La registrazione di un disco inizia tanto, tantissimo tempo prima, nulla incomincia suonando insieme.
Ci sono mesi e anni (davvero anni!) di gestazione di tutte quelle lunghissime parti scritte per ogni strumento (8 strumenti per 10 pezzi fa...80 spartiti!), ascoltandole sul computer con il software di scrittura musicale per capire se "stanno insieme", giorni e notti, correggendo, stampando, cancellando e ricominciando.
Sentire quel suono da papera degli strumenti sintetici nel pc che fa sembrare tutto un concerto scricchiolante, immaginare che siano omini veri ad esibirsi.
Ho imparato dai dischi precedenti che quella specie di musichetta querula diventa una magia, poi.
Ci sono mesi e anni (davvero anni!) di gestazione di tutte quelle lunghissime parti scritte per ogni strumento (8 strumenti per 10 pezzi fa...80 spartiti!), ascoltandole sul computer con il software di scrittura musicale per capire se "stanno insieme", giorni e notti, correggendo, stampando, cancellando e ricominciando.
Sentire quel suono da papera degli strumenti sintetici nel pc che fa sembrare tutto un concerto scricchiolante, immaginare che siano omini veri ad esibirsi.
Ho imparato dai dischi precedenti che quella specie di musichetta querula diventa una magia, poi.
Ma prima bisogna studiarsele le parti, leggio davanti e strumento in mano. Vale per tutti.
E poi allestire la sala di registrazione, ottimizzare il pc, provare canali, cavi e cuffie per tutti.
Bisogna scribacchiare sul mixer le abbreviazioni e impararle anche un po' (per le emergenze al volo).
Bisogna scribacchiare sul mixer le abbreviazioni e impararle anche un po' (per le emergenze al volo).
Si deve risolvere un'infinità di guai e rogne quando qualcosa smette all'improvviso di funzionare e magari bisognerebbe ricomprarla (facendosela mandare dall'altra parte del mondo e avendo i soldi, per di più!).
E poi montare 19 microfoni, che per me son tanti, e fare i suoni, microfono per microfono, strumento per strumento.
Far suonare, riascoltare, far suonare e riascoltare, finchè il suono esce bello. Il più bello possibile, il più bello che so (e che riesco).
Alla fine si è pronti.
E poi montare 19 microfoni, che per me son tanti, e fare i suoni, microfono per microfono, strumento per strumento.
Far suonare, riascoltare, far suonare e riascoltare, finchè il suono esce bello. Il più bello possibile, il più bello che so (e che riesco).
Alla fine si è pronti.
Quando i musicisti sono tutti insieme nella sala, è ora di cominciare.
[to be continued]

Che percorso affascinante... non si pensa mai a quanto lavoro c'è dietro a tutto quello che ci far star bene. In tutti i sensi. Aspetto il seguito.
RispondiEliminaGià, ce n'è un mucchio davvero e stavolta sono riuscita a documentarlo tutto!
EliminaHa ragione Nora, non ci si pensa davvero a tutto questo.
RispondiEliminaHa, l'header è DIVINO!
Grazie Sara!
EliminaQuando tutto sarà pronto lo posterai un pezzettino??
RispondiEliminaSon curiosa. :-)
Rory, come scoprirai nella continuazione, è una strada lunga lunga! Comunque lo farò di certo...
Eliminae te mica t'illudi che smetterò di leggerti o di commentare! Son qui...:-))
Eliminaohhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh
RispondiEliminami piace questo racconto
:) la telenovela musicale!
Elimina...io e la musica abbiamo un rapoporto a "sprazzi" non sono troppo quella tenica, vado "di pancia", ma riconosco la fatica di chi svolge un lavoro tanto nobile.
RispondiEliminami affascina!!!!!
RispondiEliminaChe fascino! Come vorrei cantare li, nei tuoi 19 microfoni.. non hai un'idea! :-) emozionante!!! :-)
RispondiEliminaE vieni Giulia! Ti registro quando vuoi!!! Sarà un piacere!
EliminaChe bello questo "dietro le quinte/dentro le cuffie", questa "magia", son qui pronta a godermi tutti i dettagli dell'avventura!
RispondiEliminaChe meraviglia! Vedere il processo di creazione e' sempre una delle cose piu' affascinanti che ci sia: io sono malata di "Making of" e compro i dvd solo se ci sono questi extra.
RispondiEliminaAffermazione+domanda:
- torna a fare questo Fosca!
- quando possiamo sentire estratti del disco?
eh Franci, sarebbe proprio una buona idea fare questo di lavoro, pian pianino magari ci arriverò!
Eliminaper quello che riguarda gli estratti, non perderti le prossime puntate...
Condivido, da autore e modestissimo musicante, l'emozione che trasmetti. E oltre all'emozione, aggiungo la frustrazione per chi vive di arte in genere, ascoltare discorsi legati alla gratuità dell'utilizzo delle opere prodotte. Non ho mai compreso e mai comprenderò le ragioni che vogliono,per l'opinione pubblica, un artista un non lavoratore e un privilegiato. Rispetto a che?
RispondiEliminaBuona registrazione e complimenti per l'idea di Blog.
Paolo Gerbella
Il privilegio credo che stia nel poter esprimere se stessi invece che qualcosa d'altri, come capita in molti lavori.
EliminaIo stimo gli artisti tre volte lavoratori, per l'impegno creativo, per la passione e per la costanza di veder raramente riconosciuta la grandezza.
La gratuità della cultura per me è cosa ben diversa dalla gratuità dell'opera: preferisco a pensare concerti gratuiti dappertutto piuttosto che diritti d'autore mai riconosciuti. Ciao e grazie della tua visita.
La meraviglia è vedere un risultato del proprio lavoro e della dedizione, qualcosa di vero e tangibile che rende giustizia dell'attesa. E' cosa rara. Allora alle prossime puntate ...
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