Di foto nuove ne ho poche. Ne sto scattando molte meno che in passato. Segno che adesso le mani mi servono, libere. Ma se invece avessi la macchina fotografica sempre puntata?
Scatterei foto di pic nic al parchetto, con due-tre-quattro demonietti che corrono dietro ad una palla, le divise dell'asilo ancora indosso. Uno di loro, quello col caschetto, ride felice, ogni tanto va a salutare la sua sorellina, poi inciampa, fa il muso, si fa coccolare dalla mamma e torna in pista.
Oppure fotograferei una rafanetta che, comodamente seduta sul passeggino, addenta qualsiasi cosa le passi nelle vicinanze. Mi ricorda un po' un personaggio di Lemony snicket, due dentini appena pronunciati, ma eccome se si sentono!!! Ormai ha scoperto i piaceri della buona tavola, adora zucca e broccoli, divora stelline e mele, sa farsi capire quando vuole bere o se è sazia. Inizia a raccogliere le gambe sotto la pancia, forse preparazione al gattonamento.
In molte foto comparirebbe un padre, tiene in braccio una bimba, se la consuma di baci e lei lo guarda innamorata. Qualche fotogramma lo sorprenderebbe mentre gioca sdraiato per terra ed a guardare bene ha un godzilla quattrenne sulla schiena che tenta di strozzarlo.
Fotograferei anche una madre. Verrebbe sicuramente un po' mossa, come foto -quella non sta mai ferma- ma ritrarrebbe una persona felice, magari un po' sclerata, ma serena e contentissima di aver cambiato lavoro. Finalmente riesce a ritagliarsi diverso tempo per stare coi propri figli, molto meno per scattare loro foto.
Sicuramente immortalerei una casa in disordine, vestitini o giocattoli in ogni dove, sedie occupate da sacche e sacchetti, un computer cui manca il tasto della enne, scalzato da piccole unghiette, ovunque roba da riordinare. La padrona di casa dev'essere scappata in tutta fretta mesi fa, o forse questa famiglia è stata sfollata altrove.
Queste sono le foto che potrei scattare. E' ora però di riprendere, l'attimo passa. Inizio da qui, uno scenario che forse un po' le contiene tutte:
Matt che gioca con Viola e le fa "Bu bu settete"; peccato non avere anche l'audio, avreste sentito delle contagiosissime risate di pancia.


