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martedì 12 ottobre 2010

Il tempo di scrivere..

Oddio, il passo è fatto! Mentre sento che di là stenta ad addormentarsi e mugola nel suo lettino, mi chiedo se ho fatto la cosa giusta..

Premessa: è da qualche giorno che lottiamo contro la stomatite. Tutto gli fa male, incluso il suo inseparabile compagno ciuccio, tanto che la notte si sveglia dal male.. M'ero riproposta di arrivare a Natale, a ridosso del suo terzo compleanno e fargli "regalare" il ciuccio a Babbo Natale, in cambio di un pensierino. Ma questa mattina Matteo mi ha anticipato. Come sempre nella sua voglia di crescere, come anche aveva fatto per il pannolino, ha deciso lui. Via il ciuccio, fa male. Appena sveglio, la volontà (forse il dolore?) era più ferrea, verso metà mattina già un po' meno, ma non mi sono lasciata sfuggire l'opportunità. Mi sono ricordata di aver letto che i bimbi in Svezia lasciano il ciuccio in un parco cittadino, affinchè i gattini bisognosi ne possano far uso. Non so se sia una leggenda metropolitana, ma l'ho fatta mia e stamattina con Matt siamo andati nel prato di fronte al mio ambulatorio a scegliere la pianta su cui appendere i suoi due ciucci. Mentre eravamo in macchina, li stringeva forte tra le mani, ma l'unica ad essere incerta ero io.
Tra tutti gli alberi del giardino, Matt ha scelto una coloratissima piracanta (forse per farmela pagare, visto che è spinosissima), c'ha girato un po' intorno..


ed una volta individuati i rami giusti, ha appeso i suoi tesori..


A fine opera, si è girato indietro e li ha salutati..


Forse lì ha tentennato un po', ma gli ho sorriso cercando di infondergli coraggio, l'ho abbracciato e ci siamo diretti verso la macchina, prendendo commiato da un altro tassello della sua infanzia.

Il tempo di scrivere questo post e lui s'è addormentato..

PS: Mamma F ha doti di preveggenza. Ieri le parlavo della stomatite e mi ha consigliato di approfittarne..

lunedì 3 maggio 2010

So long, ciuccio!

L'altro giorno è passata una fata, mentre Simo era all'asilo e mi ha chiesto se Simo era ormai grande.
-Sissì - ho risposto
- Allora posso riprendere i ciucci che gli avevo dato appena nato e portarli ad un altro bambino piccino piccino?
- Certo che sì!

- Io sono piccolo! - dice Simo al suo ritorno dall'asilo, ascoltando il racconto
- Ma non eri grande? - chiedo io (ricordando le volte che vuol fare cose proibite, rimarcando che ormai è cresciuto)
- Sono un piccolo grande... eroe!

Grazie SAM POMPIERE, hai stemperato un momento imbarazzante!

Simo sono 3 giorni che è senza ciucci e dorme tutta la notte.

mercoledì 23 settembre 2009

Che ciuccio scegliere???

Entro per la prima volta in un negozio per l'infanzia per comprare il primo ciuccio per Matteo (è quasi scaduto il termine, non voglio trovarmi in difficoltà). Mi aggiro tra gli scaffali..salviette....pannolini (altro bel capitolo!!)...biberon...CIUCCI!!!Eccoli!!!
MA QUANTI TIPI NE ESISTONO????????? A goccia, a ciliegia, anatomici, di caucciù, di silicone, con rinforzo in plastica, senza rinforzi...ODDIO!!!Loro sono tanti ed io ho un bimbo solo!!!!
Lo ammetto, il panico è il primo sentimento che mi ha pervaso quando mi sono trovata davanti allo scaffale dei ciucci. Poi però con calma e gesso ho operato la mia scelta: ciuccio anatomico ORTODONTICO (il nome promette bene) in caucciù.

Tuttora uso lo stesso modello, ovviamente adeguandone le misure alla crescita di Matt.
Vantaggi: sembra sia meno implicato nella crescita di denti storti, non si scolora/deteriora con i normali metodi di sterilizzazione (io uso acqua bollente seguita da un passaggio in Amuchina), se ci dorme sopra con la guancia non lascia il segno sulla pelle, è molto resistente ed è reperibile con facilità..(devo fare il nome della marca???)
Svantaggi: dopo un uso smodato come quello che ne fa Matt, il caucciù del manico diventa un po' appiccicoso..ma tanto ogni 3 mesi li cambio, per cui bypasso l'inconveniente..
Voto complessivo: 8

mercoledì 9 settembre 2009

SquattSIMO e i ciucci

Il ciuccio SquattSIMO ce l'ha ancora adesso, solo per dormire e viaggiare in auto, ma non molla; ce n'ha 4 in verità nel letto, così se lo perde di notte e non lo trova, ce n'è sempre un altro accanto che fa sì che lui non si svegli.
Col carattere che si ritrova, glielo toglieremo in cambio della patente.

Ma io ero una delle talebana di cui parla mamma C.: quando l'amica D. ci regalò un ciuccio prima che Simo nascesse, per me fu come se gli avesse regalato che so una stampella, una protesi, un augurio di sfiga insomma. Dopo un corso preparto indottrinante e un milione di riviste specialistiche lette (non lavorando in campo medico sapevo poco o nulla dello svolgersi della gravidanza prima di rimanere incinta, nonostante i miei 35 anni di allora) in cui si predicevano disgrazie alla prima ciucciata (denti draculini, palati schiantati, bocche paperine alla Valeria Marini), io quel ciuccio l'ho ben nascosto.
Tralascio il rientro a casa dopo l'ospedale, completamente soli io, SquattSIMO e papà E. (magari un altro post ne parlerà), ma dopo la stanchezza dei primi giorni e notti con poppate ogni ora e mezza, quando è stata l'ora della prima visita dal pediatra faceva ovviamente freddissimo nonostante l'inizio di ottobre, io usavo la culla trasportino per la prima volta e avevo ancora male alla ferita del cesareo mentre la portavo con papà E., Simo piangeva in modo inconsolabile e quindi

I primi giorni

Dite quello che volete, ma l'unico modo di sopravvivere ai primi giorni con il nuovo ospite è avere un marito/compagno che ti faccia scudo di fronte all'orda di amici e parenti che si vogliono assolutamente congratulare con te mentre sei ancora in ospedale, dolorante perchè il cesareo comunque non è una passeggiata, in imbarazzo in camicia da notte ed anche poco presentabile, sfiancata da una bestiolina che urla giorno e notte e che ti arroventa i capezzoli, stanca perchè in ospedale lo sanno tutti che non si dorme...

Quindi, se il vostro compagno/marito vi ama davvero, saprà inventare le peggiori scuse per dirottare le visite in un secondo momento, quando si sarà trovato l'equilibrio tra i ritmi propri e quelli del pupo.
Se gli amici sono tali, capiranno. Sui parenti non mi esprimo.


Altro grosso dibattito è sull'uso del ciuccio. Non capisco i talebani dell'"assolutamente no".

Con papà D. ne avevamo parlato, per sicurezza avevamo comprato un paio di ciucci, differenti nella forma e nel materiale, ma avevamo rimandato qualsiasi decisione. Il giorno stesso della dimissione (per inciso, per noi il giorno di Natale), durante un pianto incoercibile di Matteo, con papà D. è bastato un rapido scambio di sguardi, per urlare all'unisono: "Ciuccio!".

E' stata la decisione più felice mai presa.