E quindi mi chiedo quali siano le risposte più adatte per un bambino di 4 anni che ti chiede: “Quando sarai vecchia e morirai, andrai con nonno Renato?”.
Già perché finora ce la siamo cavata abbastanza bene, gli animali in giardino capitava che non tornassero (come fece Brè, il gatto) e noi spiegavamo serenamente a Simo che Brè era andato a morire da qualche parte, perché era vecchietto, sentiva che era il suo momento ed ora stava su una nuvola a guardarci e salutava con la zampa.
Poi la cosa si è complicata, la storia si è intorcinata: Brè stava sulla nuvola con nonno Renato, ma Simo se l’è digerita.
Io ero propensa a incamminare qualche storiella sulla reincarnazione e sull’idea che le anime trasmigrano e tornano sotto altre forme per nuove infinite vite.
Meno male che non l’ho fatto.
Una delle scorse sere, mentre eravamo a letto (ho dimenticato di dirvi che dormiamo ANCORA IN TRE nel lettone? Sì? Che strano…) al buio prima della nanna, Simo ha cominciato a piangere da solo in maniera straziante dicendomi che a scuola gli avevano detto che gli animali non vanno in Paradiso e che non capiva se il Paradiso era in una nuvola. Che lui non voleva che io morissi, che non avrebbe mai più rivisto Brè e che tutto questo lo faceva tanto soffrire.
Altro pianto, ieri sera, sempre prima di dormire: “Mamma, non mi hai creata tu, mi ha creato Dio!!!!” e giù lacrime disperate su questa nuova incertezza.
La religione cattolica a scuola: insegnamenti che addolorano, negano e prescrivono mi sembrano assurdi, fuorvianti oltre che inefficaci a 4 anni.
Certo che l’alternativa, farsi portare in un’altra classe da solo, perché lui non fa religione mentre tutti gli altri la fanno, non so quanta sicurezza creerebbe in lui.
Tocca a me, quindi.
Spiegare, spiegare, spiegare.
Chiarire, specificare, consolare e ... far volare la fantasia su quelle nuvole.
Non so se sono capace, ma ci provo tanto.
E voi? Come avete raccontato la morte ai bambini?
Già perché finora ce la siamo cavata abbastanza bene, gli animali in giardino capitava che non tornassero (come fece Brè, il gatto) e noi spiegavamo serenamente a Simo che Brè era andato a morire da qualche parte, perché era vecchietto, sentiva che era il suo momento ed ora stava su una nuvola a guardarci e salutava con la zampa.
Io ero propensa a incamminare qualche storiella sulla reincarnazione e sull’idea che le anime trasmigrano e tornano sotto altre forme per nuove infinite vite.
Meno male che non l’ho fatto.
Una delle scorse sere, mentre eravamo a letto (ho dimenticato di dirvi che dormiamo ANCORA IN TRE nel lettone? Sì? Che strano…) al buio prima della nanna, Simo ha cominciato a piangere da solo in maniera straziante dicendomi che a scuola gli avevano detto che gli animali non vanno in Paradiso e che non capiva se il Paradiso era in una nuvola. Che lui non voleva che io morissi, che non avrebbe mai più rivisto Brè e che tutto questo lo faceva tanto soffrire.
Altro pianto, ieri sera, sempre prima di dormire: “Mamma, non mi hai creata tu, mi ha creato Dio!!!!” e giù lacrime disperate su questa nuova incertezza.
Certo che l’alternativa, farsi portare in un’altra classe da solo, perché lui non fa religione mentre tutti gli altri la fanno, non so quanta sicurezza creerebbe in lui.
Tocca a me, quindi.
Spiegare, spiegare, spiegare.
Chiarire, specificare, consolare e ... far volare la fantasia su quelle nuvole.
Non so se sono capace, ma ci provo tanto.
E voi? Come avete raccontato la morte ai bambini?
Questo è quello che capita quando ad insegnare queste materie è personale non formato a dovere. Matt va in un asilo gestito da suore (e tu sai cosa io pensi della Chiesa)e di religione ne fanno (fin troppa?), ma MAI è arrivato a casa con questi dubbi. Forse 4 anni sono un po' pochini per questi concetti, che ti confesso, io a 40 (tra poco) ancora stento a comprendere..
RispondiEliminaConcordo in pieno.
EliminaAnche Ida va dalle suore e fa 1 ora (scarsa) a settimana di religione con la suora anche se poi ovviamente l'ambiente è cattolico e la fede permea le attività. Ma in modo ludico, con una preghiera per condurre una buona giornata al mattino e per un sereno riposo al pomeriggio piuttosto che un ringraziamento per ciò che abbiamo a tavola.
Mai ha avuto paura della morte o confusione in merito.
Poi lei sono due anni che si sbologna messa ogni domenica con spiegazione del vangelo apposta per i bimbi, e anche un anno e mezzo che segue me menter preparo gli incontri di catechismo...
Se però deve vivere male questa cosa meglio non fargliela fare.
anche noi abbiamo scelto scuola materna paritaria cattolica, ma perchè era la migliore in circolazione. E funziona come descritto da Mammachetesta: la nostra suora fa religione, ed è una donna dolcissima che i bimbi adorano, problematiche non ce ne sono e loro vivono con molta serenità l'ambiente e ciò che imparano. Però...invece alcune amichette della cinquenne sono tornate a casa spaventate e intimorite dai racconti della suora..
Eliminail nano è troppo piccolo, ma posso parlare per me.
RispondiEliminamia madre mia ha sempre portato alla veglia dei parenti defunti (al rosario per capirci), non so neanche dirti quando la prima volta e a me è entrato nella testa che da vecchi - ho sempre e solo visto anziani forse volutamente da parte di mamma - prima o poi ci si stende e non ci si sveglia più, senza dolore senza pene particolari, esattamente come il cane di nonna e i canarini della vicina a un certo momento non si è più.
Fra le cose che reputo siano state fatte correttamente da mia madre c'è questa che ho replicato portando Nanni di meno di due anni a salutare zia Claudia, era in braccio a me e le abbiamo fatto ciao con la mano, mi ha chiesto "dorme?" ho risposto no è morta.
Per il dolore della perdita non so, se sapessi cosa fare lo farei per me.
pure a me mi portavano alle veglie dei morti e mia nonna diceva sempre: vedi è come se dormisse. Anni fa ho letto un articolo che diceva che nelle società postmoderne la morte è il nuovo tabu, ci siamo scordati di come spiegarla e degli ammortizzatori emotivi. Chi sta a lutto viene subito visto come esagerato, pare non ci vogliamo più prendere il tempo di soffrire giustamente se perdiamo qualcuno.
EliminaAi figli ho spiegato che siccome non ne sappiamo niente, la morte fa paura, ma in fondo una persona che continuiamo a ricordare e a cui abbiamo voluto bene, ci fa piacere pensare che ci ' veda' anche lei, anche se è solo un rimedio contro la mancanza e la nostalgia. e se capitiamo in qualche chiesa accendiamo una candelina per ricordo ai nonni. A 4 anni, ma cosa c' è di più da sapere? E comunque mezza parola, bonariamente, io con la scuola la scambierei, mica possono far credere a tuo figlio di essere un trovatello, e tu chi sei, l' utero in affitto?
Penta, grazie.
EliminaComincio a doverti molto per le cose che mi scrivi.
Barbara, ti ho già ringraziato in pvt ma lo faccio anche qui, e non solo per l'utero in affitto che mi ha reso ridanciana!
Caschi a fagiolo, anna da due sere piange e dice che vuole vedere gesu in cielo, o nel deserto. E io le dico che ci sara tempo x questo e lei mi urla che no, lo vuole adesso. Non sa dov e, non lo vede, e confusa. Non so come aiutarla e alleviare sto tormento...
RispondiEliminaTi posso solo dire quello che ho appena risposto a una mia amica che ha questo problema con la bimba di 4 anni: spiegale che Gesù non vuole che si vada in cielo quando decidiamo noi perchè lui ha bisogno di noi qui sulla terra per fare tante cose belle e portare luce e amore nel mondo.
EliminaBuona questa, la adotto in caso di necessità stretta.
EliminaNonostante d'estate si vada a trovare i nonni e la zia al cimitero ancora forse non ha elaborato il senso della perdita, ma mi aspetto che prima o poi la domanda arriverá.
RispondiEliminaIo gli ho spiegato che chi muore diventa spirito (grazie a Koda fratello orso, che mi ha aiutato in questo) e credo mi sia sfuggito anche qualche "non c'è più" quando sono morte le tartarughine... lui sembra averlo capito ed accettato, ma anche perchè non gli è ancora capitato di vivere la morte di qualcuno cui era affezionato. Un conto è capire il concetto, un altro è affrontare il dolore e dover accettare che non si rivivrà più con qualcuno a cui si vuole bene, sono cose diverse.
RispondiEliminamia madre gli ha raccontato che i morti vanno in cielo vicino a gesù (trascurando il fatto che io non credo in queste cose, tra l'altro) e lui ha fatto la somma delle due cose: i morti diventano spirito che va in cielo vicino a 'sto gesù che non sa chi sia, ma che ha visto crocifisso in chiesa (mia mamma è tanto brava per tante cose, ma un po' carente nel rispetto delle idee altrui).
religione a scuola mi sono rifiutata di fargliela fare, anche se sono in 5 in tutto l'istituto, perchè penso che la scuola deve essere un punto di riferimento che non va messo troppo in discussione ed avrei avuto molte difficoltà a gestire la cosa. un conto se gli avessero parlato della religione in generale, con accenni alle varie religioni (cosa peraltro che mi sembra prematura all'asilo), ma insegnare una religione come verità assoluta non mi piace nè per principio nè per la religione scelta, che non condivido.
Claudia, poi mi racconti anche come si sente a far parte di quei soli 5?
Eliminaquando sono troppo piccoli secondo me i concetti di vita morte dio ecc sono troppo complicati, io mentivo. Nel senso che non rispondevo chiaramente alle domande tipo "ma anche tu morirai?" dicevo: si ma tra tantissimo tempo quando sarò vecchissima ecc, poi crescendo verso i 3-4 anni ho iniziato a dire che si, saremmo morti ma poi saremmo rinati, e ci saremmo anche rincontrati tutti insieme, anche se non ce lo ricordavamo, vita dopo vita. questo ora a loro basta, e ci credono, anche se pensano che anche gesù esista,in questo non intervengo, lascio a loro la scelta. quando cresceranno sapranno loro in che direzione andare. Inoltre ho spostato il concetto di morte moooolto in avanti provando a non creare ansie per il presente e considerandolo come un evento normale della vita, se vuoi anche bello proprio perchè dopo si rinasce e si ha un'altra vita a disposizione.
RispondiEliminaAnche perchè i bambini non riescono a focalizzare il DOMANI, loro vivono nell'oggi! Per questo se pensano "Il Paradiso è un gran bel posto" ci vogliono andare ora.
EliminaVa spiegato loro che non è il loro tempo. Che tutto accadrà quando è giusto ma non ora perchè ora il nostro compito è fare altro.
Hai ragione Sara, i bambini hanno una certa difficoltà a rapportarsi col domani (per Simone, ad esempio domani è "dopo dormito") e per questo parlare di futuri lontani è dissennato.
EliminaHa ragione Ester, tenterò anche io di spostare l'argomento sulla bellezza del rinascere e rivedersi: se poi a scuola gli diranno che non si rinasce per nulla e che la mamma sbaglia, credo che le mie riflessioni saranno anche più serie.
riguardo la morte per ora ci lasciamo trasportare dalle idee che la G ha in merito. Riguardo la religione a scuola sono molto combattuta, un esonero porterebbe troppo sacrificio in termini sociali (la gioppina a settembre andrà alla primaria). Io però vorrei una materia che raccontasse tutte le religioni del mondo, e questo non credo si riuscirà ad avere. Uff, che mondo difisile.
RispondiEliminaGuarda, l'argomento è assolutamente spinoso.
RispondiEliminaDa un lato, la questione di "come" parlare ai nostri piccoli (mia figlia ha 4 anni) della morte, in modo che non la vivano come un trauma: d'altra parte non ho nemmeno intenzione di proteggerla facendo finta che la morte non esista, perché purtroppo ci troviamo faccia a faccia con essa spesso...che sia un nonno, un gatto, una notizia in tv.
Dall'altro la questione della religione a scuola: credo che possa avere un senso, ma va fatta con garbo e misura e competenza. Alla materna da noi raccontano la storia di San Francesco o altri santi, mi sembra molto soft e mi pare la scelta giusta.
Per quanto mi riguarda sono cattolica, quindi riesco (mica sempre e mica bene) a mettere insieme le cose, però mi rendo conto che chi non lo è può trovarsi in diffcoltà.
Abbiamo sempre avuto animali, fin da quando le bambine erano piccole, e se succedeva che morivano, accettavano il fatto come naturale, come gli animaletti hanno una vita più breve della nostra.
RispondiEliminaPoi a 6 e 9 anni hanno dovuto fare i conti con un grande lutto in famiglia, e sinceramente é stato un brutto colpo, figurati che ancora oggi le mie figlie hanno una bisnonna (all'epoca tre).
Ero talemente devastata dal dolore da non essere in grado di aiutarle, così come il papà e i nonni. Fortunatamente siamo stati circondati da molte persone che ci hanno aiutati, altri parenti, amici, insegnanti
Dopo quasi otto anni fa ancora molto male, ma meno.
Purtroppo a volte non siamo preparati ad affrontare argomenti che ci causano paure e apprensioni, e pensiamo che tenerli al riparo da veglie e funerali faccia in modo che non debbano mai affrontare il dolore di una perdita.
Per quello che riguarda l'insegnamento della religione a scuola da quest'anno A. partecipa ad un progetto pilota che al posto di un'ora di religione alla settimana in cui ognuno aveva il suo maestro, segue un corso di storia delle religioni in cui un docente ateo insegna (o dovrebbe) anche le altre religioni.
Purtroppo non é la persona giusta, spesso i ragazzi si lamentano che il docente dice che non esiste niente in cui credere, sigh!
Ma non dovrebbe spiegare su cosa si basano le diverse religioni?
Fortunatamente sia in casa che fra amici non facciamo differenze di credo e hanno la possibilità di apprendere molto di più.
scusa la lunghezza e buon fine settimana.
Quanto desidererei anche io un docente di storia delle religioni per Simo (che però eviti di dire che non esiste nulla...).
EliminaAvete fatto una specifica richiesta o ve l'hanno proposto?
No, non ne abbiamo fatto richiesta, fa parte di un programma triennale di prova che viene applicato da 8 scuole medie nella nostra regione per vedere se funziona, in modo da poterlo applicare a tutte le altre in caso positivo.
EliminaMa essendo il nostro un cantone cattolico, le lezioni sono state suddivise un po' di parte, 50% dedicate al cattolicesimo e 50% dedicate alle altre religioni :( .
Non mi permetto di eleggermi a teologa, ma non era più interessante, vista l'età dei ragazzi, 13-14 anni, suddividere le lezioni in modo equo ? Assegnando un docente ateo di base e facendo che so cicli di 6 lezioni dedicati alle principali religioni con un esperto (Rabbino, Padre evangelico, Imam, ...) che parlava in senso positivo della propria religione e ne descriveva le differenze ?
Questo problema me lo sono posto quando ho letto il foglio per l'iscrizione alla scuola materna....decidere se far fare a Tommy l'ora di religione oppure no...mi sembrava una cosa assurda quest'ora di religione all'asilo...però come dici tu sarebbe ancora peggio escluderlo dalla classe e creare in lui ancora più incertezze....e toccherà a me spiegare e spiegare proprio come hai fatto tu....
RispondiEliminaPenso che ci sia un'età, per i miei figli è stata a 5 anni in cui iniziano a considerare la morte come una perdita.
RispondiEliminaIl mio grande a quell'età ha perso il nonno, morto a casa, in cui era stato per la fase terminale del cancro che lo ha ucciso: mio marito ha passato gli ultimi giorni della vita di suo padre scoprendo un uomo molto diverso da come lo aveva vissuto fino ad allora, molto migliore e lo ha assistito insieme a me durante il trapasso in una notte di agonia che mai dimenticherò. Questa esperienza di sofferenza ci ha però dato una serenità imprevista e profonda e questo è stato colto da nostro figlio, che ha voluto salutare il nonno prima che la bara fosse chiusa, con una naturalezza spiazzante. Ci ha bombardato di domande sulla morte e noi, cattolici, gli abbiamo risposto secondo la nostra fede.
Quello per lui è stato un momento importante, che gli ha fatto affrontare le sue angosce.
Il piccolo, quando ha avuto 5 anni ha iniziato a manifestare l'angoscia della perdita, piangendo perchè il nonno (morto da 3 anni!) non c'era più e lui non sapeva dov'era!
Quasi che non aver assistito alla morte, gli facesse più paura...
Con il tempo e dopo tante domande e risposte, si è calmato, probabilmente ha elaborato la questione.
Mio marito ed io abbiamo tratto da questa storia l'insegnamento che non bisogna mai nascondere la morte, se i bambini hanno il bisogno di comprenderla, è necessario accompagnarli e rispondere con la massima sincerità (in base alle nostre convinzioni) alle loro domande: la serenità con cui accogliamo le loro paure li aiuterà ad affrontarle.
Spero ti sia di aiuto. :)
In questo momento sono in un equilibrio difficile tra sincerità e omertà.
EliminaContinua così....non ti sbilanciare :-)
EliminaNon so come sia successo ma stamattina mi ero persa la parte centrale del post... che ora mi ha fatto rabbrividire... bisognerebbe spiegare all'insegnante di religione che la sua non è un'ora di catechismo e che insegnare religione è insegnare ad Amare gli uomini attraverso Dio e Dio negli uomini e che la negazione è il modo peggiore per farlo... Simo è un bimbo speciale e straordinariamente sensibile e tu come nessun altro sai parlare al suo cuore ♥
RispondiEliminaNon facciamola semplice, è dura: un bambino non può sopportare l'idea che i genitori possano morire...Bernardi (mitico pediatra) sconsiglia assolutamente di rivelarlo...
RispondiEliminaMia figlia è stata terrorizzata a 5 anni dalla maestra dell'asilo che ovviamente insegnava anche Religione Cattolica (non l'avevo esonerata esattamente per i motivi tuoi) e io da agnostica quale sono cosa andavo a raccontargli? Le ho detto che sarebbe successo moooooooolto tardi, non è stato affatto semplice arginare l'ansia e ne stiamo ancora pagando le conseguenze: Elena ha quasi 10 anni e teme ancora il buio-morte. Credenti o non credenti la consapevolezza della morte è lo scotto da pagare degli esseri cosiddetti "senzienti".
Anna, ora che Elena ha 10 anni ti fa ancora domande o si sta creando delle risposte vivendo?
EliminaCredo che stia tentando di farsene una ragione, per fortuna i bambini sono pieni di risorse.
EliminaCon Elena però, che per certi versi capisce cose più avanti della sua età, alle volte è difficile perchè vive l'ansia del timore di perderci e ci sta appiccicata, e la cosa si confonde anche con la paura di crescere e quindi di tagliare il "cordone ombelicale": crescere-diventare grandi- invecchiare-morire.
Mia mamma ha 82 anni, è la sua unica nonna e per fortuna gode di buona salute, però non si sa mai...sarà un brutto momento...(per tutti)
tu chiedi, io rispondo. ma rischio di farci un post, dal momento che non possiedo il dono della sintesi.
RispondiElimina1. un tempo i vecchi morivano in casa. esattamente come ci nascevano i bambini. il ciclo vita-morte era sotto gli occhi di tutti, adulti e non. era (ma dovrei dire è) qualcosa di assolutamente naturale. e non c'era molto da spiegare, forse.
2. per l'ometto la prima morte è stata quella di quella che io chiamo zia ma era la sorella di mia nonna. per me un lutto importantissimo, peraltro. gli ho detto che è andata in cielo. perché? perché era vecchietta (aveva 100 anni) è andata in cielo con nonno franco? certo. ma nonno franco non era vecchietto... (inutile, ai bambini non si sfugge...) già. ma non si può mai sapere di chi ha bisogno il cielo (e qui ringrazio il mio apripista perché la frase è sua).
3. la zia da morta non gliel'ho fatta vedere. non l'ho ritenuto necessario. ma è venuto al funerale. e gli ho spiegato che il corpo della zia era dentro la scatola marrone. ma la sua anima no. quella è sempre presente e se vogliamo ci possiamo anche parlare (anche se lei non può risponderci ci sente).
4. poi la zia è stata cremata e noi siamo tornati a seppellirla alcuni giorni dopo. la grande scatola marrone è stata sostiutita da un'urna laccata rossa. ora il corpo della zia è nella scatoletta e nella tomba con nonno franco.
5. molto tempo dopo lui mi ha chiesto se alla zia le avessero fatto male quando l'hanno bruciata. e gli ho spiegato che il corpo senza l'anima dentro non sente più dolore.
6. per la verità gli ho anche detto che io credo che la nostra anima viva più vite e che dopo che ha lasciato un corpo, se le va, torna sulla terra dentro ad un altro. ora, visto che all'asilo per ora fa religione, non so bene cosa ne verrà fuori. ma so che voglio che cresca con la mente aperta. che non creda in un solo credo e che non si erga mai a giudice di una piuttosto che di un'altra religione. poi lo so che prima o poi battaglierò col resto del mondo (= famiglia) per fargli fare eventualmente comunione e cresima da adulto consenziente. ma pazienza.
ora dico la mia legata al commento di anna, ma è frutto della mia esperienza, quindi lo scrivo non per giudicare il suo punto di vista o quello del suo pediatra, ma unicamente per condividere come la penso io. mio padre è morto nel giro di 3 mesi quando io avevo 13 anni. nessuno mi aveva detto che non morivano solo gli anziani. me l'ha insegnato la vita. la morte arriva quando vuole lei. mio figlio, dopo il fatto della zia, mi ha già chiesto più di una volta ma allora anch'io potrei morire prima di te? che a me si ghiaccia il sangue ogni volta ma si è sentito rispondere: facciamo che restiamo tutti belli vivi ancora un bel po' e che queste sono le vibrazioni e l'energia che vogliamo mandare nell'universo. però io non lo so cosa e quando succederà. e non posso promettere qualcosa che è fuori dalla mia giurisdizione.
Fra', ci sono un sacco di spunti in questo discorso, ma proprio tanti.
EliminaPer favore facci un post con tutti i crismi, che davvero mi interessa anche più approfonditamente sapere come la pensi. Lo fai? Dai?
mi vuoi male??? ti ricordo che ho un blog bilingue... ahahahah...
Eliminaci penso. promesso. ♥♥♥
Solo per informazione Bernardi non è il mio pediatra bensì un noto esperto in materia http://it.wikipedia.org/wiki/Marcello_Bernardi.
EliminaIo ho letto qualcosa ma non ho detto che condivido il suo pensiero...Nell'educazioni dei figli, e dei genitori , non ci sono ricette...si fa come si può ovvero il meno peggio possibile :-)
Io non sono credente e non amo mentire...Elena sa che possono morire anche i bambini: per incidente, malattia ecc. Quando andiamo sull'argomento poi cerchiamo di sdrammatizzare parlando di persone anziane vive e vegete...
Come tu sai bene amica mia Orlando ha vissuto da vicino il lento spegnersi del nonno e noi non ne abbiamo fatto mai alcun mistero. Evitando le parti più cruente gli parlavamo della sua malattia e del fatto che prima o poi sarebbe andato in cielo. L'ha visto e "salutato" anche in ospedale ... Ora, quando se ne parla, lui dice che il nonno è morto (senza tanti giri di parole) ed è andato in cielo perchè qui non ci riusciva più a stare perchè stava troppo male ... non sembra che ci sia nulla in sospeso per lui, è uno stato di fatto che ha accettato serenamente e se dovesse volere più spiegazioni, altrettanto serenamente gliele forniremo.
RispondiEliminaah, Silvia cara, come siete stati "fortunati": perdona le virgolette, ma sai che conosco la disgrazia di perdere un genitore giovane e quindi la "fortuna" che Orli abbia compreso l'esistenza di un distacco terreno di certo non compensa il dolore della tua perdita (che ricordo bene).
EliminaPS. ho voglia di vederti, tanto: bisognerà organizzarsi.
Mio figlio ha accettato il concetto della morte fin da piccolissimo, insieme a quello del tempo. E' un razionale quindi si nasce e si muore, poi c'è un anima che se ne va dove vuole, non ha mai mostrato alcuna paura, anzi. Questo mi ha sempre creato qualche disagio. Quando mi vuole tanto bene mi dice "speriamo che duri tanto, anche 100 anni" e "comunque io ti vorrò bene sempre anche da morta" ... ormai mi sono rassegnata ad aver partorito dr Spock!
RispondiEliminaPer la religione e' molto più dura, frequenta una scuola cattolica e non ci sono problemi ma il catechismo in parrocchia e il rito della messa proprio non li comprende, la preghiera per l'angioletto va bene, gli sembra ragionevole e reale ma Dio, questo concetto si basa sulla fede e la fede non si vede. E anch'io cerco di spiegare e spiegare ma non so bene dove arriverò, anche perché le religioni le ho studiate tanto e sono allergica alle verità assolute.
ah ah ah! Marzia, leggo qui la storia del dr. Spock e la "microsfiga" sul tuo.. non è il post(o) adatto, ma mi hai fatto ridere su un argomento serio - grazie!
EliminaBella domanda la tua, la perdita di una persona molto cara ci ha permesso di sviscerare e portare alla luce uno dei temi più difficili per un genitore. Ne ho parlato anch'io nel mio blog tempo fa, e ne è uscita un'interessante discussione, se t'interessa ti lascerò il link. Bel dilemma anche la scelta della religione a scuola. La nostra sofferta decisione è stata per il si, per le stesse ragioni che tu esponi. Sarebbe stato il solo, abitiamo in provincia, siamo considerati "strani" già per le nostre scelte alimentari ed educative da queste parti, quanto al resto, decideranno loro quando saranno maturi abbastanza per farlo, quindi abbiamo scelto di non dar loro i sacramenti. Basta ed avanza. Michela
RispondiEliminaMichela, proprio l'altro giorno, dopo settimane che Simo frequentava una bimba compagna di banco al parchetto dopo scuola, ho detto di essere buddhista alla sua mamma. E vegetariana.
EliminaNon ho capito bene quale delle due cose l'abbia lasciata più stupita, credo entrambe.
(ciò nonostante l'amicizia continua tra me e l'altra mamma...)
Anche noi abbiamo scelto di non far battezzare Simone, mi sembrava irriverente e irrispettoso accompagnarlo ad un sacramento in cui non credevo fino in fondo.
Assolutamente d'accordo con te. Io e mio marito siamo stati educati e cresciuti da cattolici, abbiamo ricevuto tutti i sacramenti tranne quello del matrimonio, il solo che abbiamo avuto voce per rifiutare, fin da bambina ho avvertito l'incongruenza dell'esempio rispetto a quanto mi veniva trasmesso a parole. Non riesco a comprendere cosa significhi essere credenti e non praticanti. Credo in Gesù, nella grandezza ed universalità dei suoi messaggi, ma non credo fosse Dio. Nel corso del tempo ho intrapreso un percorso che mi ha permesso di approfondire lo studio di altre religioni e filosofie e mi sono sentita molto più vicina a quelle orientali ed a quella buddista in modo particolare,ma non sono ancora giunta a destinazione. Sono agnostica, ma non per questo nella mia vita non c'è spazio per coltivare la mia dimensione spirituale, non smetto mai d'interrogarmi, e spero che anche per i miei figli sia così.
Eliminanoi abbiamo dovuto affrontarla a caus a delle foto di yvy e quando per il giorno dei morti hanno avuto la felice idee di spiegare malamente alcune cose , mìnon alla scuola cattolica..ma a quella pubblica...!!! fino ad ora ce la siamo cavata con la storia dell'angelo..ma non ti nego che a volte ho anche paura a lasciare le foto della mia piccola yvonne perchè ho paura che per sarah sia difficile capire che un bambino può morire...ed in effetti dei dubbi sul farle fare la religione, onestamente ce li ho.Anche se di fronte a certe insinuazioni di un dio castigatore che a volte involontariamente a scuola vengono fatte propongo un dio amorevole, che perdona e non si arrabbia... per esempio a scuola da sarah battono più sull'inferno che sul paradiso...e a me pare che la religione insegnata così è meglio non farla.un bacione.
RispondiEliminaimmagino che per voi sia anche più complicato, MammadiFretta.
Eliminahai tutta la mia ammirazione per come gestisci (e gestirai) questa situazione.
in merito al parlare di inferno e punizioni più che di amore e santità, proprio non lo riesco a capire: ma che motivo c'è, specialmente a 4 anni?
Mamma F: non ci crederai...ma sono dei sadici...
EliminaCiao... mi ha colpito molto tutta la discussione, e in particolare mi chiedo come abbiano potuto far nascere il conflitto tra 'mi ha fatto Dio e non mi hai fatto tu'. Mi viene da pensare che non sia tanto in relazione alla religione cattolica, ma ai singoli docenti... forse anche su questo criterio baserei la mia scelta. Sono stata educata da cattolica e oggi non sono credente. Vorrei però trasmettere a mia figlia un senso della spiritualità della vita, e penso di attingere all'India antica. Mi piace in particolare la metafora dei fiumi, che, alla fine del loro percorso, arrivano tutti nel mare, sono tutti insieme e sono tutti la stessa cosa. Immagino che sia un'immagine rassicurante e pacifica anche per i piccoli, ma ancora non ho avuto un'esperienza diretta da testimoniare.
RispondiEliminaCerco di essere più sincera possibile, seguendo le mie credenze. Racconto cosa succede al corpo e quello che credo succeda all'anima. Più che parlare di Paradiso dico che i defunti rimangono come essenze vicino a noi.
RispondiEliminaSono stata fortunata perchè Alessandra (che ha 5 anni) l'anno scorso a religione ha parlato soprattutto di Gesù ma attraverso le parabole o il periodo storico in cui è vissuto (mi ricordo un disegno colorato con quello che mangiavano i bambini ai tempi di Gesù e cosa mangiano ora per esempio).
Ora non viviamo in Italia e la scuola internazionale non ha l'ora di religione..stiamo affrontando il fatto che noi crediamo in Gesù, ma Daniel che è ebreo no, e Jason che è cinese nemmeno e così via!
Alessandra mi schiaccia con altre domande..a 4 anni mi ha chiesto: "Mamma ma quando saremo morti i pomeriggi continueranno a esserci nello stesso modo?"
Ho in bozze proprio un post su questo tema! E non riesco a concluderlo.. La mia bimba ha 4 anni, non fa religione né ha avuto esperienze di perdite ma mi fa tante di quelle domande che adesso ho proprio bisogno di studiare ed elaborare qualcosa..! Com'è difficile... Ragazze postate sull'argomento, che serve!
RispondiEliminaDifficile... Io non credo di aver fatto pace con Dio, se esiste, per avermi portato via delle persone molto care. E' molto dura per me parlare di morte, spesso cambio argomento o faccio finta di nulla. Mi definisco "non credente" e quindi spesso mi pesano i racconti e le "verità" che propinano a mio figlio alla scuola infanzia privata religiosa a cui l'ho iscritto. Ma l'ho scelta io... (al Comunale non c'era posto). Faccio fatica a parlarne con mio figlio ma un giorno spero di poter rispondere in maniera chiara alle sue domande e mostrarmi sicura di me stessa. Al momento mi tocca subire! Pochi giorni fa è tornato a casa comunicandomi che il venerdì non si devono mangiare le caramelle, notizia comunicata dal prete che li va a trovare una volta a settimana. Gli ho chiesto il motivo ma lui non lo sapeva. Forse lo hanno spiegato ai bimbi o forse no. Resta il fatto che, se lo hanno spiegato, non hanno verificato cosa hanno capito i bimbi. Gli ho detto che secondo me le caramelle, visto che non aveva capito il motivo del divieto, le poteva mangiare. E Topastro mi ha risposto che valeva più quello che gli aveva detto il prete di quello che diceva la sua mamma, ovvero io.
RispondiEliminaLa religione cattolica a scuola... Certo che l’alternativa, farsi portare in un’altra classe da solo,.... non so quanta sicurezza creerebbe in lui.
RispondiEliminaSigh.. è lo stesso nostro pensiero e dubbio. però magari se il primo anno è da solo, l'anno dopo potrebbero essere in due, e l'anno dopo ancora di piu. proprio perchè l'alternativa non sarà stare da soli fuori dalla classe. ma lasciare pochi altri a farsi affliggere dagli insegnamenti religiosi..
gran bel post, ciao!
Molto interessante questo post e tutti i contributi dei diversi commenti.
RispondiEliminaSara è ancora piccola, non fa ancora domande a cui non sappiamo rispondere, e a settembre comincerà la materna, dove abbiamo scelto di non farle frequentare l'ora di religione, visto che noi non siamo cattolici e cercheremo di insegnarle la spirtualità in altro modo, lasciandola libera di farsi una sua opinione crescendo.
In fondo sono d'accordo con Davide di EquAzioni, magari sarà sola ma poi saranno in due e così via, preferisco che sia da sola per poco tempo, piuttosto che senta dire delle cose che considero delle sciocchezze.
Quanto all'argomento morte, non sarà facile spiegarglielo, già ora è difficile farle capire che la formichina che ha schiacciato inavvertitamente non si muove più perché è morta... io credo nella sopravvivenza dell'anima, nella reincarnazione... vedremo se le mie convinzioni mi aiuteranno a darle delle risposte senza creare traumi. Intanto ringrazio tutti/e per le vostre opinioni e te, Mamma F., per aver introdotto la discussione... tutto mi sarà d'aiuto!
Sai una cosa? Non sono riuscita a leggermi tutti i commenti, per cui perdonami se ripeto qualcosa di già detto: credo che l'ansia nei nostri bambini derivi da come ci poniamo noi di fronte alle cose.Se in te (legittimamente!) il tema della morte crea ansia, perché non hai (di nuovo legittimamente) una posizione certa in merito (scusami, è la prima volta che "ti" leggo, per cui parlo senza conoscerti), capisco che anche per lui sia un problema. Non riesco a credere che l'ansia derivi da quello che sentono a scuola, se a casa ci vedono e ci sentono certi di quel che pensiamo. Perciò io, mi permetto, mi preoccuperei ora più di quella che è la mia posizione rispetto a certe tematiche (la morte, il dolore, la religione), perché la loro forza, finché sono bambini, la traggono da noi. Che non vuol dire che da grandi dovranno pensarla come noi, ma avranno una ipotesi certa da verificare nell'esistenza. Che credo sia l'unica condizione possibile per crescere.
RispondiEliminaScusami se mi sono permessa, ma, veramente, con simpatia! Cristina