mercoledì 28 dicembre 2011

:: non hai vinto, ritenta ::


Non amo chiudere l'anno a dicembre, i pensieri migliori li faccio notoriamente col caldo di fine agosto e torno sempre a settembre piena di entusiasmo.
Di solito a dicembre tocco i minimi storici, complici le influenze, l'imbuto di lavoro di fine anno e la stanchezza accumulata a badilate.
L'anno scorso avevo scritto un post ben augurale NONOSTANTE, dandomi pochi, pochissimi buoni propositi per il 2011, che di suo è stato un anno pieno di guai, per la nostra salute e per le nostre tasche.
Mi proponevo di:
* dare sempre e a tutti incondizionatamente *

* gioire di nulla o poco più *

* mantenere la calma *

* perdonarmi *

Se anche solo una volta al giorno sarò capace di ripetermi questi 4 buoni propositi, sarò vincente sulla vita, sarò io a guidare e non lei a strattonarmi."

Così scrivevo, beata innocenza, che la vita quest'anno mi ha strattonata proprio tanto.
Non so quanto ho dato in modo incondizionato, questo lo devono dire gli altri, ho gioito a volte.
Specialmente in questo fine d'anno la calma è fuggita a casa di qualcun altro, mi sono arrabbiata tanto, sovente, ho urlato.
E mi riesce difficile perdonarmi di quest'anno un po' sprecato in riflessioni, in tentativi, in decisioni mal prese o sospese.
Insomma, non mi sono avvicinata nemmeno di un centimetro all'idea che ho di me nel futuro e il 2012 è quasi qui.

Sapete che vi dico?
Io ci riprovo, da capo. Uguale. Stessi propositi e anno nuovo.
Sperandomi un po' più francescana, un po' meno stanca.


PS. quello splendido albero di Natale della prima foto è il regalo di Natale per noi fatto da lei.



mercoledì 21 dicembre 2011

:: non c'è 2 senza 3 ::




Il mio post precedente su Cuore di Maglia e sul progetto dei Sacchi Nanna coi Gufi ha generato una corrente di entusiasmo e di voglia di fare, non potete immaginare quanto questo mi abbia reso felice.
Scrivere di cosa faccio e leggere nelle mail e nei commenti al post che qualcuno di voi imbraccia i ferri e fa lo stesso è entusiasmante.
Quindi grazie, davvero.

E, come avevo scritto già allora, in corso c'è stato un nuovo Sacco Nanna, questa volta con qualche treccia e tante strisce (io AMO le strisce, farei tutto, il mondo intero a righe!!!), ora già lavato e impacchettato, pronto insieme all'altro per la sede di Cuore di Maglia che provvederà a mandarlo agli Ospedali Pediatrici insieme a tutti gli altri Sacchi Nanna che arrivano da ovunque.
Avete visto le ultime foto? Non viene anche a voi da fare qualche giro ai ferri?

A me sì.
Ed è per questo che ho già montato le maglie con una splendida lana merino e seta color vaniglia.
E ho iniziato il terzo Sacco, di nuovo a modo mio.


Questo è il mio ultimo post prima dell'anno nuovo.
Da domani il mio tempo sarà dedicato a finire gli ultimi lavori rimasti (fino a venerdì), poi alla mia famiglia.
Ci leggiamo l'anno prossimo?
Auguri a voi.






domenica 18 dicembre 2011

:: ciclo-momento light ::


Ci sono sabati di dicembre in cui il vento si porta via dal cielo tutto quello che non è blu.
Proprio in quei sabati il sole finge una primavera.

E non c'è nulla di più light che affacciarsi in giardino e vedere una prova generale di equilibrio: l'infinita concentrazione nella discesa per prendere velocità, l'entusiasmo dell'inerzia vinta, la gloria piccina dell'arrivo a fine prato.







venerdì 16 dicembre 2011

Auto da fé


Buon Natale un cazzo. Già non l'ho mai amata questa festa, ma quest'anno sto toccando il minimo storico. Caos in ogni supermercato in cui entri (e girando parecchio so di cosa parlo), che fa passare la voglia di far la spesa (casomai ne avessi in esubero); bombardamento in televisione di spot di giocattoli, che mio figlio continua a tartassarmi: “Possiamo aggiungere anche questo alla lettera di Babbo Natale? Buttiamo quella vecchia e..”. In rete è tutta una competizione tra le mammine di chi ce l'ha più bello (il lavoretto), che se non avessi le spalle grosse che mi ritrovo, mi sarei già fatta venire l'ansia da prestazione. 

un po' di ironia ce vo'
Punto 1: pazienza, figlio mio, quest'anno non potrò ancora inculcarti la gioia di dare senza ricevere, di cosa sia davvero il Natale (per noi che crediamo o forse no e in che cosa non si sa), blablabla.. e puppati l'aspetto commerciale, l'anno prossimo raddrizzeremo il tiro.

Punto 2: l'anno scorso avevo un sacco di tempo libero, incluso quello per scegliere ad hoc i regali, per lui e per gli altri. Quest'anno non ho neanche il tempo di tagliargli le unghie, figuriamoci quello per le metamenate (ti rubo il termine, Mamma F, posso?) su plastica o legno, arriva quello che arriva e già grazie che arrivi qualcosa, visti i tempi..

Punto 3: di fare lavoretti lui non ne ha voglia, io nemmeno. Quando gliene verrà, patteggeremo.

Punto 4: che sono una madre degenere già lo so; poteva però andargli molto peggio.

Musica di A Christmas Carol in dissolvenza..


:: le coincidenze sono buoni consigli ::


La mia vita è fatta di coincidenze coincidenti, di casualità, di incidenti che hanno inciso.
Di combinazioni fortuite che generano felicità contingente, strade future, sbocchi, possibilità.
Niente da fare, ci sono momenti in cui mi sento in sincronia col mondo, altri in cui sono fuori tempo, un po' arrancante, con l'attimo, la frase, il sentimento già sciupato prima di uscire.

Esco bella bella da un momento di dis-sincronia crudele, quando vanno fuori posto tutti i modi di vedersi e di pensarsi: ero seduta male in tutti i ruoli, scomoda da madre, da moglie, da lavoratrice.

Scomoda anche qui nel blog, che mi manca tanto Mamma C. e i suoi post, ma so che fino a fine anno ha messo la pelle su un bastone e sventola quella per arrivare a sera, un po' un gonfalone, un po' una bandiera bianca.

E quando tutte le varie "me" si scombiccherano così, quando nessuna riesce a capirsi, a parlarsi, quanto tutto urla nella mia testa, quando poi segue un silenzio di paralisi: ecco, a volte succede qualcosa.

Piccole, inafferrabili sciocchezze. Quelle che danno il senso dell'essere, di un oltre sè che non è la routine, che non è quel filo di ferro intorcinato al cuore quotidiano.
Perchè quello che di me va oltre me sono le parole e i gesti, niente altro; ma quel silenzio, quello dentro dove sta l'aria pulita del noi, riesce a farsi trapassare facilmente dalle sciocchezze.
Parlo sempre di leggerezza, di lievità: sono concetti che ritengo pesantissimi.
Che solo chi è stato leggero, anche una sola volta in vita, in un singolo fulmineo momento di inespressività totale, sa che è impagabile la sensazione di sospensione da sè. E da tutto.

Io oggi ho la leggerezza della felicità immensa, dopo settimane di difficoltà. Non c'è un senso a questo, non mi è successo nulla di strepitoso, anzi, non mi è successo proprio nulla. Sono quella di ieri, pure più vecchia e quindi più ricca di difetti incancreniti.
Ma oggi raccolgo piccoli indizi in un gelo stantio, minuscole tracce che mi dicono bene.
Questa sensazione di attesa della gioia è il migliore dei momenti, son felice solo quando so di aspettare qualcosa di giusto, di compreso, di accettato.
E condivido questa tregua, perchè è una tregua soltanto e lo so.
Ma fermo l'attimo in parole e lo poso qui, da leggere.

Mamma F.

martedì 13 dicembre 2011

:: i gufi e un anticipo di Natale ::

Anche quest'anno il nostro Natale sarà pagano come già in precedenza.
Lo scrivevo qui a dicembre scorso: "per noi (buddhisti) il Natale diventa una festa dedicata alla meditazione, alla famiglia ed ai bambini, scegliamo di celebrare un 25 dicembre di pensieri invernali di pace e di auguri a chi è Cristiano in modo da trasformare questa ricorrenza in un'occasione per un abbraccio in più a tutti".
Io semplicemente ODIO andare in giro per negozi, in mezzo alla confusione, pensando a qualcosa da comprare per rendere felice (??) qualcuno a Natale, sia questi mio figlio, un parente, un amichetto.
E trovo sia un pessimo esempio per mio figlio andare a fare shopping di Natale insieme, accapigliandosi nella folla e aspettando in coda pacchi e transazioni bancomat.
Mi piacerebbe che fin d'ora, Simo associasse il periodo natalizio con il tentativo di trovare un po' di tempo da dedicare agli altri con generosità, con quell'altruismo che deriva dal dare senza ricevere niente in cambio.
Che il do ut des dello scambio di pacchetti gareggianti al chi ce l'ha più grosso già ci tocca comunque fuori casa.

E sono certa che il modo migliore per capire sia fare e veder fare.

Così ho cercato di spicciarmi e una delle robe felici di questo periodo è completata: il primo sacco coi gufi per gli ospedali pediatrici (li vedete i gufetti nella foto sopra? non è meraviglioso questo schema?) .

Quando chiesi lo schema a Cuore di Maglia l'estate passata, lessi con raccapriccio le righe una dopo l'altra, non capendo quasi nulla.
Arabo, incomprensibile linguaggio in codice.
Poi ho studiato e imparato, piano piano coi regali per mia mamma e per Silvia.
Ora ce l'ho fatta, e ho già le maglie montate per il secondo sacco: questa volta lo schema è "mio".

Simone mi chiede cosa faccio e io glielo racconto, come gli spiego che prenderemo il treno e proveremo a consegnarli di persona questi regali.
Anche il treno farà parte del tempo regalato, la passeggiata per Alessandria, la ricerca della sede di Cuore di Maglia, proprio come i sacchi e i minibody.
E sapere che un bambino prematuro (come fu Simone) riceverà da lui e da noi l'abbraccio di Natale nell'incubatrice: questo è già un anticipo di Natale.



sabato 10 dicembre 2011

:: uguale negli anni ::

Di nuovo qui come un anno fa.
In merito alle festività copierò e incollerò di tanto in tanto ciò che scrivevo l'anno scorso, un po' perchè sono felice di non aver cambiato idea, un po' perchè mi piacerebbe sapere se l'avete cambiata voi oppure no.
Eccovi di seguito il post dell'anno scorso.
Ah, l'albero noi l'abbiamo fatto ieri (e lo sgabellino copiato dal THIS MOMENT di Mamma C. ci è servito un mucchio!) e Babbo Natale lo aspettiamo nello stesso modo del dicembre scorso.

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(21.10.2010)

La comunità delle mamme blogger è autoreferenziale; ciò nonostante ha al suo interno un mucchio di correnti di pensiero diverso.
Mi diverte la cosa, perchè mi immagino un mondo in cui tutte le mamme siano così impegnate (sbagliando, rifacendo, riprovando e trovando) a capire i loro figli e il ruolo familiare e sociale che si sono beccate tra capo e collo come accade nella rete.
Sarebbe bellissimo.
Non so se ci pensate mai, ma non è che fuori dal web se ci si incontra al parco e si dice:"io preferisco il lettino montessori" ci si sente rispondere "io invece preferisco il co-sleeping fino ai 3 anni".
No, al parco (lo eleggo luogo simbolo, ma vale anche un parrucchiere, un posto di lavoro nella pausa pranzo, un viaggio in treno, etc..) ti si guarda come un marziano.
Osi dire che la tv la accendi di rado? Non dico averla strappata con le pinze dalla parete, dico centellinata: ti becchi le occhiate da micragnosa alternativa.
Dici che a tuo figlio a Natale hai comprato solo (poche) cose in legno e i regali li hai confezionati tu o acquistati in giro per l'Europa e te li sei fatti spedire a casa perchè non hai tempo di andare a comprarli? Ma cosa c'avranno di particolare che non c'è al supermercatino sotto casa, al Toy's o all'Iperbimbo? E' quella la domanda che aleggia no?
In rete invece si discute su tutto, anche sui regali di Natale: quanti e come farli ai bambini, chi ricorda le delusioni dell'infanzia quando spacchettava regali non richiesti, chi rimpiange i doni di cuore fatti a mano alla faccia del supertecno.
Io sono felice di un paio di cose, per il Natale di Simo: la prima è che lui, più di tutto, vuole che passi Babbo Natale e gli lasci un regalo, ma non ha mai chiesto qualcosa in particolare. Lui è proprio l'evento che vuole, e la cosa mi rende soddisfatta perchè non potrei avere conferma migliore della nostra decrescita felice. La seconda è che non saprebbe cosa chiedere, visto con quanta difficoltà passa il concetto voglio-compro a casa nostra; spesso è voglio-costruisco.

Questo per quanto riguarda noi, il nostro Natale, il nostro Babbo Natale e la nostra festa.

Poi inizia la girandola dei parenti, noi ne abbiamo tanti e tutti generosi, che però regalano cose scelte col criterio di chi non ha figli, di chi vive ben radicato nell'oggi, nella moda e nella tendenza; il risultato è che subito dopo il nostro Natale, ci arriva un fiume in piena di plastica, oggetti roboanti, colorati e fiammeggianti, saltellanti, sparacchianti che non si sa cosa farne.
I primi due Natali seri di Simo (il primo lo tralascio che aveva 4 mesi) me ne preoccupavo, temevo che i miei sforzi di insegnare ad amare i materiali naturali e le cose fatte con cura fossero vanificati da quell'orda di consumismo tutta insieme.
Balle.
Abbiamo un robot di plastica sparacchiante che sta a languire sul portico da un anno (ogni tanto rientra, sparacchia un pomeriggio e poi viene rimesso via per mesi), un cane che abbaia e lecca con una disgustosa lingua in silicone su un sedile della macchina da altrettanto tempo senza che nessuno l'abbia mai considerato, una macchina telecomandata dell'uomo ragno che fa normalissime corse con le altre macchine e non gode di preferenze.
Insomma, quello che si sceglie per i figli tutto l'anno il segno lo lascia, anche a Natale.
O almeno a 3 anni va così. Dopo non lo so, ma ne dubito (le scuole elementari pare siano un ottimo terreno di confronto tra brand, marchi e marche a più non posso...).
Certa di questo, lascio la libertà a tutti di regalarci qualsiasi cosa, non ho più cuore di raccomandare le mie preferenze per l'ennesimo anno: come la penso ormai lo sanno tutti, non c'è uno che non conosca la mia crociata a favore dei giochi naturali.

Frega niente? Pace. Regalate cosa volete.

Quello che ci piace lo terremo, il resto finirà, come già accaduto, nelle case di bimbi più poveri e che hanno mamme così occupate a sopravvivere da non aver tempo di farsi le pippe mentali su legno e marchi come faccio io.