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venerdì 21 dicembre 2012

Cinque!

"Auguri, Matti! Come ti avevo detto, mamma è via per lavoro e non potrà esserci a festeggiare il tuo compleanno, ma vicino a questa lettera trovi il regalo che papà e mamma ti hanno fatto. Speriamo ti piaccia, riuscire a capire cosa volessi è stata dura, ogni giorno cambiavi idea..
"Fammi un sorriso, che ti faccio una foto". Ecco..

Oggi non potrò stringerti a me e soffocarti con una "tempesta di baci", come la chiami tu, ma ho fatto la scorta mercoledì, dopo la festina organizzata coi tuoi compagni. E' stato bello osservarti mentre giocavi, ridendo e correndo, brandendo la tua spada di palloncino come un navigato cavaliere. E' stato tenerissimo vederti prender cura di quella bimbetta dell'età di tua sorella, ho riconosciuto il garbo che riservi a Viola e mi ha commosso. Sei un cucciolo, Matt, ma sei già così grande, certe volte mi stupisci davvero. Ti dai da fare in casa, non protesti (quasi) più nel momento in cui tocca mettersi il pigiama e lavarsi i denti, sei premuroso e responsabile nei confronti di tua sorella, la consoli se piange e le porgi da bere se indica il suo bicchiere. Negli ultimi giorni ho scorto sul tuo viso un'espressione nuova, più matura. Un sorriso complice e non più così ingenuo. Un discorso serio, non le solite frasi buffe e sconclusionate. Un'intesa, che fino a qualche giorno fa non era così completa. Ed a quel bimbo grande vorrei dire quanto sono fiera di lui, quanto lo stimo per la sua sensibilità, per la sua onestà, per il suo splendido carattere. 
Amore mio, starò via solo più oggi e stasera quando tornerò, passerò a rimboccarti il piumone ed accarezzarti il viso, ma sii paziente: domani sarà ancora più bello abbracciarci. Ti voglio bene."


sabato 31 marzo 2012

Instantané de velours

Di foto nuove ne ho poche. Ne sto scattando molte meno che in passato. Segno che adesso le mani mi servono, libere. Ma se invece avessi la macchina fotografica sempre puntata?

Scatterei foto di pic nic al parchetto, con due-tre-quattro demonietti che corrono dietro ad una palla, le divise dell'asilo ancora indosso. Uno di loro, quello col caschetto, ride felice, ogni tanto va a salutare la sua sorellina, poi inciampa, fa il muso, si fa coccolare dalla mamma e torna in pista. 

Oppure fotograferei una rafanetta che, comodamente seduta sul passeggino, addenta qualsiasi cosa le passi nelle vicinanze. Mi ricorda un po' un personaggio di Lemony snicket, due dentini appena pronunciati, ma eccome se si sentono!!! Ormai ha scoperto i piaceri della buona tavola, adora zucca e broccoli, divora stelline e mele, sa farsi capire quando vuole bere o se è sazia. Inizia a raccogliere le gambe sotto la pancia, forse preparazione al gattonamento. 

In molte foto comparirebbe un padre, tiene in braccio una bimba, se la consuma di baci e lei lo guarda innamorata. Qualche fotogramma lo sorprenderebbe mentre gioca sdraiato per terra ed a guardare bene ha un godzilla quattrenne sulla schiena che tenta di strozzarlo. 

Fotograferei anche una madre. Verrebbe sicuramente un po' mossa, come foto -quella non sta mai ferma-  ma ritrarrebbe una persona felice, magari un po' sclerata, ma serena e contentissima di aver cambiato lavoro. Finalmente riesce a ritagliarsi diverso tempo per stare coi propri figli, molto meno per scattare loro foto.

Sicuramente immortalerei una casa in disordine, vestitini o giocattoli in ogni dove, sedie occupate da sacche e sacchetti, un computer cui manca il tasto della enne, scalzato da piccole unghiette, ovunque roba da riordinare. La padrona di casa dev'essere scappata in tutta fretta mesi fa, o forse questa famiglia è stata sfollata altrove. 

Queste sono le foto che potrei scattare. E' ora però di riprendere, l'attimo passa. Inizio da qui, uno scenario che forse un po' le contiene tutte: 


Matt che gioca con Viola e le fa "Bu bu settete"; peccato non avere anche l'audio, avreste sentito delle contagiosissime risate di pancia.


domenica 18 marzo 2012

Galoppando

Sono affascinata dalla rapidità con cui tutto succede. Viola ha guadagnato la posizione seduta in un lampo, in pochissimo tempo ha imparato a deglutire mangiando dal cucchiaino, ha tirato fuori un dente (forse due, sto aspettando che si svegli per appurarlo), parlotta, dà segni di voler appoggiare ginocchia e mani, forse a breve la vedremo gattonare. Sono conquiste enormi, fantastiche, che lasciano a bocca aperta. 
Alla scoperta del formaggio

Ma c'è anche il rovescio della medaglia: presto diremo addio all'allattamento al seno. Lo so, ho una bimba sana, allegra e che cresce bene e mi sto a fare seghe mentali sul latte. Beh, è un momento di così intima condivisione, di silenzi, sguardi e complicità, che mi mancherà non poco. E poi sapere che è l'ultima volta mette malinconia.. Quando è successo con Matt l'ho presa malissimo, ma avevo la speranza che avrei allattato un altro figlio. Ora invece so per certo che è l'ultima carta, quella che mi sto giocando e questo rende tutto ancora più difficile.. 

Poi penso che sono già stata fortunata a riuscire ad allattare ben oltre i sette mesi, che nonostante le condizioni non sempre facili a volte la testardaggine premia. In effetti poteva andare ben peggio, ho rischiato un paio di volte di perdere il latte, ma tutto si è risolto. No, non ho scuse per lamentarmi. 

Insomma, bisogna arrendersi all'idea che loro crescono e quel dentino che adesso punge me lo ricorda ogni volta che Viola ciuccia. Devo entrare nell'ottica del pasto anche serale. Occhi chiusi, testa bassa ed alta velocità!

(Deciso: stasera bagna caoda e soma d'aj! Quello che non uccide, fortifica!)

domenica 19 febbraio 2012

Sei lune..

Ma come??? Ieri ero in ospedale, flebo al braccio e calzine antitrombo (in tutti i sensi..) ed oggi già proviamo le pappe lattee??? Questi sei mesi sono davvero volati.. ma da come mi fai sudare con lo svezzamento, direi che i prossimi sei non passeranno tanto velocemente....

Primo tentativo con brodo vegetale e carne..

Auguri, bimba mia, di continuare ad essere sempre sorridente e fiduciosa verso il prossimo: non ti preserverà dal prendere grandi teghe sui denti, ma avrai una gran forza in più, che ti aiuterà a superare le delusioni..


lunedì 16 gennaio 2012

Ruggito e zampata

No, non è difficile la vita in quattro. Non trovo impossibile il barcamenarsi tra un pannolino da cambiare, un disegno da ammirare o il calzino bucato del marito. Ne' trovo difficile l'organizzare la gestione della pupa coi nonni, incastrando le varie disponibilità con le necessità del lavoro. Tutto questo è stimolante, va a stuzzicare la mia passione per il tetris. A volte possono esserci momenti di crisi, tipo scoprire di dover prendere un bus entro dieci minuti, con la poppata a metà e l'altro figlio ancora da vestire, ma a rendere possibile tutto questo ci sono dei veri amici che sanno come aiutarmi.

Quello che trovo davvero difficile è accettare di perdere Matt. Si sta staccando, anzi: s'è già staccato. Ormai cerca direttamente il papà, vuole che sia lui a metterlo a letto, è a lui che mostra i progressi in una costruzione o il lavoretto fatto a scuola. Ed io ci sto male come un cane. Quattro anni vissuti in simbiosi, così, gettati nel cesso. Sì, lo so che "vuole ancora bene alla sua mamma", lo so. Ma non mi basta. Ho proprio bisogno di lui e non è questione di gelosie o cordoni ombelicali da tagliare. Mi rendo conto che il tempo che passiamo insieme non è più di "qualità", ho sempre qualcosa da fare che mi impedisce di stare con lui o comunque starci come vorrei. Ho aperto gli occhi qualche giorno fa, ho capito cosa mi faceva male, così poco per volta sto correndo ai ripari. Complice un'influenza del papà (avete notato come i 37°C per un uomo siano assimilabili ad uno stato agonico? anche da voi si richiede la presenza di prete e notaio al primo starnuto?), all'Immacolata ci siamo programmati una gita fuori porta lui ed io (c'era anche Viola, ma è una presenza davvero discreta). Camminare mano nella mano, percorrendo una strada che non porta all'asilo, ci ha in parte riavvicinati. Coi visi pizzicati dal freddo della montagna, ma le mani ed il cuore caldissimi, ci siamo raccontati le nostre vite. Era tanto che non lo sentivo parlare dei suoi amici a scuola, della sua quotidianità, di quel mondo a me sconosciuto ed è stato bello vederlo sereno. Di contro, come mi consiglia una donna saggia, ho potuto spiegargli che è un periodo in cui sono stanca, che ci sono tante cose da fare e che, anche se non stiamo insieme come prima, lui è il mio amore. Sicuramente erano cose che già sapeva, ma potergliele spiegare guardandolo negli occhi mi (e spero gli) ha fatto un gran bene.

Prove di campeggio in cameretta..

E poi di nuovo in queste settimane. Durante le ferie ne ho approfittato per portarlo al lavoro con me. Ci siamo ricavati i nostri spazi, parlando in macchina, correndo al parchetto tra una visita e l'altra o mangiando, complici, con le mani crocchette di pollo e patatine fritte. E nei giorni di festa, grazie ad un papà che ha saputo fare un passo indietro spupazzandosi lui Viola, ci siamo immersi tra pennelli e plastilina, pasticciando con le sfumature dei colori sia con gli uni che con gli altri (imparando che le cose sono fatte per essere usate, ma questa è un'altra storia, che mette a nudo altre mie psicosi).

E quindi? Quindi qualcosa sembra si stia muovendo, ora è importante non perdere il terreno guadagnato. Ecco il mio primo proposito per l'anno nuovo.

PS: Auguri tesoro mio (21.12.11), i quattro anni sono una grossa sfida: non si è più piccoli e non si è ancora grandi (anche se lo scorso anno grande lo sei dovuto diventare in fretta..).

domenica 13 novembre 2011

Tea break

Davanti ad una tazza di tè fumante si ragiona meglio. Il lapsang sottolinea la pausa, quei quindici minuti passati ad osservare le circonvoluzioni del vapore sono indispensabili per rigenerarsi, per ritrovare le energie e ripartire carichi.

Facciamo il punto. Tre mesi. In mezzo di acqua ne è passata davvero tanta, ma si sa, è il momento in cui i neonati cavalcano i giorni ed ogni sera si addormentano con una tacca in più sul ceppo delle conquiste. Ieri era la risata. Ebbene sì, da ieri ridiamo, e lo facciamo anche di gusto. A sorridere ha iniziato prestissimo (e non erano movimenti involontari, mia cara pediatra!!), ma la risata è tutt'altro paio di maniche. Ha preso dalla mamma: non c'è millimetro del suo corpo in cui non patisca il solletico e vi assicuro che ho appurato davvero bene, è stato difficile staccarsi e smettere di sentirla ridere, una scarica di endorfine (mie) per ogni risata (sua). E' una droga, questa bimba.

Poi c'è l'altro, lo squatter. Quello che alcuni amici chiamavano "lord". Lui è sempre più teppa, sta passando la fase dei "No!", tira parecchio la corda, ma con sua sorella è fantastico, iperprotettivo e coccolone, la sua indole dolcissima esce tutta.
S'è girato, ma se la stava sbaciucchiando tutta..

Poi c'è il bimbo grande, il papà. Lui trova pane per i suoi denti a giocare con Matteo ai dinosauri o a far le gare con Saetta. Ma è bravissimo anche a far fare il ruttino a Viola o a cambiarle il pannolino ed osservare con quanto garbo lavorano le sue manone mentre lo fa, mi commuove un sacco. Ha dovuto cambiare non poco le sue abitudini, ormai ogni mattina è pronto a parare i colpi: un figlio da portare all'asilo od una figlia da accudire mentre strilla in attesa della tetta o una moglie isterica che fa esplodere il tappo.

Poi eccomi, ci sono anche io. In realtà ci sono e non ci sono, il nuovo lavoro mi sta assorbendo peggio di un buco nero, ma almeno mi sento appagata, a stare a casa mordevo proprio il freno. Lo scossone è stato forte, ho temuto mi andasse via il latte, ma la pozione magica dell'erborista e l'opportunità di attaccarmi  per qualche giorno Viola anche al lavoro (mai un infortunio del marito è arrivato con maggior tempismo) mi hanno ridato fiducia ed ora tutto fila alla grande.

Direi che c'è dell'altro: che tutto questo non sarebbe stato lo stesso, se intorno non avessi delle amiche* splendide, superfantastiche, che sopportano i miei sbotti, mi incitano e danno coraggio, non fanno una piega se "buco" un Buio in sala! o non mi maledicono se sparisco dalla circolazione, che non se ne hanno se tronco improvvisamente una conversazione a 2D per riprenderla poi addirittura il giorno dopo, o altre che non si risentono se sono mesi che non le passo a trovare sui loro blog (che lo sanno che non è cattiveria, ci sono passate anche loro), molto carinamente sanno pazientare. 
Che come ho già detto privatamente a Mamma F, lo so che non sono l'unica madre che lavora, sono solo molto più disorganizzata!

Il tè è finito, si torna in pista.


*non vi cito, lo sapete benissimo chi siete..