mercoledì 30 novembre 2011

Buio in sala n.67

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare..
Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma C: La pazza storia del mondo (1981)

Non guardo un film da secoli, la televisione è ultimamente tabù fino a notte fonda, ma a quell'ora mi schianto sul letto. Però è qualche giorno che avrei voglia di farmi qualche sana risata vedendo qualcosa di divertente ma arguto, una risata intelligente, insomma. Di quelle che solo Mel Brooks tira fuori. E questo film sarebbe l'ideale: e' la storia del mondo , dalla preistoria alla rivoluzione francese, raccontata tra strizzate d'occhio ed eresie (lo sapevate che le Tavole delle Leggi di Dio erano 3?). Come sempre ci si può divertire a cercare quali e quanti personaggi interpreta lo stesso regista. Vince chi ne trova di più.

Provo a stuzzicarvi l'appetito con la storia dei 15 comandamenti...

*****

Mamma F: Angeli con la Pistola (1962)

Sono entrata in un mood natalizio tutto mio (natale buddhista...), in cui mi piace pensare ai film dei buoni sentimenti senza che mi facciano odiare il cinema (e il Natale stesso).
Quel tipo di film, qualche eccezione straordinaria a parte, si è estinta naturalmente con l'inizio degli anni '70 all'incirca: poi sono stati remake (mal riusciti), scopiazzi, ispirazioni (dimenticabili).
Questo è un film che potrei vedere una volta alla settimana per tutta la vita: mi fa ridere, mi commuovo e ammiro la recitazione; d'altro canto la direzione è di Frank Capra e recitano Glenn Ford, Bette Davis, Peter Falk, che cosa si può volere di più?
La trama è deliziosa: "Durante il proibizionismo, Dave "lo Sciccoso" è a capo di una banda di contrabbandieri di alcolici a New York. Dave è un tipo superstizioso, che ha un debole per le mele "magiche" vendute da Apple Annie, una mendicante alcolizzata, convinto che gli portino fortuna. Apple Annie con grandi sacrifici ha mantenuto la figlia Louise in un collegio in Spagna dove la ragazza ha conosciuto il figlio del conte Alfonso Romero. Il conte, il figlio Carlos e anche Louise (che non sa nulla della situazione economico-sociale della madre) stanno per arrivare a New York per conoscere la famiglia.
Dave, che in fondo ha un cuore d'oro, decide di aiutare Annie, e con la sua banda organizza i preparativi per trasformare la stracciona in una gran signora. Con la sua fidanzata Regina Martin, proprietaria di un night club, con Carmelo, il suo "vice" brontolone, con il simpatico autista detto "Piccolo", con il distinto maggiordomo Hutchins e l'ex-giudice e giocatore di biliardo Henry Blake, Dave organizza una messinscena grandiosa e prepara una finta "festa dell'alta società" per impressionare i nobili spagnoli. I vari VIP dovrebbero essere impersonati dai componenti della banda di Dave e dalle ballerine del night club di Regina".
Però accade che i gangster e le ballerine non sono proprio educati da alta società, fingono male e stanno per essere scoperti dopo una serie di equivoci. Sarà proprio lo Scioccoso a sacrificarsi, decidendo anche di cambiare vita (eccolo il buonismo!!) e ricattando, in cambio di preziose informazioni, tutta la vera alta società della città, costringendola a partecipare alla festa per renderla finalmente credibile.
Qui un assaggio di quando Bette Davis/Apple Annie si trasforma da stracciona venditrice di mele fortunate in gran signora.


Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana vengono al cinema con noi:

martedì 29 novembre 2011

:: malattia e scoperta, cura no... ::

Ora posso scriverlo anche qui e son quasi 10 mesi che me lo tengo dentro.
Simo sta bene, o meglio, Simo non sta male, non troppo almeno.
Chi mi conosce personalmente o chi mi "frequenta" su FB già sa dell'epopea medica che ci ha visti protagonisti nei mesi passati, ora ve la racconto anche qui, potesse mai servire a qualcuno.

A febbraio Simo si prende un bel raffreddore, uno dei tanti, solo che non passa. Una settimana e iniziamo i lavaggi nasali.
Niente.
Aerosol con svariate pozioni in fialetta solite.
Altre settimane e niente.

Pediatra: antibiotico n.1 e siamo a Pasqua.
Passano i giorni della cura, nessun effetto, Simo continua ad avere palate di moccio catarroso dal naso sempre, ogni 10-15 minuti.
Pediatra: consiglio di visita da otorino.

Otorino (senza visita in fibroscopia che non ritiene necessaria): potrebbe essere allergia agli acari o un'altra allergia, ma caldeggia la storia degli acari.
Antistaminico unito a cortisone, Vaporella, via i pelouche, coprimaterassi, copricuscini tutto fatto apposta intanto che si aspettano le prove allergometriche.
Passa un mese di attesa (è ormai estate avanzata) per l'allergologo che lo visita e dice che secondo lui potrebbe essere allergia, ma anche no (grazie, soldi ben spesi): in compenso la solita magia dell'andar privatamente fa comparire un posto per le prove allergometriche un mese e mezzo prima della prenotazione all'ospedale.
Dopo 20 buchi sui braccini, Simo risulta leggermente allergico all'ambrosia (erbaccia), quindi esami del sangue per conferma.
Nessuna conferma: non è allergico a niente, anzi è un soggetto con zero tendenza all'allergia.
L'allergologo ci dà l'antibiotico n.2 dicendo che allora è un'infezione. Non passa niente di niente.

Torno dal pediatra il 30 agosto un po' sconfitta: Simo sta sempre uguale, moccio a dismisura e piange ogni tanto quando si soffia il naso (provate voi a avere il raffreddore per mesi e mesi, di naso ne rimane poco...).
Responso: "Non si sa cos'abbia suo figlio, dagli esami non si capisce, ma mangia dorme e gioca, quindi è una cosa che non gli intacca la qualità della vita: è quello che una volta si chiamava malattia della crescita. Passerà, oggi domani o tra qualche anno, ma passerà".

Premetto che il mio pediatra io lo adoro e che non ha sbagliato mai un colpo, quindi gli do fiducia anche questa volta.
Però passano altri due mesi, Simo è proprio sfinito e, credetemi, noi con lui, che questo stillicidio di medici e controlli e pareri e nessuno che mai ci capisce più di niente è una condanna.

A fine ottobre scopro che un medico (a detta di altre mamme) otorino molto bravo di Milano si è trasferito a Asti e prenoto una visita.
Ieri, (letto bene? Ieri, da febbraio...) siamo andati da questo dottore che ha steso sul lettino un coraggiosissimo Simone e gli ha fatto al volo un'endoscopia fin oltre le adenoidi, guardandosi insieme a me nella sua tv il suo naso e la sua gola (nonchè, subito dopo, le orecchie).
Verdetto immediato: rinite cronica dovuta ad un'ipertrofia dei turbinati inferiori: ovvero gli rimangono gonfie dentro al naso alcune parti che ostacolano la respirazione e il normale deflusso del muco.
Simo era programmato così, nulla ha generato questo problema, nessun raffreddore mal curato: è genetico.
Nella maggior parte dei casi (97% dice il dottore) entro i 10-15 anni è un disturbo che rientra.
A volte no; e stimano che nel 2050 1 bambino su 2 avrà questo problema a causa delle modifiche genetiche causate da fattori inquinanti (!!!).
Ora, non potendo assumere cortisone per 15 anni, abbiamo iniziato una serie di lavaggi nasali particolari con l'aerosol che ci accompagneranno per 10 giorni ogni 30-40 giorni per... per quanto? Anni? Mesi? Non lo cureranno i lavaggi (come ho detto non c'è cura per questo problema), ma gli renderanno la vita, l'aria respirata e le ore del giorno meno "faticose".

E guai a chi lo chiama ancora moccioso (in tutti i sensi). Lui è stato più coraggioso di un adulto!

PS. Inutile che vi dica che io in 12 ore dimostro 10 anni in meno dalla gioia di sapere che non è nulla di grave (poteva davvero andare peggio), che è migliorabile ma, più che altro, che sappiamo cos'è. E che il pediatra delle colline, ancora una volta, aveva ragione.

AGGIORNAMENTO: questo post è stato scritto 10 giorni fa, ma scaramanticamente non l'ho voluto pubblicare fino alla fine del primo trattamento di Simo. Ora lo posso dire: va davvero molto meglio!



domenica 27 novembre 2011

Cadon le foglie

Domenica d'autunno, ritrovarsi a passeggiare lungo il Po, circondati dalla bellezza dei colori di questa meravigliosa stagione. Dal pieno centro città, si cammina per chilometri percorrendo larghissimi sentieri,


sentendosi un po' Alice nel paese delle meraviglie, un po' Pollicino.


 Qualcuno più sportivo sceglie altre vie..


Noi ce la prendiamo più comoda.
Ci piace scoprire uno scoiattolo a bordo sentiero...


...o la luce rossa del sole che tramonta sulle foglie.


A me affascina il ginko, questa cascata d'oro lascia senza fiato


e le sue foglie hanno una forma davvero gentile.


Qui siamo passati per vedere che tutto sia al suo posto. Max, questa casa aspietta a tte!


E poi c'è chi sfida se stesso, lanciandosi in pericolose acrobazie...


..prima col prudente aiuto del papà..


..poi, sicuro della sua discreta presenza, azzarda un lancio in solitaria..


Un luogo magico ad un tiro di schioppo da casa, in cui perdersi o trovarsi, a seconda dell'umore.


Ruben, oggi ero ispirata (e auguri ad Edo!):

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venerdì 25 novembre 2011

{this moment n.77}

Mamma F

"A Friday ritual. A single photo - no words - capturing a moment from the week. A simple, special, extraordinary moment. A moment I want to pause, savor and remember."

Words and Inspiration By Amanda and many others...


Mamma C

giovedì 24 novembre 2011

:: rispondersi (o almeno farsi le domande giuste) ::


Due mail da due amiche, due interrogativi: mi son fermata e ci ho pensato su.

"Leggere il tuo blog in questi giorni mi ha dato una strana impressione. E' come se stessi salutando tutti, come se iniziassi ad uscire dalla rete ed entrare nel mondo reale, come se volessi incontrare tutte le blogger per vederle come esseri umani, come se stessi preparando l'addio al mondo virtuale". (Anna)

"A qualcuno interesserà ancora leggere di me quando il contesto non sarà più di svago ma di competizione lavorativa?" (Anna Maria - Giorno per Giorno Blog)

A volte le persone care che mi leggono (Anna è mia amica da 25 anni all'incirca, se vi leggete il post sul quilt che ho fatto per lei, la potete conoscere) hanno più sensibilità di me verso i miei cambi di rotta, intuiscono le idee prima che io le metta in parole, nemmeno in opera.
La risposta è sì, ma anche no: sto davvero iniziando ad uscire dalla rete e volevo con tutta me stessa incontrare alcune blogger (alcune eh, che su FB siamo ad oltre 400 amici, non mi basterebbe una vita a conoscere e ringraziare tutte le persone che in qualche modo ci seguono!). Ma uscire dalla rete non vuol dire uscire dal blog, non ora e non oggi; il significato è diventato semplice per me, nel momento in cui Anna mi ha fatto la domanda giusta.

C'era una mamma incapace nel 2009, spaventata dall'importanza del suo compito educativo, atterrita dalla sua imbranataggine. C'era una Mamma F. che è nata col blog, e nelle pagine e nei post di Nati per Delinquere si è creato un mondo di consigli, idee e supporto a mille mani.
Una mamma a cui saltava il tappo come lo spumante per un nonnulla, che diventava irascibile e intrattabile appena qualcosa non funzionava a dovere nella routine di Simo (pressochè sempre, come con tutti i bimbi).
E c'è ancora Mamma F., ma dopo più di 2 anni di blog ed esercizi di mammità, è più esperta e audace, non indossa più un cilicio quando sbaglia con suo figlio, non si fa venire un magone pazzesco se parte un urlo, è orgogliosa che quegli urli escano, forse sempre uguali di numero, ma per cazzate (ed invece sugli argomenti importanti ci si fermi calmi, quasi - ho detto quasi - sempre).

Questo momento di serenità con me stessa purtroppo non coincide con la tranquillità lavorativa, nè con un periodo in cui le cose vanno per il verso giusto come sapete.
Ma, proprio per compensare questa involuzione della felicità dentro il mio mondo, io ho deciso di aprirmi ancora di più: conoscere nuove amiche blogger, fare, fare, fare.

Nel blog, attraverso questi ultimi mesi, è entrato molto di più Enrico, il mio lavoro, le domande che mi faccio e le risposte che, a volte, riesco a darmi.
Lentamente, il ruolo di Mamma F., una mamma qualsiasi, ha fatto pace con il resto di me, si è integrata nella mia vita vera, ha fatto ripartire con un nuovo motore anche alcuni vecchi sogni poetici; la voglia di confondere i ruoli e mischiare le carte in questo momento la fa da padrone, perchè mi sento io per prima padrona di me.
Ho voglia di uscire dalla rete sfruttandola per quello che di generoso può fare, essendone magari una piccola propaggine nel reale.

Che, a dirla tutta, questa autoreferenzialità della mia parte di blog è arrivata un po' ad imbarazzarmi: io per me, io su di me, io su Simo e per lui. E vabbè, ma fuori dalla crisalide mammesca c'è qualcosa, anche minuscola, infinitesima, che io posso fare? Io così stanziale e ciabattona?
Inizierò di qui, come recita il titolo del loro post: "Mai più senza". E poi qui da Fux, contemporaneamente o subito dopo (che sono sempre loro, il grande Cuore di Maglia).

E sono certa, cara Anna Maria, che nonostante noi cambiamo col tempo, cresciamo con e senza i nostri figli, a qualcuno continuerà ad interessare cosa diciamo, proprio perchè sempre genuino.
Quando scrivo continuo a farlo come i primi mesi, anche se magari la forma è cambiata un po', qualche foto campeggia disturbando chi non le ama, ma è sempre a me che mi rivolgo prima di tutti e quindi il tono è sempre lontano dalla piaggeria.
E sono certa anche di annoiare spesso chi legge: "a ridaje, il post con le foto, a ridaje er moment, a ridaje che ama sto marito, ebbbasta!". Me li immagino tutti i commenti non scritti, quello degli "a ridaje", però io sono così, quando qualcosa mi appassiona io batto e ribatto sopra.
Che sia mio figlio o mio marito.
Che sia l'amicizia.
Che siano quilt o lana.

Poi trovo chi è anche più appassionato di me, come Anna Maria, che faccio? La metto tra i preferiti e la leggo tutti i giorni, che parli di Letizia, della scuola, della lana, della bici.
Non mi importa di cosa parli, potrebbe anche commentare la guida del telefono, mi piace l'entusiasmo ("invasamento divino" riporta Wiki come spiegazione...) che ci mette.
E dire che, lo confesso pubblicamente, all'inizio non mi era nemmeno simpaticissima: è delizioso sbagliarsi!





mercoledì 23 novembre 2011

Buio in sala n.66

Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare..
Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!

Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!

E adesso... buio in sala!

Mamma C: [working hard...]

*****
Mamma F: 32 PICCOLI FILM SU GLENN GOULD (1993)

Voi conoscete Glenn Gould vero?

Foss'anche solo per averlo sentito in sottofondo nel film Il Silenzio degli Innocenti in una delle scene più importanti.

Glenn Gould era un pianista e musicista incredibile, con una vita e un approccio ad essa ai limiti dell'assurdo (sono in molti a ritenere che Gould fosse affetto dalla Sindrome di Asperger) e questo film ne narra in 32 piccoli flash, l'incredibile bravura, le stranezze della vita, la personalità originalissima.
Vale la pena vederlo perchè è ben girato, curatissimo e pieno di affetto per questo artista: la documentazione della sua vita, attraverso ottimi attori che lo interpretano dall'infanzia alla maturità, è precisa e attenta. Gli episodi, siano essi strani o famosi narrati nel film, lasciano un'immagine di chi sta dietro il pianoforte. In effetti, la sua musica son decenni che parla.

Qui un estratto splendido in cui Gould fa ascoltare la sua musica ad una cameriera nella sua camera d'albergo: guardate e ascoltate quanto è bello.

Ecco i nostri precedenti Buio in sala!

Questa settimana vengono al cinema con noi:

martedì 22 novembre 2011

:: la ricerca e la felicità ::


Ci sono abbracci che non si dimenticano.

Io ne ho ricevuti due dalla stessa persona in due città diverse a pochi mesi di distanza: mi considero tanto fortunata.
Di lei chiunque dice tutto il bene del mondo, perchè è la felicità in persona; non si può fare diverso e mi unisco al coro.

Ma di lei ammiro la ricerca, sopra tutto, una sua peculiarità che ho scoperta di recente. La ricerca di sè, oltre sè, l'interpretazione dei meccanismi, la scoperta degli equilibri, la serenità delle sicurezze.
Sì, lo so, è una super crafter, una super blogger, una super mamma; ma per me è diventata, pian piano (e posso dire apertamente di essere partita assolutamente prevenuta) una delle tenerezze della vita, e il giorno che smettesse di impiastricciarsi di colla, intrecciarsi con l'uncinetto e si dimenticasse del blog, saprei che da qualche parte in zona Bologna abita una famiglia di pensieri belli, di momenti leggeri e di ricerca di pace.

Io credo che il tentativo sia la differenza tra chi ammicca alle tendenze, nei blog, e chi se ne sbatte le balle e va per conto suo. Come dicevamo insieme lei ed io, non c'è nulla che non sia già stato fatto in rete, non c'è idea sviluppata già mille volte meglio di come lo facciamo noi quando pensiamo di essere unici e originali, non c'è modo, non c'è maniera differente nel rapportarsi, nell'interpretare.

Tutto è già stato fatto e detto in rete, si arriva comunque e sempre penultime.

Ma nessun tentativo sufficiente è stato fatto ancora nelle nostre vite, o non abbastanza per poterci permettere il lusso di dichiararci felici.
Nell'azzardare nuovi percorsi dentro sè sta la felicità, poi se va male ci rimane la Barbera e il tramonto. Insieme, tutti e 6, qui.

lunedì 21 novembre 2011

Aria di famiglia..

 Anche oggi, cara Stima, mi illumino, ma la mia è luce riflessa..


Facciamo il gioco delle differenze? E quello dei nomi?