Stefania io ce l'ho avuta come compagna di classe per 5 anni al Liceo. Io ero volubile, irritante e esagerata, quindi a volte siamo state amiche, a volte no, e non ho dubbi che la responsabilità fosse mia e della mia personalità un po' debordante.

Lei invece era bionda e tranquilla, e buona. E stava spesso con "quelle buone", che i quaderni li trattavano bene, che le gonne le mettevano, che la sera uscivano ogni tanto a ballare (e non andavano a giocare a biliardo o a suonare come facevo io).
Poi black out, i telefonini e FB mica c'erano, era un addio vero fino a quando le coincidenze non riportavano nell'orbita di vita reciproca.
Io Stefi me la son persa, niente orbite, supponevo che avesse fatto l'Università (infatti), che si fosse laureata (infatti) e che avesse un bel lavoro (infatti); ignoravo i particolari, la Laurea in Lingue, i viaggi.
Poi, così come con Mamma C. , FB me l'ha riportata accanto e ho scoperto di essermi persa qualcosa in più della sua vita, qualcosa di grave, profondo e tremendo.
Qualcosa che tristemente ha accomunato lei alla mia famiglia.
Le ho chiesto di fare un "guest post" sul tumore al seno, lei che, alla mia età, è qui, sopravvissuta, scampata e salvata. Perchè su FB lei ogni tanto scrive e ricorda, conta gli anniversari ed è felice, di quella felicità nuova che si ha solo nelle seconde occasioni.
Vi lascio alla lettura delle splendide cose che ha scritto, con una preghiera: prendetevi tutte cura di voi, controllatevi, esaminatevi, tenete sempre la soglia di allarme alta e diffondete l'informazione sul tumore al seno.
Buona lettura e grazie Stefi.
E per un crudele scherzo del destino (capace di crudeltà insuperabili) in quel momento mi ritrovai seduta su una sedia verde, una sedia fredda ed esteticamente brutta - quel design industriale che ci ritroviamo ovunque si debba spendere poco, o dovunque le priorità siano altre.
Ho sempre creduto che il potere delle parole fosse il più forte e pericoloso del mondo: la parola può designare, descrivere, evocare, ma non riesce assolutamente a rendere la sensazione di ciò che avviene in una donna all’ascolto di quelle 6 lettere: t u m o r e .
Al seno, per l’esattezza.
Attorno non vedi più nulla. Sei tu e basta. Tu unica cosa a fuoco in un universo sfuocato, ma troppo vicino all’obiettivo per capire che si tratta di te.
Tu incredula: no, non è vero, non sta succedendo a me.
Tu che ti osservi in un film.
Invece sei proprio tu.
Ne prendi atto.
Deglutisci.
Prendi il telefono e chiami. Chiami tutti quelli che ti vengono in mente e che, per le più svariate ragioni hanno bisogno di sapere che tu hai il cancro.
Chiami il lavoro. Non tornerai al lavoro quel giorno. Perché hai un cancro. Non hai filtri. Dici le cose come stanno, senza renderti conto di quale notizia devastante stai dando a chi ti ascolta. Ma in fondo chi è più devastata di te??.
E poi chiami casa. E ritrovi tutti i filtri necessari. Perché tu stai male, ma devi proteggere dal dolore chi ti vuole bene. Perché le donne sono fatte così, con l’istinto di protezione tipico delle madri, anche quando madri non sono, ma sono figlie, nipoti, cugine, sorelle, amiche…
Ed inizia la danza. Balli seguendo una musica che non ti piace ma balli, perché è l’unica maniera per non soccombere. Perché non hai ancora 34 anni e vuoi ballare ancora a lungo nuove canzoni e musiche, ma quelle che piacciono a te.
E balli tra medici, analisi, notti insonni passate a toccare quel bastardo che ti sta crescendo dentro e che vorresti strappare con le tue stesse unghie.
Balli al lavoro, cercando un po’ di normalità quando di normale non c’è più nulla.
Balli in ospedale, aspettando che ti vengano a chiamare per dare un taglio ad un pezzo di te ed a ciò che inconsapevolmente hai creato.
Ed al risveglio una forza inspiegabile che ti alza dal letto e ti fa sentire già guarita.
E poi riprendi a ballare vedendo i tuoi capelli che cadono, le tue ciglia, le tue sopracciglia.
Balli quando aspetti il conato, che non si farà attendere.
Balli quando fatichi a tenere gli occhi aperti ed a fare le scale.
Balli tra gli sguardi degli estranei con le loro somme tirate a casaccio e quella aria di pietà negli occhi.
E mentre balli, scopri.
Scopri l’umiltà dei grandi e l’arroganza dei piccoli.
Scopri affetto ed amicizia dove non ti aspettavi, ritrovi amici perduti, e capisci che chi ti vuol bene non te lo dice ma te lo dimostra.
E comprendi quanto poco coraggio ci sia in tanti e quanto tanto in pochi.
E ballando capisci che c’è un mondo di sofferenza che neanche credevi di immaginare, ma mai come in quel mondo hai sentito la speranza pulsare.
BALLI PERCHE’ UN GIORNO TORNERAI A DANZARE UNA NUOVA VITA.
Perché dopo nulla è più come prima.
Perché dopo molte cose sono meglio, altre sono sbiadite, le grandi cose perdono valore, i piccoli e brevi momenti ne acquistano in maniera esponenziale.
Perché dopo balli con una consapevolezza diversa, la consapevolezza che forse i tuoi passi non saranno così aggraziati, la musica che senti tu non la sente nessuno ed hai il coraggio di danzarla a modo tuo!!!
Soltanto una cosa non è cambiata: il verde è ancora il mio colore preferito.
Poi black out, i telefonini e FB mica c'erano, era un addio vero fino a quando le coincidenze non riportavano nell'orbita di vita reciproca.
Io Stefi me la son persa, niente orbite, supponevo che avesse fatto l'Università (infatti), che si fosse laureata (infatti) e che avesse un bel lavoro (infatti); ignoravo i particolari, la Laurea in Lingue, i viaggi.
Poi, così come con Mamma C. , FB me l'ha riportata accanto e ho scoperto di essermi persa qualcosa in più della sua vita, qualcosa di grave, profondo e tremendo.
Qualcosa che tristemente ha accomunato lei alla mia famiglia.
Le ho chiesto di fare un "guest post" sul tumore al seno, lei che, alla mia età, è qui, sopravvissuta, scampata e salvata. Perchè su FB lei ogni tanto scrive e ricorda, conta gli anniversari ed è felice, di quella felicità nuova che si ha solo nelle seconde occasioni.
Vi lascio alla lettura delle splendide cose che ha scritto, con una preghiera: prendetevi tutte cura di voi, controllatevi, esaminatevi, tenete sempre la soglia di allarme alta e diffondete l'informazione sul tumore al seno.
Buona lettura e grazie Stefi.
************
Il verde è il mio colore preferito.E per un crudele scherzo del destino (capace di crudeltà insuperabili) in quel momento mi ritrovai seduta su una sedia verde, una sedia fredda ed esteticamente brutta - quel design industriale che ci ritroviamo ovunque si debba spendere poco, o dovunque le priorità siano altre.
Ho sempre creduto che il potere delle parole fosse il più forte e pericoloso del mondo: la parola può designare, descrivere, evocare, ma non riesce assolutamente a rendere la sensazione di ciò che avviene in una donna all’ascolto di quelle 6 lettere: t u m o r e .
Al seno, per l’esattezza.
Attorno non vedi più nulla. Sei tu e basta. Tu unica cosa a fuoco in un universo sfuocato, ma troppo vicino all’obiettivo per capire che si tratta di te.
Tu incredula: no, non è vero, non sta succedendo a me.
Tu che ti osservi in un film.
Invece sei proprio tu.
Ne prendi atto.
Deglutisci.
Prendi il telefono e chiami. Chiami tutti quelli che ti vengono in mente e che, per le più svariate ragioni hanno bisogno di sapere che tu hai il cancro.
Chiami il lavoro. Non tornerai al lavoro quel giorno. Perché hai un cancro. Non hai filtri. Dici le cose come stanno, senza renderti conto di quale notizia devastante stai dando a chi ti ascolta. Ma in fondo chi è più devastata di te??.
E poi chiami casa. E ritrovi tutti i filtri necessari. Perché tu stai male, ma devi proteggere dal dolore chi ti vuole bene. Perché le donne sono fatte così, con l’istinto di protezione tipico delle madri, anche quando madri non sono, ma sono figlie, nipoti, cugine, sorelle, amiche…
Ed inizia la danza. Balli seguendo una musica che non ti piace ma balli, perché è l’unica maniera per non soccombere. Perché non hai ancora 34 anni e vuoi ballare ancora a lungo nuove canzoni e musiche, ma quelle che piacciono a te.
E balli tra medici, analisi, notti insonni passate a toccare quel bastardo che ti sta crescendo dentro e che vorresti strappare con le tue stesse unghie.
Balli al lavoro, cercando un po’ di normalità quando di normale non c’è più nulla.
Balli in ospedale, aspettando che ti vengano a chiamare per dare un taglio ad un pezzo di te ed a ciò che inconsapevolmente hai creato.
Ed al risveglio una forza inspiegabile che ti alza dal letto e ti fa sentire già guarita.
E poi riprendi a ballare vedendo i tuoi capelli che cadono, le tue ciglia, le tue sopracciglia.
Balli quando aspetti il conato, che non si farà attendere.
Balli quando fatichi a tenere gli occhi aperti ed a fare le scale.
Balli tra gli sguardi degli estranei con le loro somme tirate a casaccio e quella aria di pietà negli occhi.
E mentre balli, scopri.
Scopri l’umiltà dei grandi e l’arroganza dei piccoli.
Scopri affetto ed amicizia dove non ti aspettavi, ritrovi amici perduti, e capisci che chi ti vuol bene non te lo dice ma te lo dimostra.
E comprendi quanto poco coraggio ci sia in tanti e quanto tanto in pochi.
E ballando capisci che c’è un mondo di sofferenza che neanche credevi di immaginare, ma mai come in quel mondo hai sentito la speranza pulsare.
BALLI PERCHE’ UN GIORNO TORNERAI A DANZARE UNA NUOVA VITA.
Perché dopo nulla è più come prima.
Perché dopo molte cose sono meglio, altre sono sbiadite, le grandi cose perdono valore, i piccoli e brevi momenti ne acquistano in maniera esponenziale.
Perché dopo balli con una consapevolezza diversa, la consapevolezza che forse i tuoi passi non saranno così aggraziati, la musica che senti tu non la sente nessuno ed hai il coraggio di danzarla a modo tuo!!!
Soltanto una cosa non è cambiata: il verde è ancora il mio colore preferito.

E' un mese che io e la mia collega dobbiamo prenotare la visita per il controllo.
RispondiEliminaIl primo.
Finora solo l'autopalpazione.
Grazie di questo post.
Mi serviva e oggi chiamo la dottoressa.
Brava! e se non ti desse soddisfazione ROMPILE LE PALLE!!!!! Stefania
Eliminaarrivo da 12 ore di malumore, vado a prendermi a calci nel culo.
RispondiEliminasuccede anche a me!!!!! ma per fortuna "dopo2 dura meno!!!!! Baci Stefania
Eliminaun bellissimo post... grazie.
RispondiEliminaGrazie a te per aver letto.
EliminaStefania
Grazie per aver condiviso, cercherò di trattenere la sensazione di corretta prospettiva che ci hai offerto il più a lungo possibile.
RispondiEliminaChe si sa, siamo esseri un po' stupidi, ma tanto forti quando serve.
Grazie
Grazie a osca per avermi dato l'input giusto.Vero, siamo stupidi a volte ma altrimenti sarebbe una noia!Ciao Stefania
EliminaCara Stefi e cara Mamma F.....è vero, dopo nulla è più come prima. Tra due giorni è l'anniversario dell'inizio della mia terza vita: la prima è quella che ho vissuto fino a 30 anni, la seconda è quando a 31 è nato mio figlio, e la terza è quella di chi ha superato un'ischemia cerebrale a 32.
RispondiEliminaTi sono vicina Stefi, ti abbraccio tanto!
Carola
un abbraccio a te ed alla tua nuova terza vita! Stefania
EliminaHo vissuto di riflesso la malattia di mia mamma e molte cose mi suonano davvero troppo familiari, faccio quasi fatica a leggerlo.
RispondiEliminaSi è tutti uguali di fronte a certe cose e tra chi ci è passato si forma una specie di sottile filo che ci lega anche se non ci conosciamo! un abbraccio a te ed alla tua mamma. Stefania
EliminaUn brivido mi ha percorso la schiena....
RispondiEliminaAlla mia vanità questo commento piace molto!!!!! Grazie Stefania
Eliminaaccidenti.
RispondiEliminafinito di leggere sospiri e dici. accidenti.
ho l'appuntamento il 28 marzo.
grazie.
un abbraccio stretto.
L.
Un abbraccio a te e il 28 terrò le dita incrociate! Stefania
EliminaQuanto coraggio hanno le donne! Rimango ammirata.
RispondiEliminaw le donne! il nostro istinto di sopravvivenza è così spiccato!Ciao
EliminaStefania
Ricordo la paura che ho avuto l'altro anno quando pensavo di aver toccato un nodulo al seno.
RispondiEliminaFeci subito l'ecografia e per fortuna era tutto a posto.
Non si pensa mai che possa succedere a noi, chissà perchè...
Un abbraccio alla tua amica.
un abbraccio a te!
EliminaStefania
Si fa quasi fatica a leggerlo perché va dritto al cuore delle nostre paure più profonde.
RispondiEliminaL'istinto sarebbe quello di mettere la testa sotto la sabbia: grazie per ricordarci di non farlo.
Fuori la testa! per quanto difficile possa essere!
EliminaGrazie a te!
Stefania
grazie.
RispondiEliminaa te!!
EliminaStefania
Grazie per questo post...Mi aiuta a pensare, a capire...Ho due famigliari che stanno combattendo contro il cancro...leggere la tua esperienza mi è certamente molto molto utile...grazie davvero!
RispondiEliminaTi capisco, dopo di me altri tre casi in famiglia. E' dura ma sta loro vicino, con tanta pazienza!
EliminaCiao
Stefania
Grazie, per la profondità e il coraggio con cui racconti. Arriva tutto.
RispondiEliminaBene, era il mio intento, arrivare in profondità e smuovere le cellule buone!!!
EliminaGrazie a te per la lettura.
Stefania
grazie a te per avermi letta!
RispondiEliminaStefania
GRAZIE A TUTTE!!!!!!!!!!!!NON MI ASPETTAVO TANTO!!!!
RispondiEliminaStefi
Ancora grazie a te, Stefi, non sai quanta gente ha condiviso su FB e Twitter, ne ha parlato e mi ha scritto. <3
EliminaBELLISSIMO!insomma ti tocca farmi da segretaria!
EliminaIl verde è anche il mio colore preferito.
RispondiElimina"Dopo balli con una consapevolezza diversa, la consapevolezza che forse i tuoi passi non saranno così aggraziati, la musica che senti tu non la sente nessuno ed hai il coraggio di danzarla a modo tuo!!!". Questo è ciò che penso anche io, credo sia un'esperienza comune a molte rinascite.
E la vita diventa più preziosa e la gioia consapevole.
Grazie Stefania, grazie.
Grazie Barbara!in fondo c'è un'araba fenice in tutte!!!!!
EliminaStefania
L'ho vissuto.Indirettamente.Per 10 anni accanto a mia mamma che ha sempre lottato, e per 10 anni ha sempre vinto. Ha perso solo una volta, l'ultima.
RispondiEliminaLa tua storia mi è arrivata precisa, come una lama affilata, dritta al cuore. E' ora di tirare la testa fuori dalla sabbia: lunedì si chiama il dottore. E' una promessa.
Ci conto!!!!!e ti dico una cosa: io, come tante altre "sopravviventi" (è il termine col quale la medicina definisce chi come me ce l'ha fatta) dobbiamo parte della nostra "fortuna" alle donne come tua mamma che hanno combattuto per tanti anni, permettendo alla medicina di fare quei passi avanti che ci hanno salvate. Il sacrificio di tua mamma non è stato vano! grazie!
EliminaStefania
Grazie anche da parte mia...
RispondiEliminadovere!!!!e grazie a voi...siete tantissime!!!!
Eliminagrazie mille per queste parole e la tua condivisione.
RispondiEliminaEster
beh...ci ho messo un po' a parlare...ma ne sono felice! grazie a te per la tua attenzione
EliminaStefania
Un post che tocca il cuore! Grazie!
RispondiEliminagrazie a te per aver letto....e soprattutto per avere un cuore!!Stefania
EliminaHo un groppo in gola che non riesco nemmeno a descrivere...
RispondiEliminaNella mia famiglia la parola "cancro" è stata pronunciata e vissuta più volte e purtroppo senza esiti positivi. E faccio davvero fatica a non mettere la testa sotto la sabbia, perché quando non hai vicino a te esperienze a lieto fine la paura di quella parola è ancora più grande. Ma quest'anno, a 36 anni, ho fatto la mia seconda mammografia perché la testa va tirata fuori per forza dalla sabbia...lo si deve ai propri figli, a chi ci ama e a se stessi. Sperando, in caso di brutte notizie, di tirar fuori anche solo un briciolo della forza, del coraggio e della dignità che io ho visto in mia madre e che tu hai perfettamente espresso con la tua esperienza e con il tuo racconto. Grazie.
ti capisco. Dopo di me altri tre casi nella mia famiglia. ma io sono l'unica ad essere qui, a poter scrivere. Ed arrivi al punto di sentirti quasi in colpa per questo tuo destino. Ma a tutto c'è un perché ed un giorno lo capirò! Ciao Stefania
EliminaCon i miei genitori entrambi "sopravviventi" ho imparato a mettere bene in fila le priorità e anche cosa significa prevenzione. Stefania, le tue parole sono bellissime e difficili per tutti i ricordi e tutte le sedie verdi che ho ancora negli occhi.
RispondiEliminaMettiamola così: il verde è la speranza!
EliminaGrazie a te per il tempo dedicato alla lettura.
Stefania
dopo nulla è come prima, non posso che concordare... un abbraccione forte.
RispondiEliminaoso dire che a volte è pure meglio! un abbraccio!
EliminaStefania
lo dico anche io, nonostante abbia una piccola tomba su cui piangere :)
Eliminae per questo hai tutta la mia ammirazione....e rispetto! Stefania
EliminaGrazie Stefi di aver ricordato con noi la tua terribile esperienza. Questo splendido post ha sicuramente scosso molti animi e se anche una sola di noi ha prenotato una visita o si è fatta l'autopalpazione, il tuo dolore è servito a qualcosa. Grazie ancora ed al prossimo anniversario voglio festeggiarti anche io! :)
RispondiEliminascherzi del destino...ieri, 23 marzo era l'anniversario del primo incontro con l'oncologo che mi avrebbe seguito durante la kemio (iniziata il 4 aprile)..lo ricordo perchè era anche il compleanno della mia mamma...non fu un gran regalo...ma senza dubbio utile.
RispondiEliminaSe anche una sola donna avrà fatto una visita in più per me è già un gran traguardo! Festeggeremo insieme!Sicuramente!!!!
L'immagine del verde che resta quando tutto dopo è diverso mi colpisce molto, mi ricorda che è possibile che la malattia ci cambi, ma non del tutto, e magari in meglio. E penso che la condivisione sia parte del quel verde... grazie.
RispondiEliminaVero, si cambia ma non si dimentica il prima...magari lo vede in una diversa prospettiva. Mai dimenticare...se si dimentica è come non aver vissuto! Buona domenica da Stefania
Eliminaun abbraccio infinito
RispondiEliminamia mamma è una sopravvissuta ... da 23 anni... da allora ogni momento è stata una gioia per noi stare insieme
Contraccambio l'abbraccio...a te ed alla tua mamma!!!!!!! Stefania
EliminaIo ho una mmmografia con priorità per un sospetto nodulo al seno, ma sono pronta a tutto dopo aver letto questo! Il verde lo voglio vedere sempre e soprattutto perché i miei bimbi hanno bisogno di me! Grazie
RispondiEliminaPrima di tutto aspetta l'esito (e fatti fare anche l'ecografia) e poi si vedrà, ma avere una forte motivazione per combattere è un ottimo punto di partenza! ed i figli penso siano la motivazione più valida!!!! un abbraccio
EliminaStefania
Stefania esito negativo...eco e ago aspirato per capire cos'è ma pare nulla di preoccupante. Grazie dell'abbraccio...ti ho pensata nei lunghi minuti di attesa. E se non dispiace a te e all'autrice di questo blog vorrei ospitare questo post nel mio blog, letto cmq da amiche e persone a cui vorrei diffondere il tuo messaggio e se magari hai voglia puoi scrivere qualcosa anche tu....
Eliminala mia mail è alebrum@yahoo.it
Grazie ancora ho avuto un pelo di coraggio proprio grazie alle tue parole.
Grazie Alessandra prima di tutto per la bella notizia dell'esito! Questo è uno dei pochi casi in cui si è felici di vedere qualcosa di negativo!!!!!
EliminaMi commuove sapere che mi hai letta proprio mentre aspettavi il tuo turno!!!! Fosca mi ha detto della citazione del mio post sul tuo blog e ne sono felicissima!!!!!tengo la tua e-mail per eventuali nuove "creazioni"!!! un bacio grande
Stefi
Grazie, ci tengo soprattutto perché ho molte amiche che ci leggono e credo sia importantissimo il messaggio che hai lanciato, soprattutto perché provato concretamente sulla mia pelle. Spero che serva davvero tanto! Sì sì tienimi lì eh!
Eliminagrazie, sì.
RispondiEliminagrazie a te! Stefania
RispondiEliminaChe groppo in gola...
RispondiEliminaGrazie Stefania !!