Davanti ad una tazza di tè fumante si ragiona meglio. Il lapsang sottolinea la pausa, quei quindici minuti passati ad osservare le circonvoluzioni del vapore sono indispensabili per rigenerarsi, per ritrovare le energie e ripartire carichi.
Facciamo il punto. Tre mesi. In mezzo di acqua ne è passata davvero tanta, ma si sa, è il momento in cui i neonati cavalcano i giorni ed ogni sera si addormentano con una tacca in più sul ceppo delle conquiste. Ieri era la risata. Ebbene sì, da ieri ridiamo, e lo facciamo anche di gusto. A sorridere ha iniziato prestissimo (e non erano movimenti involontari, mia cara pediatra!!), ma la risata è tutt'altro paio
di maniche. Ha preso dalla mamma: non c'è millimetro del suo corpo in cui non patisca il solletico e vi assicuro che ho appurato davvero bene, è stato difficile staccarsi e smettere di sentirla ridere, una scarica di endorfine (mie) per ogni risata (sua). E' una droga, questa bimba.
Poi c'è l'altro, lo squatter. Quello che alcuni amici chiamavano "lord". Lui è sempre più teppa, sta passando la fase dei "No!", tira parecchio la corda, ma con sua sorella è fantastico, iperprotettivo e coccolone, la sua indole dolcissima esce tutta.
Poi c'è il bimbo grande, il papà. Lui trova pane per i suoi denti a giocare con Matteo ai dinosauri o a far le gare con Saetta. Ma è bravissimo anche a far fare il ruttino a Viola o a cambiarle il pannolino ed osservare con quanto garbo lavorano le sue manone mentre lo fa, mi commuove un sacco. Ha dovuto cambiare non poco le sue abitudini, ormai ogni mattina è pronto a parare i colpi: un figlio da portare all'asilo od una figlia da accudire mentre strilla in attesa della tetta o una moglie isterica che fa esplodere il tappo.
Poi eccomi, ci sono anche io. In realtà ci sono e non ci sono, il nuovo lavoro mi sta assorbendo peggio di un buco nero, ma almeno mi sento appagata, a stare a casa mordevo proprio il freno. Lo scossone è stato forte, ho temuto mi andasse via il latte, ma la pozione magica dell'erborista e l'opportunità di attaccarmi per qualche giorno Viola anche al lavoro (mai un infortunio del marito è arrivato con maggior tempismo) mi hanno ridato fiducia ed ora tutto fila alla grande.
Direi che c'è dell'altro: che tutto questo non sarebbe stato lo stesso, se intorno non avessi delle amiche* splendide, superfantastiche, che sopportano i miei sbotti, mi incitano e danno coraggio, non fanno una piega se "buco" un Buio in sala! o non mi maledicono se sparisco dalla circolazione, che non se ne hanno se tronco improvvisamente una conversazione a 2D per riprenderla poi addirittura il giorno dopo, o altre che non si risentono se sono mesi che non le passo a trovare sui loro blog (che lo sanno che non è cattiveria, ci sono passate anche loro), molto carinamente sanno pazientare.
Che come ho già detto privatamente a Mamma F, lo so che non sono l'unica madre che lavora, sono solo molto più disorganizzata!
Il tè è finito, si torna in pista.
Il tè è finito, si torna in pista.
*non vi cito, lo sapete benissimo chi siete..




