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sabato 1 gennaio 2011

Facciamo DETOX? - Parte 3 - IL BAGNO E LE ALTRE STANZE

Immagine tratta dal mio bagno dipinto a mano
IL BAGNO
Il bagno pulito, il sapone e lo shampoo: ecco i nostri eco-consigli.

1. Usare detergenti ecologici. In commercio ci sono detergenti per bagno dichiarati green e ecologici, quali Winni’s, LIDL eco, Almacabio e molti altri. E’ un grande passo avanti utilizzarli. Un passo ulteriore (o forse un passo indietro, visto che lo si faceva già 50 anni fa) è usare il semplice sapone di marsiglia per la pulizia e l’acido citrico (guardate qui l’esperienza di mamma C. che l’ha usato come anticalcare) per togliere residui, aloni e muffe in modo perfetto. Nello stesso modo andranno benissimo sia l’aceto diluito che il succo di limone, lasciati ad agire per mezz’ora.

2. Montare i serbatoi acqua del WC a doppia cassa, in modo da utilizzare due differenti quantità di acqua a seconda della necessità.

3. Utilizzare cosmetici e detergenti sicuri. Io ho eliminato quasi tutto, lo ammetto. Uso solo sapone di Marsiglia o di Aleppo, aceto o acido citrico per balsamo, olio di mandorle come crema, anche per il viso, cera d’api per le labbra, bicarbonato di sodio e oli essenziali per deodorante. Sembro pazza alla maggior parte delle persone, forse lo sono e mi garantirò rughe da 90enne a 50 anni e capelli da Maga Magò fin d’ora. Pace, a me piace così. Per il resto della famiglia, tento di scegliere prodotti eticamente buoni e esclusivamente vegetali e biologici, tramite il biodizionario e negozi selezionati (tranne le volte che papà Enrico se ne dimentica e arriva con qualche offerta speciale del supermercato presa al volo…). Nella sezione "Provati per Voi" ci sono gli esperimenti di Mamma C. sul deodorante (riuscitissimo!) e sul sapone di Marsiglia (soddisfacente) e sullo shampoo (poco convincente, urge altro esperimento mamma C.!!!).

4. Eliminare la microfibra. Lo so, va di moda un sacco in questo periodo, l’ho comprata pure io tempo fa. Ora l’ho messa via a favore del solo cotone purissimo di accappatoi, asciugamani e salviette. Spesso cerco e trovo cotone bio, a volte bambù ma è ancora carissimo e non me lo permetto quasi mai.

LE STANZE

Le nostre stanze sono davvero libere da veleni e tossine? Chi li fa entrare? L’inquinamento o il nostro comportamento? Ecco i nostri consigli per vivere verde nelle stanze di casa.

1. Aerare tutte le stanze per almeno 30 minuti al giorno. Aprire le finestre sembra un sacrilegio, specialmente se si vive in città o fa freddo d'inverno, pensando che l’aria di casa sia più sana di quella esterna: niente di più sbagliato. I mobili composti da elementi di sintesi e non naturali rilasciano sostanze nocive che vanno eliminate con l’aria nuova, i tappeti sono la casa degli acari (lasciarli all’aria e al sole è la cosa migliore!), le pareti potrebbero essere state imbiancate tempo fa con vernici a base di ingredienti impattanti per noi e per l’ambiente. Non è necessario buttare tappeti, cambiare l’arredamento e ridipingere casa (anche se progressivamente sarebbe bello andare in quella direzione..), basta e avanza migliorare la qualità dell’aria di casa, mantenendo gli spazi ventilati ed arieggiati a sufficienza.

2. Togliere le scarpe alla porta di casa permette un ulteriore pulizia degli ambienti interni senza uso di disinfettanti (nemmeno sempre utili ed efficaci, peraltro).

3. Lavare pavimenti e superfici con detersivi a basso impatto. Oltre ai detersivi eco-bio in commercio, vale la pena ricordare che un ottimo spruzzino è composto da alcool, acqua e bicarbonato, che un ottimo detersivo per pavimenti è composto da un secchio di acqua calda bollente del rubinetto, un poco di bicarbonato (un cucchiaino) e qualche goccia di detersivo per i piatti.

4. Evitare l’utilizzo dei profumatori per ambiente da supermercato, che contengono fissativi del profumo a base di ftalati (ma sempre BPA in giro???), che abituano noi e i nostri figli agli odori innaturali e irreali, che non restituiscono la stessa piacevolezza di un semplice pout pourri di petali, foglie e frutti secchi su cui abbiamo versato poche gocce di oli essenziali, tonificanti o rilassanti. Nello stesso modo sono da evitare le candele profumate a base di paraffina (derivato del petrolio) a favore della buona vecchia cera d’api. E che dire del profumo di un bel mazzo di fiori ogni tanto?

5. Mantenere umidità costante negli ambienti. Abbiamo case con aria spesso troppo secca, a causa dei riscaldamenti invernali; è d’obbligo un buon umidificatore che permetta una sana respirazione, che faccia posare la polvere, che regali un buon profumo all’ambiente con qualche goccia di olio essenziale. Per una persona adulta, in situazione di riposo, le temperature consigliate, con relativi tassi di umidità ideali, sono:
* con 18° di temperatura, un’umidità del 100%
* con 19° di temperatura, un’umidità dell’80%
* con 20° di temperatura un’umidità del 60%
* con 21,5° di temperatura, un’umidità del 40%
* con 23° di temperatura, un’umidità del 20%

6. Eliminare progressivamente le tappezzerie e le moquette; non vanno più di moda e meno male. Spero di moda non tornino mai, che son malsane e fonte inesauribile di muffe, batteri, acari della polvere e allergeni. Sarebbe bello sostituire progressivamente tali materiali con il legno e il sughero o la pietra. E per i giochi dei bambini, solo tappeti in materiale organico, lana, cotone, canapa e juta vero? Ma sulle stanze dei bambini, ci sarà presto un post dedicato!!!

E voi, avete altri consigli da dare per rendere DETOX le stanze?

Per chi se l'è perse, ecco le puntate precedenti:
Facciamo DETOX? Parte 2 – IL BUCATO


Immagine tratta dal mio bagno dipinto a mano



giovedì 23 dicembre 2010

Facciamo DETOX? Parte 2 – IL BUCATO

Fare il bucato è una cosa che adoro; sarà che negli anni ho sviluppato un mio modo personale di avere cura dei vestiti (i miei mica tanto, sono famigerata per quanto trascuro il mio abbigliamento, ma aver cura di quelli di papà Enrico e Simone lo considero uno dei miei gesti d’amore quotidiani). Non riuscirei a pensare a tale gesto gentile senza la certezza di non danneggiare il loro corpo inquinandolo di chimica e restituendo il resto delle schifezze dei detersivi commerciali nell’ambiente.

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Quindi ecco i consigli per un bucato che rende puliti i vestiti ma anche noi e l’ambiente.

1. Le nostre ricette per i detersivi lavatrice in polvere e liquido ormai le conoscete a memoria, come anche l’utilizzo dell’aceto (o dell’acido citrico) come ammorbidente. In questo modo il nostro corpo rimane semplicemente a contatto con stoffa “pura” e l’ambiente in cui immettiamo gli scarti del nostro ciclo di lavaggio non ne risente.


2. A questo proposito, sottolineo come sarebbero da preferire indumenti composti da filati vegetali o animali ma non di sintesi (cioè niente acrilico, niente pile, niente sintetico). Il potere calorico e la qualità del calore della lana, ad esempio, non sono paragonabili a null’altro. Ma se proprio non possiamo evitare l’acquisto di sintetici (i pile li usiamo anche noi d’inverno..) almeno impediamo al nostro corpo di venirne a contatto, indossando sotto canottiere, maglie e calzamaglie di cotone che coprano il busto, le braccia e le gambe.


3. Non usare candeggina; è vero, sbianca e smacchia e pure bene, ma il cloro e gli agenti dannosi che vengono liberati e, come nel caso dei piatti della puntata scorsa, non risciacquati mai completamente, rimangono a contatto con la nostra pelle. Oggi ci sono alternative non allergizzanti e non inquinanti come il percarbonato di sodio, che sono smacchianti già a 30° e conservano i bianchi molto bene.


4. Usare oli essenziali per profumare il bucato; spesso ci si lamenta che il profumo del sapone di Marsiglia non è abbastanza persistente sul bucato (anche se a me sembra più che abbondante). Noi consigliamo di evitare gli ammorbidenti e i profumatori da armadio, sostituendoli con poche gocce di oli essenziali all’ultimo risciacquo e qualche goccia degli stessi oli su una piccola pezzuola da tenere negli armadi (o divertirsi a raccogliere lavanda e petali per farli seccare e profumarli con gli oli per avere fragranze naturali tutto l’anno).


5. Evitare le lavanderie a secco. Tralasciando il fatto che la maggior parte dei capi di abbigliamento che riportano la dicitura “lavare a secco”, possa essere lavata a mano delicatamente senza problemi, sto notando che ormai la tendenza dell’abbigliamento è rivolta ad evitare tali generi di tessuti. Per il resto, è importante sapere che la maggior parte lavanderie a secco utilizza detersivi a base di percloroetilene, o "perc" in breve, sostanza dannosa, potenzialmente cancerogena e causa della riduzione della fertilità oltre a varie altre malattie.

6. In merito al potere lavante delle noci si è già espressa Mamma C: non ci hanno convinto. Potete andare a rileggervi perché.


7. Usare una lavatrice di nuova generazione; che non vuol dire comprata ieri. Dopo la classe A, ormai si aggiungono solo i +++ che di differente hanno un po’ di consumo d’acqua e velocità di lavaggio. Ovvio che meno acqua e più velocemente si lava meglio è, ma un elettrodomestico già di nuova generazione (classe A) è un regalo più che sufficiente all’ambiente.


8. Evitare le asciugatrici; inutile che scriva quanto consumano in termini di energia elettrica per ottenere lo stesso risultato del bucato steso all’aria, solo un poco più velocemente ed usurando più rapidamente gli indumenti vero?


9. Stirare il minimo indispensabile; lo so, sarebbe meglio non stirare affatto, per i consumi di energia elettrica e per evitare parte dell’usura dei vestiti, ma non sempre è possibile. Per il mio lavoro, ad esempio, se vado da un cliente a proporgli migliaia di euro di lavori di acustica, non posso proprio presentarmi stropicciata o mal messa perché l’occhio vuole la stessa parte della sostanza tecnica (poi però mi vesto stropicciatissima quando lavoro a casa). E credo questo valga per moltissime di noi che lavorano e non possono presentarsi sul posto di lavoro conciate malamente, ad esempio. Ma, come ho scritto, credo ci sia una grossa differenza tra avere pronto il “vestito da lavoro” e stirare anche canottiere, calze, mutande o strofinacci di cucina come faceva mia madre.


E voi, avete altri consigli da dare per rendere DETOX il bucato?


Per chi se l'è perse, ecco le puntate precedenti:



lunedì 5 luglio 2010

Provati per voi: shampoo home-made

Ne ho lette di tutti i colori, ma alla fine ho fatto di testa mia. Nel vero senso della parola.

Ognuno ha le proprie manie: c'è chi controlla di aver chiuso il gas o la porta di casa trecento volte, chi si deve pulire le mani ossessivamente dopo aver stretto la mano altrui. Io, come forma maniacale, ho il lavaggio dei capelli. Li devo lavare tutti i giorni. Piuttosto non esco di casa. D'altronde, facendo la doccia al mattino è molto comodo insaponare anche i capelli..

Proprio per questa mia (insana?) abitudine, ero da parecchio tempo alla ricerca dello shampoo "perfetto": delicato ma che funzioni, con buona fragranza e possibilmente ad impatto minimo, se non nullo. Sul mercato non ne ho trovati: anche la mia linea preferita per le saponette mi tradisce, mettendo una sostanza non accettata dal biodizionario. Tra l'altro, ho letto da qualche parte che qualcuno voleva comprarlo, ma magicamente è on line questo splendido elenco delle sostanze usate nella cosmesi! Vale la pena dare un occhio all'INCI (composizione) dei prodotti che usiamo normalmente.. inorridiremo per la maggior parte di essi!

Ho cercato in giro qualche ricetta, ma quasi tutte erano a base di bicarbonato, che proprio non è adatto ad un uso smodato come il mio, visto che secca tantissimo. Allora ne ho condensate un paio, di testa mia..


La composizione è talmente semplice che quasi è imbarazzante metterla. Ho adattato le quantità al flaconcino di recupero che ho usato, che è da 250 ml.

Ingredienti:
Scuotere bene prima dell'uso, in modo che l'emulsione sia perfetta.

Adesso è qualche tempo che lo uso e sono molto soddisfatta. I capelli non sono ne' rovinati ne' secchi, sono belli lucenti e mi danno la sensazione di essere "puliti", senza essere appesantiti..

Ecco che ho eliminato un altro prodotto dallo scaffale dei cosmetici inquinanti.

Piccoli passi per ridurre il mio impatto.


PS: Ho corretto le dosi, perché distrattamente avevo messo quelle non definitive.. come dicevo, sono andata per tentativi, finché non ne fossi soddisfatta..

UPDATE: Alla lunga ho trovato che questa mistura me li ungesse un po' troppo, per cui sono tornata allo shampoo ai semi di lino che usavo prima, ma non smetto la ricerca..

venerdì 25 giugno 2010

Laura e il deodorante naturale

L'ho aspettata per mesi questa "ricetta" (Laura era impegnata in cose MOLTO più importanti!!!), ma ora che so che al posto del deodorante il bicarbonato di sodio è più efficace, naturale e, più che altro, meno intossicante, non lo abbandonerò mai più!
Che dite, proviamo?
Per tutti i particolari su questo deodorante (solo e semplicissimo bicarbonato!) andate nel post di Laura che è dettagliatissimo. E poi raccontiamole com'è andata se lo facciamo anche noi.
Grazie ancora Laura.

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martedì 11 maggio 2010

Provati per voi: Sapone di Marsiglia

Sembrerà un'ovvietà, ma onestamente non lo conoscevo. Voglio dire: usavo il sapone di Marsiglia per lavare alcuni capi più delicati, ma leggere questo articolo di Veggie mi ha illuminato. Intanto pensavo che i saponi fossero tutti uguali, che cambiassero le marche o le fraganze e poco più.. E chi lo immaginava che dentro ci fossero tante schifezze? Faccio di tutto per evitare prodotti testati sugli animali e poi scopro che in moltissimi saponi c'è addirittura il sego di bue, indicato tra gli ingredienti come "Sodium tallowate" e ricavato dalla lavorazione degli scarti di macellazione di questo animale??? Beh, questo ingrediente è presente persino in quello che reputavo il sapone più semplice e naturale. Ovviamente dipende dalle marche. Non ho la percentuale sulle vendite, ma sbirciando sugli scaffali dei saponi per l'igiene personale ho avuto un'illuminazione: ho scoperto la linea dei Provenzali. Ho davvero "fatto le pulci" (deformazione professionale, essendo una veterinaria??) a tutte le marche presenti e questa mi ha soddisfatto. Intanto per gli ingredienti: giusto lo stretto necessario. Poi il saponificio che lo produce adotta energie rinnovabili (e sono in pochi, credetemi); inoltre leggo: "Questo saponificio è ad Impatto Zero. Le nostre emissioni di CO2 sono compensate grazie alla riforestazione e tutela di un'area boschiva in Costa Rica".. Ma che figata!!!! Non sono andata a controllare fin laggiù (magari!!!), ma già l'idea la trovo interessante. Inutile aggiungere che non testano sugli animali e che hanno il benestare del WWF. Non amo pubblicizzare marche, ma quando trovo qualcosa di interessante ed utile in cui credo, mi piace spargere la voce (completo l'opera dicendo che di questa linea ho trovato sempre al supermercato a prezzo bassissimo anche il burro di Karitè che uso per produrmi il deodorante).
Tornando al sapone di Marsiglia, Veggie ne indica diversi usi per la pulizia della casa e per l'igiene personale. Io mi sono limitata a trasformarlo in sapone liquido, seguendo un altro suo articolo e provarlo come bagnoschiuma e come sapone per le mani.


Seguendo le indicazioni, ho grattugiato grossolanamente 50 grammi della saponetta (un terzo preciso) e l'ho sciolta in un litro di acqua a fuoco molto basso, poi ho spento e l'ho lasciata raffreddare tutta la notte. All'indomani mi sono trovata un panozzo di gelatina, che ho spezzato col frullino ad immersione. Ho ottenuto un gel un pochino troppo denso, quindi ho versato ancora un po' d'acqua (circa 100 ml, meno d'un bicchiere). Ho aggiunto un cucchiaio abbondante d'olio di mandorle (sempre quello avanzato dalla gravidanza, ne avevo preso a vagonate!!!), ho aggiunto una trentina di gocce di essenza bouquet ed ho travasato in un flacone di recupero (ho ottenuto 1 litro e mezzo di sapone). Al prossimo giro magari divido in più flaconcini ed uso olii essenziali diversi, così vario un po' profumazione.

Pro: mi sto trovando benissimo, pulisce bene e lascia la pelle morbida e profumata.
Contro: non essendoci tensioattivi non fa schiuma ed è un po' viscido. Per me non rappresenta un problema, ma sicuramente siamo molto lontani dai saponi liquidi in commercio...

Visto che però è un sapone (relativamente) naturale ed ad impatto ambientale davvero quasi nullo, lo sto adottando senza riserve!

Promosso!

martedì 20 aprile 2010

Provati per voi: deodorante home-made

Sarà la primavera, sarà il sole.. ma stamattina mi sentivo creativa e così ho deciso di darmi alla produzione del deodorante home-made. Di base ho preso la ricetta di Ester di Kosenrufu Mama, ma l'ho riveduta e corretta. Sull'onda del riciclaggio come stile di vita, volevo consumare quello che avevo in casa, per cui al posto dell'olio di jojoba ho utilizzato dell'olio di mandorle avanzato dalla gravidanza, che, essendo molto ricco in vitamina E, dovrebbe fungere da conservante e prevenire l'irrancidimento. Per l'essenza ho utilizzato un olio al frangipani (il mio fiore preferito), preso in Indonesia durante il viaggio di nozze qualche annetto fa. Era nato come olio da massaggio, ma visto che ormai i massaggi di papà D sono solo un ricordo, ho cercato di "riciclarlo" adattandolo alla ricetta.

Ingredienti:
  • 2 cucchiai di burro di karitè
  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio
  • 2 cucchiai di maizena
  • 2 cucchiai di olio di mandorle
  • 1 cucchiaio di olio al frangipani
Esecuzione:
  • unire tutto tranne gli olii e passare al microonde (20 secondi alla massima potenza)
  • aggiungere gli olii e mescolare accuratamente.

A composto tiepido, utilizzando una siringa ed un ago rosa (18G, lo si trova in farmacia), ho riempito il contenitore del mio precedente deodorante (terzo riciclo della ricetta), in modo da poterlo successivamente ben dosare..
Con l'entusiasmo di una bambina con il giochino appena ricevuto, l'ho subito provato: intanto non ha macchiato i vestiti (e questo è fondamentale), poi devo dire che l'effetto dura da stamattina (infilando il naso nella maglietta, sento ancora adesso profumo e devo dire che oggi ho messo veramente a dura prova la sua tenuta). Se effettivamente non irrancidisce in qualche giorno, ho trovato finalmente il deodorante per me!