Antefatto
Durante una passeggiata con amici, il piccolo L., della stessa età di Matt, mi guarda la pancia incuriosito. La madre spiega: "C'è una bimba lì dentro". Ancora più incuriosito, L. solleva la mia maglietta ed inizia ad incalzare con le domande: "Ma dove?", "Ma non la vedo", "Ma sotto la maglia non c'è!!!".. Leggo nei suoi occhi un'estrema curiosità e la tentazione di appagare la sua fame di conoscenza è forte, ma non è figlio mio e cautamente taccio. Mi aspetterei che fosse sua madre a parlare, ma silenzio anche da lì. Scena un po' imbarazzante, con L. che continua ad alzare ed abbassare la mia maglietta, cercando di scovare la bimba, che -carogna!- non vuole farsi vedere..
Fortunatamente Matt è più distante e non assiste alla scena, altrimenti avrebbe attaccato col discorso che qualche anno addietro i miei hanno fatto a me: "Ma no, è il papà che ha messo un semino nella mamma ed adesso sta crescendo Viola.."
Fortunatamente Matt è più distante e non assiste alla scena, altrimenti avrebbe attaccato col discorso che qualche anno addietro i miei hanno fatto a me: "Ma no, è il papà che ha messo un semino nella mamma ed adesso sta crescendo Viola.."
Sarò impopolare, ma proprio non riesco a tacere..
Lungi da me il voler insegnare come gestire le cose in casa altrui, ma mi sono sentita davvero in imbarazzo. Possibile che questa mamma non abbia colto la palla al balzo (c'eravamo solo noi tre) per spiegare due cosine a suo figlio? O meglio: possibile che insieme al marito non abbiano pensato a come introdurre certi argomenti? Per altro è una coppia che sta cercando il secondo figlio, prima o poi dovranno rispondere a domande ben più pese..
Ora, care mammine, stiamo all'occhio, perché i nostri figli sono svegli, grandi osservatori e molto meno inibiti di quanto lo siamo noi ed a spiegare certe cose con naturalezza, le si rende belle e prive di stupidi tabù. Il discorso del semino, giusto o sbagliato che sia aver affrontato l'argomento così, Matt l'ha perfettamente metabolizzato, forse anche perché il papà è giardiniere, ma ognuno di noi ha almeno una piantina in casa o sul balcone. O se non l'avesse, il classico germinatore di ovatta umida col fagiolo o col seme di mela potrebbe essere un buono spunto da cui partire.. Io mi sono ripromessa di non parlargli MAI e poi MAI di cavoli o cicogne o, peggio ancora, del supermercato dei bambini (da noi in Piemonte si usa chiedere alla futura madre: "Quando compra?"). Il mio impegno -anzi, il nostro impegno- di genitori è sempre stato quello di dirgli la verità, magari smussandone alcuni aspetti, ma di non prendere in giro la sua intelligenza.
Meglio che certe cose così delicate le spieghino i genitori, piuttosto che lo faccia qualcun altro in un modo che non condividiamo e che potrebbe lasciare brutti strascichi..
PS: Mi perdonerai, cara Stima, ma oggi la liason con il tuo Yin & Yang è prettamente visiva: osservando il Tao non ti viene in mente una gravidanza gemellare???
PS: Mi perdonerai, cara Stima, ma oggi la liason con il tuo Yin & Yang è prettamente visiva: osservando il Tao non ti viene in mente una gravidanza gemellare???


il tao: due semini, il bianco e il nero, che dormono nella pancia della mamma...
RispondiEliminagiuro che quella del supermercato non l'avevo mai sentita!
sul tema sai come la penso: i bambini sono come degli specchi e a volte, per non affrontare cioè che temiamo, sugli specchi mettiamo dei veli...
sono così d'accordo! io detesto chi mente ai bambini, o non soddisfa le loro curiosità. secondo me non esiste alcun argomento che non possa essere spiegato ad un bambino, se si usano le parole giuste, proporzionate all'età di ciascuno. io mi arrabbio anche per le ingenuità di mia suocera. che certe volte dice piccole bugie 'comode' per non dover discutere. mi scandalizzo :)
RispondiEliminapreferisco che dafne sappia che sua mamma dice sempre la verità, a qualunque costo.
anche noi abbiamo parlato del semino, e lei ha capito perfettamente. e, tra l'altro, non mi pare che la cosa l'abbia segnata particolarmente, ma anzi non gliene potrebbe fregare di meno :)
Anche da noi esiste quella che io chiamo "l'orrida espressione da tratta delle bianche"! Mamma quanto la odio!
RispondiEliminaL'unica cosa che ho ottenuto è che mia suocera non la usi davanti a Belvetta.
Noi abbiamo avuto tante amiche panzute da quando è nata Belvetta che la scelta è stata automatica.
Verità dosata uber alles.
sono perfettamente d'accordo con tutto il post: non possiamo pensare che i nostri figli siano dei piccoli decerebrati in attesa del call center di mamma e papà. In più ricordiamoci che oggi (oltre al tradizionale compagno a cui chiedere informazioni c'è il web, che sappiamo benissimo essere il bene e il male...)meglio che gli diamo delle dritte noi, prima che facciano una confusione del diavolo!
RispondiEliminaanche da noi si dice "se accattat o creatur" che letteralmente vuol dire "si è comprato un bimbo" ha avuto un figlio...o "che ti stai accattando?" per sapere se avrai un maschietto o una femminuccia! il mio è troppo piccolino, ha 2 anni e mezzo e adesso ha avuto una sorellina. Lui non mi ha mai chiesto perchè o come la sorellina fosse nella pancia di mamma, certo che se avesse posto domande avrei detto anche io del semimo! bellissimo il nome Viola, io la volevo chiamare così la mia bimba a mio marito non piaceva :(... kiss
RispondiEliminanon posso che appoggiare questo punto di vista. esattamente come non ho mai risparmiato l'uso di nessun vocabolo a mia figlia, non dividendo mai tra quello che si ritiene facile e quello che si pensa difficile. è terreno vergine da seminare la loro mente ed estremamente attiva.
RispondiEliminae così, come per le parole, anche per la spiegazione degli eventi, dosata a seconda dei casi è in grado di essere appresa.
e quando alla schiaffina qualche giorno fa è stato detto "se vuoi una sorellina devi chiedere a mamma e papà se te la comprano" lei ha risposto: "ma le sorelline non si comprano!!! nascono!"
anche io sono in perfetto accordo con le tue parole... anche io sono cresciuta con il racconto del semino per altro il più vicino alla realtà dei fatti (giustamente in questi casi la verità va dosata come dice Roccia). anche perchè se diciamo ai nostri figli la verità non rischiamo a mio avviso di cadere in quel ginepraio di domande e risposte assurde dal quale poi voglio vedere come se ne esce col cavolo!!!!appunto.
RispondiEliminasono del tutto d'accordo con te! I nostri figli sono più svegli di come eravamo noi alla loro età' e devo dire che anche noi genitori siamo forse più aperti e preparati a parlare di queste cose rispetto ai nostri genitori. Io avevo 10 anni quando è nata la mia ultima sorella (che ora aspetta anche lei la sua prima bimba), e mia mamma ancora mi parlava di cicogna! :-)
RispondiEliminapienamente d'accordo con te. Anche nelle cose brutte, nei momenti difficili, onestà. Altrimenti poi come si fa ad essere credibili?!?
RispondiEliminaaspetta aspetta aspetta... quindi i bambini non li porta la cicogna???? e da quando??? O___o
RispondiEliminasono sulla buona strada. qualche giorno fa l'ometto ha indagato sull'argomento e mi sono lanciata subito sul semino messo dal papà alla mamma.
RispondiEliminail resto per me è aria fritta. :-)
assolutamente d'accordo. perchè ignorare le loro richieste, soffocare la loro curiosità o peggio ancora mentire (facendoli sentire stupidi più avanti, o perdendo la loro fiducia o chissachè altro..)? per delle nostre fisse, tabu o timidezze? Prima o poi verrà il momento di confrontarsi con certi argomenti, non ci si potrà sottrarre sempre, quindi, come dici, meglio cogliere la palla al balzo e farlo in momenti di serenità.
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