E così è arrivato.
Che poi fa sempre a questo modo l'autunno qui: un po' di freddo, le nebbie mattutine per qualche giorno. Di norma, dopo arriva l'ottobre spettacolare. Quello dei rossi delle vigne, delle mandorle sgusciate sul tronco mozzo a colpi di mattone, delle cinerarie che esplodono di giallo e che ora sono solo in boccio.
Io mi sento svuotata dell'estate; di questa estate per essere precisi, così piena di emozioni dense.
Abbiamo lavorato tanto, un libro, un disco, una serie di punti fermi nella nostra vita. Sono andati a trovar fine dei progetti partiti tanto tempo fa: quando Enrico scrisse i primi pezzi di questo disco Simone non era nato, quando io scrissi le idee di alcune delle poesie Enrico non l'avevo nemmeno incontrato.
E' rimasto un intero universo in ballo per anni, in cui cresceva la sala di registrazione, iniziava il progetto di poesia ma tutto si svolgeva sotterraneo e un poco dissimulato rispetto alla vita di Enrico del Conservatorio e alla mia della Società di Acustica.
Poi, come spesso succede, tutto è rotolato velocissimo verso la conclusione: le registrazioni del disco (l'ultima parte lo scorso weekend), l'estate che ha consentito la prima revisione delle mie bozze.
Ora, mentre il disco prende forma attraverso il mixaggio che durerà qualche mese, mentre il libro avanza nella sua vita grazie ad un editore importante che mi scrive "parere favorevole alla pubblicazione", mentre, quindi, tutto viaggia da sè dopo aver vinto l'inerzia della costruzione negli anni, io mi sento svuotata.
Mi fanno felice i primi risultati del lavoro poetico, le recensioni
belle, i premi e i riconoscimenti recenti (l'inserimento in un'antologia di poesie di un ottimo editore, due buoni piazzamenti in concorsi interessanti - tenendo conto che io non ho nè
sponsor nè libri alle spalle, per me valgono molto).
Però continuo a sentirmi un guscio vuoto dopo la frittata, come raccontavo ad una persona a cui voglio bene, proprio l'altro giorno.
Però continuo a sentirmi un guscio vuoto dopo la frittata, come raccontavo ad una persona a cui voglio bene, proprio l'altro giorno.
Non ci posso fare niente, nessuno ci può far nulla, ci si evolve e si cambia: e la scrittura (musicale o poetica) è solo la parte finale del pensiero: se cambia lui, e infatti cambia, io mi sento smarrita e ricomincio da capo.
Questo settembre è uno dei più grandi inizi personali, da parecchi anni a questa parte, e ancora una voce non ce l'ho; non è più quella vecchia, non conosco ancora quella nuova.
Almeno ho imparato che un poeta, per quanto principiante come me, se non ha niente da dire, può stare zitto.
Così cammino con Leon, l'unico cane che ci è rimasto.
Lui ha la stessa età del mio amore per Enrico, quindi da buon vecchietto passeggia ormai tranquillo: ce ne andiamo per le strade collinari mentre vendemmiano e ascoltiamo solo passi, unghie e qualche voce tra le viti ogni tanto.
Per ora taccio e cerco la mia di voce. Quando riuscirò a smettere di cercare, di certo la troverò anche.

cara, che bel post di inizio! immagino che, seppur svuotato questo guscio, è proprio il momento di riempirlo con meraviglie nuove, non solo concrete come quelle già in essere e fonte di gioia e soddisfazioni, ma anche meraviglie di cuore, di nuovi sentire, nuovi stato d'animo, con alto stato vitale. ti abbraccio
RispondiEliminasì Ester, spero di "riempire" presto, intanto mi godo quest'inizio di autunno.
EliminaBuongiorno MammaF, un anno davvero intenso e pieno di inizi e risvolti. Abbiamo seguito i tuoi voli in questi mondi meravigliosi. Ora con l'autunno oltre a stupendi colori che ci dona arrivano anche, almeno pe me, i primi nuovi e vecchi rumori, rumori attutiti dalle finestre chiuse. Mi piace lasciare il mondo un po' fuori e sentire i suoi rumori come se io fossi lontana.
RispondiEliminaUn caro abbraccio!
"Durante il tragitto rimane sempre questo dono immenso non più impacchettato ma che non vorremmo mai finire di scartare", come dici tu nel tuo blog.
EliminaL'autunno e i nuovi voli sono un po' così.
bellissimo post, mi piace leggere di progetti andati a buon fine, e respirare questa bella atmosfera che sento ogni volta che vengo qui :)
RispondiEliminaLaura, la bella atmosfera che qui trovi si crea anche chiudendosi alle spalle ogni giorno qualche guaio. Fosse sempre tutto leggero come in questi post, avrei una vita perfetta (o stupida, dipende).
EliminaBellissimo post, che sa di pausa prima di una nuova esplosione.
RispondiEliminaLe pause servono per prendere fiato, per ricaricarsi; non preoccuparti, la voce tornerà forte!
La aspettiamo insieme a te.
Aspetto la voce forte, quella convinta.
EliminaIntanto sperimento, felice di avere accanto chi aspetta con me.
Sprigioni poesia anche dal e nel silenzio, amica mia ♥, e ogni volta leggerti è un respiro del cuore... senza voce anch'io, per usata, usuale usura quotidiana, cerco il guscio, un nuovo equilibrio che mi consenta di coccolarmici, in tua buona compagnia :-)
RispondiEliminaah ah ah! L'usata, usuale usura quotidiana della voce di voi professori!
EliminaSolo di quelli che han qualcosa da dire, però.
Se riesci a sollevare l'anima di chi legge senza voce, chissà cosa farai quando troverai il tuo timbro ideale.
RispondiEliminaIl tuo autunno risplende più dell'estate ...
Marzia, tu capisci cose belle.
EliminaSenti un po'...potresti provare a chiamare il tuo cane "Charlieeeeee!"? Per vedere se ti risponde? Perche' secondo me e' proprio lui, che da cucciolo mi e' stato portato via. Adoro quel muso dolce e ormai bianco per l'eta' e pure le sue orecchie soffici troppe volte stropicciate da mani infantili.
RispondiEliminaSpero che da quando hai scritto questo post tu abbia iniziato a prenderti il tuo tempo, e' un lusso che non ci si puo' piu' permettere recentemente.
Scake
So che non ci crederai, Scake, ma il fratello di Leon si chiamava Charlie (ed è morto per problemi cardiaci molto piccolo).
EliminaComunque lui, quando ha voglia di ripondere, devi proprio urlargli Leoooooooon in un orecchio...