martedì 31 maggio 2011

:: Anna and the Quilt ::

Correva l'anno 1990, giugno credo, la maturità e la voglia di essere "contro", a cosa non si sa, ma le pulsioni non sono razionali e gli ormoni adolescenziali nemmeno.
Questo della foto era il palco di Amnesty International a Cuneo, dove suonavano i gruppi musicali di zona, tra cui noi (Anna, io e altri 3): facevamo folk della West Coast americana, male.
Ma ci divertivamo tantissimo.
Le prove dei pezzi nelle cantine, le stonature e le scordature, un sacco di sigarette e birrette (lei no, che è astemia, io sì eccome), qualche concerto, una volta addirittura un teatro, alcuni applausi.
Ci sono musiche di allora, strofe che ancora oggi mi si appiccicano addosso con quella nostalgia tenera di quando sembra di pensare alla vita di qualcun altro, che è passato troppo tempo, mica potevamo esser noi davvero quelle lì. E mi ricanto le canzoni di quando facevano voci e cori, che non venivan mai buona la prima e il tastierista ci guardava male.
Poi finiva la scuola, ci fidanzavamo con i ragazzi del Centro Sociale ma a Torino il collegio era delle suore; capitava che, mescolando il tutto, all'offertorio della messa del mercoledì io suonassi i Genesis con l'acustica e lei ridesse delle stramberie della vita.
Da ben prima di allora siamo amiche Anna ed io; e le voglio un bene immenso, di quello che si acquista con gli anni e con i decenni, con le cose fatte e le avventure vissute, perchè non ce ne frega più nulla di dimostrare all'altra niente.
Siamo come siamo, due caratteracci, orsi.E non è un caso che il secondo quilt grande (di quelli che ti fai le bolle alle dita a cucire il bordino a mano, che sudi sette camice a tenertelo sulla spalla mentre quilti le righe) sia per lei. Il primo è stato per Simo, ovvio, il secondo per questa amicizia che, tra alti e bassi, dura da 25 anni.
Avevo promesso di finirlo prima che uscisse il caldo, ma sono pistina e mi piace far le cose a modo mio - che non vuol dire "bene", ma solo con i miei tempi e le stoffe che adoro.

E visto che voi leggete questo post, vuol dire che lei il quilt l'ha già ricevuto; mai e poi mai avrei messo le foto qui prima di darglielo... con la pazienza che ha avuto (ehm, un anno!).Dentro ci sono i pensieri di 25 anni di cambiamenti, di scombussolamenti e di silenzi, di abbracci e ritrovamenti, dopo che alcune delle persone a noi care sono morte lasciandoci qui.
E noi ci stringiamo in un quilt e andiamo avanti bene.

lunedì 30 maggio 2011

Under construction

Sono ormai più di tre settimane che ci diamo dentro coi lavori per la casa nuova. Abbiamo affittato una topaia e poco per volta stiamo cercando di renderla confortevole. Man mano che il nostro passaggio cambia il volto delle stanze, la iniziamo a sentire sempre più nostra, sempre più "cuccia".
E' un lavoro lungo, fatto nei ritagli di tempo la sera, oppure in full immersion nei fine settimana, tornando a casa stravolti, ma appagati.
Il mio essere presente ma non poter fare ne' lavori pesanti, ne' in altezza, ne' con solventi, ne' .... ahhhhrrrrggghhhh!!!!, mi fa sentire davvero inutile in questa fase dei lavori. Mi attacco alla centogradi, carponi, ed affronto tutti i pavimenti e le fughe della casa. Ma in effetti la veranda ha cambiato aspetto ed ora si potrebbe mangiare per terra (il fanatico dei pic nic in effetti l'ha già proposto).

Il nostro momento light, cara Stima, è stato guardarsi indietro ieri sera, sapere di esser partiti da qui:
con mille cose da fare, inclusa la lotta contro una greca che non voleva saperne di farsi togliere ed assaporare il piacere di aver rispettato i tempi che ci eravamo prefissi. A tutt'oggi nella casa vecchia: cantina e garage svuotati, tutto imballato, gran parte dei mobili già trasferito (mancano giusto i mobili più pesanti e le ultime cose della cucina). Nella casa nuova: garage e cantina già sistemati, in casa tutto pulito, due mega armadi già riempiti, mancano cucina e camera da letto.. Giovedì sarà un bel giorno.

Intravedo la luce ed inizio ad illluminarmi..


sabato 28 maggio 2011

Provati per voi - la cura delle ORCHIDEE


Quando ho parlato del mio amore per le orchidee, sono rimasta stupita dall'interesse che ho generato.

Ora vi svelo i miei piccoli segreti per mantenerle sane e forti.

- INNAFFIATURA - bagno tutti i vasi una volta sola a settimana (d'inverno in quiescenza senza fiori anche ogni 10 giorni) versando un bicchiere d'acqua ed eliminando, dopo qualche ora, l'eventuale residuo d'acqua sul fondo

- DOCCIA - una volta al mese d'inverno e anche due volte d'estate, immergo tutte le piante in acqua del rubinetto per 1 minuto fino all'orlo e poi faccio scolare per 5 minuti in modo da non avere acqua stagnante che provochi marciume radicale nel sottovaso
(qui le mie orchidee sono tutte riunite in bagno per la doccia)

(ecco come deve risultare l'orchidea dopo la doccia)

- SPRUZZO - con uno spruzzino riciclato dai detergenti per i vetri e lavato molto bene, spruzzo le radici aeree ogni 2-3 giorni in modo da mantenerle un poco umide (è necessario sia in inverno per via dei termosifoni che seccano l'aria, sia in estate per il caldo)


- CONCIME - quando mi ricordo (mai più di una volta al mese) e quasi mai in fioritura

- RINVASO - lo faccio quando proprio la situazione è "esplosiva", ovvero quando le radici aeree ormai contornano tutto il vaso impedendomi di metterlo nel sottovaso e rendendo il ricircolo d'aria nel vaso stesso impossibile, mai prima. Va benissimo qualsiasi terra da orchidee, il più secca e meno trattata possibile, a cui aggiungo pezzi di tappo di sughero a fette e corteccia

- ESPOSIZIONE e TEMPERATURA - tengo i miei vasi in camera da letto, sulle finestre esposte al sole e ben illuminate per tutto il giorno; d'inverno la temperatura non è mai eccessiva di giorno e di notte non scende mai troppo, d'estate lascio le finestre un poco aperte sia di giorno che di notte

- FIORITURA - quando le mie orchidee hanno trovato il loro posto naturale davanti alla finestra, mi hanno regalato almeno 6 mesi ininterrotti di fioritura all'anno. Man mano che i fiori appassiscono li rimuovo e non appena secca l'ultimo fiore taglio il ramo all'altezza di due/tre nodi dalla pianta

(ecco come si presenta il "butto" di un nuovo ramo fiorito: punta verso l'alto ed è verdissimo, a differenza delle radici aeree che hanno solo la punta verde)



E voi? Avete segreti particolari da scambiare?

venerdì 27 maggio 2011

{this moment n.55}

Mamma F (binding the quilt...)

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."

Words and Inspiration By Amanda and many others...

Mamma C

giovedì 26 maggio 2011

Serpi in seno..

Che Matt sia un bimbo delicato e sensibile sono d'accordo, ma a volte mi stupisce per quanto si rivela forte e maturo. Investito del ruolo di fratello maggiore, ormai si aggira per casa parlando della futura sorellina ("la macchinina è finita sotto il letto di Viola", "ho dato due bacini a Viola", "ma quando nasce Viola??"). Ma soprattutto ormai si sente "grande". E come i bimbi grandi, si veste da solo, si lava da solo, chiude le zip da solo.. dorme dai nonni da solo !!!! Uh già, questa è la grossa novità!!!
Abbiamo tentato l'esperimento lo scorso fine settimana, approfittandone non per una seratina romantica, ma per una no limits di tinteggiatura della nuova casa.
Procedendo per gradi, abbiamo aspettato che fosse lui a sentirsi pronto (grazie Stima per i sempre saggi consigli) e quando ha dato i primi segnali abbiamo colto la palla al balzo. Al venerdì sera ci siamo messi lui ed io a preparare la valigia, cercando di non dimenticare l'amico Paddington e le radioline, prevedendo n cambi, visto che da Nonna Lilla è stata predisposta la sabbiera con la piscinetta.. Al mattino l'euforia era al massimo ed appena arrivati a destinazione, sono iniziati i giochi folli, con vittima sacrificale la povera Paprika. Sguardo rapido alla valigetta insieme a Nonna Lilla, ultime istruzioni su nanne e docce, poi di nuovo in macchina, rapido saluto alle due generazioni dal finestrino e via a raggiungere papà D. in versione tupamaros. Tempo stimato per le prime lacrime: arrivo al casello autostradale. Tempo effettivo: varco il cancello di Nonna Lilla ed ero in un lago.
La giornata è passata poi, devo ammettere, molto velocemente, le distrazioni con una casa da tinteggiare e rimontare non ci sono mancate. La sera, per la prima volta da quasi-quattro-dico-quattro anni, ci siamo concessi un'ora folle per il rientro: ben le due, contro le undici-massimo!! di quando c'è anche Matt. Insomma qualche vantaggio l'ho visto, in effetti...
Il momento più buio è stato al risveglio l'indomani mattina, un magone enorme a vedere il suo lettino vuoto.. Ricevuta la telefonata rincuoratrice della nonna, aspetto che me lo passi e sento:

"Matt c'è la mamma al telefono, vieni così le parli"
"No, sto guardando i cartoni"

"Noooo?????" Hai capito 'sto piccolo lestofante???? Non posso assentarmi un attimo, che vengo subito rimpiazzata dai Barbapapà. I Barbapapà!!!!!

E così, invece di piangere disperata davanti al suo lettino vuoto, mi son data una mossa ed in pochi minuti è stato rimpiazzato anche il nano traditore, ecco il suo lettino:
va là che la sera era libero e pronto ad accogliere la nostra piccola canaglia..

PS: In realtà sotto sotto sono felicissima che l'esperimento sia andato a buon fine. Quando siamo tornati a prenderlo era tutto un sorriso e, pieno d'eccitazione, c'ha raccontato tutto quello che aveva fatto in quei due giorni. Una super pizza la sera ci ha ritrovato uniti e sereni. Quasi quasi facciamo un pensierino per il prossimo fine settimana..


mercoledì 25 maggio 2011

Buio in sala n.47

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F: Via col Vento (1939)

Irving Thalberg: "Lasciamo perdere: con un film così non si incassa neppure un cent." Questo produttore era uno dei meno lungimiranti dell'epoca, infatti a fronte di un costo stimato in 3,9 milioni di dollari, è a tutt'oggi il film che ha avuto il maggiore incasso di tutti i tempi (correlando il valore dell'inflazione).
Credo che le persone si dividano in due categorie: chi, quando la programmazione estiva langue in tv e ripassano Via col Vento, pensa "Miiiiiiiii, che strapalle!" e chi (come me) se lo spara tutto come la prima volta. Temo che però la seconda categoria si stia lentamente estinguendo, visto che, quando dico che uno dei più bei regali mai ricevuti in vita mia è stato un enorme libro fotografico del "dietro le quinte" intitolato ovviamente"The Making Of", mi prendono per psicotica.

La trama qui, ma esiste qualcuno che non la conosce?

Vi cito solo qualche informazione buffa presa dai miei ricordi e dalla rete:
- la scena spettacolare dell'incendo della città di Atlanta fu effettuata una sola volta bruciando tutte le scenografie di King Kong appena finito di girare (più altri rimasugli): in un mondo in cui gli effetti speciali al computer non esistevano, bisogna che fosse buona la prima

- nella famosa scena del ballo di beneficienza, per accentuare il volteggiare del valzer, Gable e la Leigh furono fatti ballare sopra una pedana girevole; questo accadde anche perchè Gable era il peggior ballerino della storia del cinema.

- "Francamente, mia cara, me ne infischio", la battuta finale di Via col Vento, in realtà avrebbe dovuto avere una traduzione un po' più pesante, tipo "Me ne fotto" (Frankly, my dear, I don't give a damn) ma in Italia siamo stati beneducati; in America invece il regista pagò una sanzione per poter lasciare questa frase nel finale, facendola diventare la frase più famosa del cinema di tutti i tempi.

- Quando Ashley torna a casa ferito dalla spedizione a Shantytown, Melania ha in mano una lampada dalla quale pende un filo, ops!!!

- Scena della festa alle 12 Querce (Twin Oaks): le carrozze che percorrono il viale d'ingresso alla villa sbiadiscono e quasi scompaiono quando incrociano le ombre degli alberi: ciò accade in quanto questa scena era stata ottenuta grazie ad una sovraimpressione.

-L'attrice Hattie McDaniel, l'interprete di Mammy, fu la prima attrice di colore a ricevere un premio Oscar

-La sala numero 6 del "CNN6 Centre" di Atlanta e' l'unica sala al mondo che non ha mai cambiato il suo programma: proietta solo Via col vento due volte al giorno tutti i giorni dell'anno, dalla "prima" a oggi.

Spero che prima o poi in tv diano di nuovo lo "speciale" su Via col Vento in cui frotte di attrici famosissime, tra cui anche Paulette Godard e Bette Davis (a cui volevano affiancare Errol Flynn), recitano le battute di Rossella nei provini per la parte di protagonista, era buffissimo!!

*****

Mamma C: Un bacio appassionato (2004)

Sì, ok, sono in periodo di melensaggini.. In realtà questo è un film molto delicato, ma leggero, sulla storia d'amore tra Cassim e Roisin. Lui, pakistano, è nato in Inghilterra, ma ha ancora forti legami con la sua terra d'origine. Lei, irlandese, insegna in una scuola cattolica, dove vigono leggi severissime sul modus vivendi del corpo insegnanti. Il padre di Cassim ha già progettato per il figlio il matrimonio con una cugina, ma giustamente i de non ne vogliono sapere. Il tutto ambientato a Glasgow, scelta che permette dei bellissimi fotogrammi sulla Scozia che tanto amo.. Regia di Ken Loach, quindi tanto sdolcinato non può essere..

L'incontro tra Cassim e la cugina la dice lunga sulle due culture, ve la propongo...

Buona visione!

Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana vengono al cinema con noi:

martedì 24 maggio 2011

:: basta poco #1::


Ci sono giorni in cui miracolosamente stanno tutti bene, i lavori in casa e fuori procedono per il meglio e io riesco a staccare un po' dalla routine.
Basta poco.
Un'oretta ogni tanto per me.
Riuscire ad isolarmi dal telefono che squilla per lavoro, dai richiami di Simo per giocare, dalle cose urgenti che sembrano non finire mai.


In questo periodo mi sto concentrando sul ri-uso: imparo a guardare le cose per quello che possono ancora dare, per cosa diventerebbero se mi fermassi a pensare.
Così la scritta spiritosa di una vecchia canotta ormai troppo piccola diventa una deliziosa toppa per una maglietta, uno dei riquadri inglesi acquistati l'anno scorso on line copre una macchia e rinnova un'altra maglietta.

E' bellissimo concedere una seconda possibilità a qualcosa che normalmente avrei abbandonato, che probabilmente sarebbe finito negli stracci (la vecchia canotta era ridotta male) o usata per i giochi "sporchi" (come la maglietta con la macchia indelebile).

Quando poi si riceve in dono da una preziosa e vecchia amica una torre di lana già lavorata, a volte il tempo si perde in sogni su come utilizzarla: arriva da tante mani, di nonne, di zie e dalle sue. Che io, tra l'altro, adoro.

E queste stoffe? Arrivano da un negozio di stoffe liberty che ha chiuso a Torino, da una bancarella di cotone bio e da... non me lo ricordo nemmeno più! Ma come mi piace vederle insieme...
A volte basta poco per essere felici.

lunedì 23 maggio 2011

Lì giù e dintorni

In macchina, sulla strada per Nonna Lilla, dove Matteo ha passato il fine settimana:

"Papà D., occorre prendere una decisione urgentemente."
"Oddio, ma non è un po' presto per il parto?? Giro e andiamo in ospedale??"
"No, non QUELLA decisione. Allora: se Matteo ha il pisellino, Viola cosa avrà, la ...?"


Antefatto: è da un po' che Matt mi chiede come è nato. Lì me la sono cavata con poco, raccontando del taglietto sulla pancia che il dottore mi ha fatto. E finché sembrava che anche Viola dovesse nascere con un cesareo programmato, non ho mai pensato a come approcciarmi a certe tematiche. Inoltre le differenze tra mamma e papà finora erano che papà aveva il pisellino (tralasciando il discorso sulle dimensioni, lì sarà argomento di tutta l'adolescenza) e mamma no. Punto. Senza fornire alternative, non per falso pudore (che per altro in casa nostra non entra), ma perché in realtà non ce n'era stato bisogno. Ora però che pare possibile tentare il parto naturale, spiegare a Matt da dove nascerà la sua sorellina necessita di un corretto vocabolario. Idem per quando ci vedrà cambiarle il pannolino. "Cos'è quella cosa lì???" Per una volta tanto il mio approccio scientifico non mi viene utile (abbiamo provato qualsiasi diminutivo, ma proprio la terminologia anatomica ufficiale non mi convince..)

Ora quindi necessitiamo di una mano urgente. Tralasciando il resto della conversazione, per ora i due sinonimi più gettonati sono "farfallina" e "patatina". Chi ci aiuta???

PS: Ehmm, abbastanza light, come moment, cara Stima?




sabato 21 maggio 2011

Provati per voi - tingere la lana coi colori del KOOL AID

Ho letto in internet meraviglie su questo Kool Aid, che non è altro che un produttore di bustine da aggiungere all'acqua per fare bevande aromatizzate alla frutta senza zucchero. Potevo non provare a fare un esperimento a costo (quasi) zero?

Così io e Simo abbiamo iniziato disfando un vecchio maglione di lana nepalese di papà, visto che lui la lana la odia: rocchetto rocchetto rocchetto, voilà. Gomitoli.Ma la lana recuperata fa notoriamente schifo, perchè si presenta tutta arricciata, perciò l'abbiamo ricaricata sull'arco e riformata in matasse (insomma: abbiamo fatto il lavoro alla rovescia). Poi, legata in 4 punti in modo che non si disfasse, l'abbiamo ammollata in un bagno di acido citrico come ammorbidente in modo che le fibre arricciate si distendessero. L'abbiamo fatta scolare un po' e poi appesa ad asciugare all'aria fuori e dentro casa per un paio di giorni: ora era pronta per la tintura.Il Kool Aid me lo sono comprato a circa 1 euro a bustina ordinandolo per posta qui, caso mai a qualcuno venisse in mente che questo è un post sponsorizzato, ebbene NO (se qualcuno gradisce anche la mia ricevuta di pagamento è sempre disponibile...).
C'ha messo 10 giorni ad arrivare ed ha un profumo inquietante di bevanda anni '70, quindi mi sento di raccomandarlo solo come tintore della lana e non come bevanda (ha scritto sopra a caratteri cubitali ARTIFICIAL FLAVOUR).Per 150g abbondanti di matassa originariamente di un deprimente grigio scuro, ho sciolto in 4 bicchieri d'acqua ciascuna 2 buste di Tropical Punch e 2 di Lemon Lime in due contenitori differenti per ottenere una base di rosso e una di verde.Importante: mettetevi dei guanti, che, anche se va via in fretta, il Kool Aid tinge molto la pelle.

Ho messo a bagno le parti della matassa che volevo tingere e le ho lasciate imrpegnarsi bene, muovendole un po' con un paio di cucchiai di legno: mi raccomando, ciotole, cucchiai e movimenti separati, che bastano poche gocce per avere un deprimente color palude al posto di 2 colori brillanti.
Poi ho inserito così com'erano le due ciotole con la lana dentro nel microonde per una serie di cicli di 3 minuti di cottura e 5 di riposo, finchè l'acqua di tintura non si presentava di nuovo trasparente (è il segno che la tintura ha "preso" sulla lana e ha lasciato l'acqua); con il verde sono bastati due cicli di 3 minuti per avere acqua limpida, col rosso al sesto tentativo ho pensato che bastasse e mi sono trovata ancora un po' di colore scaricato nel risciacquo (mi è bastato sciacquare bene per non avere più residui e non ho perso in colore).Finita la serie di cicli di cottura al microonde, ho sciacquato abbondantemente la lana con acqua calda (per non creare uno choch termico tra il calore del microonde e l'acqua del rubinetto), e ho aggiunto un po' di acido citrico nell'ultimo risciacquo, procedendo di nuovo con l'asciugatura facendo scolare e poi appendendo la matassa.Alla fine ho creato i gomitoli di lana colorata e sono rimasta entusiasta del risultato!!Per trovare le associazioni "gusto Kool Aid - colore lana", guardatevi l'ultima pagina del link che ho messo all'inizio del post.

ATTENZIONE: la tintura non è un'operazione consigliata con i bambini per la presenza di acqua bollente dopo i cicli nel microonde e di sostanze che tingono fortemente la pelle per qualche giorno.

venerdì 20 maggio 2011

{this moment n.54}

Mamma F

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."

Words and Inspiration By Amanda and many others...


Mamma C

mercoledì 18 maggio 2011

Buio in sala n.46

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma F: Il Favoloso Mondo di Amelie (2001)

Quando lo vidi insieme a Enrico in videocassetta nel 2003, orgogliosa di farglielo vedere io, la prima cosa che mi disse fu:"E' un film tutto verde?". Come sempre mi spiazzò.
Io che credevo notasse gli scorci parigini un po' trasversali, la storia al limite dell'assurdo, quella specie di Louise Brooks della periferia, pasticciona coi sentimenti... almeno la colonna sonora di Tiersen!!!

Niente: mi chiese perchè, secondo me, iniziasse così verde e finisse con colori molto più caldi, perchè il verde si associa alla lentezza della trama e perchè il rosso è migliore per la velocità...

Oh, insomma: il film lo conoscete tutti.
Ma provate per una volta a guardarlo per i colori che ha. Non ve ne pentirete.

*****

Mamma C: Le dodici fatiche di Asterix (1976)


Ognuno di noi ha una mania, la mia è collezionare album di Asterix in tutte le lingue. Quando i miei partono per località remote, chiedo (come i bambini) il solito album. Non importa se è l'episodio un doppione, io sono felice quando lo vedo scritto in un'altra lingua. Adoro veramente tanto la creatura di Goscinny ed Uderzo, grazie a loro ho imparato quel poco che conosco di francese (e vi assicuro che i giochi di parola in lingua originale sono davvero esilaranti, anche solo nei nomi: ci avevate mai fatto caso che il capo del villaggio si chiama Abraracourcix? In francese suona un po' come "a braccia conserte" e se ci fate caso, nelle presentazioni ufficiali, questo personaggio è sempre a braccia incrociate in effetti.. Wiki fornisce un'altra spiegazione, lo definisce "a braccia ripiegate", come i pugili in difesa, visto che è una frase idiomatica che significa anche "con tutte le forze".. E che dire del cane Idefix, "idea fissa"? Io le trovo irresistibili, queste chicche..). A differenza della trasposizione a film, che ho trovato orrida e non degna (non me ne voglia Depardieu, lo so che con questa affermazione mi sono giocata una futura storia d'amore con lui), i cartoni animati sono assolutamente da vedere. E questo, secondo me, è uno dei migliori. Unico a non essere tratto da un album, descrive i Nostri che, per dimostrare di essere creature divine, sono tenuti a superare 12 terribili prove sulla falsa riga di quelle di Ercole, ideate da Giulio Cesare in persona.

Vi lascio qui l'ottavo episodio: si tratta della "Casa che rende folli", una parodia sulla burocrazia, episodio che mai come in questo periodo mi trova solidale. Sul tubo, fino a qualche giorno fa, c'era tutto..Ora però molti episodi sono stati rimossi per violazione della privacy. A voi superare la fatica di trovarli tutti..

Buona visione!

Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana vengono al cinema con noi: