mercoledì 16 maggio 2012

:: nè retto nè netto ::


Tre esempi.

Esempio 1.

Io ogni mattina mi alzo e prendo un farmaco per la tiroide a base di levotiroxina: succede che la mia tiroide da anni abbia smesso di lavorare e ci voglia un aiuto esterno di ormoni tiroidei per farmi vivere bene. La levotiroxina è un risultato chimico di sintesi e ha soppiantato negli anni la polvere di tiroide essiccata (di mucca o di maiale) che forniva il T4. Orbene, fino a qualche anno fa, io sarei sopravvissuta solo assumendo quella polvere derivante dalla tiroide di animali uccisi (apposta o per finalità alimentari poco cambia).
Io o loro?
Anzi, cambio la domanda: immaginiamoci qualche anno fa, per dare un ulteriore pathos e calarci nella parte, e supponiamo che sia vostro figlio ad essere ipotiroideo come me e ad aver bisogno dell'ormone T4. La levotiroxina non c'è: che fate?

Esempio 2.

Andiamo sul generale, spostiamoci da casa.
Voi sapete chi è Dora Akunyili? La donna che vuole salvare la Nigeria dal traffico dei medicinali contraffati.
"La Nigeria è nota nel resto dell'Africa come patria dei farmaci contraffatti, pessima fama confermata da uno studio condotto proprio dal Nafdac nel 2001 dal quale risultava che più del 60 per cento dei campioni prelevati nei mercati non erano regolarmente registrati. Un problema che non riguarda tanto la questione dei brevetti - anche se forse è proprio l'appoggio dei grandi marchi internazionali a mantenere in vita la volitiva signora - quanto l'efficacia delle cure. Di farmaci contraffatti in Africa si muore: avvelenati da una partita contaminata, scaduta oppure semplicemente inefficace. Nel primo caso il fenomeno emerge - come quando, nel 2003, quattro bambini morirono in seguito a un trattamento ospedaliero con adrenalina diluita - nel secondo caso si muore senza nemmeno sapere di avere assunto acqua distillata al posto della cura".

Esempio 3.

Estraggo da Panorama on line con cognizione di causa: chi parla è stato uno dei miei capi quando ho svolto la tesi universitaria di Biofisica all'Istituto di Neoroscienze di Torino e quindi posso "vantare" una minima conoscenza dall'interno di quel mondo, per lo meno un poco superiore alla norma delle persone semplicemente lettrici della bagarre sulla sperimentazione animale.
"Se un cane da laboratorio ci turba, l’idea di usare una scimmia può apparire inaccettabile, visto che con uno scimpanzé condividiamo circa il 99 per cento dei nostri geni. Eppure, se oggi l’aids si è trasformato da condanna a malattia cronica, lo dobbiamo ai farmaci testati sulle scimmie. «Le ricerche sui primati hanno anche portato nuove terapie contro il Parkinson, che consistono nello stimolare direttamente con elettrodi una zona del cervello. Né dobbiamo dimenticare il ruolo degli animali nella ricerca di base, che mira a conoscere meglio il funzionamento degli esseri viventi» sostiene Piergiorgio Strata dell’Istituto nazionale di Neuroscienze all’Università di Torino".

Riporto questi tre esempi che vanno dal particolare, al generale, alla coscienza di ciascuno.
Vi dico cosa ne penso, in pillole di distillato un po' qualunquista, perchè quando si passa dal proprio figlio, all'Africa lontana, agli animali, il confine tra sensato e insensato (non tra bene e male, non tra giusto e ingiusto, perdonate il chiarimento ma mi sembra doveroso) non è sempre una linea nè retta nè netta.

Esempio 1. Mio figlio, o una persona cara: nessuna esitazione, se non ho alternative la tiroide la strappo  anche a mani nude da un animale per permettere a chi amo di sopravvivere.

Esempio 2. La volontà spiccatamente occidentale/capitalista di voler vivere una vita "senza ammalarsi mai, senza soffrire mai, senza star male manco un giorno, perchè così si produce, non ci si ferma finchè non si muore" diventa una vergogna per me davanti a questo dramma: "in Africa trovare un farmaco sicuro può diventare impossibile". Impossibile capite? La sorella della Akunyili è morta perchè dentro la sua dose di insulina c'era acqua, solo acqua senza medicina. Lì nessuna madre come me è così fortunata da permettersi il pensiero che ho formulato sull'Esempio 1: lì il confine è tra vita e morte, il sensato e l'insensato dentro una tiroide secca  vengono dopo.

Esempio 3. Io sono dalla parte di chi combatte Green Hill, ma non perchè la sperimentazione dei farmaci sugli animali sia immorale (se devo stilare una classifica, trovo ad esempio ben più aberrante testare un rimmel o un deodorante che un farmaco). Io trovo inumani e immorali i modi in cui viene svolta la sperimentazione: senza riguardo per la vita, senza l'accortezza dell'anestesia, senza la pietà e la dignità della morte (ricordo un macchinario amichevolmente chiamato "trita-topo" che faceva la gentilezza di eliminare le carcasse degli animaletti dopo l'uso e faceva sghignazzare i tirocinanti). Nello stesso modo trovo inumano l'abbattimento degli animali per l'alimentazione o per la ricerca dopo una vita tremenda di gabbie, di sofferenze, di innaturalezza. Certo fa più notizia un cucciolo di Green Hill che un maialino da porchetta, ma, se per una volta proviamo a mettere tutto sullo stesso piano, a me scappa la domanda: chi, come me ama gli animali, ne salva alcuni, ne alleva per compagnia altri, dove crede di prendere la carne con cui si cibano? Da dove pensa che arrivino le scatolette del supermercato? 

Ho fatto questi tre esempi per confrontare scenari assolutamente differenti, ma che hanno questo in comune secondo me: il tentativo di capire la sofferenza, di risolverla o di elaborarla.

E voi? Come vi ponete di fronte alla sofferenza?


21 commenti:

  1. Tasto coraggioso il tuo e potrebbe sembrare anche complicato, ma se letto con attenzione ha una logicità disarmante.
    Ti faccio solo due esempi semplicissimi:
    Io vivo saltuariamente in un paese considerato "Terzo MOndo" (e credimi lo è) ogni volta che in Italia si ritira un prodotto dagli scaffali dei supermercati perchè considerato nocivo puntualmente ritrovo qui quella marca e quel prodotto. I medicinali non hanno l'effeto che dovrebbero. Tutte le madri qui si fidano degli "stranieri" e nello stesso tempo sono rassegnate a perdere tutto, non possono nemmeno lottare per i loro figli.
    Conosco diversi casi di disperazione che da noi in Italia sarebbero gravi come un raffreddore ma qui si muore.
    I turisti qui non li fanno venire nonostante i caraibi...

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    1. Carla, non sai quanto mi piacciano i tuoi commenti che raccontano della terra dove vivi. Mi fanno proprio bene, ridimensionando i miei pensieri.

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  2. io sono nella linea di mezzo, senza esasperazioni delle parti. E chi estremizza da una o dall'altra parte mi fa pensare al bambino viziato, che vuole tutto e subito, punto e basta. si può creare valore in tanti modi, sicuramente rispettando la vita, in ogni suo aspetto.

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    1. Ester, il rispetto della vita (un modo preziosissimo di creare valore) in tutti i suoi aspetti sarebbe più che sufficiente per rendere inutile il mio post :)

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  3. Quanti spunti hai messo sul piatto...condivido moltissime cose che hai detto, e mi vengono mille altre domande e osservazioni, a dimostrazione del fatto che - come dici tu - anche su questi temi non tutto è bianco e nero.
    Siamo contrari alla sperimentazione sugli animali...in linea di principio si, ma un farmaco salvavita e un rossetto sono cose ben diverse, la vita di tuo figlio o dei bambini di un intero paese sottosviluppato pesano eccome sulla bilancia.

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    1. E' questa uscita dal microcosmo virtuale che a me fa pensare: in rete spesso tutto diventa facile e molti diventano buoni e difensori di un orticello.
      Poi capita di guardare fuori e non riuscire più a darsi le stesse risposte (che mi pare sia quello che tu chiami "peso della bilancia").

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  4. Penso che la vicinanza emotiva sposti enormemente il valore morale che diamo alle cose, io non ucciderei mai ma se qualcuno minacciasse mio figlio avrei scrupoli? Non credo. Ma il semplice lucro non può rendere nullo il rispetto per la vita e il dolore, sia degli esseri umani sia degli animali. Ci sono spesso scelte che renderebbero tutto più accettabile ma sono quasi sempre costose (in termini economici), e questo francamente mi rammarica.

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  5. Oh, che bella riflessione, aperta, a più dimensioni, offri, amica mia! La sofferenza. E l'impotenza. E la tentazione di chiudere gli occhi e addormentare le coscienze. Vivo quotidianamente il compromesso, quello tra ideale e reale, tra autoproduzione e cene improvvisate al microonde, tra volere e potere, equilibrismo quotidiano... ma non smetto di pensare, di informarmi, di voler sapere... di far sapere il poco che so, di alimentare coscienza, autocoscienza e curiosità per il mondo, per se stessi e per gli altri. Il rispetto passa dalla conoscenza che si fa empatia... una missione che è tutta una vita.

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  6. Come sempre sei spunto di riflessione... mi piace molto la distinzione tra sensato e insensato piuttosto che tra bene e male, giusto e sbagliato... E' sempre questione di misura, di priorità, di equilibrio. Grazie per avercelo ricordato.

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  7. Ti ho detto che erano due giorni che meditavo... non era una presa i giro ma questo post mi ha colpito appena letto e mi hai fatto prendere in esame un sacco di "contraddizioni o coabitazioni strane" presenti nella mia vita di tutti i giorni.

    Capisco molto bene quello che dice Piccolalory quando parla di compromesso e con la frase finale "una missione che è tutta una vita"
    Secondo me tutto è un percorso, più o meno erto e difficile, più o meno un piacevole, ma la chiave di tutto sta proprio nel fatto che sia il "nostro" percorso.

    La tua ultima domanda poi, mi ha definitivamente fatto venir voglia di aspettare a rispondere.

    Lo sai che io non mi sono mai trovata "di fronte" alla sofferenza? io mi sono trovata sempre travolta da essa, dentro ad essa. Non sempre sono caduta per colpa di questi tsunami, ma ho trovato sempre dei compromessi con me stessa per continuare il mio percorso, forse è questa la mia maniera di affrontarla?

    Altra cosa: per quello che riguarda le scelte quotidiane o in emergenza anche qui scelgo sempre ciò che al momento mi pare più sensato, mi obbligo però di essere il più informata possibile ma in particolare pronta a cambiare idea.
    (mi viene in mente la coppetta e il fatto che sto diventando vegetariana)

    Ecco fatto ^_^ potrebbe essere che mi venga in mente altro però.... non garantisco che sia la mia idea finale!

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    1. Come annunciato, sono tornata!!! ahahahahha
      Ci tengo solo a precisare che "non mi sono mai trovata di fronte alla sofferenza" non è per qualche mia superficialità o ignoranza, ma perché a oggi non sono ancora riuscita a trovare una giusta distanza per non esserne travolta.
      Mi viene in mente tipo, quando guardo il telegiornale o qualche documentario.

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  8. Sono già passata diverse volte con il desiderio di dire la mia ma non è facile esprimere come mi pongo di fronte a questo tema.
    Di fronte ai non medicinali della Nigeria c'è da sentirsi soffocare per la rabbia e da rendersi conto di come sia un privilegio farsi domande e avere la possibilità di scegliere.
    Per tutto il resto questo è un post che mi costringe a guardare in faccia le mie contraddizioni nel rapportarmi con la sofferenza degli animali perchè se è vero che sono estremamente sensibile verso il loro stato balzando sulla sedia e indignandomi ogni volta che si parla di maltrattamenti,sperimentazione ,pellicce e comunque tutto ciò che non ha rispetto per la loro vita è anche vero che non ho mai fatto la scelta di essere vegetariana e per questo non sono in pace con me stessa,hanno giocato molti fattori un po la mia eterna carenza di ferro,un po il fatto che realmente ne mangio pochissima e spesso ciò che mangio a casa mia è allevato dalle rispettive famiglie ma questo è ciò che mi sono raccontata per anni,la realtà è che non me la sono mai sentita di affrontare il giudizio di tutte le persone che mi stanno intorno ed in questo mi sento vigliacca e mi sento così anche quando cucino il brodino al mio bambino o la carne e non chiamo i cibi con il loro nome perchè lui con quelle galline e con quei conigli ci ha giocato e gli ha dato da mangiare,per ora ha tre anni e il mio istinto è questo perchè io sono cresciuta in una famiglia dove nessuno mi ha protetto dalla vista dell'uccisione di un coniglio o di una gallina e dove c'era festa quella volta l'anno che toccava al maiale mentre gatti e cani sono sempre stati trattati da re.
    Poi mi sono sempre sorte domande e riflessioni che non mi sono mai chiarita sull'essere vegetariani come il fatto che debba comportare anche la rinuncia ai latticini a meno che non siano autoprodotti o "del contadino" altrimenti derivano comunque dagli allevamenti e poi se io faccio questa scelta perchè ne sono convinta anche dal punto di vista della mia salute la dovrei anche imporre al mio bambino...?
    scusa se mi sono dilungata e se mi sono focalizzata su questo tema dell'alimentazione ma è quello che in questo momento mi da più da pensare perchè non ci dovrebbero essere animali di serie a e di serie b

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  9. Le scelte per i propri figli poi diventano difficili, a volte impossibile..però mi sono anche chiesta..l'uomo fa quello che fa perchè pensa di essere più intelligente, che sò, di una scimmia. E se domani arrivano gli extraterrestri più intelligenti allora dovremmo accettare passivamente che le scimmie siamo noi.Il confine e sottile, la crudeltà troppa e come ha spesso dimostrato la terapia genica non sempre la ricerca sugli animali è essenziale. Il tempa è per me difficile da affrontare. sono nella terra di mezzo, ma so per certo (e conosco i laboratori per aver studiato scienze biologiche)) che la crudeltà dell'uomo e il modo in cui fa le cose, gli si ritorcerà contro.Prima o Poi sarà cosi.

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  10. Questo post mi piace molto.
    Alla domanda ti rispondo provvisoriamente.. "con un tentativo di equilibrio". Faccio quel che posso, cercando di non nascondermi dietro ignoranza o menefreghismo, ma non è facile.

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  11. E' un tema molto complicato da affrontare, ma io credo che sarebbe sufficiente nutrire un pò più di rispetto per la vita degli animali: sicuramente, molti degli esperimenti effettuati su di essi hanno contribuito al miglioramento delle nostre vite, spesso ce le hanno salvate o hanno attenuato il nostro dolore, però credo anche che la maggior parte di tali esperimenti oggi sia inutile (come quelli sui cosmetici o su sostanze in realtà già testate); non capisco come si possa godere nel vedere triturati dei poveri topini o come si possa divertirsi nel far soffrire per gioco un animale; e poi, siamo nel 2012, eppure non si riesce a trovare un modo per limitare al minimo le sofferenze dei capi da macello...Io non sono vegetariana, ritengo che la carne faccia parte della catena alimentare dell'uomo, ma mi fa male sapere che una mucca o un maiale ha dovuto subire immorali atrocità affinchè io me ne possa cibare; ora sto aspettando una bimba e i dubbi su quello che mangio e compro sono tanti, per quello sono finita qui, perchè ero alla ricerca di un detersivo fai da te, che non fosse testato sugli animali e non fosse dannoso per l'ambiente; sono anni che compro solo uova di galline allevate a terra (e teniamo conto che non mi sta neppure simpatico come animale!ma trovo profondamente crudele e ingiusto come vengono trattate nelle gabbie, senza una vita degna di essere vissuta). Sul web mi sto informando un pò su tutto, dai pannolini lavabili per creare meno rifiuti ai docciaschiuma e shampoo naturali...ma è un circolo vizioso, è difficilissimo vivere in maniera completamente naturale e innocua per l'ambiente e la vita che ci circonda.Mi son battuta tanto per far la raccolta differenziata in casa (il mio compagno se ne strafrega)e poi scopro che i rifiuti vengono di nuovo rimescolati e buttati tutti indistintamente nell'inceneritore, anzichè esser riciclati (mi auguro sia solo una diceria questa)..Nel mio piccolo cerco di fare il possibile e cercare informazioni sui vari temi, ma molto spesso mi sento davvero impotente..

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    1. Qui da noi si può andare a controllare il processo di smaltimento dei rifiuti differenziati, seguendo il percorso che fanno fino ai siti: io la trovo un'iniziativa bellissima delle nostre comunità collinari, fatte proprio per chi teme che tutto poi finisca in un calderone di schifezze indistinte.
      A mio parere vivere in modo completamente naturale è semplicemente impossibile, viceversa si può fare un'infinità di fattibilissimi piccoli e grandi passi per avvicinarsi il più possibile.
      Il discorso di impossibile=infattibile secondo me appartiene solo a chi cerca delle scuse per non confrontarsi col problema.

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  12. Cara MammaF, certo che domande facili non te le poni, vero? :) (ma forse è proprio per questo che mi sei tanto simpatica).
    Secondo me, gli esempi che hai raccontato sono il prezzo da pagare per il nostro benessere attuale ma anche futuro (e non parlo di quello economico).
    Non fosse per la ricerca, tanti farmaci oggi non esisterebbero e tante vite non sarebbero state salvate. Solo ultimamente ci stiamo chiedendo se ci può essere un ricerca più attenta a non infliggere inutili sofferenze.
    Mangiare carne o non mangiarla? Vogliamo evitare le sofferenze alle bestie, ma dimentichiamo che c'è chi si guadagna di che vivere allevando animali da macello. Cosa preferiamo in questo caso? Certo gli allevatori potrebbero anche riconvertirsi, ma a quel punto non si corre il rischio che alcune razze si estinguano? Dalle mucche si prende il latte, ma dai maiali? (E' il primo esempio che mi è venuto in mente, confesso la mia totale ignoranza, ma non credo che i maiali possano essere utilizzati in modo diverso).
    Come dici tu, bisogna guardare al problema in tutti i suoi 360°. Non è di facile soluzione.
    Isa1950

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    1. Isa, tu oltre che maestra di ferri mi stimoli le riflessioni del rovescio della medaglia. Il discorso dell'eventuale estinzione di alcune razze mi interessa e lo approfondirò quanto prima. Per citare te: certo che risposte facili non le scrivi vero?

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  13. è la seconda volta che leggo ben bene tutto quanto.
    ma, come dicevo in altra sede, fatico a commentare.
    io, spesso, leggo e non commento, perché temo che il mio dire sia preso per 'giudizio'. e io non giudico, se posso. m'impegno in questo. niente e nessuno.

    come mi pongo davanti alla sofferenza?
    francamente, a quella degli animali ci penso poco. voglio dire, compro uova bio come mio segno di rispetto per tutti i poveri polli allevati in altro (barbaro) modo. ma non per questo divento vegetariana o vegana.
    l'uomo è nato carnivoro e a me sta bene così. certo, mi spiace per tutti i poveri animali da macello e quanto devono subire. ma so che il mio astenermi dal mangiar carne non sposterebbe l'ago della bilancia. e tant'è.

    sulla ricerca che dire? che senza alcune sperimentazioni sugli animali non si curerebbero molte importanti patologie si sa. magari mi dà noia la sperimentazione animale sui cosmetici, quello sì. e allora quelli li evito e non li compro. anche lì in segno di rispetto.

    vivo a pochi km da greenhill e giuro che non sono ancora riuscita a farmi una precisa opinione nemmeno io al riguardo. secondo me, spesso vediamo (e in molti casi) ci fanno vedere solo una parte del tutto. con un preciso scopo, per carità. ma è sempre troppo poco per potersi schierare da una o dall'altra parte.

    sarà che sto invecchiando, ma comincio a capire i latini e il loro in medium veritas .

    ps: al momento mi colpisce di più che si sbandierino altri tipi di sofferenza. i suicidi per le tasse o la crisi, ad esempio. che il numero dei suicidi mica è statisticamente aumentato. solo che prima c'era il silenzio stampa, addirittura tra i giornalisti si sapeva di dover tacere. manco con manipulite se n'è parlato tanto. (e io un suicidio a quell'epoca l'ho avuto in casa, quindi so di cosa parlo). adesso invece, i suicidi fanno notizia. sono strumentalizzati. perché? chi li strumentalizza, dove vuole arrivare?

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    1. Francesca, il tuo parere (che nemmeno io giudico, ci mancherebbe) differisce dal mio e potremmo stare ore a discuterne:secondo me l'uomo nasce carnivoro e con libero arbitrio. Quando venite qui a discuterne come l'anno scorso? :)

      Sul tristissimo discorso dei suicidi e della loro strumentalizzazione da parte dei giornalisti parassiti ho un'idea poco chiara, ma di sicuro credo che ogni qual volta si crea eccessivo clamore su notizie dolorose, c'è una parallela volontà di distogliere e distorcere l'opinione pubblica da altro.

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    2. ecco, il mio libero arbitrio sceglie di mangiare carne, allora. :D
      ma non dovreste venir voi che ho disboscato ??? (peraltro se venissimo noi, avrei già lì le ciabatte... :D)

      sul resto concordo.

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