martedì 31 gennaio 2012

:: liberiamo una ricetta: i biscotti di Simo ::


Se mi devo inventare una ricetta, vado in crisi. Non so cucinare, del tutto. Mi vengono papponi grigiastri deprimenti e mi sale l'angustia.
Allora la prendo per gioco: "se la cucina non ti sorride, falle il solletico" e paciocco con Simo.
Questi biscotti sono semplici semplici, assolutamente perfetti per sporcare una cucina, rendere appiccicoso un pavimento e felice un bambino per qualche ora.

Gli ingredienti sono:
  • Bambino 0-4 anni
  • Farina 250 g
  • Zucchero 50 g
  • Burro 150 g
  • Uova 3 tuorli
Accendere il forno a 160°, far fare al bambino la fontana con la farina, mettere al centro burro, tuorli e lo zucchero.

Far impastare per formare una palla omogenea, salvarne almeno metà (il resto verrà mangiata cruda dal bambino).

Stendere l’impasto fino a uno spessore di circa 1 cm, sparpagliare un velo uniforme per tutta la cucina, quindi anche sui biscotti, di pallini di zucchero colorati, mangiarne almeno 5 cucchiaiate dal barattolo e poi infornare i biscotti fino a che non si dorano.

Tenere il bambino lontano dal forno finchè cuociono e lontano dai biscotti finchè saranno freddi.

Le storie sono per chi le ascolta, le ricette per chi le mangia.
Questa ricetta la regalo a un'amica.

Non è di mia proprietà, è solo parte della mia quotidianità: per questo la lascio liberamente andare per il web.

lunedì 30 gennaio 2012

:: nix ::


Anche qui.
Magico e divertente come tutti gli anni.

venerdì 27 gennaio 2012

:: basta poco #2 ::

:: saltare
:: sporcarsi
:: disegnare
:: di nuovo
:: di nuovo
:: di nuovo
:: di nuovo
:: [...]
:: nanna.


Basta poco, ora (a lui) come allora (a me).
Aspettando la neve.

PS. le foto sono di sabato, quando Simo aveva ancora la faccia tutta intera; grazie a tutti per la diffusione del mio post e per le mille parole di incoraggiamento e di amicizia che ci avete mandato.

martedì 24 gennaio 2012

:: sempre il casco ::

Domenica, una normale domenica di sole e giochi.
Bici.
Giù da una collina per le stradine, come tante altre volte.
Solo che questa volta Simo ha perso il controllo della bici ed è letteralmente volato via.
Si è salvato solo perchè aveva il casco, che è ridotto come vedete.
E la sua faccia è un disastro, ma passerà presto e ci sarà solo qualche cicatrice.
Non lo faccio mai, ma questa volta lo chiedo a tutti: vi prego, fate girare questo post, in modo che tutti possano vedere come si riduce un casco quando un bimbo cade dalla bici.
E, più che altro, come si ridurrebbe la testa di un bambino se il casco non lo indossasse.
Mettete sempre il casco ai vostri bambini quando vanno in bici, vi prego.
Se noi non l'avessimo fatto, al posto di mangiare ghiaccioli per far sgonfiare un labbro gigantesco, non oso pensare dove saremmo ora.



lunedì 23 gennaio 2012

:: 4 e 5 (e..) ::

Complice un'influenza che mi ha azzerato, mi sono rimessa al lavoro con i ferri e ho terminato il quarto e il quinto Sacco Nanna per Cuore di Maglia.
Non avevo mai usato lana rosa (per ovvi motivi di mascolinità a maggioranza in casa nostra), è stato divertentissimo veder nascere questi Sacchi color Big Babol (ma esistono ancora i Big Babol?).

E poi, mentre montavo le maglie per il n.6 mi sono fatta passare un paio di schemi dalla Cuoressa in Capo, le cuffiette e le scarpine. La cuffietta è così piccola da andare ad un'arancia come misura o... a Matisse (qui un prototipo che voglio migliorare molto, direi meno di una beta version).
E le scarpine ancora in bozza; sapete quanto sono grandi? Mezzo Pavesino, non dico altro, che la tenerezza mi stende.

PS. A tutte le amiche laniste e non: il 1 febbraio non perdetevi una bellissima novità sul sito di Cuore di Maglia a cui sono orgogliosa di aver partecipato.

venerdì 20 gennaio 2012

giovedì 19 gennaio 2012

:: galaverna - hoarfrost #1 ::


A detta di Simo il primo giorno è stata come farina.

mercoledì 18 gennaio 2012

:: e voi cosa avreste fatto? ::

Voi guardate le statistiche? Quelle del blog intendo.
E’ curioso vedere come ci trovano le persone.
A noi capita, ad esempio, di essere scoperte digitando “detersivo lavatrice faidate” o “freezer paper” o… “buon Natale un cazzo”.
Ma a una mia cara amica di blog è capitato di essere scovata per ben altro: al posto di ridicole frasi di google, si è trovata una connessione durata ore in cui qualcuno digitava frasi oscene sui bambini e finiva lì a guardarsi le foto dei suoi figli.
Quando mi ha scritto agghiacciata, sono rimasta impietrita anche io; mica che non lo so, che in rete ci sono anche i lupi.
Ma è un po’ come le altre sfighe, alla fine pensi che tra tutti, ma proprio a te deve capitare?
Ecco, proprio a lei, cioè a noi, perché lei è una della comunità mamme blogger.

Il mio primo istinto è stato quello di chiudere il blog e subito.
Oppure di cancellare tutte le foto di Simo: l’idea che qualcuno guardasse le sue foto e le scorresse per scopi disgustosi mi ha rivoltato le budella.
Sapevo che avrei snaturato completamente i post, visto che la maggior parte di quello che scrivo è corredata da foto che vengono commentate.
Un’alternativa era quella di lasciare solo i post in cui Simone non compariva: saranno meno di una trentina su ottocento.
E mi scappava da ridere, pensando ai giri di testa che andava di moda farsi qualche mese fa sulla filigrana perché le foto non fossero utilizzate su altri blog, quando il pericolo vero non è il copyright ma che vengano divorate da esseri disgustosi.
E dire che lo sapevamo, quando abbiamo iniziato Mamma C. ed io, che mettendo in rete le foto di Simo e di Matt, non sarebbero state guardate solo da occhi virginali, ma quando poi capita fa paura.

Ho sospeso l’argomento per 48 ore, per lasciar decantare le cose.

E ho pensato alle foto di Simo su Facebook inviate al volo, alle foto di classe, ai filmatini delle feste, alle foto che ci scambiamo via mail con altre mamme dopo i raduni, ho allargato il cerchio.
Sì, perché mio figlio lo vedono anche quando gioca ai giardinetti, quando passeggiamo, lo vedono saltellare col pisello al vento in spiaggia, lo vedono pisciare rivolto verso un albero se la pipì scappa quando siamo in giro.
Il blog non è null’altro che una piazza virtuale, una spiaggia virtuale, un albero virtuale.
E ho deciso che continueremo a vivere qui come nel reale, nello stesso modo, pisciando rivolti agli alberi e chi se ne frega.

Ah, beninteso: il primo che importuna lui o me virtualmente si becca una denuncia immediata alla polizia postale. Senza passare manco dal VIA, proprio come nella vita reale.

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In calce al post ringrazio Bruna per avermi dato la possibilità di raccontare qualcosa in più di me in questa intervista.
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