Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!
E adesso... buio in sala!
Mamma F: The Reader - A voce alta (2009)
Ci voleva che mi beccassi l'influenza per riuscire a vedere un film tranquilla. Così ho scelto questo, di nuovo con Kate Winslet, qui bravissima, e un Ralph Fiennes dimenticabilissimo.
La trama è particolare: Michael Berg è un adolescente iniziato al sesso da una donna di trent'anni, Hanna Schmitz, conosciuta per caso, che adora ascoltare la lettura di libri di qualsiasi genere prima di fare all'amore. I due hanno una storia lunga un'estate, poi lei misteriosamente scompare. Si ritroveranno anni dopo, lui studente di legge, lei imputata per crimini contro gli ebrei (viene accusata di essere una kapò nazista, una di quelle che selezionava le donne da "tenere" e quelle da mandare alle camere a gas), che si farà condannare al carcere a vita pur di non rivelare il suo analfabetismo. Finale 20 anni dopo, ma non ve lo racconto.
Il film è toccante, la Winslet è in pieno nella parte dell'"analfabeta" di sentimenti: solo la sua scelta tardiva in carcere di imparare a leggere le aprirà il mondo della lettura, ma anche l'universo della morale, facendole comprendere appieno gli orrori compiuti.
Come riportano molti commmenti, condivido anche io che uno dei momenti più feroci del film sia quando, durante il processo, le viene chiesto dal giudice: “Lei non si rendeva conto di mandare quelle persone incontro alla morte?” e lei risponde con tono di ovvietà: “Sì, ma c’erano i nuovi arrivi, nuove donne che arrivavano continuamente. Così le vecchie dovevano fare spazio alle nuove arrivate”.
Per questo film la Winslet ha vinto un Oscar, meritatamente nonostante il trucco per invecchiarla di 30 anni nelle scene finali che la fa sembrare di un'età incerta tra i 100 e i 200 anni (inutilmente visto che dovrebbe avere solo 66 anni).
Come già ho scritto, Ralph Fiennes, che come attore non è proprio malaccio, qui fa schifo: è fuori parte, sempre troppo vecchio e saccente per la sua età, problematico al limite della psicosi e scioccamente meditabondo. Mi toccherà leggere il libro da cui è tratto il film per capire quanto questa interpretazione sia un errore.
Eccovi il trailer in italiano, che un po' di emozione la mette già.
Mamma F: The Reader - A voce alta (2009)
Ci voleva che mi beccassi l'influenza per riuscire a vedere un film tranquilla. Così ho scelto questo, di nuovo con Kate Winslet, qui bravissima, e un Ralph Fiennes dimenticabilissimo.La trama è particolare: Michael Berg è un adolescente iniziato al sesso da una donna di trent'anni, Hanna Schmitz, conosciuta per caso, che adora ascoltare la lettura di libri di qualsiasi genere prima di fare all'amore. I due hanno una storia lunga un'estate, poi lei misteriosamente scompare. Si ritroveranno anni dopo, lui studente di legge, lei imputata per crimini contro gli ebrei (viene accusata di essere una kapò nazista, una di quelle che selezionava le donne da "tenere" e quelle da mandare alle camere a gas), che si farà condannare al carcere a vita pur di non rivelare il suo analfabetismo. Finale 20 anni dopo, ma non ve lo racconto.
Il film è toccante, la Winslet è in pieno nella parte dell'"analfabeta" di sentimenti: solo la sua scelta tardiva in carcere di imparare a leggere le aprirà il mondo della lettura, ma anche l'universo della morale, facendole comprendere appieno gli orrori compiuti.
Come riportano molti commmenti, condivido anche io che uno dei momenti più feroci del film sia quando, durante il processo, le viene chiesto dal giudice: “Lei non si rendeva conto di mandare quelle persone incontro alla morte?” e lei risponde con tono di ovvietà: “Sì, ma c’erano i nuovi arrivi, nuove donne che arrivavano continuamente. Così le vecchie dovevano fare spazio alle nuove arrivate”.
Per questo film la Winslet ha vinto un Oscar, meritatamente nonostante il trucco per invecchiarla di 30 anni nelle scene finali che la fa sembrare di un'età incerta tra i 100 e i 200 anni (inutilmente visto che dovrebbe avere solo 66 anni).
Come già ho scritto, Ralph Fiennes, che come attore non è proprio malaccio, qui fa schifo: è fuori parte, sempre troppo vecchio e saccente per la sua età, problematico al limite della psicosi e scioccamente meditabondo. Mi toccherà leggere il libro da cui è tratto il film per capire quanto questa interpretazione sia un errore.
Eccovi il trailer in italiano, che un po' di emozione la mette già.
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Mamma C: La fabbrica delle mogli (1975)
Un delizioso film gotico (nulla a che vedere con il rifacimento di Oz del 2004, terribile, quello con la Kidman, per intenderci), satira sul perbenismo americano degli anni '60, in un momento in cui i primi movimenti femministi prendevano piede. In realtà il film non si sbilancia mai: non accusa la misoginia di quella società, in cui le mogli sono perfette "geishe" del proprio marito, né critica le velleità rivoluzionarie di chi si sente stretta in tale ruolo.
Walter e Joanna coi loro figli si spostano dalla grande città al paesino di Stepford, dove Joanna ha la sensazione che le donne siano troppo fissate coi lavori domestici, ma abbiano pochi interessi al di fuori di torte, biscotti e del loro "essere mogli". Decide di scappare insieme a Bobbie, una nuova amica appena arrivata in città, che pare pensarla come lei, ma la notte prima della loro fuga Bobbie ha un incidente, in seguito al quale non sembra più la stessa. Ma il motivo è tutt'altro che scontato..
Qui una divertente sequenza al supermercato..
Un delizioso film gotico (nulla a che vedere con il rifacimento di Oz del 2004, terribile, quello con la Kidman, per intenderci), satira sul perbenismo americano degli anni '60, in un momento in cui i primi movimenti femministi prendevano piede. In realtà il film non si sbilancia mai: non accusa la misoginia di quella società, in cui le mogli sono perfette "geishe" del proprio marito, né critica le velleità rivoluzionarie di chi si sente stretta in tale ruolo.
Walter e Joanna coi loro figli si spostano dalla grande città al paesino di Stepford, dove Joanna ha la sensazione che le donne siano troppo fissate coi lavori domestici, ma abbiano pochi interessi al di fuori di torte, biscotti e del loro "essere mogli". Decide di scappare insieme a Bobbie, una nuova amica appena arrivata in città, che pare pensarla come lei, ma la notte prima della loro fuga Bobbie ha un incidente, in seguito al quale non sembra più la stessa. Ma il motivo è tutt'altro che scontato..
Qui una divertente sequenza al supermercato..
Ecco i nostri precedenti Buio in sala!
Questa settimana partecipano:

the reader mi era piaciuto molto. Condivido la tua passione per la Winslet. Finnes non l'avevo neppure considerato perchè di solito non mi piace molto. Guarisci presto Mamma F!
RispondiEliminaLa fabbrica delle mogli.. segnato!
Mamma F. volevo scrivere proprio oggi di "The reader", poi invece mi sono buttato su un film natalizio senza pretese. La prima parte del film l'ho trovata bellissima con la Winslet bravissima nel ruolo.
RispondiEliminaMamma C. La fabbrica delle mogli invece non lo conosco, cercherò di rimediare!
@MAMMA C: non conoscevo questa versione "originale", ce l'hai? me la passi?
RispondiEliminasegno...
RispondiElimina@ Mamma F: BELLISSIMO!!!
RispondiElimina@ Mamma C: non lo conosco :-)...ma rimedio, lo sai...
Ci sono anch'io questa settimana
Auguro a entrambe un felice Natale...
RispondiEliminaRory
grazie mi fate conoscere film a me sconosciuti...io mi sono buttata sul natalizio...:X
RispondiEliminaPerdono, ho fatto il doppione
RispondiElimina:-)