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lunedì 7 marzo 2011

Cuneo, il Carnevale e rinascere un po'

Avevo bisogno di 10 giorni a Cuneo.
Una cosa che detta 20 anni fa, come ho già scritto qui, mi avrebbe fatto scassare dal ridere,
Invece ora mi piace tornare a casa, nelle mie strade e ricordare.

Quando vengo qui con Simone, mi riaffiorano mille ricordi che nemmeno sapevo più di possedere: mi circondano gli anni '70, la mia amica d'infanzia Luisa con cui ho condiviso 13 anni più che con una sorella, i giochi assurdi e le invenzioni strampalate di quando non c'era nulla di più che la TV dei Ragazzi un'oretta al dì, il resto erano "Prove Tecniche di Trasmissione", anche nella vita.Ora torno qui e trovo tutto straordinariamente uguale, ogni via con una storia e una battaglia (non solo simbolica) vinta.
E mi viene in mente che, quando ero piccola, arrivare in fondo a Cuneo, nella parte vecchia, era un po' pericoloso (o così dicevano le mamme) e tanto lontano. Che si decideva di partire e andare con la Scuola in via Mondovì vicino alla Sinagoga Ebraica per ricordare quanto Cuneo nel cuore fosse sinonimo di Resistenza e Antifascismo, ma se no lì si girava poco.
Che un'ora e mezza di viaggio la si faceva per andare al mare in Liguria e basta, mica ci si spostava come ora.

Adesso viaggio con Simo un'ora e mezza per venire in questa mia oasi di riposo, in cui mia madre fa anche da mamma (a me) oltre che da nonna; così io mi riposo un po' dai periodi di troppo lavoro, malattie invernali e stanchezze casalinghe banali.
E riscopro il Carnevale (l'abbiamo detto in molte e io mi aggiungo, lo odiavo cordialmente) e i carri mascherati, quest'anno tutti dedicati ai 150 anni dell'Unità d'Italia.Ci piazziamo in Corso Nizza, la via principale di Cuneo e aspettiamo l'arrivo dei carri: Simo si innamora di una bimba di 4-5 anni vestita da Minnie, mia madre piange (non so se dalla felicità di essere ancora qui dopo che è sopravvissuta a 6 mesi di chemio e un'operazione quando è nato Simo o in senso più assoluto) e io soffio stelle filanti.
E per una volta non penso a niente.

Mamma, sono grande, io!

Come dice Mamma in Verde, col Carnevale ad un certo momento ci si riconcilia. Che due coriandoli tirati, un po' di musica allegra e qualche (obbiettivamente) splendida maschera possano letteralmente fare impazzire i bambini, non può che muovere il sorriso.
Festa di Carnevale nel cortile dell'oratorio

A volte la compresenza di un Luna Park, di una cuginetta di un anno più grande e di uno zio forse incosciente, forse più cosciente di me, possono compiere il miracolo, e la "lunghina" di una madre un po' troppo prudente e non così ansiosa di voler vedere il proprio figlio crescere, improvvisamente si spezza, così un bimbo tenuto sotto campana di vetro per tre anni trova la sua libertà (di diventar grande).
...da solo sul bruco-mela..

E mentre la mamma aveva il cuore in gola ad ogni giro del trenino, qualcuno se la spassava e quando ho mostrato le mie titubanze a lasciarlo andare da solo sui tappeti, un nanetto mi svegliava dal mio sogno: "Mamma, sono grande, io!!".
"Avevo paura, ma poi sono andato giù, tutto da solo!!"

Hai ragione, è che io ti vedo sempre cucciolo..

martedì 1 marzo 2011

Carlevè ed Colègn

Non ho mai amato il Carnevale, ma è proprio vero che coi figli le prospettive cambiano. Domenica, approfittando finalmente di una bella giornata (fredda, ma quanto meno non piovosa) siamo stati a casa di amici, abbiamo mangiato un boccone velocemente e subito dopo siamo scappati in piazza a tirare qualche coriandolo. 

 in fase di allestimento..

 ..due personaggi piemontesi doc..


.. guerra di coriandoli..

..e qualche carro.

Aspettiamo trepidanti il prossimo week end, che si preannuncia carico di festeggiamenti!!