Visualizzazione post con etichetta escursioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta escursioni. Mostra tutti i post

venerdì 10 agosto 2012

Pensavo peggio

Per me che ho la montagna dentro, l'idea di una vacanza al mare non è cosa facile da digerire. Ad alleggerire lo spirito, la prospettiva di quindici giorni di campeggio. Una soluzione comoda: roulotte, cucinino e veranda, non la tenda, accampata alla bene e meglio, cui sono avvezza. Sicuramente per i due squatter c'è di che divertirsi.. Ghiaia, terra, foglie secche da calpestare. Una pompa dell'acqua con cui rinfrescarsi. Non ho mai visto i miei proli così infangati (in effetti per muovere i primi passi e gattonare, terra ed acqua insieme sono l'ideale..) e così sereni.
Devo poi ammettere che la nostra Romagna è talmente ospitale che allarga il cuore: lasciarli liberi di girare, conoscere, sperimentare, in un contesto sicuro e familiare.
 Pit stop in autogrill per il cambio (ahemm, nel bagagliaio della macchina)..


In giro per la città..



Stasera qualcuno mangia vongole..

..qualcun altro fiorentina!

Uomo avvisato..

La zattera per attraversare il canale..

 Un mito..

Imbarcazioni storiche..

Prime condivisioni: iniziamo dal letto.

To be continued..

giovedì 13 ottobre 2011

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Da piccola volevo fare l'astronoma. Sognavo un futuro dietro ad un telescopio ed ho iniziato a farmi le basi con un atlante stellare, bottino conquistato a fatica, dopo una dura lotta con una zia che voleva regalarmi l'ennesimo libro da donnina. Ho abitato poco sotto la collina dell'osservatorio per così tanto tempo, che quando mi sono trasferita in città mi ha fatto davvero strano non vedere più le sue cupole dalla finestra, eppure non ero mai andata a vederlo, rinviando la visita ad un tempo in cui avessi le conoscenze per assaporarlo in tutte le sue sfaccettature, pregustandomelo come si fa con le decorazioni di cioccolato sul bordo delle torte. Poi con l'età le idee si chiariscono e sono passata dalle stelle alle stalle, ma questa è un'altra storia.
Ho rivelato questo mio sogno infantil-adolescenziale per far capire con che timore reverenziale sono entrata domenica scorsa nel Museo dell'Astronomia e dello Spazio di Pino Torinese (Mamma F, ti abbiamo pensato tantissimo, dobbiamo assolutamente tornarci insieme!!).

Veniamo accolti da personale molto carino e disponibile, che ci guida all'interno della struttura: quattro piani di viaggio nello spazio, organizzati didatticamente in senso cronologico, dalle prime scoperte dell'Uomo, alle ultime foto arrivate dai satelliti.




Abbiamo optato per la visita guidata ed è stata una scelta azzeccata: una futura Margherita Hack ci ha illustrato passo dopo passo le varie zone del museo, intrattenendoci tra telescopi ed esperimenti sulla gravità.




Molte aree sono interattive ed è stata una manna per Matt, cui non pareva vero di poter schiacciare qualche bottone..




Il planetarium all'interno del museo è fantastico: anzichè avere quegli immensi macchinari che si spostano per tutto il soffitto, questo è digitale, il che significa che sei proiettori permettono la formazione di immagini spettacolari..


Ci siamo poi iscritti ad un laboratorio per bambini (target d'età: 3-7 anni)


un po' troppo complesso, forse, per cui a metà dell'opera abbiamo ringraziato e salutato, per scappare nuovamente alle postazioni interattive ("Mamma, ci sono le palline che girano girano e poi vanno giù nel buco!", la forza di gravità secondo un treenne)



Grazie ad un ascensore comodissimo, anche Viola ci ha seguito per tutto il percorso (gradendo in particolar modo il planetario: buio e musica soffusa l'hanno intrattenuta benissimo)

Splendida giornata, anche se avremmo voluto sbirciare un po' di più attraverso i telescopi, ma ci conviene tenere d'occhio il programma del museo, che organizza serate di sola osservazione.


lunedì 25 luglio 2011

In carrozza!!

Domenica. Giorno da lupi, marca anche pioggia. Che fare?

Un'idea divertente per fare due passi e respirare un po' d'aria fuori casa è stato il giro sulla cremagliera di Torino, la famosa "Dentera", quella che porta alla Basilica di Superga. Un must per i turisti, ma gradevole anche per noi autoctoni, soprattuto se corredati di prole.
Zainetto con mantellina e stivali pronto, due macchinine giusto per ingannare l'attesa e tanta voglia di salire su un trenino storico.

Vicino alla biglietteria, ci accoglie un piccolo museo dell'ATM, la società di trasporti torinese (ora si chiama GTT, ma ancora non mi abituo). Un piccolo tesoro di foto d'epoca, che ritraggono la nostra città in pose incredibili.
Alcuni strani apparecchi, che neanche i cartellini illustrativi aiutano a capire a cosa servissero. Un plastico di una stazione e di un cambio ferroviario irretisce il giovane, che per tutto il giorno ci rintronerà con la tititera: "Mi compri quel treno Berde??"
Porta Nuova..
Piazza Vittorio..

Io la linea 1 me la ricordo ancora così...

la guerra...

Giardini reali? Corso San Maurizio? Non riesco ad orientarmi, ma è sempre la mia mitica 18..

Per me alta tecnologia.. O_o (bellissima la maschera)

E finalmente è ora di salire: tutti a bordo!! Suono di sirena, che ricordo solo in qualche film di Rossellini, ad annunciare la partenza, poi qualche cigolio. Ma lo spettacolo che ci si presenta è davvero suggestivo. Complice la giornata nebbiosa, ho un deja vu che mi riporta ad un viaggio in Foresta Nera, lo scenario era simile. Il pargolo è azzittito, tutto intento a gustarsi il viaggio in "treno" ed a guardarsi attorno. Gli occhi ci rivelano che per lui è un grande momento.
train to nowhere

Sei minuti passano in fretta ed il viaggio termina di fronte all'immensa Basilica. Un giro all'interno a rimirare questo capolavoro, un'occhiata alla città dall'alto, poi una corsa seguendo il sentiero per il Parco Naturale della collina. Poco più in là si passa davanti ad un muraglione semidistrutto e per Matt una tragedia viene raccontata come una storia, quella di una grande squadra di calcio che perse la vita sulla cima di questa collina, in seguito ad un incidente aereo. Una lapide commemorativa e le sciarpe di alcuni tifosi ne tengono ancora viva la memoria in questo luogo senza tempo.

Inizia a scendere qualche goccia di pioggia. Prima di essere sorpresi dal temporale, corriamo a riprendere la cremagliera che ci porterà nuovamente in città. Una pizza ed un gelato tra poco soddisferanno altre nostre voglie.
Non si vede, ma è la sagoma di una mucca...


PS: Questo post è moooolto carinamente incluso tra i viaggi emotivi di Stima di Danno e Vogliounamelablu. Grazieeee!!