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lunedì 24 dicembre 2012
mercoledì 19 dicembre 2012
:: io vado ::
Mi è successo di andar via di casa per 24 ore, il tempo di recuperare Simo a Cuneo. O così credevo.
E' una settimana che sono a Cuneo.
Perchè avevo drammaticamente bisogno di mia mamma per un po' di giorni, così avrei potuto lavorare pesantemente sapendo che Simo era in buone mani.
E riuscire a ricavarmi tutto il tempo possibile per lavorare e arrivare senza impiccagione ad oggi, ultimo giorno "ufficiale", domani mi occuperò di scadenze e impegni dal treno.
Sì, domani parto per Roma, sono emozionatissima, al punto da essere andata addirittura dal parrucchiere per farmi mettere a posto quella specie di color palude che mi viene sui capelli se non li curo un po'.
Lo confesso, a parte la fuga a Bologna di un anno fa per abbracciare Barbara e Silvia, non ho mai fatto un viaggio così lungo da sola da quando è nato Simo. Non c'è stata occasione, io non l'ho mai cercata o creata.
Vacanze in 3 sì, eccome, ma è un'altra cosa.
So che mi piacerà, so che sarà bellissimo.
Ero un'indefessa viaggiatrice solitaria una volta, per lavoro, per piacere. Adoravo girare in giro, nemmeno sempre con uno scopo che non fosse proprio il solo viaggiare, neppure con la necessità di andare lontanto - la scoperta a volte può essere anche in un quartiere diverso.
Ora non sono più capace, la mia valigia sarà piena come se stessi via 6 mesi ed io, imbranata, avrò il batticuore quando scenderò a Roma Tiburtina e cercherò la metro. Conto sul fatto che mi vengano a prendere gli altri amici poeti.
Non ho voglia di invecchiare dentro, di sentire che per certe cose non è più ora: aprirò il cuore alla mia prima volta a Roma, alle luci e agli addobbi delle vie belle che mi scorreranno accanto, alle poesie che rileggeremo tutti insieme per trovare, tra tanti scritti bellissimi, i vincitori.
Ho provato a raccontarlo a mia nonna come una novità ieri sera, ma mi ha detto che sa già tutto, mia mamma la aggiorna sempre su tutto.
Ha 91 anni ma è più brillante di me, non perde mezzo colpo e ama spettegolare di tutto quello che accade fuori dalla sua casa di riposo, si fa raccontare per filo e per segno cosa combinano le mie amiche storiche (che conosce tutte e di cui ricorda ogni particolare, anche quelli che io ho sepolto sotto tonnellate di ricordi più urgenti).
Allora abbiamo giocato col mio nuovo telefono, che fa anche le foto "da davanti" e le ho fatto vedere Simo che recita una poesia lunghissima.
Non ha battuto ciglio, come se questi spettacolari ritrovati della tecnica fossero "cose" e non "cose-senza-cui-non-posso-vivere".
Lei che mi raccontava che in guerra si festeggiava anche con le bucce di patata in tavola.
E il Natale era quello in cui arrivava un mandarino e qualche noce. Te credo.
Però gli orecchini nuovi tutti sberluccicanti e intonati alla maglia li ha messi su subito e il profumo ("solo roll-on così lo tengo in borsetta a portata di mano") era proprio quello che voleva. Non si invecchia anche a guardar brillare gli orecchini allo specchio.
Bòn, vado a fare la valigia. Ma torno, Enrico, e ti richiamo all'ordine, che abbiamo da finire un disco.
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lunedì 10 dicembre 2012
:: Xmas flash ::
Come tutti, anche noi.
Decorazioni, alberi e presepe.
Ma quest'anno c'è una sorpresa in più: le statuine di mia mamma, che arrivano dagli anni '40 e hanno i personaggi di gesso con un'aura hollywoodiana (la donnina che porta le uova è Gina Lollobrigida bionda, ne sono certa).
Mia mamma si è commossa a tirar fuori così tanti ricordi e vederli tra le mani di Simone per la prima volta.
Enrico ed io eravamo felici.
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mercoledì 21 dicembre 2011
:: non c'è 2 senza 3 ::
Il mio post precedente su Cuore di Maglia e sul progetto dei Sacchi Nanna coi Gufi ha generato una corrente di entusiasmo e di voglia di fare, non potete immaginare quanto questo mi abbia reso felice.
Scrivere di cosa faccio e leggere nelle mail e nei commenti al post che qualcuno di voi imbraccia i ferri e fa lo stesso è entusiasmante.
Quindi grazie, davvero.
E, come avevo scritto già allora, in corso c'è stato un nuovo Sacco Nanna, questa volta con qualche treccia e tante strisce (io AMO le strisce, farei tutto, il mondo intero a righe!!!), ora già lavato e impacchettato, pronto insieme all'altro per la sede di Cuore di Maglia che provvederà a mandarlo agli Ospedali Pediatrici insieme a tutti gli altri Sacchi Nanna che arrivano da ovunque.
Avete visto le ultime foto? Non viene anche a voi da fare qualche giro ai ferri?
A me sì.
Ed è per questo che ho già montato le maglie con una splendida lana merino e seta color vaniglia.
E ho iniziato il terzo Sacco, di nuovo a modo mio.
Questo è il mio ultimo post prima dell'anno nuovo.
Da domani il mio tempo sarà dedicato a finire gli ultimi lavori rimasti (fino a venerdì), poi alla mia famiglia.
Ci leggiamo l'anno prossimo?
Auguri a voi.
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venerdì 16 dicembre 2011
Auto da fé
Buon Natale un cazzo. Già
non l'ho mai amata questa festa, ma quest'anno sto toccando il minimo
storico. Caos in ogni supermercato in cui entri (e girando parecchio
so di cosa parlo), che fa passare la voglia di far la spesa (casomai
ne avessi in esubero); bombardamento in televisione di spot di
giocattoli, che mio figlio continua a tartassarmi: “Possiamo
aggiungere anche questo alla lettera di Babbo Natale? Buttiamo quella
vecchia e..”. In rete è tutta una competizione tra le mammine di
chi ce l'ha più bello (il lavoretto), che se non avessi le spalle
grosse che mi ritrovo, mi sarei già fatta venire l'ansia da
prestazione.
![]() |
| un po' di ironia ce vo' |
Punto 1: pazienza,
figlio mio, quest'anno non potrò ancora inculcarti la gioia di dare
senza ricevere, di cosa sia davvero il Natale (per noi che crediamo o
forse no e in che cosa non si sa), blablabla.. e puppati l'aspetto
commerciale, l'anno prossimo raddrizzeremo il tiro.
Punto 2: l'anno
scorso avevo un sacco di tempo libero, incluso quello per scegliere
ad hoc i regali, per lui e per gli altri. Quest'anno non ho neanche
il tempo di tagliargli le unghie, figuriamoci quello per le
metamenate (ti rubo il termine, Mamma F, posso?) su plastica o legno,
arriva quello che arriva e già grazie che arrivi qualcosa, visti i
tempi..
Punto 3: di fare
lavoretti lui non ne ha voglia, io nemmeno. Quando gliene verrà,
patteggeremo.
Punto 4: che sono
una madre degenere già lo so; poteva però andargli molto peggio.
Musica di A
Christmas Carol in dissolvenza..
martedì 13 dicembre 2011
:: i gufi e un anticipo di Natale ::
Anche quest'anno il nostro Natale sarà pagano come già in precedenza.
Lo scrivevo qui a dicembre scorso: "per noi (buddhisti) il Natale diventa una festa dedicata alla meditazione, alla famiglia ed ai bambini, scegliamo di celebrare un 25 dicembre di pensieri invernali di pace e di auguri a chi è Cristiano in modo da trasformare questa ricorrenza in un'occasione per un abbraccio in più a tutti".
Io semplicemente ODIO andare in giro per negozi, in mezzo alla confusione, pensando a qualcosa da comprare per rendere felice (??) qualcuno a Natale, sia questi mio figlio, un parente, un amichetto.
E trovo sia un pessimo esempio per mio figlio andare a fare shopping di Natale insieme, accapigliandosi nella folla e aspettando in coda pacchi e transazioni bancomat.
Mi piacerebbe che fin d'ora, Simo associasse il periodo natalizio con il tentativo di trovare un po' di tempo da dedicare agli altri con generosità, con quell'altruismo che deriva dal dare senza ricevere niente in cambio.
Che il do ut des dello scambio di pacchetti gareggianti al chi ce l'ha più grosso già ci tocca comunque fuori casa.
E sono certa che il modo migliore per capire sia fare e veder fare.
Così ho cercato di spicciarmi e una delle robe felici di questo periodo è completata: il primo sacco coi gufi per gli ospedali pediatrici (li vedete i gufetti nella foto sopra? non è meraviglioso questo schema?) .
Lo scrivevo qui a dicembre scorso: "per noi (buddhisti) il Natale diventa una festa dedicata alla meditazione, alla famiglia ed ai bambini, scegliamo di celebrare un 25 dicembre di pensieri invernali di pace e di auguri a chi è Cristiano in modo da trasformare questa ricorrenza in un'occasione per un abbraccio in più a tutti".
Io semplicemente ODIO andare in giro per negozi, in mezzo alla confusione, pensando a qualcosa da comprare per rendere felice (??) qualcuno a Natale, sia questi mio figlio, un parente, un amichetto.
E trovo sia un pessimo esempio per mio figlio andare a fare shopping di Natale insieme, accapigliandosi nella folla e aspettando in coda pacchi e transazioni bancomat.
Mi piacerebbe che fin d'ora, Simo associasse il periodo natalizio con il tentativo di trovare un po' di tempo da dedicare agli altri con generosità, con quell'altruismo che deriva dal dare senza ricevere niente in cambio.
Che il do ut des dello scambio di pacchetti gareggianti al chi ce l'ha più grosso già ci tocca comunque fuori casa.
E sono certa che il modo migliore per capire sia fare e veder fare.
Così ho cercato di spicciarmi e una delle robe felici di questo periodo è completata: il primo sacco coi gufi per gli ospedali pediatrici (li vedete i gufetti nella foto sopra? non è meraviglioso questo schema?) .
Quando chiesi lo schema a Cuore di Maglia l'estate passata, lessi con raccapriccio le righe una dopo l'altra, non capendo quasi nulla.
Arabo, incomprensibile linguaggio in codice.
Poi ho studiato e imparato, piano piano coi regali per mia mamma e per Silvia.
Ora ce l'ho fatta, e ho già le maglie montate per il secondo sacco: questa volta lo schema è "mio".
Arabo, incomprensibile linguaggio in codice.
Poi ho studiato e imparato, piano piano coi regali per mia mamma e per Silvia.
Ora ce l'ho fatta, e ho già le maglie montate per il secondo sacco: questa volta lo schema è "mio".
Simone mi chiede cosa faccio e io glielo racconto, come gli spiego che prenderemo il treno e proveremo a consegnarli di persona questi regali.
Anche il treno farà parte del tempo regalato, la passeggiata per Alessandria, la ricerca della sede di Cuore di Maglia, proprio come i sacchi e i minibody.
E sapere che un bambino prematuro (come fu Simone) riceverà da lui e da noi l'abbraccio di Natale nell'incubatrice: questo è già un anticipo di Natale.
Anche il treno farà parte del tempo regalato, la passeggiata per Alessandria, la ricerca della sede di Cuore di Maglia, proprio come i sacchi e i minibody.
E sapere che un bambino prematuro (come fu Simone) riceverà da lui e da noi l'abbraccio di Natale nell'incubatrice: questo è già un anticipo di Natale.
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sabato 10 dicembre 2011
:: uguale negli anni ::
Di nuovo qui come un anno fa.
In merito alle festività copierò e incollerò di tanto in tanto ciò che scrivevo l'anno scorso, un po' perchè sono felice di non aver cambiato idea, un po' perchè mi piacerebbe sapere se l'avete cambiata voi oppure no.
Eccovi di seguito il post dell'anno scorso.
Ah, l'albero noi l'abbiamo fatto ieri (e lo sgabellino copiato dal THIS MOMENT di Mamma C. ci è servito un mucchio!) e Babbo Natale lo aspettiamo nello stesso modo del dicembre scorso.
In merito alle festività copierò e incollerò di tanto in tanto ciò che scrivevo l'anno scorso, un po' perchè sono felice di non aver cambiato idea, un po' perchè mi piacerebbe sapere se l'avete cambiata voi oppure no.
Eccovi di seguito il post dell'anno scorso.
Ah, l'albero noi l'abbiamo fatto ieri (e lo sgabellino copiato dal THIS MOMENT di Mamma C. ci è servito un mucchio!) e Babbo Natale lo aspettiamo nello stesso modo del dicembre scorso.
*****************
(21.10.2010)
La comunità delle mamme blogger è autoreferenziale; ciò nonostante ha al suo interno un mucchio di correnti di pensiero diverso.
Mi diverte la cosa, perchè mi immagino un mondo in cui tutte le mamme siano così impegnate (sbagliando, rifacendo, riprovando e trovando) a capire i loro figli e il ruolo familiare e sociale che si sono beccate tra capo e collo come accade nella rete.
Sarebbe bellissimo.
Non so se ci pensate mai, ma non è che fuori dal web se ci si incontra al parco e si dice:"io preferisco il lettino montessori" ci si sente rispondere "io invece preferisco il co-sleeping fino ai 3 anni".
No, al parco (lo eleggo luogo simbolo, ma vale anche un parrucchiere, un posto di lavoro nella pausa pranzo, un viaggio in treno, etc..) ti si guarda come un marziano.
Osi dire che la tv la accendi di rado? Non dico averla strappata con le pinze dalla parete, dico centellinata: ti becchi le occhiate da micragnosa alternativa.
Dici che a tuo figlio a Natale hai comprato solo (poche) cose in legno e i regali li hai confezionati tu o acquistati in giro per l'Europa e te li sei fatti spedire a casa perchè non hai tempo di andare a comprarli? Ma cosa c'avranno di particolare che non c'è al supermercatino sotto casa, al Toy's o all'Iperbimbo? E' quella la domanda che aleggia no?
In rete invece si discute su tutto, anche sui regali di Natale: quanti e come farli ai bambini, chi ricorda le delusioni dell'infanzia quando spacchettava regali non richiesti, chi rimpiange i doni di cuore fatti a mano alla faccia del supertecno.
Io sono felice di un paio di cose, per il Natale di Simo: la prima è che lui, più di tutto, vuole che passi Babbo Natale e gli lasci un regalo, ma non ha mai chiesto qualcosa in particolare. Lui è proprio l'evento che vuole, e la cosa mi rende soddisfatta perchè non potrei avere conferma migliore della nostra decrescita felice. La seconda è che non saprebbe cosa chiedere, visto con quanta difficoltà passa il concetto voglio-compro a casa nostra; spesso è voglio-costruisco.
Questo per quanto riguarda noi, il nostro Natale, il nostro Babbo Natale e la nostra festa.
Poi inizia la girandola dei parenti, noi ne abbiamo tanti e tutti generosi, che però regalano cose scelte col criterio di chi non ha figli, di chi vive ben radicato nell'oggi, nella moda e nella tendenza; il risultato è che subito dopo il nostro Natale, ci arriva un fiume in piena di plastica, oggetti roboanti, colorati e fiammeggianti, saltellanti, sparacchianti che non si sa cosa farne.
I primi due Natali seri di Simo (il primo lo tralascio che aveva 4 mesi) me ne preoccupavo, temevo che i miei sforzi di insegnare ad amare i materiali naturali e le cose fatte con cura fossero vanificati da quell'orda di consumismo tutta insieme.
Balle.
Abbiamo un robot di plastica sparacchiante che sta a languire sul portico da un anno (ogni tanto rientra, sparacchia un pomeriggio e poi viene rimesso via per mesi), un cane che abbaia e lecca con una disgustosa lingua in silicone su un sedile della macchina da altrettanto tempo senza che nessuno l'abbia mai considerato, una macchina telecomandata dell'uomo ragno che fa normalissime corse con le altre macchine e non gode di preferenze.
Insomma, quello che si sceglie per i figli tutto l'anno il segno lo lascia, anche a Natale.
O almeno a 3 anni va così. Dopo non lo so, ma ne dubito (le scuole elementari pare siano un ottimo terreno di confronto tra brand, marchi e marche a più non posso...).
Certa di questo, lascio la libertà a tutti di regalarci qualsiasi cosa, non ho più cuore di raccomandare le mie preferenze per l'ennesimo anno: come la penso ormai lo sanno tutti, non c'è uno che non conosca la mia crociata a favore dei giochi naturali.
Frega niente? Pace. Regalate cosa volete.
Quello che ci piace lo terremo, il resto finirà, come già accaduto, nelle case di bimbi più poveri e che hanno mamme così occupate a sopravvivere da non aver tempo di farsi le pippe mentali su legno e marchi come faccio io.
I primi due Natali seri di Simo (il primo lo tralascio che aveva 4 mesi) me ne preoccupavo, temevo che i miei sforzi di insegnare ad amare i materiali naturali e le cose fatte con cura fossero vanificati da quell'orda di consumismo tutta insieme.
Balle.
Abbiamo un robot di plastica sparacchiante che sta a languire sul portico da un anno (ogni tanto rientra, sparacchia un pomeriggio e poi viene rimesso via per mesi), un cane che abbaia e lecca con una disgustosa lingua in silicone su un sedile della macchina da altrettanto tempo senza che nessuno l'abbia mai considerato, una macchina telecomandata dell'uomo ragno che fa normalissime corse con le altre macchine e non gode di preferenze.
Insomma, quello che si sceglie per i figli tutto l'anno il segno lo lascia, anche a Natale.
O almeno a 3 anni va così. Dopo non lo so, ma ne dubito (le scuole elementari pare siano un ottimo terreno di confronto tra brand, marchi e marche a più non posso...).
Certa di questo, lascio la libertà a tutti di regalarci qualsiasi cosa, non ho più cuore di raccomandare le mie preferenze per l'ennesimo anno: come la penso ormai lo sanno tutti, non c'è uno che non conosca la mia crociata a favore dei giochi naturali.
Frega niente? Pace. Regalate cosa volete.
Quello che ci piace lo terremo, il resto finirà, come già accaduto, nelle case di bimbi più poveri e che hanno mamme così occupate a sopravvivere da non aver tempo di farsi le pippe mentali su legno e marchi come faccio io.
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martedì 6 dicembre 2011
:: il mio nuovo Miracolo di Natale ::
Da allora qualche volta abbiamo parlato di nonno Renato che sta in cielo, ma è un argomento a cui mi avvicino sempre con cautela, per fare in modo che le domande di Simone vengano pian piano, quasi già accompagnate da risposte adatte a lui.
Poi ha preso i pennarelli, ha disegnato veloce due figure volanti sopra la casa e ha detto di getto: "Sono nonno Renato e nonno Amedeo" (suo nonno e mio nonno).
Buon Natale a me, che sono felice.
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