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mercoledì 23 gennaio 2013

:: versi e yarn along ::


Latito da un po' con lo yarn along, ma le faccende in cui sono affaccendata mi portano via tutto il tempo libero che ho.
Però, quando decido di riposarmi anche dagli hobby (che si stanno miracolosamente trasformando in una specie di lavoro), stacco e scappo in giardino con la cesta dei ferri e la compagnia di un puzzone, a 2 o a 4 zampe, chi c'è c'è.


Così, nelle giornate precedenti la nevicata dello scorso week end (di quella e della felicità nevosa vi parlo nel prossimo post dalle terre di Narnia, ah!) ho rubato qualche ora di sole al lavoro informatico, recuperato notte tempo davanti al camino - sic... - e ho terminato due progetti che stavano sui ferri a prendere polvere da quasi due mesi.
Il primo è il berretto "verde orribile" di Simo con la lana scelta da lui e che io avevo iniziato qui.


Il secondo è la maglia senza maniche top down ispirata al Caponcho di Emma Fassio che è diventata uno dei miei capi di punta per il calduccio casalingo.
Ve la ricordate in cammino qui e disfatta qui? Ebbene sono arrivata alla fine del mio progetto inventato e ne sono entusiasta!


Insieme allo "yarn" di solito va un libro: ieri mi è arrivata finalmente la raccolta di Einaudi di Bai Yuchan (1194-1227), un poeta cinese di ottocento anni fa, sotto consiglio di Q. E non avendo per le mani i ferri, a Porta Nuova di Torino, leggevo tra la gente "Con il braccio piegato a far da cuscino" in attesa del treno.

"I campi di gelso si trasformano in mare
e il mare diventa un campo.
Quando si usa questa frase come insegnamento
ai discepoli risulta difficile crederci.
Ne trovi a malapena uno
capace di liberarsi del proprio io;
un genere di libertà questa
che non è concessa neanche a principi e sovrani
".






Lo so, questo blog sta diventando sempre più assurdo, con poesie intecciate con i ferri, domande sulla scuola dei bambini e progetti incredibili raccontati qui come fossero sogni.
Non so quanto durerà ancora; di certo finchè sarà divertente, per ora continua ad essere un piccolo sogno assurdo e va bene così.

**********
"The Yarn Along began in early Fall 2010 as a way to share knitting projects and good reads; motivating ourselves, and inspiring each other.  Every week knitters, and a few crocheters as well, link up and share a photo (or two) of what they are knitting and what they are reading.  Knowing that Yarn Along Wednesday is coming up is a great way to stay motivated to finish those projects!  And I, for one, am always on the lookout for a great book recommendation as well."

lunedì 14 gennaio 2013

:: not angry birds ::


 
Da grande vuol fare il muratore di lavoro e il cuoco per hobby.
Ha chiaro che non gli piace scrivere, ma conta, somma e sottrae come un commerciante scaltro. Ama far andare le mani, la concentrazione verrà poi.
Mio figlio vola, non solo sulle giostre. E' svanito e distratto, un po' grossolano e tanto, tanto sentimentale.
Così sentimentale che la prima volta che ha avuto in mano un videogame (dove si guidava una macchina in un circuito) si è emozionato così tanto a giocare, si è agitato a tal punto che è andato a vomitare.
"Mamma, togli quel gioco dal cellulare, mi fa star male": maturità di un quindicenne in un corpo di cinquenne, come dice Anna Maria.
Poi son venuti gli angry birds, con la raccolta punti dei pelouche di un centro commerciale, quando nemmeno ci interessava altro che il fatto che fossero morbidi.
E alla fine il videogioco sul mio cellulare (che ho supervisionato prima, per capire se era eccessivamente ansiogeno e no, non lo era eccessivamente).


Inutile che vi dica che il tempo serale che c'ho messo io a capirne il funzionamento a lui è bastato per vincere e passare di livello più e più volte.
Si schioppano i maiali mediante degli uccelli incazzosi tirati a bomba con una fionda: poco animalista, comunque sempre qualcosa di distruttivo.
 
Leggevo il post di Giulia su sua figlia che fa roccia a 4 anni e a lei tremano le gambe.

Io vado in fissa con la tecnologia: continuo a pensare che le mani che imparano a fare, poi saranno le migliori su quei tastini tecnologici, mentre le mani che imparano lì le cose principali, non avranno esperienza del reale.

E che palle però! 
Mi annoio da me a dirla. Cioè, se me la dicesse qualcunaltro, esattamente così, cosa rispondere io?

Sfodererei il solito blaterone sul giusto mezzo buddhista.
Ecco, oggi lo uso con me e mi domando se sono stata capace di trovare la via di mezzo, di compensare il tempo passato a fiodare uccellini virtuali con un reale "davvero reale", un reale di qualità.

In questi giorni abbiamo fatto dei vasetti con la pasta di sale, li abbiamo cotti e dipinti.



Abbiamo preparato il pane come molte domeniche, impastando, impastando.


Abbiamo pestato cumino, cordiandolo, chiodi di garofano, cardamomo e cannella per la base del nostro cous-cous con il mortaio di pietra.



Abbiamo cucito insieme una nuova sacca per la Scuola con la stoffa scelta on line da Simone mettendoci quasi un pomeriggio.


E poi abbiamo camminato e corso col cane, colorato, scritto una lettera al nostro migliore amico, costruito un milione di torri coi lego...
Vabbè dai, vincono ancora le mani reali contro le fionde virtuali.
Eppoi dovreste sentirlo urlare: "Mamma sei ganza!!!" quando lo aiuto a bombardare i maiali verdi: ci divertiamo un sacco.

mercoledì 14 novembre 2012

:: yarn along ::

Questo appuntamento settimanale delle laniste di mezzo mondo serve a controllare l'avanzamento del proprio lavoro, dei progetti grandi che progrediscono, di quelli piccoli che terminano in un attimo.

Quindi prima di tutto ecco il progetto della settimana scorsa completato per il Cuore di Maglia.


Ma lo "Yarn Along" serve anche a raccontare cosa si legge, come notava Anna Maria in un commento al post precedente: in questo periodo sono immersa nel nuovo libro di poesie della Alziati, che mi convince la maggior parte delle volte e che trovo tanto "autunnale".

Ed ho iniziato un berretto che mi ha esplicitamente chiesto Simone e di cui ha scelto lui il colore della lana: adora proprio questo colore tremendo (una specie di mix tra il semaforo verde e gli alberi dei teletubbies). A me è stata data facoltà di scegliere almeno la lavorazione e vorrei fare qualcosa di simile al Wurm, ma a modo mio. Se non viene qualcosa di raccapricciante, in uno dei prossimi post del mercoledì magari prendo coraggio e lo fotografo...


lunedì 29 ottobre 2012

:: mani per tutto ::


Ci son un sacco di mani in questa casa, che fanno le cose più diverse perchè arrivano da storie differenti.
Oppure perchè una storia la stanno imparando.
E poi cambiano le stagioni e le mani cambiano ruoli e compiti.

Quando arriva la legna, ed ogni anno è di più, qui si passa un periodo discretamente lungo ad ordinarla e impilarla; e questo lo fanno Enrico e Simone (io con la mia schiena potrei aiutarli 5 minuti).


Arrivano i camion e in un attimo è giù che riempie un pezzetto di giardino; poi volano i giorni per mettersela tutta via (140 quintali, per dire, mica robetta).


Lo so, Enrico dovrebbe prendersi cura delle sue mani e non impilare la legna, ma non lo fa e io amo anche questo di lui, il fatto di non stare a menarla con la storia che lui suona. Mai.
Di solito, e anche questa volta, nel frattempo arrivano i primi freddi e il prato si sgombra, le bouganville vanno via dall'ingresso di casa sul giardino e vengono potate.


E capita che, tornando a casa da Torino, trovi "la storia di una foglia" appesa alla porta d'ingresso che rallegra chi entra. Una foglia che si stacca dall'albero e viaggia per città, deserti, mari e montagne. Il mio bimbo (e il suo papà) sono il mio mondo di poesia, che le parole che ogni tanto vengono giù sono generate da questo mondo di mani.


Un mondo pieno di colori che variano con le stagioni, dove non stona un basilico con l'erica fiorita che mi regala Enrico (e mi mettere in giro a tradimento per vedere quanti giorni ci metto ad accorgermene...).


Un mondo poetico in cui le mani fanno usare le bozze delle poesie "con rispetto" e Simo fa il ritratto dell'autrice proprio sotto i versi, mentre io riprendo i ferri davanti ai camini per una nuova idea del Cuore di Maglia (ma shhhhhh...) e per un progetto dedicato a Simone.

Mani e ferri, mani e musica, mani e colori, mani e legna.


Mani che cuciono e recuperano vecchie federe (acquistate al mercatino delle pulci con la mia compagna di nefandezze), e creano un posticino per fermarsi e sfogliare libri in pace anche solo un attimo in mezzo al bianco delle cose antiche. Che quella federa è ricamata a mano.



lunedì 22 ottobre 2012

:: la felicità ora sta qua ::

 - un figlio che si traveste da spaventapasseri (indossando il costume da Arlecchino) per giocare al mago di Oz con la Dorothy di Giorno per Giorno


 - le rose che tornano a ottobre e ancora riescono a sbocciare


 - la prima legna che brucia, scalda e profuma la casa e il giardino


- le piccole e grandi ritrutturazioni della casa in questo autunno così incerto


 - i due uomini che possiedono tutto il mio amore


- le lanterne di Ester


 La mia felicità ora sta qua.

lunedì 8 ottobre 2012

PROVATI PER VOI - i pennarelli per la stoffa


Ci sono momenti in cui ci si sente sospesi, come se si attendesse l'arrivo di qualcosa o di qualcuno entro un paio di minuti. E non succede mai.
Perchè non si aspetta niente e nessuno.
Ma quella sensazione lì rimane, di ansia sottesa, pronti a scattare.
A me non passa da solo questo spiacevole sentimento, devo fare qualcosa con le mani o con le gambe; così mi tengo assorta e impegnata, non aspetto più.
A volte è la lana, a volte le passeggiate con Leon.

Stavolta è un grembiule per Simo.
Premetto che le nostre esperienze volte a personalizzare i grembiuli hanno dato risultati vincenti anche l'anno passato: questo ha fatto strage a scuola, ha resistito ad un fantastiliardo di lavaggi e ancora oggi viene sfoggiato con malcelato orgoglio.
Ma si sa, i tempi cambiano, le mode mutano e ora a casa nostra va alla grande Scooby-Doo e la sua ghenga, quindi s'è fatta l'ora di metter via il grembiulino più stretto e inaugurare l'era scolastica della Mistery e Affini.

Certo, facevo prima a andare alla Coop o in qualche altro supermercato, so che questo personaggio va forte nei gadget, ma vogliamo mettere la bellezza di scegliersi il disegno?
Così nei giorni scorsi Simo si è guardato una decina di immagini da me scaricate da internet con Scooby-Doo e ha scelto quella che gli piaceva di più (ma non sapeva per cosa, il grembiule è una sorpresa!!!).
Poi mi sono messa all'opera, ho stampato della grandezza giusta l'immagine e l'ho riportata sul grembiule con il pennarello che scompare.
Nel caso qualcuna di voi ancora non conoscesse questo mai-più-senza del craft spicciolo, sappiate che si tratta di un banalissimo pennarello in vendita in merceria, altamente volatile, che rimane sulla stoffa dalle 12 alle 24 ore e poi scompare: perfetto per tracciare linee di taglio, disegni da perfezionare, bozzetti e quant'altro.
(Nota: la stessa cosa si ottiene usando un pennarello per bambini di quelli lavabili, solo che, per l'appunto, bisogna lavare alla fine per far andar via la "bozza del disegno")
Io riporto i disegni su grembiuli e magliette a mano libera la maggior parte delle volte, se proprio sono immagni complicate le tracopio alla finestra, ma c'è il metodo impagabile di VUMB per un lavoro impeccabile.

Tutto quello che serve poi è un buono stock di pennarelli da stoffa, in commercio ce ne sono moltissimi, ma tanti sono una porcheria: s'allargano sulla stoffa appena la tocchi, hanno colori improbabili e inutili (ma che ci si fa con tutto quel fluo???), colorano sì e no 10 cm quadrati di stoffa e poi muoiono.


Trovati quelli che vanno bene, l'unica dritta che mi permetto di dare a chi vorrà provare a disegnare su stoffa è di colorare una tinta e immediatamente passare il ferro da stiro caldissimo e senza vapore per fissare il colore, prima di usare la tinta successiva: questo per evitare che un colore si allarghi e sfumi nell'altro (se non è l'effetto che si vuole ottenere ovviamente). Quindi colore-ferro, colore-ferro. Alla fine io ripasso i contorni del disegno con il nero o il grigio scuro, termino con un'ulteriore stirata complessiva per essere certa di aver fissato tutti i colori e attendo.


Attendo che il pennarello viola da 12 ore scompaia! Et voilà!


PS. i miei pennarelli da stoffa li prendo al costo di 1 euro al Tiger e sono i miei preferiti, ma hanno poca varietà di colori: quando mi manca qualche tinta uso i Giotto o gli I-decò. NESSUNA DI QUESTE MARCHE HA SPONSORIZZATO QUESTO POST O MI HA MAI FORNITO MATERIALE, ovviamente.

lunedì 1 ottobre 2012

.: il banale e l'imperfetto :.


Quando ero piccola mi piaceva tantissimo giocare con le bambole di carta, ci passavo i pomeriggi interi a vestirle e cambiarle, con quegli abitini bidimensionali dotati di linguette che addosso tenevano sempre poco.
Chissà perchè, viceversa, di casine non ne ho fatte mai.
Forse perchè i libriccini da ritagliare erano tutti italiani, si compravano nelle cartolerie serie e costavano una fucilata, quindi la varietà era limitata o per catalogo o per tasche.
Mica come adesso che la rete permette di digitare "house paper cut children" e ti si apre un universo che va dalla casina piccola come una scatola di fiammiferi fino a quella per cui rischi di pagare l'IMUcome seconda casa dentro la prima.

Tempo fa mi ero stampata un po' di modelli da colorare, che aspettavano solo il momento giusto per saltare fuori. E io ho sempre dei dubbi sul momento giusto.
Una volta avevo l'ansia da prestazione con Simone, che qui si può riassumere con "se posso insegnarglielo un giorno prima, perchè aspettare un giorno ancora?". Così capitava che proponessi attività inadatte all'età, perchè non adeguate alla sua maturità, che, se da un lato lo incuriosivano, poi non gli permettevano di appassionarsi anche allo svolgimento e al completamento del lavoro.
Detto in parole povere: gli sarebbe piaciuto ma non era pronto, così a volte all'interesse si sostituiva una sensazione frustrante al posto della soddisfazione di un traguardo raggiunto.
Così con i tentativi di scrittura reale, con le attività manuali di fino, con i progetti che richiedevano un'applicazione fissa che superasse l'ora/ora e mezza.
Un paio di anni fa, o anche solo l'anno scorso per dire, avrei iniziato una giaculatoria simile all'autoflagellazione sulle mie colpe, la mia incapacità di capire e bla bla bla.
Invece adesso sgamo: non va? Piantiamo lì subito. Un passo avanti no? Due indietro. E poi sospendiamo per un po', giorni-settimane-mesi-chissenefrega.

Poi riparto e ripropongo. Se la va, la va, sennò pace.

E così con le casine: abbiamo iniziato a colorarle, potevamo anche piantar lì dopo. Era già un lavoro che ci avrebbe soddisfatto.


Soddisfatti entrambi, perchè io ora mi diverto proprio tanto a organizzare queste cose con Simone: lui ci sta e si fa tirar dentro. Io mi rilasso e coloriamo come due matti, come non ci fosse un domani.
E colorate tre case in pianta, era il turno del ritaglio: lui fa il grosso, io rifinisco. Ora lui capisce anche il perchè: non la prende come un attacco alle sue capacità.
Quando era più piccolo si sarebbe ostinato a tagliare e rifinire lui i bordi, avrebbe tagliato per errore parti fondamentali, gli sarebbero girate le balle e si sarebbe sentito meno che perfetto.
Pian piano sul suo egocentrismo di figlio unico qui si lavora, io ci lavoro, visto che son io quella che lo gasa e poi pretende pure l'umiltà da lui (conosco gente di 40 anni che ancora non scinde le due cose, figuriamoci a 5 anni).


Sempre nell'ottica dell'inutilità dell'autoflagellazione, confesso che una volta ci sarei rimasta male se, a metà di un nostro gioco comune, Simo fosse andato via a fare altro. Ma è un problema mio e della mia autostima: non sono io incapace ad interessarlo a sufficienza, è lui che ha 5 anni.
Quindi è normale che a metà della costruzione delle casette, Simo scenda dalla sedia, si metta a riporre al loro posto tutti i pastelli (cosa di cui non glien'è importato nulla per mesi ma,sì, in quell'esatto preciso momento sembra importante come salvare il mondo dalla distruzione).


Poi ci facciamo pure merenda e continuiamo.
Ci allarghiamo ai granai, facciamo un villaggetto, snidiamo dei pupazzetti minimali e ricreiamo una famiglia.
Insomma, la summa della banalità: un gioco che si fa da generazioni sempre uguale a se stesso.
Banale e imperfetto, perchè le casine le abbiamo chiuse con lo scotch, visto che volevamo giocare subito e non attendere un giorno che asciugassero.


Così sono un po' claudicanti, ma ci piacciono.
E quando, prima di dormire, Simo mi dice che si è divertito tantissimo con me e mi abbraccia, penso che il mio personale cilicio di mamma anche oggi rimane appeso al chiodo. E che ultimamente sta pure prendendo polvere...


mercoledì 19 settembre 2012

:: to do - did - done ::


::  to do - è nata Isabella proprio il 13 settembre come Simo, la terza in "ordine di apparizione" della famiglia della mia adorata amica Silvia di B&B ed io mi sto organizzando per finire qualcosa che possa festeggiare questa gioia così grande. 
E poi sono in arrivo due gemelli a Cuneo a novembre, molto speciali, quindi il lavoro da fare aumenta con dosi consistenti di scaldacuori, cappellini e scarpine in ogni dove...


:: did - ma secondo voi potevo resistere al richiamo di questo asciugamano ricamato e lavorato a mano, di un cotone d'epoca meraviglioso? Sì perchè come asciugamano fa schifo, il cotone sottile non è per nulla utile come la spugna, ma... se diventasse una federa? 
Detto fatto, cucito e "abbottonato": è una gioia dormirci sopra!

 

:: done - voilà, iniziato ridendo e spernacchiando l'ultimo anno di Scuola Materna. 
E con l'inizio della scuola è andata anche l'estate e si torna ai giochi sul tappeto quando la luce fuori non ci accompagna più. Come scrivevo qualche giorno fa, eccoci pronti, tutto uguale, tutto diverso, un nuovo autunno. Un buon autunno.