Io non ho mai tenuto nemmeno un solo bambino in braccio prima che nascesse Simo. O meglio uno sì, il figlio di mia cugina quando aveva 15 giorni, e visto che nessuno si era premurato di dirmi che gli dovevo tenere anche la testa perchè non stava su da sola, c'è mancato poco che gli facessi pure male.Insomma, prima di Simo ho fatto tante cose strambe:
- salvato e curato 11 gatti
- sopravvissuta ad un laboratorio fisico di soli uomini per anni
- vinto premi di poesia
- imparato a cucinare (!!!)
ma un bambino che fosse uno: NIENTE.
Non ho avuto fratelli sorelle cugini da accudire, nulla di nulla.
Così quando mi sono ritrovata da sola la prima notte all'ospedale dopo il cesareo (i mariti non li lasciavano con le puerpere), Simo è stato con me fino a mezzanotte e poi l'han portato alla nursery.
Un'infermiera mi aveva dato un enorme pacco di roba (pannolini, cotone, crema, tutto fornito sponsorizzato dall'ospedale) e mi aveva detto: "tra un'oretta lo cambi".
L'avevo guardata stupita domandandomi se mi aveva vista bene: avevo appena riacquistato l'uso delle gambe dopo l'epidurale (che avevo ancora inserita nella schiena nel caso avessi chiesto dell'antidolorifico), avevo flebo ad entrambe le braccia ed ero cucita come una rolata di pollo sulla panza da qualche ora.
In quel momento io Simo non l'ho proprio amato per niente; anzi lo odiavo perchè mi pareva che richiedesse qualcosa di assurdo, ovvero che me ne curassi mentre ero in quello stato. Provavo anche del rancore: non doveva andare così, doveva nascere più tardi e naturalmente, io invece dovevo soffrire un sacco mentre partorivo e poi stop, lui si attaccava al seno e tornavamo a casa come la più bella delle famiglie Mulino Bianco.
Invece il pannolino quella sera l'ho cambiato sudando come un manovale e tremando per la paura di farglio male con le poche forze che avevo, mi avevano data la taglia sbagliata per un bimbo nato di 7 mesi e quindi gliel'ho chiuso sotto le ascelle, lui ha pianto come se lo avessi pelato vivo e io ho pianto dopo, appena tornata nel letto dopo averlo messo nella sua cullina.
Fare la mamma non mi piaceva affatto in quel momento e nemmeno nei giorni a venire, quando la montata lattea si presentava in ospedale, in piena notte con un bel febbrone, con un bimbo debole che non riusciva ad attaccarsi e tirare, lasciandomi piena di latte e dolorante, con le infermiere che, nonostante le mie richieste, non pensavano minimamente a tirarmi via un po' di latte in modo che patissi meno.
Alla fine Simo non si è attaccato al seno in ospedale, gli han dato la glucosata dal biberon (che ideona!!! bravi!! così ha subito scoperto che c'era un modo meno faticoso di tirare...) per paura che perdesse ancora peso e mi han rispedito a casa.
Qualcuno potrebbe anche domandarsi: ma eri lì da sola? nessuno che ti desse una mano? una nonna? un marito?
E quindi preciso che mia mamma in quel momento era in un ospedale a 100 km da me a curarsi un cancro e con lei le sue amiche a confortarla.
Mia suocera ha 80 anni.
Io ero lì con l'unica persona che volevo: mio marito. Che, visto che è il miglior marito del mondo (lo so, sono di parte, ma che ci posso fare?), è andato di corsa a comprare dei paracapezzoli per l'allattamento, un tiralatte, una bilancia, uno sterilizzatore e tanti biberon e mi ha aiutata a provare, provare, provare...finchè non ce l'abbiamo fatta e Simo si è attaccato.
Mangiava ogni ora e mezza, di giorno e di notte, in pieno recupero da prematuro: dopo 2 mesi aveva quasi il peso di un bambino nato a termine. Io a 2 mesi ho smesso di allattare, piena di ragadi, di male, di modo di attaccarlo sbagliato che nessuno mi aveva insegnato e che da me non avevo appreso, ma per 2 mesi ce l'ho fatta. Sembra pochissimo tempo, le mie amiche non mi hanno mai risparmiato critiche senza voler nemmeno capire la situazione, ma soli, Simo, Enrico ed io abbiamo già fatto miracoli inventandoci il mestiere di neogenitori senza che nessuno ci desse mezza dritta.
Simo ha continuato con il latte artificiale, senza problemi, crescendo bene nello stesso modo: ora che ha 2 anni porta i vestiti da 3 , si ammala come gli altri bambini, nè più nè meno.
Per questo, quando sento colpevolizzare le mamme che scelgono (volenti o nolenti) di non allattare al seno, mi incazzo come un puma. A volte non si fa come si vuole, si tenta di sopravvivere un po' tutti: a chi mi chiedeva perchè, se non riuscivo ad attaccare Simo al seno correttamente nei primi giorni, non mi fossi rivolta alla Lega del Latte non rispondo che ero spesso sola a casa, in un posto isolato in cima a una collina, appena ricucita, con un bimbo che si attaccava per mangiare faticosamente ogni ora e mezza e tirava per 40 minuti, io col terrore che non mangiasse a sufficienza e la Lega del Latte o l'ospedale a 20km da casa: non rispondevo e basta.
Ps. mia mamma ora sta benissimo ed è la migliore delle nonne...


CIAO MAMMA F!
RispondiEliminaneppure io me la sento di colpevolizzare le mamme che fanno di tutto per allattare e poi non ci riescono. è già dure avere a che fare con un bimbo piccolo, è già dura perchè gli ormoni giocono brutti scherzi perchè andarsi a rovinare ancora di più la vita? se avessi contattato le lega del latte sarebbero ancora fuori di casa a chiederti perchè non l'hai allattato. sono troppo troppo estremisti e io gli integralismo li odio.
grazie d'essre passata da me e piacere di conoscervi! a presto Smile :))
vinto premi di poesia???
RispondiEliminaAnch'io non colpevolizzo le mamme che ci provano e non ci riescono...Biasimo le mamme che non ci provano proprio, perchè altrimenti la tetta cade, perchè sennò dipende troppo da me, come faccio ad andare in palestra..etc..
RispondiEliminaTrovo riprovevoli QUESTE giustificazioni, non quelle di una mamma che ci prova ma, non trovando sostegno nelle istituzioni (santi consultori!!!), non riesce a superare le proprie (oggettive!) difficoltà..
Almeno una chance, secondo me, i nostri figli se la meritano..
@mamma C: qualcuno, ma è storia di tanto tempo fa...
RispondiEliminaRagazze mi pareva di leggere la mia storia...mi son fatta pure un piantino a ripensarci! Sacrosante parole. Io ho fatto una fatica boia per mesi e sono stata fortunata, (non dico premiata ma fortunata!) ho continuato ad allattare ma quanta fatica per una cosa che ti dicono sia la più naturale del mondo...quante lacrime, quanta solitudine...
RispondiEliminaPerdonami se posto il mio commento qui dopo così tanto tempo dal tuo post ma ne ho bisogno.
RispondiEliminaSono arrivata qui dal tuo bellissimo post di stamattina sulla nanna http://natixdelinquere.blogspot.com/2011/06/le-migliori-notti-degli-ultimi-4-anni.html e ti posso solo scrivere che noi ci siamo nel mezzo in questo momento! Dopo (soli!) 13 mesi di notti da delirio io sono a pezzi.
Ma questo tuo post mi ha toccato una ferita aperta che è tornata a piangere....io non sono riuscita ad allattare mio figlio. Dopo il cesareo, questo è stato per me il secondo fallimento. Tutt'ora a distanza di 13 mesi non riesco a farmene una ragione e ci sto male. Tanto. Non sono nemmeno riuscita a scrivere del mio parto sul blog perchè non ne ho ancora le forze. Mi sento stupida ma non riesco a trovare una consolazione. So di ave rvissuto questo primo anno con mio figlio inquinata da una tristezza che mi sta portando via i momenti più belli ma per quanti sforzi faccia non vedo una via d'uscita.
Scusa questo sfogo ma mi hai davvero toccata nel profondo e, con le tue parole, ho rivissuto le stesse emozioni.
Grazie.