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mercoledì 24 agosto 2011

.. e Viola fu!


Ok, è andata. Forse non tutto come avevo previsto, ma è andata.
Per qualche sera dolori alla ferita del cesareo precedente, poi telefonata alla ginecologa e ricovero il giorno successivo. Di nuovo un cesareo. Incognita sull'ora dell'intervento, poi alle 16 vestita a festa col camicino sexy, barella e via, portata in sala chirurgica. 

Direi che ho tenuto bene fin lì, finchè non mi hanno parcheggiato in sala, sotto le lampade scialitiche che ben conosco, in attesa di anestesista e chirurgo, sola con le mie ansie e le mie paure. E lì ho sbottato. Un pianto a dirotto, in parte per la tensione, molto per l'emozione di incontrare a breve questa nuova vita, questa piccola appendice di me che non ho smesso di sentir muovere come un'anguilla finchè ho avuto la sensibilità della pancia. Poi è iniziato il giro di walzer: arriva l'anestesista con la sua equipe, flebo, misurazione della pressione, anestesia spinale. In quattro e quattr'otto sono anche arrivati ostetriche e  chirurgo e il suo specializzando. Il bello di un intervento in anestesia spinale è che si vive tutta l'operazione sentendo le manovre, ma non avvertendo il dolore. Ho aspettato per tutto il tempo quella sensazione di “svuotamento” che avevo avvertito per Matt e quando è arrivata, hanno abbassato una frazione di secondo il telino che mi divideva da Viola ed ho intravisto un culetto, due braccine ed il cordone che ancora la legava a me. 

Credo di aver chiesto quaranta volte perchè non piangesse, poi è arrivato il suo primo vagito, all'unisono col mio. In un attimo l'hanno avvolta in un telino e me l'hanno messa vicino. E se per Matt l'emozione era così forte che non ho saputo come reagire e sono rimasta imbambolata, con Viola è stato un attimo coprirla di baci, giusto per stabilire l'imprinting, lei su di me. Poi la visita pediatrica,  la valutazione dell'indice di Apgar, la pesata e di corsa tra le braccia del papà e della nonna. 

 l'amour..ena, giorno 2

Insomma: direi tutto bene: lei sana, io sopravvissuta, papà e nonni in lacrime di gioia.. Della solidarietà e del forte legame che si crea tra tre mamme-bis rinchiuse in una camera d'ospedale per quattro giorni racconterò in un secondo momento.

Ah: alla specializzanda anestesista che ha giocato a freccette ben tre volte con il mio midollo spinale mando i miei più cari saluti..


domenica 14 agosto 2011

Dormi, non pensare!

Ci siamo. Il countdown segna -2 e da un paio di sere sono comparsi dolori a livello della ferita del vecchio TC. La ginecologa mi dice che potrebbe essere una controindicazione per il parto naturale. L'ultima sorpresa di questa  gravidanza. Stasera due compresse di miorilassante e domani visita in pronto soccorso per decidere come procedere.
"Dormi, -mi dico- ché domani potresti aver bisogno di essere riposata" , ma non ce la faccio. Ecco che si presentano, inesorabili, i fantasmi dell'altro parto: il ricovero urgente, l'induzione fallita, la paura per Matteo e per me. Pensavo di essere più forte questa volta, di averli scacciati e di potermi avvicinare con più serenità all'incontro con mia figlia. Invece la ferita brucia e brucia molto più di quanto immaginassi..


Ansie, gioia, mille pensieri, sentimenti contrastanti. Uno pensa che nove mesi siano sufficienti per prepararsi e poi in poche ore scopre che ne vorrebbe altri nove. Poi però dall'altra ho una voglia matta di conoscere quell'essere che si agita come una matta nella mia pancia, che ogni giorno scandisce i miei ritmi, riceve le mie carezze ed ascolta le mille cose che ho da raccontarle.

Mi aggiro per la casa, anima in pena, per darmi un senso e sistemo le ultime cose: gonfio il fasciatoio sulla lavatrice, raccolgo il bucato, congelo il sugo. Non so cosa succeda domani, se sia il grande giorno oppure no. So solo che ho smesso di essere il leone che tutti si aspettano che io sia ed ho paura.


giovedì 21 luglio 2011

Di cicogne, cavoli, api e fiori..

Antefatto
Durante una passeggiata con amici, il piccolo L., della stessa età di Matt, mi guarda la pancia incuriosito. La madre spiega: "C'è una bimba lì dentro". Ancora più incuriosito, L. solleva la mia maglietta ed inizia ad incalzare con le domande: "Ma dove?", "Ma non la vedo", "Ma sotto la maglia non c'è!!!".. Leggo nei suoi occhi un'estrema curiosità e la tentazione di appagare la sua fame di conoscenza è forte, ma non è figlio mio e cautamente taccio. Mi aspetterei che fosse sua madre a parlare, ma silenzio anche da lì. Scena un po' imbarazzante, con L. che continua ad alzare ed abbassare la mia maglietta, cercando di scovare la bimba, che -carogna!- non vuole farsi vedere..
Fortunatamente Matt è più distante e non assiste alla scena, altrimenti avrebbe attaccato col discorso che qualche anno addietro i miei hanno fatto a me: "Ma no, è il papà che ha messo un semino nella mamma ed adesso sta crescendo Viola.."

Sarò impopolare, ma proprio non riesco a tacere..
Lungi da me il voler insegnare come gestire le cose in casa altrui, ma mi sono sentita davvero in imbarazzo. Possibile che questa mamma non abbia colto la palla al balzo (c'eravamo solo noi tre) per spiegare due cosine a suo figlio? O meglio: possibile che insieme al marito non abbiano pensato a come introdurre certi argomenti? Per altro è una coppia che sta cercando il secondo figlio, prima o poi dovranno rispondere a domande ben più pese..
Ora, care mammine, stiamo all'occhio, perché i nostri figli sono svegli, grandi osservatori e molto meno inibiti di quanto lo siamo noi ed a spiegare certe cose con naturalezza, le si rende belle e prive di stupidi tabù. Il discorso del semino, giusto o sbagliato che sia aver affrontato l'argomento così,  Matt l'ha perfettamente metabolizzato, forse anche perché il papà è giardiniere, ma ognuno di noi ha almeno una piantina in casa o sul balcone. O se non l'avesse, il classico germinatore di ovatta umida col fagiolo o col seme di mela potrebbe essere un buono spunto da cui partire.. Io mi sono ripromessa di non parlargli MAI e poi MAI di cavoli o cicogne o, peggio ancora, del supermercato dei bambini (da noi in Piemonte si usa chiedere alla futura madre: "Quando compra?"). Il mio impegno -anzi, il nostro impegno- di genitori è sempre stato quello di dirgli la verità, magari smussandone alcuni aspetti, ma di non prendere in giro la sua intelligenza.
Meglio che certe cose così delicate le spieghino i genitori, piuttosto che lo faccia qualcun altro in un modo che non condividiamo e che potrebbe lasciare brutti strascichi..

PS: Mi perdonerai, cara Stima, ma oggi la liason con il tuo Yin & Yang è prettamente visiva: osservando il Tao non ti viene in mente una gravidanza gemellare???

lunedì 4 luglio 2011

Sentirsi a casa

Leggeri. Nel momento, negli zaini, nei pensieri.
Lui al mare, noi in montagna. Una gita domenicale ristoratrice, nella temperatura e nei colori. Ma soprattutto nell'animo.
Una corsa a farsi proteggere in un abbraccio da questo villaggio, per me così importante, quasi come se fosse lui un utero ed io il feto. 
Lo stesso abbraccio che per qualche giorno conterrà anche Viola, appena si tufferà in questo mondo.
Ed il nesting instinct è anche questo: controllare che il posto sia ancora quello, caldo e accogliente, e ritrovare le solite case, i soliti visi, i propri punti fissi è un po' anche ritrovare se stessi.

lunedì 27 giugno 2011

"Fermati, attimo, sei bello!"

Una domenica serena, cara Stima. Niente corse, niente folla. Una piscina comunale, in cui da fidanzatini venivamo a smorzare le calde estati lavorative.
La coperta gialla di quando ero piccola io, intrisa di mille ricordi (le briciole no, quelle le ho rimosse) ha perso qualche frangia ed ha un bello squarcio su un lato, ma assolve ancora degnamente la sua funzione .
Il trasloco alle spalle, imminente la partenza di Matt coi nonni. Ultime gocce di felicità a tre.
Ora che la testa è sgombra da altro, è tempo di aspettare.

domenica 26 giugno 2011

Treni con le unghie

Alcuni mesi fa, ho ricevuto da una di voi un consiglio che ho deciso di seguire: in ospedale, mentre tutte le attenzioni saranno dirette verso la new entry, far trovare un pensierino per Matt, dicendogli che arriva da parte di Viola. Mi è sembrata un'idea geniale, per iniziare bene un rapporto che quasi certamente potrebbe creare, soprattuto all'inizio, qualche tensione. Così ho iniziato a sguinzagliare i cani: volevo che fosse un regalo molto desiderato, qualcosa che colpisse nel segno.

In effetti, pensandoci, sono parecchi mesi che Matt mi parla di un "treno con le unghie": avete presente quei mezzi di terra con benne dentate, tipo escavatori? Ecco, le "unghie" per lui sono i dentini delle benne. Applicatele ad un treno e... Alla faccia, un desiderio più complesso, no eh?

Illuminazione: tutto è iniziato questo inverno, guardando sul tubo le avventure di un famoso trenino.. Allora tra siti internet e non-stop di vari episodi mi sono fatta una cultura. Poi, forte del mio studio, ma curiosa di toccare con mano e scegliere il più consono, ho girato tutti i negozi più grossi di giocattoli di Torino ma nisba, "il modello da Lei scelto è esaurito, potrebbe essere disponibile presso il distributore a fine luglio", e certo, poi c'è la spedizione al negozio, poi la telefonata a me, e magari nel frattempo Viola è già bella che arrivata, come faccio???

Ordine alla cieca su "santo" internet, scelgo due modelli che mi sembrano avere "unghie" e via.. Ed oggi finalmente sono arrivati dall'Inghilterra!!! Fiuuuu, un pensiero in meno!


Non so se sarà proprio quello che volevi, Matt, ma credimi, Viola ci ha messo davvero tanto impegno!!!!

giovedì 7 aprile 2011

Io odio le bambole!!

Certe cose uno le aspetta per secoli, poi quando arrivano, non è pronto a riceverle. Neanche quando sono belle notizie.
Lunedì sono andata a ritirare i risultati dell'amniocentesi. Per prima cosa guardo se sono presenti malattie genetiche e vedo che è tutto a posto. Grosso, ma proprio grosso respiro di sollievo. Però mentre apro quella busta, l'occhio, carogna, mi è già caduto sul foglietto allegato. Un occhio curioso, ansioso, che sa che non deve guardare in giro, ma agisce di sua volontà, senza aspettare ordini dalla corteccia. E quell'occhio lì ha visto due lettere: XX, femmina. Sotto quell'enorme botte, che carinamente gli anglosassoni chiamano bell, "campana", sta albergando una bimba. Una bimba!!
L'ho aspettata tanto, con la prima gravidanza, la volevo disperatamente, al punto di piangere un po' per l'emozione, ma molto per la delusione, quando all'ecografia hanno visto che sarebbe stato un maschio.
la mia maglietta possibilista di lunedì

A questo giro invece è arrivata. Non l'aspettavo, come non aspettavo un maschio. Per tutto questo tempo ho solo sperato che fosse san*, del resto non mi importava.
Ma per festeggiare, soprattutto per far scemare la tensione accumulata in questo mese, mi sono data allo shopping: un paio di vestitini (non troppo leziosi, non li reggo), poi per par condicio sono andata a cercare un album dei dinosauri per Matt. E lì, nel negozio di giochi, la grande rivelazione: a vedere tutti i bambolotti, gli assi da stiro, gli aspirapolvere giocattolo ho avuto un moto di ribrezzo. Sono scoppiata in un pianto a dirotto. Io non ce la posso fare. Macchinine e draghe sono il mio terreno. Una psicologia lineare è il mio terreno. La semplicità è il mio terreno. E adesso? Come si gestisce una femmina? Come ci si relaziona ad un essere contorto, profondo, tutt'altro che trasparente? E se poi mi diventa "gne gne"? Resisterò alla tentazione dell'infanticidio?

Ed un passo indietro: sono innamorata pazza di mio figlio, con cui c'è un meraviglioso rapporto, creato in tre anni e pussa. Arriva di colpo un alieno, che urla, mangia e caga. A spanne so cosa preferisco avere accanto, ecco: bellino il bambolotto, ma ridatemi il figlio grande, ché dobbiamo parlare delle cose della vita, noi!
Come si fa a non avere preferenze? Saprò amare altrettanto un secondo figlio? Saprò evitare i confronti? Riuscirò ad esser equa? Mamme bis, ter e quater, aiuto!

Io poi ho sempre odiato le bambole. E non sopporto il colore rosa.

Così abbiamo deciso che si chiamerà Viola. Che sia di buon auspicio.

PS: Me lo dico da sola: la sera devo mangiare meno pesante! (Urca, quando parlano di crisi ormonali, ora so cosa intendono!)

sabato 5 marzo 2011

L'amniocentesi o del non giocare a dadi col destino

Non so voi, ma io la consapevolezza che sarei diventata madre l'ho raggiunta quando mi hanno detto: "Signora, è un maschio", durante l'ecografia delle 20 settimane, la "morfologica" insomma. Una volta saputo il sesso della vita che portavo in me, ho (finalmente) realizzato: "Uh cazzo (testuale, n.d.a.), sto per diventare madre!!". Sì perché con Matteo se non fosse stato per il test fatto le prime settimane e quel po' di pancia che sbordava dai pantaloni, non me ne sarei resa conto prima: non una nausea, non un dolore, sonno perfetto, niente sbalzi di umore (beh, sì, quando passava un passeggino, mi fiondavo dentro con espressione ebete ad ammirarne il contenuto, quello sì). Giusto l'alimentazione avevo variato, visto che, nonostante il mio lavoro sempre a contatto con i gatti, ero (e tuttora rimango) recettiva alla toxo, quindi addio insaccati crudi.
A questo giro invece la seppiolina che alberga in me s'è fatta sentire subito: un mese e mezzo di nausee e vomiti quasi ripetuti (momento in cui la povera Mamma F ha fatto i salti mortali per per far da istrione e pubblicare post per due), sbalzi di umore mica da poco (mio marito mi disconosce), non riesco già più a tenere Matt in braccio a lungo, notti insonni, di quelle che se mi va bene alle 5 sono in piedi, altrimenti alle 3 e mezzo sono già lì che panifico per la colazione, ma soprattutto se al primo mi definivano "primipara attempata" ('tacci loro!), a questo giro non sono più "primipara", ma rimango "attempata", per cui ho preferito ricorrere all'amniocentesi.


Per chi non lo sapesse, l'amniocentesi rimane l'unica indagine che dà certezza della presenza o meno di anomalie cromosomiche. Sì, perché col test integrato o col tritest si vive di statistica: i medici ti dicono che hai solo 1 probabilità su TOT che tuo figlio sia down o che soffra di altre sindromi correlate ad anomalie cromosomiche ed è secondo me come giocare a dadi col destino. Hanno un bel dire che il cut off (cioè il valore massimo che viene definito ancora come "negativo") del test è basso, per cui i risultati negativi sono davvero negativi, ma io personalmente non mi sono fidata ed ho preferito sottopormi all'amniocentesi.
Ora, io non ho una gran fede che mi supporta, ma anche l'avessi, non credo che un figlio sia sempre un dono e non so se avrei la forza ed il coraggio di trovarmi in situazioni poco piacevoli. Insomma, chi la pensa come me e nutre il desiderio di un figlio, sappia che il nostro caro Sistema Sanitario Nazionale sta passando l'amniocentesi ad esame di secondo livello. Cosa significa? Che chi vuole l'amniocentesi, a breve se la pagherà interamente, a meno che ci sia una positività al test integrato, che a questo punto diventa l'unica scelta diagnostica. Chi quindi diffida delle statistiche e cerca delle certezze, sarà costretto a sborsare delle belle cifre (si parla di 500-600 euro), e su questo gioca il nostro SSN: tutte le future mamme "over 35", con le dovute ansie che l'età avanzata (ehm!) comporta, rimpolperanno le casse del nostro già traballante sistemino. Ovviamente chi potrà, perché a quel prezzo non sarà così abbordabile da tutti..
Un altro particolare interessante: i medici che mi hanno fatto il terzo grado per sapere se ero davvero sicura di volermi sottoporre a questo esame erano maschietti, le mie due ginecologhe (consultorio e privata) non hanno battuto ciglio, anzi hanno annuito in segno di consenso.. Vuol dire qualcosa???
Quindi lunedì mi sono sottoposta a questa tortura (in realtà non fa più male di un'iniezione, il più è l'ansia di cosa possa succedere nei due giorni dopo..), bombardandomi di farmaci miorilassanti come da prescrizione della ginecologa, ed incrociando molto profanamente le dita. Ho scelto di eseguire anche il cosiddetto test rapido (TOTALMENTE a pagamento, cosa mi credevo?), quello che consente di avere già qualche risultato alle 72 ore, ed ho atteso tre giorni consumandomi tutte le unghie di cui sono fornita, anche se normalmente non me le mangio. Un paio di consigli a chi decide per l'amniocentesi:
  • preferite centri in cui ne fanno parecchie, dove quindi la manualità è ottima;
  • arrivate già informate (ovviamente), perché quello che fanno è sbattervi in mano un foglio per il consenso informato con due nozioni in croce;
  • state davvero a riposo due-tre giorni, il rischio di aborto per l'amnio è dell'1%, non è proprio poco;
  • ricordatevi codice fiscale e portafoglio, gli esami sono da pagare seduta stante (io ho pagato 105 euro per il test rapido e 72 e rotti di ticket per l'amniocentesi, parzialmente esente per l'età :|).
Per la cronaca: i due giorni di riposo assoluto sono stati un po' da ansia, pronta com'ero a drizzare le orecchie per ogni minimo dolorino, ma ne è valsa la pena sicuramente. La telefonata di giovedì mattina mi ha ridato la vita: test rapido negativo, fin qui tutto bene!