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giovedì 16 febbraio 2012

:: 3, 2, 1... ::

La difficoltà di essere fortunati è gestire la fortuna.
Io mi sento immensamente fortunata: sto bene, ho una famiglia e una casa meravigliose, un lavoro, so fare tante cose che mi regalano gioia.
Ma in questo periodo è tutto buio e complicato, spreco energie in mille rivoli pur di un utilizzarle per l'unico motivo sensato: pensare dove andare, decidere per me.
E insieme alle energie, spreco la mia fortuna e il mio tempo.
Mi dibatto e resto immobile, freezata dentro l'indecisione, un rifugio piacevole per me codarda.
Non mi tocca nulla, non tocco niente - il poco che mi arriva fa solo saltare tutto in aria. E rieccoli, i mille rivoli a perdersi. E poi da capo. E da capo. E di nuovo.

Se leggessi queste righe scritte da qualcuno che non conosco, direi che ha solo troppo tempo libero. Che chi ha veramente qualcosa di vero e importante da fare, non ha tempo di far anche parole.
Lo rileggevo anche l'altro giorno in un blog che amo, espresso per altri versi ma con simile intento (credo).
Allora mi prendo un po' di tempo, via dalla rete, e torno quando ho capito, che senza comprensione non ho niente da dire, non riesco a interpretare quella parte di me che passa di qui, non c'è nulla che possa condividere.
Torno, eh.
Ma non domani.
Torno poi.

giovedì 5 gennaio 2012

Tic tac, tic tac..

Certo che è strana, la vita. Un giorno hai, il giorno dopo non hai più.
Un giorno ti programmi una gita in montagna ed il giorno dopo baci per terra di non aver portato anche i tuoi figli. In un attimo tutto può succedere. E' veloce, il destino, non ti fa render conto che da dietro arriva un veicolo, ti tocca l'auto et voilà, il mondo comincia a girare, in tondo e poi sotto sopra. E' così beffardo che non ti fa nemmeno togliere il piede dall'acceleratore e sei lì che pigi, mentre le ruote sono all'aria. Provi a muovere mani e piedi, per essere proprio sicura di aver tutto a posto. Vedi tuo marito che si rialza, neanche un graffio. E capisci di essere imparentato coi gatti. Una vita ce la siamo giocata. 


L'altra è iniziata alle 7.34 di questa mattina. Non sai se e quando porterai di nuovo i tuoi figli con te. Ti sentivi potente, forse un po' spavalda, a viaggiare con carrozzine e Gormiti al seguito. Ora realizzi di essere solo stata molto incosciente. Tocca riorganizzarsi, resettarsi. Proprio ora che stava iniziando a filare tutto liscio e che dal lavoro arrivavano le prime soddisfazioni. 

A questo giro è andata bene. Non ho però più voglia di giocare. Ho solo voglia di dire ai miei figli quanto li amo. Ho qualche discorso in sospeso da chiudere. Ho da abbracciare mio marito così forte da sentire ancora il male della botta. Scusatemi, vado, non voglio perdermi neanche un sorriso.


PS: Un pensiero a chi, oggi, ha perso molto più di me..