerca della felicità, non la cercherò più in là della mia stessa casa: perché, se non la trovo lì, vuoi dire che non potrò mai trovarla".

*****

Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.

giovedì 13 gennaio 2011

Yin & Yang n.7

Mamma C: on vacation

*****

Mamma F: avere riempito l'agenda di impegni lavorativi nella riunione di lunedì mattina con tutto l'entusiasmo del mondo e aspettare impazientemente 10 minuti di calma lavorativa per scrivere Yin e Yang e sferruzzare un po'.

Hanne Dahl, eurodeputata danese di 39 anni, si è presentata alla seduta del Parlamento europeo di Strasburgo con la piccola di pochi mesi al seguito - Immagine presa di qui.

Eccoci, Stima di Danno, per la tua rubrica del giovedì! Questa settimana ci siamo anche noi!!

mercoledì 12 gennaio 2011

Essere una mamma GREEN


Sono onoratissima di essere l'ospite e, di conseguenza, la mamma GREEN della settimana del bellissimo blog BabyGreen.
E' stato un piacere parlare un po' di me e delle mie idee nel suo spazio, che vi consiglio di andare a vedere per trovare ottimi spunti davvero "eco" e realmente "green": leggetevi le idee sul vivere semplice e naturale che lì si possono trovare!
Grazie Baby Green, ora aspettiamo l'intervista di Mamma C. vero?

PS. Colgo l'occasione per ringraziare tutti quelli che ci stanno votando su wikio da qualche mese: non ci era mai capitato di avere due post in prima pagina!


Buio in sala n.28

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F: Mangia Prega Ama (2010)

Ovvero come guardare per più di due ore la mandibola della Roberts pentendosi ogni istante di non essere dietro un buon libro o davanti a un vero film. La trama, quella che traspare, è: la Roberts sorride quasi ininterrottamente, nei pochi momenti drammatici le viene una bocca da papero inguardabile, ma alla fine l'amore trionfa. Che trama eh? WoW!
Nei dettagli possiamo approfondire come segue:
- Mangia: girato in un'Italia inesistente a cui forse non credono più manco gli Americani, tra mangiate pantagrueliche e vecchine velate di nero in una Roma iconografica con suorine che mangiano gelato, una Napoli che dura un secondo in cui spiccano i bucati stesi come nelle cartoline degli anni '60, una Toscana coi casali e i caminetti completamente inutile alla storia; o meglio, lo è tutto il capitolo italiano
- Prega: la Roberts finisce in un ashram in India, mentre la guru che anima l'ashram se ne sta beatamente a New York. Lì incontra il suo vero guru, un uomo americano che prima fa il duro saputello e poi racconta la sua banalissima sfigatissima storia. Credo che questa parte agli indiani farebbe lo stesso effetto increscioso che fa a noi la parte italiana. Teoricamente la Roberts impara a meditare, in pratica carezza elefanti veri e ganesh, quasi fossero il genio della lampada e indossa rosari buddhisti in un ashram indù (mah...)
- Ama: Bali. Finalmente incontra l'amore, in modo prevedibilissimo, scermaglie, io no tu sì, io sì tu no, happy end.

Se uno cerca la commedia romantica strappamutande può guardare la terza parte, se cerca un buon film può guardare il film suggerito da Mamma C. qui sotto.


*****


Mamma C: Vip, mio fratello superuomo (1968)

Ormai si sa che adoro i fumetti. Questo è un film di animazione tratto da alcune strisce di Bruno Bozzetto. Mi è venuto in mente qualche giorno fa, quando su un canale che non ricordo ho visto alcune scene di Psycovip, la serie in 3D, con una grafica tipo Toy story, per intenderci, e ne sono rimasta profondamente delusa. Allora sono andata a riprendere il mio vecchio VHS per recuperare ossigeno.

La trama la trovate su wiki e film.tv. Io vi accenno solo che questo gran personaggio che è Minivip ha la voce di Oreste Lionello ed il viso che a me ricorda Woody Allen. Già solo questo muove alla più grossa risata di pancia che abbiate. Ovviamente è una parodia, a tratti un po' difficilotta, per cui adatta ad un pubblico adulto ed anche particolarmente ironico.

Fortunatamente sul tubo si trova parecchio materiale: l'inizio, con la nascita della stirpe dei Vip, Minivip incontra Nervustrella, Minivip contro la Bodyguard, Minivip in crociera, ..

Ma qualcuno ricorda il Carosello di Metti un Tigre nel doppio brodo di Herbert Pagani???

Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana partecipano: