giovedì 31 marzo 2011

100MILA x DELINQUERE - il giveaway di NxD

Quando è nato questo blog, con l'idea di condividere come ci andava la vita lontane, credo avremmo immaginato di tutto tranne che la blogosfera fosse così bella e ricca di sorprese, nuove conoscenze, esperienze interessanti e qualche sincera amicizia.
Ma la cosa più lontana dalla nostra immaginazione era che centomila volte si leggesse di noi qui sul blog: arrivate da tutte le parti, abbiamo lettori fissi in America, Spagna, Israele, Russia, commentate, suggerite, controbattete... cose che a dirle in giro, nel mondo "reale", ti prendono per matto.
Ogni giorno ormai tantissimi di voi entrano, leggono, commentano, ci scrivono in pubblico e in privato, qui, su FB o su Twitter; ebbene, per un blog come il nostro, senza pubblicità, senza concorsi, regali o sponsor di alcun tipo, è un gran risultato e ci rende fiere del nostro spazietto virtuale.
Ordunque, per ringraziare chi ci ha sostenute, supportate, consigliate, indirizzate e anche, a volte, stroncate, ecco il nostro giveaway 100MILA x DELINQUERE.


Ecco come fare:

1. aggiungete il banner qui sopra di 100MILA x DELINQUERE al vostro blog (o pagina web o segnalazione via Facebook se non avete un blog);

2. scrivete un post sul vostro blog (o pagina web o Facebook), in cui raccontate l'occasione della vostra vita in cui avreste voluto essere in 100 mila, con link a questo giveaway;

3. se ci lasciate qui sotto un commento con il link al vostro post (o pagina web o Facebook), ci date una grossa mano!!

4. se volete, ma non è requisito fondamentale, diventate nostri nuovi lettori.


Scadenza il giorno di Pasquetta compreso (25 aprile 2011 ore 23.59), vincitori i due post più belli, a giudizio insindacabile di Mamma C & Mamma F.

Cosa vi regaliamo?

Sì, ben 2 regali: per il primo e il secondo prescelto.

Un libro(*) che abbiamo già recensito, quello di Jonathan Safran Foer SE NIENTE IMPORTA.
(*)nessun autore o editore è stato supplicato per inviarci una copia omaggio

Due delizie biologiche, erbette aromatiche di campo e preparato per il vin brulé,
prodotti locali del farmer market astigiano.
Ovvio che il primo prescelto sceglierà tra i due premi ed al secondo toccherà l'altro.
Allora, che aspettate????

Update: dopo i dovuti ringraziamenti a tutte le partecipanti, una scelta sudata:
Non è stato facile, perché erano tutti post molto toccanti ed impegnativi..
I nostri vivissimi complimenti alle due blogger ed ancora grazie a tutte le altre partecipanti!!

mercoledì 30 marzo 2011

Buio in sala n.39

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F: Tre Colori: Film Bianco (1994)

Io adoro Julie Delpy (e già ne ho parlato qui), se poi è diretta da un maestro come Krzysztof Kieślowski allora è davvero uno spasso. Peccato che in questo film sia forse la protagonista più invisibile dei tre.
La storia è avvincente e intricata, la potete trovare qui, e si ispira fortemente al principio dell’uguaglianza (il bianco del titolo è uno dei tre colori della bandiera francese) tra uomo e donna, tra classi sociali, tra modi di intendere (o non riuscire ad intendere) il sesso, l’amore, la vita tutta.
Ed è questo il bello del film, che quando ti sembra che il povero sfigato protagonista Karol, impotente, abbandonato dalla moglie, ridotto a mendicare ed a tornare nella sua patria polacca da Parigi, sia la quintessenza delle sventure nella vita, ebbene, ecco il guizzo (o il destino o l’intelligenza umana) che rovescia la trama. Alla fine del film ci troviamo con Karol che ha fatto successo, ha punito moralmente la moglie (non so bene se più rivelandosi un portento a letto o più divenendo ricco) e l’ha addirittura mandata in carcere condannata per un finto omicidio (il suo).
L’uguaglianza dove sta alla fine? Che per tutti c’è una via di riscatto? Che per tutti il riscatto passa dal sesso e dal successo? Che il capitalismo occidentale vince sul piccolo parrucchiere comunista? Per Kieślowski la ruota finisce di girare solo in Film Rosso, ma quella è un’altra storia in tutti i sensi.
Qui la scena finale.
*****

Mamma C: Generazione 1000 euro (2009)

Uno spaccato di vita che mi tocca molto da vicino, perchè prima di avere un figlio, prima di sposarmi, in fondo ero anche io così: un po' cazzona, tanta voglia di divertirmi, tutto sommato poche responsabilità e qualche lira (ancora non c'era l'euro) per pagare l'affitto. Con l'ansia però di non sapere cosa sarebbe successo il mese successivo.

Trama: "A Milano un gruppo di giovani neolaureati galleggia nell'orbita dell'instabilità esistenziale. Matteo, che si definisce un luogo comune, è un genio della matematica; nelle vesti di "cultore della materia" tiene lezioni sull'insostenibilità di Gödel, ma per tirare a campare lavora nel reparto marketing di un'azienda in odore di taglio del personale. L'amico e coinquilino Francesco mette in pratica la sua passione per la settima arte facendo il proiezionista in un cinema d'essay e osserva la vita come se fosse un film, dando un voto alle cose. Lasciato dalla fidanzata tirocinante in attesa di asportare il suo primo pancreas, e perse le sicurezze economiche di un terzo inquilino che li ha appena abbandonati con un debito, Matteo si trova diviso tra la passione e la ragione - e tra due donne che entrano con impeto nella sua vita - nell'eterna sospensione d'animo."

Venier lo conoscevo come regista dei film di Aldo, Giovanni e Giacomo, e devo dire che anche in una veste più drammatica m'è piaciuto, anche se forse alla fine questi trentenni non ne escono poi così bene. Dei giovani attori conoscevo solo la Crescentini, già vista in "Notte prima degli esami-oggi" ma non mi era rimasta gran memoria.

Tutto sommato un film piacevole, a tratti amaro, accompagnato dalle note di una splendida Malika Ayane.
Come sempre, lascio il trailer ed una scena, sulle "pause di riflessione".

Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana partecipano:

martedì 29 marzo 2011

Avevo un sogno...

E nemmeno sapevo di averlo.
Quando son venuta a vivere qui è stato per amore di Enrico, per capire il suo sogno.
Il mio non mi era affatto chiaro.
Arrivavo da tutta una vita di città, mi metteva ansietà lo spazio senza limiti, lo sguardo che girollava in tutto quel cielo, questo vai e vieni di colline.
Non c'erano freni nè ostacoli.

Mi atterriva il silenzio della notte. Cani. Upupe. Civette. Un silenzio popolato.

Poi ho trascorso qui la prima primavera. E altre 6 dopo quella.

Ho vissuto i piccoli momenti di transizione, quando si aprono i narcisi, si spengono le stufe.


Viviamo ancora circondati di legna, ma l'accompagnamo alla forsizia ormai.

Tutto il sotterraneo mondo di radici ricomincia a vivere, è un continuo germogliare, sprizzar vita e buttar foglie e fiori.

Non sapevo di sognare questa vita, me l'ha spiegato Enrico.
Tante, tantissime volte.





lunedì 28 marzo 2011

Le attenzioni premurose

Dall'amore madre-figlia si sprigiona un'energia vitale meravigliosa, quella che permette di creare in poco meno di due giorni un capolavoro. Capolavoro da vedersi e da indossarsi. E quando la sfoggio, con estremo orgoglio, sento tutta la potenza del suo amore per me.


Una mantella, un pensiero estremamente gradito, dietro cui si celano le attenzioni di una mamma premurosa: "Ma ce l'hai qualcosa che ti scaldi, adesso che la pancia è esplosa?" e "Ho scelto il blu, tanto.. più che i jeans non metti, però poi, quando hai partorito, un vestito adatto alla tua età lo andiamo a prendere, eh?".

Momento light, molto light, cara Stima, sorridendo mentre ripenso ad anni ed anni di scontri generazionali..


domenica 27 marzo 2011

E' nato Gabriele!


La mia amica e collega B. di cui ho già parlato molte volte, ha partorito il secondo pupetto l'altro ieri. Sono immensamente felice per lei, per la sorellina Martina che a 2 anni si ritrova con un compagno di giochi e per il babbo (ovviamente).
Cosa creare per loro? Quando è nato Sebastian avevo avuto il tempo di cucire un quiltino, oltre al bavaglino; ora di tempo ne ho molto meno.

Mi è venuto in mente che una cosa che fanno spesso i neonati è rigurgitare un po' dopo la poppata; io mi mettevo uno strofinaccio da cucina o un asciugamanino sulla spalla, insomma una cosa proprio poco bella. Ma ero imbranata, non uscivo mai e me ne importava poco.

Invece B. è una mamma super organizzata, un po' come mamma C. che allattava tra una visita e l'altra in ambulatorio, e per lei ci vuole qualcosa di carino quando si va in giro.
Così, nulla di meglio di un coordinato "bib & burp cloth" di cotone e ciniglia super assorbente con doppio bottone (per sfruttare al massimo il bavaglino anche quando si cresce).
Benvenuto Gabriele!
******

Grazie per gli entusiastici commenti che avete riservato ai maglioni per Simone nel post precedente! E' stato davvero un piacere mostrarveli...

E con lo stesso piacere, le mie mani hanno creato anche qualcosa per voi : andate a vedere quante novità!

Quando l'Italia è buona davvero..


Io abito qui



E voi?

Cioccolatò: Piazza Vittorio, Torino, fino al 3 aprile: una "ottima" occasione per venire a visitare questa meravigliosa città!

sabato 26 marzo 2011

:: 3 ::

3 maglie.

Tempo, morbidezza, qualche pensiero scacciato.

E un mucchio di amore.

venerdì 25 marzo 2011

{this moment n.46}

Mamma F

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."

Words and Inspiration By Amanda and many others...

Mamma C

I venerdì del libro n.35

Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma

Mamma C: Peter Gethers - Le chat qui dînait chez Maxim's (1991)

Premetto che io le lingue non le ho mai studiate seriamente (se si escludono 2 anni di Goethe Institut e le due ore settimanali di inglese che il ginnasio ci ha regalato per due anni, con insegnante italianissima, che manco l'italiano sapeva parlare). Però le adoro. E così mi sono rimboccata le maniche e c'ho provato. Per il francese ho iniziato dagli albi di Asterix, divertenti, comprensibili e sottilmente ionici. Poi sono passata a Camus. Ma in mezzo mi ha irretito questo libro qui. L'autore è americanissimo, ma la foto di Norton, lo Scottish fold in prima pagina, in libreria mi aveva rapito.
Il libro è molto leggero e la storia di per sé già vista: un agguerrito nemico dei gatti si innamora di un gattino, con cui condivide mille avventure quotidiane. Ma è raccontato così bene, in modo così passionale, che non si può non esserne coinvolti. Lo stile è molto semplice e comprensibile, forse anche grazie alla mia infarinatura di piemontese, non so. Però per i coraggiosi, o per gli amanti delle lingue straniere alle prime armi, o per rimuovere la polvere da qualche studio precendente è davvero indicato. O anche per chi non ama i gatti.

*****

Mamma F: Edith Holden - Diario di campagna di una signora inglese del primo Novecento (circa 1906)

Le informazioni minime che si ritrovano in rete per questo strambissimo libro sono le seguenti: "Questo diario è stato trovato, negli anni ’70 del secolo scorso, in una casa borghese di campagna nel Warwickshire. L’autrice Edith Holden è una sensibile e giovane disegnatrice dall’animo poetico, esperta naturalista, insegnante d’arte che, ad inizio '900, per colmare le sue giornate solitarie, si aggira a piedi o in bicicletta per la campagna, osservando ogni minimo cambiamento della natura. Ogni giorno sul suo quaderno annota ciò che vede, disegna uccellini, farfalle, amenti e fiori, a seconda della stagione; qualche volta cita poesie o detti. Non parla MAI di sè."
Il libro riproduce le pagine scritte a mano e i suoi meravigliosi disegni (se volete vedere un'anteprima, guardate qui che splendore), l'ho comprato su una bancarella di un mercatino delle pulci pensando uan un'incauto acquisto, invece ho trovato un tesoro. Se cercate di fondere Wordsworth con le violaciocche o le bocche di leone (e non i soliti ranuncoli letterari), siete serviti.

Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.

giovedì 24 marzo 2011

Provati per voi: collanina d'ambra

Arrivati intorno ai 5-6 mesi del proprio figlio, ognuno/a di noi entra nel girone dantesco dell'eruzione dentaria. Ipersalivazione, febbriciattole, pianti, cacche molli, notti insonni. Inizia un periodo davvero critico, che rischia di durare anche oltre l'anno. In quel momento si è facili prede di santoni, sciamani e sette varie. E' proprio in uno di quei giorni, quando rischiavo di inciamparmi nelle mie occhiaie, che ho adocchiato la fatidica collana. Ed ho impiegato davvero poco tempo a convincermi di comprarla. Sono estremamente scettica su questo genere di "terapia", ma la mia razionalità era rimasta a casa a dormire (lei), così ho sborsato i miei 11 eurini (mi dicono che adesso costi 13, ma allora era il 2008) e trionfante mi sono diretta a casa. Ero sicura, sicurissima che sarebbe stata la sua (e nostra) salvezza, con un briciolo di dubbio sulla pericolosità ("e se rimane impiccato?"), ma non sull'efficacia.

Ho passato tutta l'estate del 2008 a far credere di avere una femminuccia (già, collana=femmina per i più), ma mi sembrava che in effetti Matt avesse molto fastidio in meno. Sbavava sempre come posseduto, ma almeno niente febbre nè cagozzi e soprattutto niente pianti.

ok, qui piangeva, ma era un altro il motivo..

Quindi alla fine si potrebbe dire che io ne sia soddisfatta. Si potrebbe, se non si intuisse il colpo di scena.

Intanto leggevo che il principio su cui si basa, in soldoni, è che l'ambra conterrebbe acido succinico, blando antiinfiammatorio, che verrebbe assorbito ed immesso nel circolo sanguigno. Di per sé non fa una grinza ma da qualche parte ne avevo letta una ancora meno credibile, che parlava di campi magnetici, che non mi ricordo quali proprietà maggggiche avrebbero avuto.
Ma soprattutto mi è capitato di toccare l'ambra vera. Fredda al tatto, meno trasparente, più pesante. Considerazioni cui un amico gioielliere mi ha portato. Ed in effetti la mia portentosa collanina d'ambra s'è rivelata..TA DAH.. plastica, volgare plasticaccia. E mica l'ho presa su una bancarella, era pure di una marca famosa!!

Ergo: al collo farà bene l'ambra, ma la plastica sortisce lo stesso effetto. Oppure, più facilmente, il mal di denti di mio figlio sarebbe passato comunque, ma almeno a me sembrava di aver fatto qualcosa per aiutarlo. Effetto placebo sui parents.

Un grazie a Sibia, che mi ha fornito la seconda prova per verificare se quella che si è comprata è davvero ambra oppure plastica: provare a bruciarne un pezzettino. Se si sprigiona un aroma particolare, allora è davvero ambra. Inutile che vi dica che anche la sua parrebbe di plastica, vero? In realtà aspettiamo che la ditta in esame effettui le proprie verifiche sui fornitori, dopo le perplessità che Sibia le ha inoltrato..

PS: un consiglio davvero utile mi è arrivato invece dal dentista: far masticare gambi di sedano. Alla peggiore, se non sono allergici, si tengono impegnati ed imparano ad apprezzare le verdure!

Qui trovate i precedenti "Provati per voi"

mercoledì 23 marzo 2011

Buio in sala n.38

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F:
Quella sera dorata (2010)

Il titolo tradotto in italiano invoglia a vedere il film come ad andare a vomitare, ditemi se non è più bello "The City of your Final Destination"; spero che Ivory non sia a conoscenza di questa slumachevole traduzione.
Il film è un Ivory-film in tutto e per tutto, di belle maniere e di gusto impeccabile, reso vivo da un Hopkins sempre al top e da una Laura Linney drammaticamente trascinante.
Un po' meno significativi la Charlotte Gainsbourg (che canta meglio di come recita, e ho detto tutto) che dopo la discreta prova di Jane Eyre di Zeffirelli non ne azzecca più una ed il protagonista principale Omar Metwally che sembra calato nella parte da non più di dieci minuti.
Ma la storia è carina, le visioni uruguayane toccanti, l'iconografia non è eccessiva nè fastidiosa. In breve:" Omar Razaghi è un giovane dottorando iraniano-canadese della University of Colorado, fidanzato con l'ambiziosa e algida Deirdre, insegnante di letteratura straniera. La sua borsa di studio e la sua relazione sentimentale sono allacciate e vincolate alla stesura della biografia “da autorizzare” di Jules Gund, autore sudamericano morto suicida dopo il successo del suo unico romanzo. Impedito a proseguire nel progetto dal diniego dei Gund, è indotto dalla fidanzata a partire alla volta dell'Uruguay per incontrare gli eredi e dissuaderli. Arrivato a Ochos Rìos la realtà avrà la meglio sul libro, innamorandolo e invischiandolo nel labile equilibrio della famiglia Gund ".
Intendiamoci: siamo anni luce da Maurice o da Casa Howard, ma alcuni momenti di poesia ci sono eccome. E ormai di film così mica ce ne sono più in giro tanti.
Qui il trailer.
*****

Mamma C: Al di là della vita (1999)

Una volta tanto tocca a me esprimere un parere negativo su un film. L'avevo rimosso, finché non l'hanno ridato in TV qualche sera fa. Sono bastati pochi fotogrammi a farmi subito cambiar canale. Uno dice: "E' di Scorsese". Ma mica è intoccabile, anche lui! Parliamo di Nicholas Cage: a me non dispiace, ma effettivamente, come sarcasticamente affermano gli Americani, ha un'unica espressione e manco tanto comunicativa. Un film pieno di morti, anche gratuite alcune, di dolore, di sofferenze.. Sarà che per dieci anni sono salita anche io sull'ambulanza, ma adesso non ho più ne' il fegato, ne' la brama (che mai ho avuta) di vedere certi spettacoli.
Trama: "Tutto il film si divide in tre segmenti definiti dai tre giorni di lavoro del protagonista in cui è affiancato di volta in volta da tre colleghi diversi che mostrano, ognuno un diverso modo di rapportarsi con la professione medica e quindi con la morte e la vita. Vi è inoltre il succedersi di tre ambienti, quello caotico e senza regole della strada dove lavorano i paramedici, quello caotico e senza regole dell'ospedale, che al contrario della strada però cerca di porre rimedio ai danni che causa la vita stessa, ed infine la casa del personaggio interpretato da Patricia Arquette che si dimostra essere un'oasi di pace in mezzo al caos, nonché il luogo della resurrezione stessa."

Salvo poche cose: la fotografia, la musica ed il montaggio.

In realtà qualche critica positiva c'è. Sarei curiosa di sapere se qualcuno di voi l'ha visto e cosa ne pensa.. Qui il trailer (in inglese) qui una scena di un salvataggio..

Ah: il titolo originario è "Bringing out the dead", che tradurrei - in maniera imprecisa sicuramente- con "tirar fuori (riesumare?) il morto". Detto tutto.

Ecco i nostri precedenti
Buio in sala!

martedì 22 marzo 2011

Giornata mondiale dell'acqua

Non ho tante parole, ma vorrei condividere con voi i dati offerti dall'Istat (direi che parlano da soli..) ed un filmato divertente:


"Bevi l'acqua, non bere cazzate"

PS: A distanza di un anno, rinnovo qui la mia soddisfazione per la caraffa filtrante..



lunedì 21 marzo 2011

:: Primavera! ::



La mia vita mi sta dando tante occasioni.
Una di queste è iniziare di nuovo, come ogni anno, con la primavera.

Che questa stagione in arrivo sia una rinascita gioiosa anche per tutti voi.
Buona primavera.



domenica 20 marzo 2011

Macumba ed antimacumba

Un ponte nato male. Perché stavamo organizzandoci per passarlo al mare, ma scopriamo che il riscaldamento laggiù non funziona.
Perché il giovedì, mentre tutta l'Italia festeggiava, io passavo la giornata in ambulatorio per un'urgenza.
Perché il venerdì sera, quando c'eravamo decisi per un sabato e domenica in montagna, ospiti di nonno Peter Pan, Matt irradiava calore, con 38.8 di febbre.

Abbiamo capito l'antifona: in questi giorni si sta a casa. Punto.

E allora al diavolo le vacanze, ma io un'aria nuova la voglio. Iniziando dai capelli: 45 cm in meno. La pettinatrice era invasata, mentre tagliava.. Te credo, quando le ricapita?????
Quando ho abbassato lo sguardo verso il pavimento, ammetto che, osservando la montagna di capelli cui ho dato l'addio, un attimo di smarrimento l'ho provato..
La foto è orribile, ma vi assicuro che mi sta dando un sacco di soddisfazione il nuovo look. Veloce da asciugare, facile da gestire anche da una negata per spazzola e phön come me, leggero, fresco.

A volte basta davvero poco per sentirsi meglio.

Cara Stima, come vedi ogni tanto un momento light capita anche a me!

sabato 19 marzo 2011

Fiorire dentro

Non ricordo se ve l'ho già detto, ma io ho una passione viscerale per le orchidee.
Tutti i tipi, nessuno escluso.


Ho orchidee che hanno anni e anni, che accompagnano la nostra vita da tempo.
Fioriscono alternate, quando vogliono, in momenti strambi, anche in pieno inverno o più volte l'anno.Quest'anno, con i camini che scaldano tutta la casa molto di più delle vecchie stufe a legna, si sono date appuntamento a fiorir tutte insieme.
E dureranno mesi.
Come si fa a non fiorire dentro, insieme a loro?