Sì, ho partorito me stessa. Come mamma.
Finalmente.
Ci ho messo esattamente 4 anni e 9 mesi dal cesareo reale.
Ho vissuto alla rincorsa stressata tutti questi anni, con la mannaia dell'inadeguatezza sempre sospesa sulla testa.
Nella vita sono sempre stata la prima, la migliore, l'outsider, da che mi ricordo. In tutto quello che ho fatto ero la più brillante, oppure l'unica donna.
Poi sono diventata mamma: quella cosa che, anche in questo momento, stanno facendo migliaia di donne contemporaneamente.
Una di tante e pure male.
E' che ho iniziato male: troppo presto, con un cesareo d'urgenza alla 36esima settimana.
Ho continuato peggio, non allattando se non per due mesi, reduce dall'indottrinamento dei corsi preparto e dei libri capziosi per future mamme: quando mio figlio aveva 60 giorni e io ricominciavo a lavorare, già mi sentivo una fallita.
E non è mica facile se è la prima volta, seriamente, a 35 anni.
Poi si è innescato il blog-mondo con le sue contraddizioni: una mano dà, una toglie.
Leggi alcuni blog patinati e ti senti peggio, scopri altre soluzioni e ti senti normale.
Ho oscillato così, tra le mie scelte di vita trasversali (il qui della collina, il noi senza sosta sempre insieme) e l'analisi della quotidianità altrui.
Ho vagliato chi scrive e crea, ho scartato chi millanta e annoia.
E ho sceverato tra tante la mia via come persona; la ricerca dell'equilibrio, la scoperta dei passatempi, il ritrovamento delle passioni. Solo come madre lo iato è stato ancora sensibile a lungo.
Ignoro cosa sia successo, poi. So soltanto che la serenità e il piacere assoluto di mio figlio, di me, di noi insieme senza interferenza di sorta, senza pensieri bui, senza preoccupazioni sull'esempio che do, sulle parole che misuro, sulla severità che tengo in serbo, ecco, quel piacere lo provo solo da qualche settimana.
Ora mio figlio lo cerco, trovo meraviglioso stare con lui, non doveroso prima di tutto. Adesso ridiamo insieme e non lo faccio ridere delle cose giuste; giochiamo insieme e non cerco di far passare continuamente idee.
Il mondo di fuori è diventato altro da noi; e noi siamo il nostro universo a parte, creato pian piano in questi anni, in cui mettevamo mattoni con la benda sugli occhi, sperando che il posto fosse quello giusto, senza saperne il disegno, senza intuirne lo scopo, senza trovarne spesso il motivo immediato.
E questo universo a parte è un'altra storia di vita, quella in cui mio figlio insegna a me; e io, cretina, che pensavo alla rovescia.
Una storia che non so se racconterò qui, ma continua così, con una felicità come nota costante.
Con un raccolto di questi 5 anni di errori e tentativi, che probabilmente tanto errori e tanto tentativi non erano, o non sarei qui a scrivere così felice.

Simply sublime
RispondiEliminaHai proprio ragione , spesso sono i nostri figli a portarci per mano sulla strada giusta! Meravigliosi loro. ^_^
RispondiEliminaMeraviglioso!
RispondiEliminaBelle parole, davvero! A presto
EliminaQuesto post mi commuove come un abbraccio, quasi una risposta -siamo o no telepatiche?- ai miei propositi di oggi: "noi insieme senza interferenza di sorta, senza pensieri bui, senza preoccupazioni sull'esempio che do, sulle parole che misuro, sulla severità che tengo in serbo"... non ci provare a non raccontarmela, questa storia, che senza il nostro cammino fianco a fianco, il mio ancora fatto di retromarce, di scatti in avanti, di pause, dubbi e sorrisi, mi sentirei persa! :-*
RispondiEliminaquesto post smuove qualcosa dentro di me. una dichiarazione d'amore e di felicità così sincera che mi emoziona. brava mamma F!
RispondiEliminaSarebbe bello che tutte le mamme, a un certo punto della loro enorme fatica, riuscissero a raggiungere questa consapevolezza... Grazie per averla condivisa. Sonia
RispondiEliminaPost bellissimo ed emozionante, come le foto che lo accompagnano.
RispondiEliminaGrazie per la condivisione.
A presto!
:)
guarda che anche con questa consapevolezza continuerai a sorridere e a sbagliare ma riempiti di lui più che puoi, perchè non te lo lascerà fare per sempre. :-)
RispondiEliminaBacio!
Sei la mamma perfetta, perfetta per te e per il tuo bambino e ci si apre a un mondo. Lovvandoti
RispondiEliminaAnna
Oddio quanto sei brava...e continui a descrivere molto di me.
RispondiEliminaChe consolazione sono queste tue parole, queste riflessioni pesanti anche se descritte con frasi tanto belle. Io ci ho messo anche più di te a partorirlo mio figlio, forse ancora arranco ma come te adesso colgo il bene e la meraviglia di seguire l'evoluzione di una persona che è altro da me, che ne sa spesso più di me e che mi stupisco di amare ogni giorno di più per lo sforzo che mi costringe a fare. Perchè divento migliore. Adesso mi rileggo tutto ...
RispondiEliminaMi da un sacco di serenità questo tuo post...E arriva proprio al momento giusto! Proprio adesso che alla mia data presunta del parto mancano due mesetti e stavo cominciando a chiedermi se sarò un brava mamma, se sarò all'altezza, se sarò capace...grazie di cuore!:-)
RispondiElimina"Il mondo di fuori è diventato altro da noi; e noi siamo il nostro universo a parte, creato pian piano in questi anni, in cui mettevamo mattoni con la benda sugli occhi, sperando che il posto fosse quello giusto, senza saperne il disegno, senza intuirne lo scopo, senza trovarne spesso il motivo immediato."
RispondiElimina:-)
Grazie!!
Perfetta descrizione del post MammaTorino. "semplicemente sublime" ... non mi viene altro in mente mentre calde lacrime continuano a scorrermi sulle guance ... sono lacrime di commozione per la tua gioia, per la scoperta della tua pace interiore come mamma, per la semplicità meravigliosa di questi sentimenti che noi tutte mamme continuamente inseguiamo sballottate tra falsi miti e una quotidianità fatta di frazioni di istanti belli e brutti che si alternano in un mare perennemente agitato ... Vi voglio bene e sono immensamente felice per il vostro amore così speciale!
RispondiEliminaQuanto hai ragione! I figli non sono dei vasi vuoti da riempire facendo del nostro meglio. Sono frutti acerbi e noi possiamo solo vangare, irrigare e sistemare le cose intorno a loro nel modo migliore, così da aiutarli a diventare le persone che già sono.
RispondiEliminaMi hai fatta piangere.
RispondiEliminaAnch'io provo un vuoto di anni passati a tentoni sopra l'ovvio che non riuscivo a scorgere.
Sentirmi legata ma sopraffatta mi ha fatta soffrire.
Solo da poco mi sento veramente Mamma.
Grazie.
Che bel post, Mamma F.
RispondiEliminaChe bella e preziosa consapevolezza di un percorso fatto... io mi sento ancora totalmente in cammino e con tanti tentennamenti ma cerco di educarmi continuamente alla "leggerezza", come chiamo io parte di quel che descrivi.
Grazie.
Amica, come e' rincuorante sapere che altre vivono le nostre esperienze. E come e' commovente leggere nelle tue belle parole cose che a me passano per la mente ma non so raccontare.
RispondiEliminaIo ho anche sofferto di una devastante depressione post-parto che ho affrontato solo quando Matteo aveva quasi 4 anni. Io sono diventata davvero mamma solo dopo qualche mese di cura anti-depressiva. Dopo qualche tempo ho acettato la maternita' e ho smesso di lamentarmi della scelta fatta di avere un figlio.
Sono felice, davvero felice che tu sia arrivata a queste conclusioni, o meglio ad inidividuare queste pietre miliari perche' tanto, avrai gia' capito, nel lungo percorso della genitorialita' non ci sono conclusioni perche' tutto e' in continua evoluzione e movimento. Proprio come un pezzo jazz.
Ti abbracco forte e spero di vederti presto, se non di persona almeno via Skype!
non c'è un momento per essere madri nè per esseri figli...conta scoprire e vivere il momento che sentiamo giusto per questo incontro... bellissimo post!
RispondiEliminaE' bellissimo questo post, mi ha illuminata.... Su aspetti dell'essere mamma che non conosco, e nemmeno credevo possibili.
RispondiEliminaServe una grande capacità di ascoltarsi e di ascoltare, per arrivare dove sei tu, spero di raggiungerti presto.
Intanto, grazie di avermi fatto vedere l'orizzonte.
giuppy
bellissimo post, trabocca verità.
RispondiEliminaE' che sì nasce un figlio, ma nasce anche una madre tra nuovi dolori spinte e improvvise illuminazioni.
Ciò che mi sembra di aver capito arrivata a tre è che alla fine, tolto tutto il superfluo, sono i figli che si scavano il loro spazio dentro di noi. Ognuno a modo proprio...
Spesso quelle di noi più abituate ad avere il controllo sulla propria vita fanno un pò più di resistenza, e di fatica ma alla fine è una resa. Magica.
Grazie per la condivisione
e per la sincerità
merce rara
Grazie per questa bellissima condivisione
RispondiEliminaTrovo questo post, bello ed intenso. Traspare tutta la tua fatica passata e la gioia di questo peridodo. Grazie per avercelo trasmesso.
RispondiEliminaHai espresso una inadeguatezza che non è solo femminile, non è esclusiva di voi mamme, io spesso mi sento inaddeguato e non so se il cammino che stiamo facendo ci porterà ad attraversare il fiume senza bagnarci troppo oppure rischiando di annegare, ma ci si prova. E tu ci stai riuscendo alla grande!
RispondiEliminaGrazie a tutti per i bellissimi commenti e per condividere con me questi momenti così felici.
RispondiEliminaIo arrivo in coda, lo siento, ma devo dire la mia: bellissimo il tuo universo a parte.....
RispondiEliminaE' così, quello che si era prima conta fino ad un certo punto, a me sembra che molte cose anzi moltissime siamo incominciate da loro, dai miei figli.
Mi hanno travolto con la loro vita, mi hanno emozionato come nessuno è stato capace di fare. A volte credo che mi abbiano partorita, svezzata e cresciuta proprio loro e ora mi stanno ancora accudendo.
Ciao Mamma F
Ogni tanto torno, e mi tocca fare i recuperi dei vostri post... e ogni volta vedo quanto tu sia in evoluzione, in riflessione... e ti ammiro. Per la forza d'animo e la voglia di guardarsi dentro, capire, ripartire...ti abbraccio
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