lunedì 16 gennaio 2012

Ruggito e zampata

No, non è difficile la vita in quattro. Non trovo impossibile il barcamenarsi tra un pannolino da cambiare, un disegno da ammirare o il calzino bucato del marito. Ne' trovo difficile l'organizzare la gestione della pupa coi nonni, incastrando le varie disponibilità con le necessità del lavoro. Tutto questo è stimolante, va a stuzzicare la mia passione per il tetris. A volte possono esserci momenti di crisi, tipo scoprire di dover prendere un bus entro dieci minuti, con la poppata a metà e l'altro figlio ancora da vestire, ma a rendere possibile tutto questo ci sono dei veri amici che sanno come aiutarmi.

Quello che trovo davvero difficile è accettare di perdere Matt. Si sta staccando, anzi: s'è già staccato. Ormai cerca direttamente il papà, vuole che sia lui a metterlo a letto, è a lui che mostra i progressi in una costruzione o il lavoretto fatto a scuola. Ed io ci sto male come un cane. Quattro anni vissuti in simbiosi, così, gettati nel cesso. Sì, lo so che "vuole ancora bene alla sua mamma", lo so. Ma non mi basta. Ho proprio bisogno di lui e non è questione di gelosie o cordoni ombelicali da tagliare. Mi rendo conto che il tempo che passiamo insieme non è più di "qualità", ho sempre qualcosa da fare che mi impedisce di stare con lui o comunque starci come vorrei. Ho aperto gli occhi qualche giorno fa, ho capito cosa mi faceva male, così poco per volta sto correndo ai ripari. Complice un'influenza del papà (avete notato come i 37°C per un uomo siano assimilabili ad uno stato agonico? anche da voi si richiede la presenza di prete e notaio al primo starnuto?), all'Immacolata ci siamo programmati una gita fuori porta lui ed io (c'era anche Viola, ma è una presenza davvero discreta). Camminare mano nella mano, percorrendo una strada che non porta all'asilo, ci ha in parte riavvicinati. Coi visi pizzicati dal freddo della montagna, ma le mani ed il cuore caldissimi, ci siamo raccontati le nostre vite. Era tanto che non lo sentivo parlare dei suoi amici a scuola, della sua quotidianità, di quel mondo a me sconosciuto ed è stato bello vederlo sereno. Di contro, come mi consiglia una donna saggia, ho potuto spiegargli che è un periodo in cui sono stanca, che ci sono tante cose da fare e che, anche se non stiamo insieme come prima, lui è il mio amore. Sicuramente erano cose che già sapeva, ma potergliele spiegare guardandolo negli occhi mi (e spero gli) ha fatto un gran bene.

Prove di campeggio in cameretta..

E poi di nuovo in queste settimane. Durante le ferie ne ho approfittato per portarlo al lavoro con me. Ci siamo ricavati i nostri spazi, parlando in macchina, correndo al parchetto tra una visita e l'altra o mangiando, complici, con le mani crocchette di pollo e patatine fritte. E nei giorni di festa, grazie ad un papà che ha saputo fare un passo indietro spupazzandosi lui Viola, ci siamo immersi tra pennelli e plastilina, pasticciando con le sfumature dei colori sia con gli uni che con gli altri (imparando che le cose sono fatte per essere usate, ma questa è un'altra storia, che mette a nudo altre mie psicosi).

E quindi? Quindi qualcosa sembra si stia muovendo, ora è importante non perdere il terreno guadagnato. Ecco il mio primo proposito per l'anno nuovo.

PS: Auguri tesoro mio (21.12.11), i quattro anni sono una grossa sfida: non si è più piccoli e non si è ancora grandi (anche se lo scorso anno grande lo sei dovuto diventare in fretta..).

15 commenti:

  1. BRava, io sarei andata in crisi e basta. E tu invece come sempre hai trovato la soluzione.
    Brava!

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  2. Con quel cuore lì, tu Matt non lo perderai mai. Nè lui nè il suo amore.
    Conosco mamme che nemmeno si sarebbero poste il problema, altre che non avrebbero saputo come risolvere la questione, ne conosco davvero poche che sanno sfidarsi come te nella vita.
    Sei davvero una mamma tigre!

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  3. :* Brava Mamma C sei rimasta proattiva nel mare di cose che devi gestire e sei riuscita a creare tempo e occasione :***

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  4. Fantastica, ma ricordati e lo dico per esperienza che la mamma per un maschietto sarà sempre la donna della nostra vita e Matt non farà differenza! ;-)

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  5. L'equilibrio. Quella è la cosa difficile. Ma la strada che stai percorrendo sicuramente ti porterà nella giusta direzione.

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  6. Torna. Tranquilla che torna. E' solo una fase, fidati. Aspetta che Viola cominci a camminare e a pasticciare e avrai dalla tua un piccolo complice. :-))

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  7. Pensavo di essere l'unica a soffrire per il distacco dei figli, ma leggendo il tuo post mi sono sentita complice delle tue emozioni. Stesse identiche situazioni le tue e le mie, anch'io ho sempre poco tempo da dedicare a mia figlia e quando c'è sono sempre troppo stanca, ma accompagnandola a scuola a piedi quasi tutte le mattine ho scoperto il piacere di parlare con lei, ma anche di correre e saltare e ridere ridere ridere. Un'ottima cura, se la vuoi provare!

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  8. Ho avuto un'esperienza simile quando è nato il mio secondo figlio, il primo aveva 3 anni e mezzo.
    Il papà è stato fondamentale, perchè con delicatezza e affetto ha fatto sentire la sua presenza, mai invasiva, anche se, in effetti, il mio bambino chiedeva spesso di lui e io rimanevo con un palmo di naso.
    Penso sinceramente che sia una tappa della crescita, il bisogno dei maschietti di rivolgersi al padre, serve a loro un riferimento identitario, soprattutto a quell'età.
    Non aver paura di "perdere" il tuo bambino, tu sei già dentro di lui.
    E poi, il tuo piccolo sente sicuramente il tuo desiderio di stare con lui, anche quando non ce la fai, questo per un figlio significa sentirsi amati e vale tantissimo.

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  9. Mi hai fatto commuovere... mamma mia come ti capisco! E come è così anche per me! Mi accorgo che mi trasformo non appena siamo in tre, la pazienza con Letizia inizia a scarseggiare, e anche, mio malgrado, la tenerezza che mi era così abituale... e non solo perchè tutto è oggetto di snervante contrattazione... o forse è un circolo vizioso, non so. Certo che le corse insieme in bicicletta, Leti ed io, la mattina per andare a scuola, anche se mi fanno arrivare tardi... beh, sono uno dei momenti più dolci della giornata. Il tuo proposito è anche il mio... e devo ricordarmi più spesso di abbassare la guardia e di transigere al mangiare con le mani, complice... GRAZIE :-*

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  10. Questo post ritrae tante di noi mi sa.. Anch'io soffro ed ho sofferto moltissimo per il distacco di Ricky.. iniziato quando non sono stata a casa per quasi due mesi, per poi tornare con Giulia.. Spesso mi sento in colpa per il tempo che prima trascorrevamo insieme io e lui.. lui ed io.. sapere di non essere l'unica un po' mi consola.. un po' mi sprona.. a cercare sempre nuove occasioni per stare con lui.. e a rendere il poco tempo che ci rimane sempre un po' speciale, concedendo qualcosa in più.. a lui.. e cedendo un pochino .. io.
    Un grande, grandissimo abbraccio MammaC!!

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  11. eh si, ho scritto la stessa cosa anche io qualche giorno fa....forse un po' più lamentosa, però :-)

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  12. Bellissimo post. Non sono mamma, ma è giusto per i figli e per i genitori ritagliarsi spazi a due.

    PS. Siccome sto invecchiando e sta galoppando la presbiopia non è che potreste ingrandire il carattere dei post?

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:: Grazie delle tue parole :: Mamma C&F