Tre esempi.
Esempio 1.
Io ogni mattina mi alzo e prendo un farmaco per la tiroide a base di levotiroxina: succede che la mia tiroide da anni abbia smesso di lavorare e ci voglia un aiuto esterno di ormoni tiroidei per farmi vivere bene. La levotiroxina è un risultato chimico di sintesi e ha soppiantato negli anni la polvere di tiroide essiccata (di mucca o di maiale) che forniva il T4. Orbene, fino a qualche anno fa, io sarei sopravvissuta solo assumendo quella polvere derivante dalla tiroide di animali uccisi (apposta o per finalità alimentari poco cambia).
Io o loro?
Anzi, cambio la domanda: immaginiamoci qualche anno fa, per dare un ulteriore pathos e calarci nella parte, e supponiamo che sia vostro figlio ad essere ipotiroideo come me e ad aver bisogno dell'ormone T4. La levotiroxina non c'è: che fate?
Esempio 2.
Andiamo sul generale, spostiamoci da casa.
"La Nigeria
è nota nel resto dell'Africa come patria dei farmaci contraffatti,
pessima fama confermata da uno studio condotto proprio dal
Nafdac nel 2001 dal quale risultava che più del 60 per cento
dei campioni prelevati nei mercati non erano regolarmente
registrati. Un problema che non riguarda tanto la questione
dei brevetti - anche se forse è proprio l'appoggio dei grandi
marchi internazionali a mantenere in vita la volitiva signora
- quanto l'efficacia delle cure. Di farmaci contraffatti in
Africa si muore: avvelenati da una partita contaminata, scaduta
oppure semplicemente inefficace. Nel primo caso il fenomeno
emerge - come quando, nel 2003, quattro bambini morirono in
seguito a un trattamento ospedaliero con adrenalina diluita
- nel secondo caso si muore senza nemmeno sapere di avere
assunto acqua distillata al posto della cura".
Esempio 3.
Estraggo da
Panorama on line con cognizione di causa: chi parla è stato uno dei miei capi quando ho svolto la tesi universitaria di Biofisica all'Istituto di Neoroscienze di Torino e quindi posso "vantare" una minima conoscenza dall'interno di quel mondo, per lo meno un poco superiore alla norma delle persone semplicemente lettrici della bagarre sulla sperimentazione animale.
"Se un cane da laboratorio ci turba, l’idea di usare una scimmia può apparire inaccettabile, visto che con uno scimpanzé condividiamo circa il 99 per cento dei nostri geni. Eppure, se oggi l’aids si è trasformato da condanna a malattia cronica, lo dobbiamo ai farmaci testati sulle scimmie. «Le ricerche sui primati hanno anche portato nuove terapie contro il Parkinson, che consistono nello stimolare direttamente con elettrodi una zona del cervello. Né dobbiamo dimenticare il ruolo degli animali nella ricerca di base, che mira a conoscere meglio il funzionamento degli esseri viventi» sostiene Piergiorgio Strata dell’Istituto nazionale di Neuroscienze all’Università di Torino".
Riporto questi tre esempi che vanno dal particolare, al generale, alla coscienza di ciascuno.
Vi dico cosa ne penso, in pillole di distillato un po' qualunquista, perchè quando si passa dal proprio figlio, all'Africa lontana, agli animali, il confine tra sensato e insensato (non tra bene e male, non tra giusto e ingiusto, perdonate il chiarimento ma mi sembra doveroso) non è sempre una linea nè retta nè netta.
Esempio 1. Mio figlio, o una persona cara: nessuna esitazione, se non ho alternative la tiroide la strappo anche a mani nude da un animale per permettere a chi amo di sopravvivere.
Esempio 2. La volontà spiccatamente occidentale/capitalista di voler vivere una vita "senza ammalarsi mai, senza soffrire mai, senza star male manco un giorno, perchè così si produce, non ci si ferma finchè non si muore" diventa una vergogna per me davanti a questo dramma: "in Africa trovare un farmaco sicuro può diventare impossibile". Impossibile capite? La sorella della Akunyili è morta perchè dentro la sua dose di insulina c'era acqua, solo acqua senza medicina. Lì nessuna madre come me è così fortunata da permettersi il pensiero che ho formulato sull'Esempio 1: lì il confine è tra vita e morte, il sensato e l'insensato dentro una tiroide secca vengono dopo.
Esempio 3. Io sono dalla parte di chi combatte Green Hill, ma non perchè la sperimentazione dei farmaci sugli animali sia immorale (se devo stilare una classifica, trovo ad esempio ben più aberrante testare un rimmel o un deodorante che un farmaco). Io trovo inumani e immorali i modi in cui viene svolta la sperimentazione: senza riguardo per la vita, senza l'accortezza dell'anestesia, senza la pietà e la dignità della morte (ricordo un macchinario amichevolmente chiamato "trita-topo" che faceva la gentilezza di eliminare le carcasse degli animaletti dopo l'uso e faceva sghignazzare i tirocinanti). Nello stesso modo trovo inumano l'abbattimento degli animali per l'alimentazione o per la ricerca dopo una vita tremenda di gabbie, di sofferenze, di innaturalezza. Certo fa più notizia un cucciolo di Green Hill che un maialino da porchetta, ma, se per una volta proviamo a mettere tutto sullo stesso piano, a me scappa la domanda: chi, come me ama gli animali, ne salva alcuni, ne alleva per compagnia altri, dove crede di prendere la carne con cui si cibano? Da dove pensa che arrivino le scatolette del supermercato?
Ho fatto questi tre esempi per confrontare scenari assolutamente differenti, ma che hanno questo in comune secondo me: il tentativo di capire la sofferenza, di risolverla o di elaborarla.
E voi? Come vi ponete di fronte alla sofferenza?