venerdì 3 dicembre 2010

La Regola del Quinonsitocca

Ieri ho letto in un post che il Consiglio d'Europa ha lanciato in Italia la Regola del Quinonsitocca. Un bimbo su cinque è vittima di varie forma di abuso o di violenza sessuale. Può succedere a bambini di entrambe i sessi, di ogni età, indipendentemente dal colore della pelle, della classe sociale e dalla religione.
La regola è semplice: insegnare al proprio bimbo di non lasciarsi toccare quelle parti del corpo che normalmente sono ricoperte da biancheria intima e che allo stesso modo non deve toccare gli altri nelle stesse parti.


Vorrei, nel mio piccolo, contribuire a far in modo che questa agghiacciante statistica possa un giorno diminuire, pertanto ricopio (ed in parte rielaboro) quanto riportato sul sito.

La regola del Quinonsitocca comprende 5 aspetti fondamentali:
  • Il tuo corpo ti appartiene. Ogni bimbo deve capire che il proprio corpo gli appartiene e nessuno deve toccarlo senza il suo permesso. Bisogna parlare in modo schietto, utilizzando vocaboli corretti per indicare le parti intime, in modo da aiutarli a capire. E' loro diritto rifiutare un'effusione, anche se proviene da un loro caro. Occorre insegnare loro a dire un "No!" fermo, deciso, ad allontanarsi dalle situazioni a rischio ed a confidarsi con un adulto fidato.
  • Modo di toccare buono - modo di toccare cattivo. Va spiegato il limite tra palpeggiamento appropriato e non. La regola del Quinonsitocca aiuta a riconoscere un limite da ricordare: la biancheria intima. Accertarsi che i bambini sappiano chiedere aiuto alle persone giuste.
  • I segreti buoni - i segreti cattivi. La segretezza è la tattica che gli autori di abuso utilizzano per farla franca. Instaurare con i proprio figli un clima di fiducia, insegnando loro la differenza tra segreti buoni e segreti cattivi: quelli che incutono timore, mettono ansia o li rendono tristi sono cattivi e vanno confidati ad un adulto fidato (genitore, insegnante, poliziotto, medico).
  • La responsabilità della prevenzione e della protezione spetta ad un adulto. I bambini vittime di abuso provano vergogna, senso di colpa e paura. Gli adulti devono cercare di evitare di creare tabù intorno alla sessualità e accertarsi che i bambini sappiano a chi rivolgersi se sono preoccupati, ansiosi o tristi. I bambini possono avere la sensazione che ci sia qualcosa di sbagliato. Spetta agli adulti essere attenti e comprendere i loro sentimenti e i loro comportamenti. Ci possono essere delle ragioni perché un bambino rifiuta un contatto con un altro adulto o un altro bambino. Tale desiderio dovrebbe essere rispettato. I bambini dovrebbero sempre avere la sensazione che possono parlare liberamente con i loro genitori di questo argomento.
  • Altri suggerimenti utili per corredare la Regola del Quinonsitocca:
  1. Segnalare e rivelare: Si deve indicare ai bambini che certi adulti possono fare parte del loro circolo di persone fidate che creano una rete di sicurezza per proteggerli. Dovremmo incoraggiarli a scegliere degli adulti che hanno la capacità di ispirare fiducia, sono disponibili ad ascoltarli e ad aiutarli. Soltanto un membro della rete di sicurezza dovrebbe vivere con il bambino; l’altro dovrebbe vivere al di fuori della stretta cerchia familiare. I bambini devono sapere come chiedere aiuto a questa rete di affetti e di fiducia.
  2. Abusi attuati da persone conosciute: Nella maggior parte dei casi, l’autore degli abusi è una persona conosciuta dal bambino. È particolarmente difficile per dei bambini piccoli capire come sia possibile che qualcuno che li conosce possa abusare di loro. Non dimentichiamo il “grooming”, l’adescamento in rete utilizzato dagli abusanti potenziali per conquistare la fiducia dei bambini. Tra le regole stabilite in famiglia, deve esserci quella di informare regolarmente i genitori se c’è qualcuno che offre dei regali, chiede di mantenere dei segreti o cerca di passare del tempo da solo con un bambino.
  3. Chiedere aiuto: I bambini devono essere informati che esistono figure professionali che possono assisterli (insegnanti, assistenti sociali, difensori civici, dottori, psicologi scolastici, polizia) e che ci sono linee telefoniche speciali a cui i bambini possono chiedere consulenze ed aiuto.
Altro aspetto spinoso: Che cosa fare se si sospetta un abuso?

Se hai il sospetto che il tuo bambino sia stato vittima di un abuso, è molto importante non essere in collera con il bambino. Non dargli la sensazione di avere commesso qualcosa di male.

Non interrogare il bambino. Puoi chiedergli cosa è successo, dove, e con chi, ma non chiedergli perché è successo.

Cerca di non mostrare al bambino che sei turbato. I bambini possono facilmente sentirsi in colpa e non rivelare delle informazioni.

Cerca di non trarre conclusioni affrettate basate su informazioni scarse o poco chiare. Rassicura tuo figlio dicendogli che può contare su di te e che te ne occuperai, e contatta qualcuno in grado di aiutarti, per esempio uno psicologo, uno specialista in assistenza pediatrica, un medico, un assistente sociale, o la polizia.

In alcuni Paesi esistono linee telefoniche e centri speciali per assistere i bambini vittime di violenza sessuale. Possono fornire consulenze anche a te e dovrebbero essere contattati se si ritiene che un bambino sia stato vittima di violenza sessuale.

Qui è disponibile una versione PDF scaricabile, in modo da appuntarsi non solo metaforicamente queste regole. Un libretto sfogliabile da figli e genitori accompagna un possibile dialogo, con un simpatico protagonista, Kiko, che attua dei comportamenti da imparare.


La cosa mi ha scosso davvero molto, non perché non fossi a conoscenza del problema, ma perché pensavo che fosse presto per affrontare certi argomenti con mio figlio ed invece sbagliavo alla grande. Recita infatti la prima pagina:

Non è mai troppo presto per insegnare a un bambino la Regola del Quinonsitocca, perché un abuso può avvenire a qualsiasi età.

L'ho letto e riletto, cercando di pensare a come far arrivare il messaggio ad un bimbo di tre anni, senza traumatizzarlo o renderlo ombroso, ma in modo da essere sufficientemente incisiva.

Se ti senti a disagio nel parlare di questo argomento con il tuo bambino, non dimenticare che è probabilmente più difficile per te in quanto adulto, che per un bambino.

Vero, verissimo, devo superare le mie perplessità.. Così stamattina, mentre facevamo pipì, ho iniziato ad accennargli qualcosa. Mi ascoltava interessato, per nulla turbato ed è uscito dal bagno ripetendo sorridente: "Qui non si tocca!"



Un doveroso ringraziamento a Stima di danno, senza la cui segnalazione non avrei mai scoperto informazioni così utili.

13 commenti:

  1. Come sempre non arretri. Brava. Ti condivido su fb perchè questa cosa è davvero importante.

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  2. ho visto oggi in tv lo spot. ma grazie a te ho scoperto i libretti in pdf. queste sono cose su cui non si deve mai abbassare la guardia. ti dispiace se copio e incollo sul mio blog ovviamente specificando che ho preso da te questo bella sintesi? più facciamo girare meglio è.

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  3. @stima: grazie. per un sacco di motivi.

    @simplymamma: anzi, mi fa piacere,sei davvero gentile. Concordo: certi argomenti andrebbero urlati, altro che scritti!! :;))

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  4. Sabes que yo tengo un miedo ahora a que le hagan daño a mis niños, como cualquier madre, claro, pero es que se escuchan cada cosas, no hablemos sólo de desconocidos. La gente se protege mucho en internet, pero muchas veces son conocidos, vecinos, familia, etc la que hace daño, pero es que acaso uno no puede confiar en nadie, si lo pienso dos veces me pongo paranóica y comienzo a ver raros en todas partes, es difícil todo esto.

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  5. @giozi: por eso tenemos que hablar con los niños y explicar que un de la familia puede tambien ser un peligro.. sin terrorismo psicologico, pero construendo la confienza que necesita el tema..

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  6. grazie. La mia mente non si vuole soffermare su questi temi ed oggi l'hai costretta a farlo. Bisogna

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  7. grazie mille, ancora non cnoscevo questa campagna. ho sempre cercato di parlare con mia figlia in modo sereno e semplice anche di queste cose, ma quando sono così piccoli non è facile.
    questo è un buon aiuto!

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  8. Ottimo argomento. Affronterò anch'io questo discorso con la mia canaglietta di 4 anni e metto il link sul mio piccolo blog.

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  9. Non la conoscevo questa campagna... grazie!

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  10. grazie grazie, spesso l'argomento è anche un tabù mentale, come se non pensandoci si rimane fuori dalla possibilità che possa accadere, mentre purtroppo potenzialmente siamo circondati da abusatori. Durante i miei studi in inghilterra, dove l'argomento è molto a cuore, in passato forse troppo, dove ci sono strutture specializzate nell'assistenza ai bambini vittime di abusi ma anche strutture che assistono il genitore che non si è accorto dell'abuso, in caso fosse stato il compagno( perchè anche questo aspetto è tremendo e per poter aiutare tuo figlio devi anche stare bene tu, madre)insomma, il prof disse una cosa interessante, che dove ci sono dei bambini ci sono sempre dei potenziali abusatori. La mia tesi è stata proprio abuso sessuale sui minori, e una cosa che ho imparato è che non bisogna fidarsi mai, nel senso buono, ogni adulto, di qualsiasi sesso, può essere un potenziale abusatore, in quanto spesso non si riconduce l'abuso ad una causa prettamente sessuale, ma ad un tema di potere.
    chiudo qui, ma come sempre ti ringrazio per i temi che emergono in questo vostro blog!

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  11. Grazie per averlo condiviso, all'epoca ancora non vi seguivo e non l'avevo letto. Molto importante. GRazie davvero. Linda

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  12. mi sono sempre dimenticata di dirlo: io ho stampato tutto, e gli ho insegnato la regola. poi ho stampato un'altra copia e l'ho portata alla maestra, all'asilo. che ne ha parlato con la responsabile di sede. e ora se lo stanno facendo girare come 'progetto' in tutte le sezioni. :))

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