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lunedì 4 giugno 2012

4 x 4

Quattro giorni fuori città, primo vero viaggio in quattro. Approfittando del ponte del primo maggio, abbiamo deciso di testare le nostre forze (ed i limiti di tolleranza reciproca), impostando Navigator (col rapporto stretto che lui ed io abbiamo, ormai per me è uno della famiglia) su Terni-Umbria.
A posteriori (ormai è passato un mese) direi che l'esperimento è perfettamente riuscito. Il viaggio lunghissimo per due bambini (sono sei ore di marcia) è stato ammortizzato da una partenza sotto le stelle, diverse tappe in autogrill ed una visita ad Orvieto, che era di strada.
Esiste davvero ed è ad Orvieto!!



Due Pinocchi, indovinare qual è quello col naso più lungo..
Al ritorno è stato un po' più complesso, ma, complice il brutto tempo, i due si sono abbioccati per quasi tutto il viaggio.

Umbria: "mai non fu vista cosa più bella". Oh, girare ho girato, ma devo ammettere che la nostra Italia è super: intanto la gentilezza dei locali mi ha lasciato senza parole, tutti carini e disponibili alle più bizzarre richieste di informazioni e poi questi paesini medievali avvolti da cinte murarie, abbarbicati sulle colline, con lo sfondo dell'appennino... io li ho trovati mozzafiato! In ultimo la cucina: superba! Aveva ragione mio padre, che quando gli chiesi cosa mi consigliava dell'Umbria, mi rispose: "Il vino e la cucina" (io mi riferivo a cosa visitare, ma il consiglio è stato apprezzato lo stesso..). In realtà abbiamo mangiato fuori in poche occasioni: con due creature, di cui una di otto mesi, abbiamo optato per l'affitto di un appartamento, in modo da avere la cucina a disposizione. E' stata buona cosa, con la possibilità di preparare pranzi al sacco, integrare la colazione compresa nell'affitto e gestire la cena in un ambiente più consono ad uno squatter attivo ed una in fieri.
Che poi la parola "appartamento" corrisponde davvero a realtà: due bagni e 59 mq, cosa che la casa in cui stavo prima era di 67, balcone incluso.. Due tappetoni qui e là e l'abbiamo reso agibile anche ai quadrupedi..

Terni è in una posizione strategica, ha vicino a sé una quantità indescrivibile di posti meravigliosi, tra cui purtroppo per ragioni di tempo abbiamo dovuto scegliere. Sono state selezionate Norcia, Spoleto, Narni e la Cascata delle Marmore. Non so cosa sia preso alla macchina fotografica, ma solo arrivati a casa mi sono accorta che ha iniziato a memorizzare le foto cancellando quelle vecchie, quindi ho perso tutta Spoleto e di Narni non ho che pochi scatti, tutto il giro sotterraneo è andato perso. Rimangono i ricordi: cittadina strepitosamente bella, un panino sotto i portici di una chiesa, pioggia battente poco più in là, vento che portava via. Chi stava meglio era Viola, che da sotto la sua "gabbia in plastica" si godeva lo spettacolo all'asciutto ed al calduccio.
La "gabbia in plastica"
Di Norcia si salvano pochi scatti, per lo più mangerecci..
Specialità locali

In ogni città abbiamo per prima cosa mappato parchetti e giochi vari, indispensabili in viaggio, e devo dire che sono rimasta piacevolmente sorpresa nel trovarne sempre, tanti e soprattutto in ottimo stato. Sanno davvero come porsi nei confronti del turista, per di più prole-munito.
Ma lo spettacolo più atteso è stato sicuramente la cascata delle Marmore. Impossibile non rimanere a bocca aperta, nonostante si sapesse che è tutto artificiale, tanto che in pausa pranzo chiudono i "rubinetti" e non viene più giù neanche una goccia. Però c'ha stregato, e la faticaccia di portare un passeggino su e giù per millanta gradini è valsa la pena (appunti per la prossima volta: munirsi di zaino porta-bimbi oppure noleggiare uno sherpa). Fortuna che abbiamo sempre dietro le giacchette impermeabili, non ne saremmo usciti illesi.. I percorsi tra cui scegliere sono molteplici, ma tutti, anche il più breve e comodo per i quattroruote, prevede un paio di passaggi un po'.. umidi!
Insomma, quest'Umbria c'è piaciuta un sacco, ci siamo ripromessi di tornare alla prima occasione, tenendo in conto che magari al prossimo round potremo fare a meno del passeggino. Forse.


mercoledì 16 maggio 2012

:: nè retto nè netto ::


Tre esempi.

Esempio 1.

Io ogni mattina mi alzo e prendo un farmaco per la tiroide a base di levotiroxina: succede che la mia tiroide da anni abbia smesso di lavorare e ci voglia un aiuto esterno di ormoni tiroidei per farmi vivere bene. La levotiroxina è un risultato chimico di sintesi e ha soppiantato negli anni la polvere di tiroide essiccata (di mucca o di maiale) che forniva il T4. Orbene, fino a qualche anno fa, io sarei sopravvissuta solo assumendo quella polvere derivante dalla tiroide di animali uccisi (apposta o per finalità alimentari poco cambia).
Io o loro?
Anzi, cambio la domanda: immaginiamoci qualche anno fa, per dare un ulteriore pathos e calarci nella parte, e supponiamo che sia vostro figlio ad essere ipotiroideo come me e ad aver bisogno dell'ormone T4. La levotiroxina non c'è: che fate?

Esempio 2.

Andiamo sul generale, spostiamoci da casa.
Voi sapete chi è Dora Akunyili? La donna che vuole salvare la Nigeria dal traffico dei medicinali contraffati.
"La Nigeria è nota nel resto dell'Africa come patria dei farmaci contraffatti, pessima fama confermata da uno studio condotto proprio dal Nafdac nel 2001 dal quale risultava che più del 60 per cento dei campioni prelevati nei mercati non erano regolarmente registrati. Un problema che non riguarda tanto la questione dei brevetti - anche se forse è proprio l'appoggio dei grandi marchi internazionali a mantenere in vita la volitiva signora - quanto l'efficacia delle cure. Di farmaci contraffatti in Africa si muore: avvelenati da una partita contaminata, scaduta oppure semplicemente inefficace. Nel primo caso il fenomeno emerge - come quando, nel 2003, quattro bambini morirono in seguito a un trattamento ospedaliero con adrenalina diluita - nel secondo caso si muore senza nemmeno sapere di avere assunto acqua distillata al posto della cura".

Esempio 3.

Estraggo da Panorama on line con cognizione di causa: chi parla è stato uno dei miei capi quando ho svolto la tesi universitaria di Biofisica all'Istituto di Neoroscienze di Torino e quindi posso "vantare" una minima conoscenza dall'interno di quel mondo, per lo meno un poco superiore alla norma delle persone semplicemente lettrici della bagarre sulla sperimentazione animale.
"Se un cane da laboratorio ci turba, l’idea di usare una scimmia può apparire inaccettabile, visto che con uno scimpanzé condividiamo circa il 99 per cento dei nostri geni. Eppure, se oggi l’aids si è trasformato da condanna a malattia cronica, lo dobbiamo ai farmaci testati sulle scimmie. «Le ricerche sui primati hanno anche portato nuove terapie contro il Parkinson, che consistono nello stimolare direttamente con elettrodi una zona del cervello. Né dobbiamo dimenticare il ruolo degli animali nella ricerca di base, che mira a conoscere meglio il funzionamento degli esseri viventi» sostiene Piergiorgio Strata dell’Istituto nazionale di Neuroscienze all’Università di Torino".

Riporto questi tre esempi che vanno dal particolare, al generale, alla coscienza di ciascuno.
Vi dico cosa ne penso, in pillole di distillato un po' qualunquista, perchè quando si passa dal proprio figlio, all'Africa lontana, agli animali, il confine tra sensato e insensato (non tra bene e male, non tra giusto e ingiusto, perdonate il chiarimento ma mi sembra doveroso) non è sempre una linea nè retta nè netta.

Esempio 1. Mio figlio, o una persona cara: nessuna esitazione, se non ho alternative la tiroide la strappo  anche a mani nude da un animale per permettere a chi amo di sopravvivere.

Esempio 2. La volontà spiccatamente occidentale/capitalista di voler vivere una vita "senza ammalarsi mai, senza soffrire mai, senza star male manco un giorno, perchè così si produce, non ci si ferma finchè non si muore" diventa una vergogna per me davanti a questo dramma: "in Africa trovare un farmaco sicuro può diventare impossibile". Impossibile capite? La sorella della Akunyili è morta perchè dentro la sua dose di insulina c'era acqua, solo acqua senza medicina. Lì nessuna madre come me è così fortunata da permettersi il pensiero che ho formulato sull'Esempio 1: lì il confine è tra vita e morte, il sensato e l'insensato dentro una tiroide secca  vengono dopo.

Esempio 3. Io sono dalla parte di chi combatte Green Hill, ma non perchè la sperimentazione dei farmaci sugli animali sia immorale (se devo stilare una classifica, trovo ad esempio ben più aberrante testare un rimmel o un deodorante che un farmaco). Io trovo inumani e immorali i modi in cui viene svolta la sperimentazione: senza riguardo per la vita, senza l'accortezza dell'anestesia, senza la pietà e la dignità della morte (ricordo un macchinario amichevolmente chiamato "trita-topo" che faceva la gentilezza di eliminare le carcasse degli animaletti dopo l'uso e faceva sghignazzare i tirocinanti). Nello stesso modo trovo inumano l'abbattimento degli animali per l'alimentazione o per la ricerca dopo una vita tremenda di gabbie, di sofferenze, di innaturalezza. Certo fa più notizia un cucciolo di Green Hill che un maialino da porchetta, ma, se per una volta proviamo a mettere tutto sullo stesso piano, a me scappa la domanda: chi, come me ama gli animali, ne salva alcuni, ne alleva per compagnia altri, dove crede di prendere la carne con cui si cibano? Da dove pensa che arrivino le scatolette del supermercato? 

Ho fatto questi tre esempi per confrontare scenari assolutamente differenti, ma che hanno questo in comune secondo me: il tentativo di capire la sofferenza, di risolverla o di elaborarla.

E voi? Come vi ponete di fronte alla sofferenza?


giovedì 13 ottobre 2011

E quindi uscimmo a riveder le stelle

Da piccola volevo fare l'astronoma. Sognavo un futuro dietro ad un telescopio ed ho iniziato a farmi le basi con un atlante stellare, bottino conquistato a fatica, dopo una dura lotta con una zia che voleva regalarmi l'ennesimo libro da donnina. Ho abitato poco sotto la collina dell'osservatorio per così tanto tempo, che quando mi sono trasferita in città mi ha fatto davvero strano non vedere più le sue cupole dalla finestra, eppure non ero mai andata a vederlo, rinviando la visita ad un tempo in cui avessi le conoscenze per assaporarlo in tutte le sue sfaccettature, pregustandomelo come si fa con le decorazioni di cioccolato sul bordo delle torte. Poi con l'età le idee si chiariscono e sono passata dalle stelle alle stalle, ma questa è un'altra storia.
Ho rivelato questo mio sogno infantil-adolescenziale per far capire con che timore reverenziale sono entrata domenica scorsa nel Museo dell'Astronomia e dello Spazio di Pino Torinese (Mamma F, ti abbiamo pensato tantissimo, dobbiamo assolutamente tornarci insieme!!).

Veniamo accolti da personale molto carino e disponibile, che ci guida all'interno della struttura: quattro piani di viaggio nello spazio, organizzati didatticamente in senso cronologico, dalle prime scoperte dell'Uomo, alle ultime foto arrivate dai satelliti.




Abbiamo optato per la visita guidata ed è stata una scelta azzeccata: una futura Margherita Hack ci ha illustrato passo dopo passo le varie zone del museo, intrattenendoci tra telescopi ed esperimenti sulla gravità.




Molte aree sono interattive ed è stata una manna per Matt, cui non pareva vero di poter schiacciare qualche bottone..




Il planetarium all'interno del museo è fantastico: anzichè avere quegli immensi macchinari che si spostano per tutto il soffitto, questo è digitale, il che significa che sei proiettori permettono la formazione di immagini spettacolari..


Ci siamo poi iscritti ad un laboratorio per bambini (target d'età: 3-7 anni)


un po' troppo complesso, forse, per cui a metà dell'opera abbiamo ringraziato e salutato, per scappare nuovamente alle postazioni interattive ("Mamma, ci sono le palline che girano girano e poi vanno giù nel buco!", la forza di gravità secondo un treenne)



Grazie ad un ascensore comodissimo, anche Viola ci ha seguito per tutto il percorso (gradendo in particolar modo il planetario: buio e musica soffusa l'hanno intrattenuta benissimo)

Splendida giornata, anche se avremmo voluto sbirciare un po' di più attraverso i telescopi, ma ci conviene tenere d'occhio il programma del museo, che organizza serate di sola osservazione.


giovedì 14 aprile 2011

Liberi di leggere!!

Io ho trovato questa iniziativa della straordinaria Mamma in Verde STREPITOSA! Geniale nella sua semplicità, invidiabile nella sua grandezza.

Occorre la collaborazione di molti, di tutti. Però invogliare i nostri figli alla lettura, in una fascia d'età davvero a rischio, mi pare un'ottima cosa. Nel piccolo paese dove abito, in realtà c'è una biblioteca molto fornita, con una sezione per bambini davvero interessante. Come tutte le biblioteche di paese, però, ha orari molto ristretti e l'idea di un posticino sempre aperto di giorno, magari nel parco pubblico, mi stuzzica un sacco. Come mi stuzzica che questi ragazzi, se vogliono, possono tenerselo, il libro scelto, a patto però di cederne uno dei propri. Una spinta anche verso il decluttering, sicuramente.
Ora, non so se quest'anno avrò le forze e la grinta necessaria: tra trasloco e gravidanza ho già le mie. Però vorrei contribuire diffondendo questo progetto. Perché chi ci crede abbia uno stimolo in più, una carica e le giuste premesse per provarci.
Perché a volte i sogni diventano realtà.

lunedì 13 settembre 2010

venerdì 16 luglio 2010

Stelle sulla Terra

Finalmente in RAI propongono qualcosa di decente: ho visto che domani sera programmano TAARE ZAMEEN PAR, un film meraviglioso sulla dislessia. Premetto che sono un'accanita fan di Bollywood, ma questa pellicola ha poco a che fare con quei balletti naive tutti colorati, classici dei film indiani. Se riuscite, guardatelo o, meglio ancora, registratelo: non si trova in distribuzione (quanto meno fino a poco fa); non mi pronuncio sulle scelte commerciali cinematografiche di questi tempi sennò divento volgare.. Sul tubo c'è tutto, ma è in hindi..

Ecco il trailer..


STELLE SULLA TERRA

Per una volta che in TV passano qualcosa di valido, vale davvero la pena non farsela sfuggire..

martedì 29 giugno 2010

Ël Cit Prinsi

Ma che bello il logo di Google oggi!!! Carino da parte sua ricordarsi dell'anniversario della nascita di Saint-Exupéry!


Qui trovate il testo de Il Piccolo Principe in ben 160 lingue. A voi scegliere quella che preferite (io mi sono rifatta gli occhi a leggerlo in Catalano e in Piemontese, ma trovate l'Occitano, il Punjabi, l'Yiddish e persino il Napoletano!!)

Qualsiasi sia la lingua, il senso è uno: va letto e riletto. A qualsiasi età.

domenica 23 maggio 2010

Ele D'Artagnan

Qualche notte fa, in un attacco di insonnia creativa, sono stata attratta da una scena di questo documentario ed ho interrotto il mio lavoro per guardarmelo tutto.


Stupefacente questo personaggio. Io non lo conoscevo. A quanto pare, non ero l'unica. E' morto solo, in povertà, talmente povero che nel suo testamento ha chiesto che le sue opere (lasciate in custodia ad un suo alunno) non fossero esposte in Italia per la prima volta, ma all'estero, proprio per ripicca nei confronti di un Paese che non lo aveva saputo apprezzare.
Musicista, attore e pittore, dice il commento al link. A me hanno colpito le sue opere, così piene di colori, così infantili a volte, estremamente complesse in altre.. "Usava materiali di recupero, carta, cartone o qualsiasi altra cosa gli capitasse tra le mani e risultasse adatta ad essere segnata dai suoi mondi fantastici carichi di sensualità cosmica. Spesso - quando non aveva soldi - erano amici e conoscenti a donargli pastelli, acquerelli e colori a olio. Ele d’Artagnan era un barbone inseguito dai propri fantasmi che, nonostante questo, riusciva a conservare una strana aura di dignità e d'eleganza."
Qui trovate una meravigliosa carrellata di sue opere..

mercoledì 5 maggio 2010

Turineis, faus e curteis..

..che significa: Torinese, falso e cortese ed aggiungerei anche ignorante. Scrivo questo post per urlare la mia rabbia, perché amo, adoro la mia città, ma certe cose mi mandano in bestia.
Stavo sbadatamente guardando una vetrina, quando una conversazione ha attirato la mia attenzione. Nel dehors (per i non piemontesi: i tavoli fuori) di uno dei più famosi bar del centro di Torino si sta consumando una tragedia. Seduta ad un tavolino, una coppia di persone distinte, sulla sessantina, straniere, direi nordiche (Olandesi?Danesi?) cerca di comunicare col cameriere del suddetto locale (tengo a precisare: un locale storico, presente nelle guide e segnalato con mille stelle). L'uomo esordisce con uno splendido inglese, pronuncia impeccabile, provando a chiedere un toast con solo formaggio. Il cameriere abbozza un sorriso poi si scusa, rispondendo di non parlare inglese (ragazzo sulla trentina). La coppia gioca la carta del francese (in fondo il dialetto piemontese è per 3/4 francese). Stesso risultato, il vuoto più assoluto. Al terzo tentativo si lancia con un ottimo spagnolo. Nada de nada. Il cameriere ancora non capisce. La coppia, demoralizzatissima, prova persino ad abbozzare un'improbabile frase in italiano e finalmente qualcosa scatta nella testolina del cameriere, che entra trionfante dentro il locale a passare la comanda.

Torino, Piazza Castello

Ora, la mia obiezione è questa: siamo in un locale da fighetti, poco lontano si sta celebrando l'Ostensione della Sindone, con gente da tutto il mondo che arriva a frotte (Papa incluso). Nel 2006 abbiamo ospitato le Olimpiadi invernali ed abbiamo fatto una figura barbina, nonostante i corsi di lingua inglese GRATUITI organizzati dalla Regione per gli esercenti. Possibile che a trent'anni non capisci ancora una parola di nessuna lingua che non sia la tua????? Ma persino alle scuole medie danno un'infarinatura di una lingua straniera!!! La musica l'ascolterà, questo ragazzo? Avrà mai letto un testo o si limita ad apprezzarne la musicalità? Io parlo male, malissimo (più che altro leggo e scrivo, ma non mettetemi a conversare..) quattro lingue e mi arrabatto con altre due, ognuno ha la propria passione, io ho quella per le lingue straniere. Ma qui non si tratta di passione: è questione di sopravvivenza. Una, dico una sola lingua, ma imparala!!! Facendo il lavoro che fa, per altro... Questa è una delle cose che ammiro della Svizzera: ho abitato due anni a Zurigo e vedevo bambinetti di 4 anni che parlavano fluentemente quattro lingue.. Che invidia porca!!! Poi leggo il blog di Bilingue per gioco e mi illudo.. Ma tanto il prossimo passo nelle scuole, oltre alla geografia ed alla storia dell'arte, sarà eliminare l'insegnamento della lingua straniera (per altro già bistrattata).

L'ignoranza è più facile da comandare.

mercoledì 27 gennaio 2010

Giorno della Memoria

Oggi è il giorno della memoria della Shoah..mi sembra doveroso almeno un piccolo tributo. Questa canzone viene usata come ninna nanna, ma in realtà è un versetto della Bibbia.. Il testo in ebraico credo sia questo:

Gam Kiy-ëlëkh' B'gëy tzal'mäwet lo-iyrä rä Kiy-aTäh iMädiy
shiv'†'khä ûmish'an'Tekhä hëMäh y'nachámuniy


che tradotto dovrebbe essere:

"Anche se dovessi andare nella valle dell'ombra della morte non temerò alcun male perchè tu sei con me. Il tuo bastone e il tuo appoggio mi daranno conforto" (Salmi 23.4)


La potete trovare in un film fantastico: Jona che visse nella balena.. Sempre sullo stesso agomento, mi sento di consigliare altri tre film: Black book, il Pianista e Train de vie, di cui riporto uno straordinaria sequenza: l'incontro-scontro tra musica gitana e musica kletzmer.


Shalom aleichem, che la pace sia con voi.

venerdì 8 gennaio 2010

Babies

Sta per uscire al cinema un documentario sullo spaccato del primo anno di vita di quattro bimbi, in Mongolia, in Namibia, a Tokyo ed a san Francisco.. Il trailer già è divertente..aspetterò l'uscita con piacere.. Una delle scarse occasioni in cui dico sì al grande schermo..