
Questo post nasce dalla semplice considerazione che chi acquista, chi consuma, può tutto.
E che fino a quando non sfrutteremo appieno questa occasione, terremo zitta una voce importante, fondamentale del sistema consumistico.
Qualche settimana fa è apparsa la notizia relativa ad una correlazione stretta tra i parabeni ed il tumore al seno.
I parabeni, per chi non lo sapesse, sono una classe di composti di origine sintetica di basso costo utilizzati in commercio per gli scopi più disparati: sono presenti nella quasi totalità dei prodotti cosmetici (in particolare quelli delle grandi marche di media fascia e quelle da "hard discount" e primo prezzo), in tutti i detersivi e gli ammorbidenti delle medesime fasce di consumo, in molti prodotti alimentari conservati.
Da tempo si discute di quanto possano essere potenzialmente cancerogeni, in modo particolare quelli a stretto contatto con il nostro corpo sugli indumenti (come l'ammorbidente e il detersivo) o direttamente spalmati sul corpo stesso (creme, shampoo, balsami), ora pare che qualche evidenza cominci a spuntare, nonostante l'opposizione delle associazioni, delle consorziate e delle multinazionali della cosmetica (ops, ho detto multinazionale?).
Poichè questa notizia, la correlazione col tumore, ha iniziato a girare pesantemente in rete, c'è stata una levata di scudi di molte categorie, gli ambientalisti (che mal sopportano i derivati del petrolio ed i prodotti di sintesi, che costan poco e inquinano molto) come le donne (perchè il tumore riguarda principalemnte il seno), le mamme (che si sono domandate cosa c'è nei detersivi e negli ammorbidenti "normali" che spesso manco riportano gli ingredienti nel dettaglio ma restano sul vago - ci avete fatto caso???) come gli animalisti (per i test a cui sono ancora sottoposti gli animali finalizzati a verificare la "bontà" e l'allergenicità dei prodotti con derivati della paraffina e del petrolio, nonostante tali test si siano rivelati inutili ed inaffidabili - e a volte illegali - da anni).
Faccio una chiosa brevissima riguardo alle cosiddette "grandi marche" cosmetiche per bambini: nella stragrande maggioranza degli olii idratanti, delle creme per i culetti, degli shampoo e dei bagnoschiuma per neonati i derivati dal petrolio e dalla paraffina liquida (la trovate alla voce "mineral oil") sono il secondo ingrediente dopo l'acqua - quando si è fortunati, quindi presenti in modo importantissimo in quei composti.

Tornando ai parabeni e al resto del titolo, vi racconto cosa mi è successo l'altro giorno in un supermercato della grande distribuzione: trovo che la Garnier ha rivisto "improvvisamente" la linea apponendo un bollino (e sapete che noi siamo abbastanza allergiche ai "bollini") ben in vista: "senza parabeni". Sono rimasta felicemente stupita della cosa, nonostante questa marca non la stimi particolarmente per le sue politiche di test cosmetico sugli animali di particolare efferatezza e crudeltà.
E la mia felicità mista a stupore stavano nel fatto che vedo sempre di più le scelte di acquisto, l'orientamento dei consumatori, la via guidata dall'etica, come qualcosa di pesante nel commercio.
Il profitto è il cardine su cui si reggono molte scelte di marketing, ma non è qualcosa di insano in sè, guadagnare vendendo non è nè immorale nè poco etico: è immorale e per nulla etico trarre profitto dallo sfruttamento, guadagnare dalla sofferenza, speculare sulla qualità dei prodotti a scapito della salute.
Quindi capisco Garnier e le sue scelte, so che ha tolto i parabeni perchè non son più "di moda" e non perchè una multinazionale da oggi a domani diventa filantropa; ma so anche le grandi marche guarderanno sempre il profitto ed io sarò felice di farle guadagnare se ci vedo etica oltre a marketing.
Ciò nonostante, visto che un codice etico ed ambientale in Italia esiste eccome per le aziende (e di conseguenza esiste anche un ente certificatore), preferisco di gran lunga sostenere i produttori di cosmetici (si trovano al supermercato sotto casa, non credete che vada a cercarli in capo al mondo...) e prodotti per l'igiene che non inquinano, non sfruttano i lavoratori per la produzione, non eseguono test sugli animali e utilizzano materie prime di origine non sintetica.
Ecco, quando si parla di trasparenza, proprio quella "innanzitutto", io vado a vedere come si comportano i produttori con il mondo attorno a noi: basta un clic in rete e tutto è disponibile, spesso è fazioso, a volte di parte spiccatamente, ma tante, tantissime volte, è disgraziatamente vero.
E quindi orientare le scelte delle aziende, grandi o piccole che siano, passa attraverso l'acquisto quotidiano responsabile più che il boiocottaggio, o meglio, dovrebbe passare "prima" per l'acquisto responsabile, per noi, per la salute nostra e dei nostri figli, per l'ambiente e per la compassione che proviamo per il mondo: dobbiamo diventare noi la multinazionale del buon consumo per ogni prodotto proposto in commercio.
Capisco quindi che a volte ci si surriscaldi fin troppo in alcuni contesti anche solo per un banalissimo detersivo dannatamente fuori etica (ambiente, animali, inquinanti e risorse), ma immaginatevi questo: domani qui trovate un banner.
Quello di wurstel belli cicciosi e grondanti sugna.
Solo che fino a ieri mi dichiaravo vegetariana: però vi giuro, nonostante i maiali siano allevati in porcilaie disgustose, nonostante inquinino i fiumi con i liquami, nonostante siano abbattuti dopo una vita inumana con efferatezza, beh, vi giuro che le frattaglie e gli scarti li danno a due o tre canili.
Ecco a volte noi consumatori siamo quelli che abboccano alle frattaglie e agli scarti, dimenticandosi dei wurstel.
PS. In Danimarca hanno già provveduto a vietare l'uso di parabeni e derivati nei prodotti destinati ai bambini di età inferiore ai 3 anni e in Francia stanno votando la proposta in parlamento per renderli fuori legge. Noi ci stiamo organizzando.

splenderrimo post, standing ovation!!
RispondiEliminaIl post è degno di nota, tu sei molto puntuale e quando diventi una pasionaria sai che mi affascini. Però. E che ti credevi, arriva il però: premetto che non ho dati di fatto, premetto che tento di vivere in modo etico, premetto che vorrei un mondo migliore per la mia bambina...fatte tali premesse io mi chiedo: perchè nella maggioranza dei casi di prodotti bio (e affini) il prezzo non equivale alla sanità? Io che sono una cinica di formazione mi chiedo allora se non sia (in generale) una presa in giro del consumatore.
RispondiEliminaNessuna polemica, è solo voglia di avere informazioni non parziali.
Lucia, non ho mica capito cosa intendi per "il prezzo non equivale alla sanità", mi spieghi?
EliminaForse, dico forse, intende che i prodotti che vorremmo etici/bio (mi riferisco soprattutto alla cosmesi) costano di più ma poi alla fin fine contengono anch'essi sostanze non totalmente "chiare". Io ho tentato di abolire L'Oreal (per i test sugli animali), e d'ora in poi anche Garnier visto quello che hai scritto, ma andando a vedere come sono fatti i prodotti 'naturali' alla fin fine ti accorgi che naturali al 100% non lo sono.
EliminaDipende dai prodotti, solo che non amo fare pubblicità qui e quindi non li nomino.
EliminaMa di alcuni se leggi l'INCI non trovi nulla che faccia anche solo potenzialmente male, credimi.
mandami una mail privata please! quando mi ci metto sul serio non riesco quasi a fare la spesa in un supermercato...
EliminaMaddalena ha colto il punto: nella mia ignoranza quello che mi colpisce principalemente è il prezzo, e non la composizione 100% natural. Entrerei anche io volentieri nello spaccio di notizie e nominativi accertati, grazie :-)
EliminaAllora fatemi la cortesia voi di mandare una mail a Nati per Delinquere, l'indirizzo è in alto a destra, che quello di Maddalena non lo vedo e quello di Lucia non ce l'ho (ci scriviamo su FB solo io e te...).
EliminaIo poi vi rispondo "socialmente" in merito a quella che è la mia esperienza.
Purtroppo in Italia si gioca ancora molto sul fatto vuoi essere etico e naturale, allora devi pagare :-(
EliminaNel nord europa la coscienza dei consumatori ha portato al fatto che anche nella grande distribuzioni si trovano dei prodotti 100% naturali, non testati sui animali e vegan ad un prezzo molto inferiore ai prodotti della L'Oreal o Garnier. Io ogni volta che vado in Croazia mi faccio una scorta notevole :-)
E sono certa che un consumo consapevole possa portare questa realtà anche in Italia.
confermo e sottoscrivo in pieno.
Eliminaio le scorte le faccio in austria. 250 ml di bagnoschiuma ecocosmesi li pago € 1,75. per dire.
c'è una catena di supermercati in germania e in austria (dm) che ha la propria linea di cosmesi naturale (tra l'altro con moltissimi prodotti vegan) che nel 2010 ha compiuto 25 anni. la linea ecocosmesi, non la catena, dico. qui siamo (come sempre) indietro anni luce e prodotti equivalenti ce li propinano solo negozi specializzati e li dobbiamo pagare un occhio. sgrunt.
ecco, vedi allora che la sensazione non era sbagliata...grazie gente, vi lascio la mail, avete voglia di darmi delle dritte sui nomi ed eventuali contatti web? luciebast@gmail.com
EliminaGrazie!
Aggiungo: credo di aver letto diverse battaglie in giro sul web per quello che riguarda le sponsorizzazioni, e ancora non sono riuscita a prendere una posizione. Per me è importante la coerenza di chi scrive, presumo però che in alcuni casi i tentativi di apertura vadano fatti.
RispondiEliminaPer fortuna ho sempre cercato di non usare prodotti da "supermercato" neanche per noi, tantomeno per la bimba...ma secondo te il "Sodium Methylparaben" contenuto nella crema Babygella (che ho sempre usato...)che cos'è? o il Paraffinum Liquidum e il Petrolatum?
RispondiEliminaAnna, ogni volta che ti viene un dubbio su una sostanza, vai qui:
Eliminahttp://www.biodizionario.it
e consultalo, ti sarà di grande aiuto.
In merito al primo (sodium methylparaben) è un conservante e ce ne sono di molto peggio.
Il paraffinum liquidum e il petrolato sono due deprimenti derivanti dal petrolio (entrambi indicano semplicemente la paraffina) e non sono vietati in Italia solo perchè "potenzialmente" dannosi e non "scientificamente" dannosi.
c'è una miriade di prodotti in giro anche in erboristeria e/o farmacia o addirittura venduti porta a porta con tanto di dicitura 'naturale' o 'natura' in cima che son pieni di porcate. non continuiamo a pensare che le schifezze siano solo nelle grandi marche o sugli scaffali dei supermercati, perché è altamente fuorviante.
Eliminainfatti sono in molti posti se uno non fa attenzione, per questo nasce il biodizionario.
Elimina"naturale" non vuol dire niente (peraltro non è nemmeno sinonimo di "vegetale" tanto per capirsi), sono significativi solo gli ingredienti.
Grazie per le dritte...mi tocca buttare via metà delle creme che ho in casa? (acquistate non al supermercato ma in farmacia...grrrrr.)
Eliminache bel post!
RispondiEliminaIo sono strafissata con i prodotti naturali e vorrei che tutti si rendessero conto che siamo noi a fare il mercato e non dovremmo solo subirlo!
Ti amo per la tua chiarezza, per la tua coerenza che è fatta poi di scelte semplici, di testa e di cuore, nulla di impossibile né di estremo, ti amo perché mi riscuoti quando mi siedo nella mia pigrizia nascondendomi dietro al dito del "vado di fretta"... e quando le spieghi tu, le cose, in ogni campo, brillano di chiarezza come diamanti...
RispondiEliminaVabbè ma tu sei di parte, sei mia moglie!
Eliminaquindi tu stai cercando di dirmi che regalano un vaccino ai bambini e una tortura ai conigli?! naaaaaaa!!!!!
RispondiEliminahttp://www.spesacritica.com/2011/04/05/i-colossi-della-vivisezione-procter-gamble
http://www.pg.com/it_IT/il_nostro_impegno/responsabilita_sociale/dash-e-unicef.shtml
MammaF quando le multinazionali manderanno il mossad a prendermi potresti venire a bagnarmi i gerani per i prossimi 200 anni? grazie
Tienimi da parte un po' del tuo sangue dopo le torture del mossad, che dicono faccia miracoli con i gerani.
EliminaSemplicemente guidata dal mio istinto e non da conoscenze specifiche, per la mia bimba fin da subito ho cercato di usare prodotti senza parabeni, petrolati, sodium lauryl sulfate. E questo mi ha portato a escludere praticamente tutti i prodotti per bimbi in vendita al supermercato (e anche molti da farmacia)! Quindi ben vengano post come questo che approfondiscono il tema. Per la cronaca: Anna Clara non ha mai avuto un rossore, un brufolino, uno sfogo... Sarà solo predisposizione? Io credo di no:)
RispondiEliminaIo ho usato sempre i prodotti ordinari e la gioppina è stata sempre benone: cerchiamo di non essere superficiali (non tu, in generale eh:-)
EliminaAssolutamente d'accordo! Infatti da qualche tempo mi sono "concessa" qualche digressione e devo ammettere che in alcuni casi NON E' SUCCESSO NIENTE DI CATASTROFICO :)... eccessive premure da neomamma?!?! Scherzi a parte, anche io non sopporto le scelte "talebane", però credo che sia importante cercare di informarsi il più possibile, visto che ne abbiamo la possibilità!
Eliminasiamo cresciute tutte coi prodotti ordinari credo.
Eliminaperò io una volta che divento consapevole di una cosa non sono più in grado di non vederla. e quindi consapevolmente agisco di conseguenza.
e no, non sono una talebana.
solo vorrei che la gente diventasse consapevole del fatto che mettersi sul corpo e sui vestiti bagnoschiuma, crema corpo, shampoo, balsamo, ammorbidente e crema viso e crema mani e baby olio e trucco e strucco e rossetti e dentifrici (soprattutto rossetti e dentifrici che vanno sulle mucose e il 70% ce lo mangiamo) e quant'altro ci si mette addosso, implica che il corpo assorba una certa quantità di sostanze più o meno tossiche (se non cancerogene) e quindi è il caso che non ci stupisca poi di certe malattie. che nel migliore dei casi sono allergie e dermatiti.
siamo cresciute tutte mangiando prodotti raccapriccianti (con coloranti e conservanti fuori legge), andando in bici e motorino senza casco, facendoci fare iniezioni con siringhe non monouso e semplicemente fatte bollire da dottori e dentisti alla meglio (oltre che tagliare i capelli da parrucchieri che usavano le stesse forbici e rasoi per tutti), spalmandoci di porcherie sul corpo e sui capelli.
Eliminasiamo sopravvissute, ma a costi, per qualcuna, a volte altissimi.
io ho pagato un dazio carissimo alla vita, forse anche più di uno.
e non smetterò di essere talebana su certe cose in modo da essere rompipalle e fastidiosa se necessario: intanto questo post ha raggiunto molte persone e il suo scopo l'ha ottenuto.
e io ne sono felice oltre che orgogliosa.
Credo che singlemama abbiamo felicemente riassunto quella che è anche la mia posizione. Scusate se ho usato parole forti, non volevo offendere nessuno! E' che ho sempre un linguaggio colorito e il "mezzo" che stiamo usando non consente di guardarsi in faccia per cogliere le sfumature... grazie ancora per il post e l'ospitalità:)
EliminaTranquilla Laura, pensiamo al "fine" che il "mezzo" fa cosa può..
EliminaFin da piccola non ho mai tollerato vedere i neonati strapieni di creme,talco ecc sui loro culetti rosa.
RispondiEliminaNon ho mai amato i pannolini, mi sembra di mettere una busta di platica dui suddetti culetti rosa.
Ancora non ho figli e gia' so da tempo , prima ancora della grande pubblicita' sui pannolini lavabili, che avrei adottato i meodi della nonna.
Creme?
No grazie.
Io ed i miei culetti rosa avranno solo olio di mandorle dolci. Stop.
Unica cosa a cui non riesco a trovare soluzione e' lo shampoo.
Dei mille metodi naturali non ne trovo uno che me li pulisce :(
Sara' che ho capelli lunghi fino al sedere?
Boh!
Questo post mi piace un sacco!
Ma provare prodotti per i capelli a sola base vegetale?
EliminaAdesso rileggo tutto per bene perché e' importante e io decisamente lenta a capire questi discorsi. Sono vittima di una vita da grande distribuzione causa tempistiche mal organizzate di vita. Sto tentando un giro di vite, o di vita, comunque ora voglio togliermi di dosso anche il petrolio! Grazie ...
RispondiEliminaGrazie a te, Marzia se lo fai. E grazie anche per il tuo bellissimo blog che mi apre spesso degli spaccati di pensiero trasversale.
Eliminasolo una piccola precisazione da parte di chi da 6 anni a questa parte si legge tutti gli inci del mondo e gira con l'elenco delle sostanze da evitare in borsetta (io).
RispondiEliminai derivati dal petrolio e dalla paraffina liquida sono molto spesso il secondo ingrediente inci dopo l'acqua in quasi tutto quello che ci mettiamo addosso. va da sé che nei prodotti per bambini la cosa dia ancora più fastidio, ma è bene che si sappia che il petrolio e i suoi derivati se non si sta attenti se li pippa chiunque. :-)
"Ecco a volte noi consumatori siamo quelli che abboccano alle frattaglie e agli scarti, dimenticandosi dei wurstel."
RispondiEliminaeccezionale.
Manu
la butto lì.
RispondiEliminain quanti qui sanno che gli assorbenti tradizionali sono dannosi per la salute?
http://blog.organyc-online.com/mi-prendo-cura-di-te/di-cosa-sono-fatti-gli-assorbenti-tradizionali/
e che il liquidino blu che ci metton dentro (e che mettono anche nei pannolini per bambini) non è considerato esattamente sano?
beh, qui noi usiamo la moon cup (http://natixdelinquere.blogspot.com/2010/11/provati-per-voi-le-coppette-mestruali.html) e gli assorbenti esterni di cotone quanto più possibile.
EliminaMamma C. ha usato i lavabili per Matteo e credo lo stia facendo anche per Viola (confermami C., non vorrei scrivere boiate).
Io per Simo la notte (ok ok ha ancora il pannolino...) uso quelli del biologico (e lì il budget pesa un sacco, ah se pesa!).
Visto gli argomenti di consumo etico, salute, ecc ecc, mi permetto di segnalarvi questo libro sul tentativo di vivere in modo ecocompatibile
RispondiEliminahttp://www.ibs.it/code/9788879289061/hickman-leo/vita-ridotta-all.html
che ho trovato interessante e anche divertente (per inciso non sono sponsorizzata nè da ibs nè dalla casa editrice nè dall'autore...)
Anna, a te al massimo ti sponsorizzano i produttori di lane per quanto produci!!!
EliminaOra vado a vedere il libro, grazie!
Io mi ritengo una consumatricie consapevole e si anche un pò rompiballe,spesso mi produco i detersivi da sola non tanto perchè non riesco a trovare una linea ecologica al Super ma soprattutto per un risparmio economico mentre per quanto riguarda i prodotti per il corpo e i trucchi è più complicato per me reperirli nella grande distribuzione (a volte ho fatto acquisti on line).
RispondiEliminaMi dispiace che quando si toccano questi argomenti se qui dialoghiamo civilmente tra persone che più o meno la pensano già in modo simile riguardo al consumo responsabile fuori nella vita di tutti i giorni invece è facile venire subito catalogati come fissati ed estremisti ,poi finchè si parla di prodotti sani è semplice sensibilizzare gli altri quando invece si tocca il tema delle multinazionali,dello sfruttamento,della vivisezione ...rimane tutto più "astratto" e la mia vecchia zia ma anche mia mamma continuano a comprare proprio quel detersivo che negli anni si è guadagnato la fama di lavare meglio degli altri e forse è pure vero.
Riguardo agli scarti e alle frattaglie donati ai canili sappiamo bene che servano propri per tirarci il fumo sugli occhi e non farci vedere tutto il resto e la vera sfida è non cascarci e non accettare compromessi.
Sara, grazie, fanno bene i commenti come il tuo e capisco che possa essere difficile non essere catalogate come maniache quando si trattano argomenti scomodi. Io ormai mi ci sono rassegnata, ma fa sempre male sentirselo dire.
EliminaIn quanto al bianco più bianco, dopo aver provato il percarbonato di una nota marca di supermercati biologici (non gli altri, solo quello ho trovato che funziona) ho capito come sia una bufala stellare pagare tanto per inquinare lavando e che proprio quel percarbonato è più che sufficiente.
Sugli scarti&frattaglie, giusto per spostarci di multinazionale, mi viene in mente McDonalds e le sue devastazioni socio-ambientali, che poi però elemosina un obolo irrisorio per le case famiglia e robette del genere. La pulizia della coscienza passa per molte vie, niente da fare..
grazie a te,sai che anche io uso il percarbonato come sbiancante e l'acido citrico come ammorbidente e sono soddisfatta anche se devo dire che sono due prodotti che da me non è facile reperire.
EliminaHo visto citare nei commenti precedenti anche la moon cup,a quella non mi sono ancora convertita nonostante che più volte mi sia avvicinata ma solo per guardarla...
Da "natura e co" ho visto delle "noci" da ficcare in lavatrice per fare il bucato enne volte, non so quanto costino ma magari si può fare la prova, ne parla il libro che ho menzionato sopra...
Eliminasaluti a tutte le ambientaliste soft e hard! Almeno tentare...
Oh! Finalmente un po' di leggerezza! Eh si perché io mi sento più leggera quando percepisco che qualcuno che pensa con il proprio cervello esiste, che la critica non è solo quella della ragion pura di Kant, ma anche quella che bisogna applicare ogni giorno nel nostro quotidiano vivere, sempre, instancabilmente senza desistere. Perché quelle 4 rotelline che ci ha messo in testa il buon Dio dobbiamo farle girare sempre, e per farle girare bene ci vuole un buon olio lubrificatore, e quell'olio che lubrifica e ci rende capaci di pensare è la conoscenza, l'informazione, la controinformazione. Eh si perché io mi sento più leggera quando vedo che non sono la sola a sostenere che bisogna acquistare responsabilmente, che bisogna spostare l'attenzione dall'uomo alla natura, ma non in modo banale -cioè io sono una mamma ecologica cioè che bella la natura cioè io amo gli animali- e poi? Ecco e poi? Sì e poi nella pratica della vita quotidiana cosa si fa? Si fa che si deve pensare, e si deve pensare tanto, ma tanto tanto tanto, instancabilmente, necessariamente, ineluttabilmente. Pensare e agire sostenibile. E io sarei anche stanca di sentire parlare, leggere e predicare bene, e poi? Per ogni parabene che va a finire nei nostri mari io devo usarne di meno per compensare lo squilibrio, per ogni paraculo che pensa di meno io devo pensare il doppio per compensare lo squilibrio. E il buon Dio quella facoltà intellettiva l'ha generosamente donata a tutti. E allora pensare pensare pensare, aguzzare la vista, l'ingegno, lubrificare le rotelline e farle girare come delle pale al vento di maestrale.
RispondiEliminaMai abbassare la guardia. Mai boicottare tanto per, ma essere dei consumatori responsabili, rallentare la fame di cose e chiedersi se veramente quelle cose ci servono, o se eventualmente quelle cose me le posso fare da sola, con le mie sante manine che mi ha generosamente donato il buon Dio, che così insegniamo qualcosa anche ai nostri figli e gli tramandiamo conoscenze e capacità che nessuno come la mamma sa e può fare. Io sarei anche stanca di dover essere doppiamente critica su tutto perché dall'altra parte c'è una schiera di indolenti che non ha voglia di farlo. E chi non va di fretta nella vita? Tutti, basta avere anche un solo figlio e una casa da mandare avanti che il tempo viene inesorabilmente a mancare per tutti, ma non per questo divento poco critica, anzi proprio per questo assottiglio la mia capacità critica, alzo la soglia di sensibilità alla truffa, aguzzo la vista: proprio perché ho poco tempo e non posso perdermi nel supermercato. Allora spezzo la catena della distribuzione, uso i pannolini lavabili e li lavo in modo sostenibile, non a 90° con detersivo/percarbonato/acido citrico/oli essenziali che non sono idrosolubili e intrugli miracolosi: lavo a 30° con un cucchiaino di detersivo ecologico e aceto nel risciacquo e poi stendo al sole -contro le regole del condominio attirandomi le ire dei condomini e le lettere di protesta dell'amministratore. Lavo mio figlio con amido di riso e sale integrale grosso, i capelli glieli lavo con prodotti davvero non inquinanti, non uso balsamo che fa male alla salute, io per me non uso più nulla, solo olio di mandorle dolci, e per i capelli uso quello di mio figlio e l'aceto che diventano morbidamente voluttuosi. Che lo consumiamo a litri qui, c'abbiamo tutti l'acetone da quanto aceto usiamo: per il pavimento, per i vetri, per i mobili! Acquistiamo con gas, veganizziamo l'alimentazione che mi sono sfracellata i gabbasisi di pensare a quelle povere vacche con mastiti perenni e perennemente sotto antibiotico -che poi ce lo cucchiamo noi, anzi loro, i bambini-. E poi c'è chi dice che con le multinazionali (che sono fatte di persone eh mi raccomando) bisogna aprire un dialogo, e tutti li a fare i magnanimi, i generosi comunicatori, tutti che vogliono parlare, dialogare, comunicare, fare le consulenze. Ma almeno dite "ho bisogno di soldi e me ne frego dell'etica" io lo apprezzo di più. Io personalmente non lavoro mai per aprire un dialogo con i miei clienti, se lo faccio è solo per portarmi a casa la pagnotta. Anzi no, quella me la faccio da sola! Boicottare con buon senso, consumare consapevole sempre, consumare meno, essere più felici. Basta con i bisogni indotti dal marketing e dalla pubblicità. Diventare consapevoli. E dimmi poco, mamma F.
RispondiEliminaun post così lo potevi scrivere solo tu!!!è molto utile e ti apre gli occhi!
RispondiEliminaio non sono preparata su questo campo e temo di scegliere in modo sbagliato...nel mio piccolo però ho cominciato ad eliminare alcuni detersivi, usando l'aceto e non ho intenzione di fermarmi qui. Ma avrei bisogno di qualche insegnamento!!!
:)
Mi faceva notare un amico come dopo la stagione del "con" (con vitamine, con omega3, con olio di mandorle...) spesso esaltante contenuti ovviamente presenti, è iniziata la stagione del "senza".
RispondiEliminaNon sempre con altrettanta ovvietà.