Da grande vuol fare il muratore di lavoro e il cuoco per hobby.
Ha chiaro che non gli piace scrivere, ma conta, somma e sottrae come un commerciante scaltro. Ama far andare le mani, la concentrazione verrà poi.
Mio figlio vola, non solo sulle giostre. E' svanito e distratto, un po' grossolano e tanto, tanto sentimentale.
Così sentimentale che la prima volta che ha avuto in mano un videogame (dove si guidava una macchina in un circuito) si è emozionato così tanto a giocare, si è agitato a tal punto che è andato a vomitare.
"Mamma, togli quel gioco dal cellulare, mi fa star male": maturità di un quindicenne in un corpo di cinquenne, come dice Anna Maria.
Poi son venuti gli angry birds, con la raccolta punti dei pelouche di un centro commerciale, quando nemmeno ci interessava altro che il fatto che fossero morbidi.
E alla fine il videogioco sul mio cellulare (che ho supervisionato prima, per capire se era eccessivamente ansiogeno e no, non lo era eccessivamente).
Inutile che vi dica che il tempo serale che c'ho messo io a capirne il funzionamento a lui è bastato per vincere e passare di livello più e più volte.
Si schioppano i maiali mediante degli uccelli incazzosi tirati a bomba con una fionda: poco animalista, comunque sempre qualcosa di distruttivo.
Leggevo il post di Giulia su sua figlia che fa roccia a 4 anni e a lei tremano le gambe.
Io vado in fissa con la tecnologia: continuo a pensare che le mani che imparano a fare, poi saranno le migliori su quei tastini tecnologici, mentre le mani che imparano lì le cose principali, non avranno esperienza del reale.
E che palle però!
Mi annoio da me a dirla. Cioè, se me la dicesse qualcunaltro, esattamente così, cosa rispondere io?
Sfodererei il solito blaterone sul giusto mezzo buddhista.
Ecco, oggi lo uso con me e mi domando se sono stata capace di trovare la via di mezzo, di compensare il tempo passato a fiodare uccellini virtuali con un reale "davvero reale", un reale di qualità.
In questi giorni abbiamo fatto dei vasetti con la pasta di sale, li abbiamo cotti e dipinti.
Io vado in fissa con la tecnologia: continuo a pensare che le mani che imparano a fare, poi saranno le migliori su quei tastini tecnologici, mentre le mani che imparano lì le cose principali, non avranno esperienza del reale.
E che palle però!
Mi annoio da me a dirla. Cioè, se me la dicesse qualcunaltro, esattamente così, cosa rispondere io?
Sfodererei il solito blaterone sul giusto mezzo buddhista.
Ecco, oggi lo uso con me e mi domando se sono stata capace di trovare la via di mezzo, di compensare il tempo passato a fiodare uccellini virtuali con un reale "davvero reale", un reale di qualità.
In questi giorni abbiamo fatto dei vasetti con la pasta di sale, li abbiamo cotti e dipinti.
Abbiamo preparato il pane come molte domeniche, impastando, impastando.
Abbiamo pestato cumino, cordiandolo, chiodi di garofano, cardamomo e cannella per la base del nostro cous-cous con il mortaio di pietra.
Abbiamo cucito insieme una nuova sacca per la Scuola con la stoffa scelta on line da Simone mettendoci quasi un pomeriggio.
E poi abbiamo camminato e corso col cane, colorato, scritto una lettera al nostro migliore amico, costruito un milione di torri coi lego...
Vabbè dai, vincono ancora le mani reali contro le fionde virtuali.
Eppoi dovreste sentirlo urlare: "Mamma sei ganza!!!" quando lo aiuto a bombardare i maiali verdi: ci divertiamo un sacco.







