Non ci si mette un attimo a farsene una ragione, ci vuole un poco più di tempo.
Così l'idea che mi sono data una scadenza per tornare a fare il fisico acustico a modo mio (o a fare altro: il tecnico audio? la contadina? la venditrice di ghiaccio agli esquimesi?) non mi entra dentro e non trova subito il suo posto. Anzi, in certi momenti mi sento senza rete ed è spaventosa questa sensazione.
La mia società son quasi 10 anni che esiste, un mucchio di tempo lavorativo di cui solo una minima parte è stata dedicata a fare quello che piaceva a me .
Alla fine non so nemmeno più se sia quella la mia passione, visto che non la esercito da free lancer da una vita.
Ma stavolta mi son data tempo e respiro, ho mesi per capire e intanto aspetto e osservo come mi risponde l'ambiente che mi circonda.
E lui risponde, eccome. Proposte di collaborazione tecnica da parte di ex colleghi lasciati da parte 10 anni fa e che, per coincidenza, incontro (ma le coincidenze esistono?), un invito ad un reading delle mie poesie in estate in Centro Italia, un incontro commovente con un mio carissimo Professore Universitario in commissione di Laurea a Fisica (dove si laureava un mio tesista) che mi riconosce e si ricorda di tutto ciò che mi riguardò 15 anni or sono.
Insomma, nella mia vita ci sono un sacco di semi gettati qui e là, non solo da oggi.
Invecchiare per me sta prendendo la forma della comprensione del mio passato, della percezione di quanto posso valere (o non valere) e dell'identificazione dei germogli di quei semi.
E dire che ho passato gli ultimi 15 anni facendo milioni di cose che parevano a casaccio, quando invece un sistema logico esisteva eccome: ero io a non possedere la mia personale stele di Rosetta.
Il passo successivo potrebbe essere di credere in Dio.

