lunedì 10 settembre 2012

:: i pidocchi nel cervello ::


La mia amica farmacista mi ha raccontato che un giorno arriva una mamma e le dice che sono settimane che sua figlia di pochi anni si gratta inesorabilmente la testa, che non capisce cosa possa essere.
La mia amica alza la frangetta della bimba e vede un fuggi fuggi di pidocchioni, pasciuti e contenti, in scivolata libera tra le uova.
- Signora, sua figlia ha i pidocchi - le comunica ferale.
- Ma no, davvero?

Quella mamma si è stupita, dopo giorni e giorni in cui sua figlia si grattava come un'ossessa, che potesse avere i pidocchi. Forse non le era venuta in mente una possibilità del genere?
Ecco, nell'era digitale ci sono mamme che non si precipitano a google-are al primo sintomo sospetto della prole, anzi aspettano che i fastidi passino da soli; e a volte non capita.

Dalla parte opposta delle barricate ci sono mamme psicoticamente digitali, che hanno 2-3 blog alla volta su cui scrivono almeno un post al giorno, che gestiscono un numero incalcolabile di portali bambineschi ipersponsorizzati indirizzati a mamme che hanno altri blog e altri portali bambineschi ipersponsorizzati. Tralascio il discorso relativo al fatto che è come decuplicare il Circolo Pickwick in cui a turno si recita Mr. Wardle e gli altri fan combriccola plaudente, la cosa ormai non mi rattrista manco più.
Quello che pensavo, ascoltando il racconto della mia amica, è che nessuna di queste mamme digitali (io compresa) avrebbe atteso più di un giorno (forse esagero, nemmeno cinque minuti) per guardare nei capelli della prole, poi dell'intera famiglia e scovarci saltellanti pidocchi o almeno qualche uovo fresco di giornata. Il pidocchio a settembre corre di moda come la castagna lungo la rete.

Eppoi ho capito che non mi piace più tutto questo: io voglio la via di mezzo.
Sarà che quando i figli crescono un pochino, ci si riapre al mondo se solo si aspettano l'occasione giusta ed una moderata quantità di coraggio raggranellato. Per parecchio tempo ho delegato ad internet molti miei interrogativi, un po' perchè comuni ad altre mamme multimedia, più che altro perchè se mi ponevo domande facili (a che età si fa la prescrittura? la manipolazione è indispensabile? come va guidata la visione di un cartone animato? robe così, insomma, quelle che vanno forte on line tra i 2 e i 4 anni...) trovavo risposte facili.
A queste domande generali ci sono fantastiliardi di risposte, un po' come a quelle sui pidocchi specialmente da settembre che riprende la scuola e i saltelli di testa in testa.
Ed è stata proprio la generalità di queste domande a tenere occupata in buona parte la mia testa: tolgo il ciuccio e se non dorme? il pannolino di notte fino a quando lo lascio? i capricci sono salutari? e i papà fanno "i mammi" a sufficienza?

Non so se mi sia stufata o sentita ridicola prima; fatto sta che ad un certo punto i figli virano ed io mi sento patetica a smenare qui gli argomenti di uno o due anni fa; nello stesso modo non mi sento di dire che un blog cresca, nemmeno che cresco io, non devo convincere nessuno, men che meno me.
I fatti stanno che Simo è grande per la maggior parte dei pucci-pucci mammeschi quindi o faccio un altro figlio e ricomincio da capo il tourbillon (e la risposta è no) o la presa di coscienza che ne consegue è diversa.

Lui, Simo, è cresciuto e cambiato; io sono sempre io.

Anzi, meglio: io son di nuovo io, quella che c'era prima di Simo, con un po' più di sangue freddo e un paio di vaffanculo in tasca che prima non sfoderavo mai.
Per questo voglio perseguire, con tutta questa me stessa, la vecchia buona via di mezzo: quella che mi permette di essere felice anche senza Simo, anche senza Enrico. Solo con me. E riscoprire che la felicità delle "mie cose" poi la spargo a piene mani, durante il trambusto delle nostre giornate: che la gioia ricevuta ad occupare di pensieri densi e succosi le mie ore è un guadagno per la serenità di tutti.
E che mi fa bene parlare di me, non solo di mio figlio; il quale, peraltro, cresce benissimo con un'attenzione ossessiva come quella degli anni passati o con una cura amorevole e morigerata come quella attuale.

In questo modo siamo pronti, noi, per questo nuovo autunno: che sarà uguale agli altri. Pieno di foglie marce, di legna da impilare, di film da guardare a letto sotto il quilt, di tè e tazze, di cric croc e ciac con gli stivali e gli stivaletti.
E come gli autunni precedenti si dimostrerà bellissimo; sarò io a godermelo di più, perchè i pidocchi nel cervello non li ho più.

Panta rei, anche la nanna nel lettone. Così, di punto in bianco. Capite?



28 commenti:

  1. Speechless cara amica! Finita l'era delle incursioni notturne? Ma in montagna possiamo fare uno strappino? ;-)

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  2. La storia pidocchi che ti devo dire...è successa anche a noi: mai visto un pidocchio in 40 anni e poi ci siamo trovati impidocchiati tutti quanti a grattarci come ossessi e a chiederci come mai :-)
    Ho gugolato dopo...

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  3. E io che pensavo parlassi di pidocchi, perchè il gratti gratti ce l' ho io e non so se è autosuggestione, visto che a scuola figlio 2 è stato considerato libero e figlio 1 ne aveva uno, ma senza uova, probabilmente frutto di abbracci ravvicinati con i compagni al primo giorno di scuola. E io per star tranquilla, senza guardare visto che non li vedo mai, mi sono messa l' olietto puzzolente e adesso mi gratto e non so se me lo immagino io.

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  4. Eh eh, ti piacerebbe, amica, ma, come ti scrivevo, i figli crescono ma sempre figli restano e, soprattutto, quando una ha scelto di essere una mamma che si interroga e cresce con loro... le domande non finiscono mai :-D! Detto questo, i tuoi pensieri succosi mi piacciono assaissimo, mi piaci tu quando parli di qualunque cosa, quindi di me non ti liberi, pensieri mammeschi o no :-D! (Ma un bel "provati per voi" per il tea tree oil antipidocchi ;-D?)

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    1. Nemmeno tu però ti liberi di me: sono la tua stalker n.1 !!
      (ma il tea-tree dove lo metto, in testa?)

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  5. Panta rei, panta rei, panta rei... per me ormai è un mantra! Panta rei... i risvegli notturni, panta rei... le lacrime e la disperazione di questi primissimi giorni di asilo (chiedi scusa... scuola dell'infanzia), panta rei... la gelosia per il fratellino, panta rei... Ma intanto ci siamo in mezzo! Sob!

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  6. Ecco un buon modo per iniziare il lunedì! I pidocchi li trovavano subito anche le nostre madri che digitali certo non erano, ma il buon senso 2.0 non lo hanno ancora inventato, pare.
    Io il web lo vivo da poco, per me è far uscire il fumo in eccesso, che ne ho ancora troppo dentro. Ma non tornerei mai a parlare di ciucci o pannolini, sono semplicemente sopravvissuta ai primi 5 anni di mio figlio, non sento di aver nulla da dare a proposito. Però ci sono altre cose importanti che sto imparando e quelle sento che vale la pena condividerle perchè mi sta tornando indietro tantissimo, tante esperienze che vanno a colmare i miei dubbi e le mie paure.
    Poi, come stai facendo ora tu, forse ci sarà il tempo anche per me soltanto. Perchè è vero che la gioia e l'entusiasmo non restano mai chiuse, si moltiplicano su chi ami. E in voi si vede benissimo ...

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  7. Quanto avrei da dire e non ho voglia di scrivere. Loro crescono, crescono bene perchè noi siamo brave, anche se non ce lo dice nessuno. In casa mia non si guardano più cartoni "così di punto in bianco", solo musica per entrambi. Mah! Eppure i miei figli non sono così grandi. La verità è che ti sfuggono e non puoi farci niente. Puoi solo cercare di essere più serena possibile perchè è questo che da loro serenità.
    Un bacio. :-)

    Ps: fallo un altro figlio. Non te ne pentirai mai! :-)

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  8. la via di mezzo è l'equilibrio, no? allora buon inizio e buon autunno :)

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  9. Ahia tasto dolente per me....
    Ho letto due volte il tuo post. Loro (le due belvette) stanno crescendo e terminato quest'anno scolastico che sta arrivando, tutt'e due saranno alla scuola elementare (io mi ostino a non chiamarla primaria). Non ci avevo pensato prima. Non avevo messo in conto di doverla smettere con condivisione di lettone, giochi per la prima infanzia, coccole a go-go, bimbi in braccio e attaccati al collo. Io non sono più quella di prima-dei-figli e neanche la mamma di bambini da accudire, devo inventarmi un'altra me' oppure fare un altro figlio.
    alessandra

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    1. Alessandra, io cercherei di inventarmi un'altra me (e magari farei pure un terzo figlio, se potessi).

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  10. Adoro le mie due bimbe; ma di fare il terzo non ci penso proprio (aborro l'idea di tornare a maneggiare pannolini e sciogliermi nell'ansia delle prime malattie)
    Faccio la mamma e seguo tutte le mie attività creative quando loro sono a scuola o dormono. E mi piace questo coltivare me stessa.
    Mi sento un po' vecchia: sto iniziando la fase in cui i figli crescono velocemente. Ale in prima elementare e Giorgia alla scuola materna. Ma vivendo all'estero e andando ad una scuola internazionale sono così indipendenti...entrano a scuola praticamente sole.
    Ma so che la mamma è sempre la mamma, e una mamma si fa sempre mille domande, qualsiasi sia l'età dei figli...non ne usciremo mai ;)

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  11. U-A-U! Cos'e'? Sati affilando le armi per qualche novita'?
    Sento profumo di progetti ad alto tasso di soddisfazione personale.
    E che ti sentivi in colpa perche' pensavi di meritarti uno spazio tutto tuo?
    Male!
    Ecco adesso vieni a ridirmelo a me sul mio blog che io ancora non sono uscita dal tunnel del "vorreimanonpossoperche'nonsosesiagiusto".
    Io non ti ho conosciuta nella fase del puccipucci eppure il blog mi e' sempre piaciuto parecchio. Anzi forse di piu' per questo?
    Sono una madre poco puccipucciosa va bene?
    Mi piace questa cosa che hai scritto:"la gioia ricevuta ad occupare di pensieri densi e succosi le mie ore". Anch'io provo questa gioia e devo iniziare a non nasconderla a chi mi circonda per la paura di essere giudicata un'egoista mostruosa.
    Settembre: il mese in cui tutto ricomincia.
    ciao Scake

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    1. Effettivamente, Scake, ho un'alto tasso di soddisfazione personale in questo momento, dovuto a qualche progetto che ormai seguo da tempo e che sta iniziando a dare frutti.
      Se vaii indietro nel nostro blog, di pucci-pucci non ne trovi un granchè: non siamo mia state le amazzoni del pucci-pucci, anzi l'abbiamo spesso evitato.
      Diciamo che ora non ci piace proprio più.

      Adesso però stai attenta che vengo sul tuo blog e te lo scuoto tutto, per farti uscire dal tunnel. E quando ti lamenti, ti dico che me l'hai chiesto tu!

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  12. no, i pidocchi no, noi abbiamo avuto la casa infestata dalle pulci del gatto, che frequentava casa nostra.
    io sono tremenda, tanto da essermi meritata il titolo di " mamma inglese ", che vorrebbe dire che io difficilmente ho sensi di colpa e se va senza calze a gennaio io non mi straccio le vesti, poi io sono la regina del 'fanculo e quella che non vede l'ora di ritrovare il tempo per sè, tanto.
    e io al circolo picnic voglio fare la fata del tramezzino, come? non è il circolo picnic? ah avevo capito male.

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    1. magari al tuo "circolo picnic" ci vengo a prender ripetizioni.

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  13. ma ve l'ho già detto quanto adoro il vs blog e le opinioni che sapete esprimere?
    Non l'ho ancora fatto? Allora rimedio subito: grazie per non essere nella corrente, per dire cose diverse, per parlare col cuore in mano. Commento poco ma seguo sempre.
    Abbracci

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    1. Giò, questi commenti mi mettono un buonumore incredibile. Grazie!

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  14. Anche io sto cercando di ritagliarmi i miei spazi vitali, da quando anche la micrognoma ha iniziato la materna. Senza sensi di colpa, nonostante la suocera bigotta e arcaica ci metta tutta la sua volontà e la sua scarsa intelligenza per farmi notare che "non le hai mai le tue figlie!". No, scusa se lavoro per mantenere la mia dignità di donna e persona, oltre che essere mamma e moglie!
    E comunque,finchè Papozzo mi sostiene, va bene così.
    Che poi, cercarsi gli spazi minimi sindacali per se stesse è sopravvivenza...almeno a casa mia, con tre gnome...

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    1. Monica, hai toccato uno dei tasti più sensibili: senza un compagno/marito che ci appoggi pienamente, ci supporti, ci incoraggi e ci aiuti, non c'è la possibilità di essere mamme e altro. Anzi, si fatica anche ad essere mamme e basta.

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    2. Eh no! :-)
      Senza un marito che ci supporti ecc...non si fa fatica "ad essere mamme e basta". Anzi, esserlo è "la felicità assoluta" perchè non c'è niente di più appagante che veder crescere i propri figli. La fatica è nell'essere "mamme e altro": si fa fatica a essere lavoratrice, casalinga, donna e amante, oltre che mamma. Se il marito non ti supporta (e non ti sopporta!) è una fatica enorme fare tutto. A qualcosa si deve rinunciare o si rischia di far tutto male. Credetemi, "mamme e basta" ce la facciamo benissimo da sole. :-)
      Dovrò decidermi a cambiare nome e rotta al mio blog. :-)
      Scusa lo sfogo...scusami.

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    3. Ma che scusa! Grazie del commento piuttosto... Rory, beata te che riesci così bene a fare "la mamma nonostante". Hai tutta la mia ammirazione!

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    4. Ahahhh..."la mamma nonostante"...bella questa. Ti confesso che ogni tanto mi piacerebbe sentirmi "donna". :-)
      Cmq, ammirami quando scriverò che ho trovato un lavoro: è il prossimo obiettivo.
      Bacio.

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  15. per me tutto quel concentrarmi su allattamento, nanne e ruttini è stato un modo di far posto dentro di me a uei figli che mi crescevano dentro: era costruire per loro un nido. Ora che i grandi stanno diventando grandi capisco che devo lasciare loro soprattutto spazio, devo togliermi di mezzo, e a tratti vado in cerca di chi ero. C'è un lato avventuroso in tutto questo e brividi di emozione...
    Un abbraccio

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  16. C'è questa poesia che è tanto ma tanto trita e ritrita che è diventata persino banale, ma Gibran aveva ragione nel dire :

    I vostri figli non sono figli vostri.
    Sono i figli e le figlie della brama che la Vita ha di se stessa.
    Essi vengono attraverso voi ma non da voi,
    e sebbene siano con voi non vi appartengono.
    Potete donare loro il vostro amore ma non i vostri pensieri.
    Poiché hanno pensieri loro propri.
    Potete dare rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime,
    giacchè le loro anime albergano nella casa di domani,
    che voi non potete visitare neppure in sogno.
    Potete tentare d’esser come loro, ma non di renderli
    come voi siete.
    Giacchè la vita non indietreggia nè s’attarda sul passato.
    VOI SIETE GLI ARCHI DAI QUALI I VOSTRI FIGLI ,
    VIVENTI FRECCE,
    SONO SCOCCATI INNANZI.

    Non ho figli, ma mi è capitato di osservare i miei fratelli e le loro famiglie, i cugini e le loro famiglie : i figli sono cresciuti e si sono creati una loro vita, indipenente da Mamma e Papà.
    E' importante crescere i figli, ma è altrettanto importante ricavare degli spazi propri e privati, al di fuori della famiglia, in modo che quando i figli andranno via (com'è giusto che facciano) i genitori abbiano una vita.

    p.s. perchè no a un secondo figlio? E che fine fai fare ai poveri pucci-pucci mammeschi?

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  17. Matteo, 6 anni, oramai vive di vita propria, con e senza pidoccchi a seconda della stagione. Pero' i pucci-pucci glieli faccio a tradimento... e quando mi viene la nostalgia della nanna nel lettone o mi infilo io nel suo letto oppure lo vado a prendere e con grande fatica me lo carico in braccio (come dire ormai e' solo 40cm piu' basso di me...) e me lo porto nel letto.
    Posso anche dirti che proprio i 5 anni sono stati il momento in cui ho iniziato a godermi mio figlio in quanto essere umano e non solo piu' creatura inerme da accudire.
    Quindi a) viva l'assenza di pidocchi, metaforici e non b) viva i 5 anni c) abbasso il circolo pickwick de noiartre e via il circolo picnic di pentapa(ta)ta

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:: Grazie delle tue parole :: Mamma C&F