No, non è difficile la vita in quattro. Non trovo impossibile il barcamenarsi tra un pannolino da cambiare, un disegno da ammirare o il calzino bucato del marito. Ne' trovo difficile l'organizzare la gestione della pupa coi nonni, incastrando le varie disponibilità con le necessità del lavoro. Tutto questo è stimolante, va a stuzzicare la mia passione per il tetris. A volte possono esserci momenti di crisi, tipo scoprire di dover prendere un bus entro dieci minuti, con la poppata a metà e l'altro figlio ancora da vestire, ma a rendere possibile tutto questo ci sono dei veri amici che sanno come aiutarmi.
Quello che trovo davvero difficile è accettare di perdere Matt. Si sta staccando, anzi: s'è già staccato. Ormai cerca direttamente il papà, vuole che sia lui a metterlo a letto, è a lui che mostra i progressi in una costruzione o il lavoretto fatto a scuola. Ed io ci sto male come un cane. Quattro anni vissuti in simbiosi, così, gettati nel cesso. Sì, lo so che "vuole ancora bene alla sua mamma", lo so. Ma non mi basta. Ho proprio bisogno di lui e non è questione di gelosie o cordoni ombelicali da tagliare. Mi rendo conto che il tempo che passiamo insieme non è più di "qualità", ho sempre qualcosa da fare che mi impedisce di stare con lui o comunque starci come vorrei. Ho aperto gli occhi qualche giorno fa, ho capito cosa mi faceva male, così poco per volta sto correndo ai ripari. Complice un'influenza del papà (avete notato come i 37°C per un uomo siano assimilabili ad uno stato agonico? anche da voi si richiede la presenza di prete e notaio al primo starnuto?), all'Immacolata ci siamo programmati una gita fuori porta lui ed io (c'era anche Viola, ma è una presenza davvero discreta). Camminare mano nella mano, percorrendo una strada che non porta all'asilo, ci ha in parte riavvicinati. Coi visi pizzicati dal freddo della montagna, ma le mani ed il cuore caldissimi, ci siamo raccontati le nostre vite. Era tanto che non lo sentivo parlare dei suoi amici a scuola, della sua quotidianità, di quel mondo a me sconosciuto ed è stato bello vederlo sereno. Di contro, come mi consiglia una donna saggia, ho potuto spiegargli che è un periodo in cui sono stanca, che ci sono tante cose da fare e che, anche se non stiamo insieme come prima, lui è il mio amore. Sicuramente erano cose che già sapeva, ma potergliele spiegare guardandolo negli occhi mi (e spero gli) ha fatto un gran bene.
E poi di nuovo in queste settimane. Durante le ferie ne ho approfittato per portarlo al lavoro con me. Ci siamo ricavati i nostri spazi, parlando in macchina, correndo al parchetto tra una visita e l'altra o mangiando, complici, con le mani crocchette di pollo e patatine fritte. E nei giorni di festa, grazie ad un papà che ha saputo fare un passo indietro spupazzandosi lui Viola, ci siamo immersi tra pennelli e plastilina, pasticciando con le sfumature dei colori sia con gli uni che con gli altri (imparando che le cose sono fatte per essere usate, ma questa è un'altra storia, che mette a nudo altre mie psicosi).
E quindi? Quindi qualcosa sembra si stia muovendo, ora è importante non perdere il terreno guadagnato. Ecco il mio primo proposito per l'anno nuovo.
PS: Auguri tesoro mio (21.12.11), i quattro anni sono una grossa sfida: non si è più piccoli e non si è ancora grandi (anche se lo scorso anno grande lo sei dovuto diventare in fretta..).
Prove di campeggio in cameretta..
E poi di nuovo in queste settimane. Durante le ferie ne ho approfittato per portarlo al lavoro con me. Ci siamo ricavati i nostri spazi, parlando in macchina, correndo al parchetto tra una visita e l'altra o mangiando, complici, con le mani crocchette di pollo e patatine fritte. E nei giorni di festa, grazie ad un papà che ha saputo fare un passo indietro spupazzandosi lui Viola, ci siamo immersi tra pennelli e plastilina, pasticciando con le sfumature dei colori sia con gli uni che con gli altri (imparando che le cose sono fatte per essere usate, ma questa è un'altra storia, che mette a nudo altre mie psicosi).
E quindi? Quindi qualcosa sembra si stia muovendo, ora è importante non perdere il terreno guadagnato. Ecco il mio primo proposito per l'anno nuovo.
PS: Auguri tesoro mio (21.12.11), i quattro anni sono una grossa sfida: non si è più piccoli e non si è ancora grandi (anche se lo scorso anno grande lo sei dovuto diventare in fretta..).













