Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma ed ogni venerdì pubblichiamo alcune righe di due libri che ci hanno colpito. Come dice Mamma F., ormai leggere è quasi un reato e noi vogliamo leggere per delinquere.
Mamma C: Hans Christian Andersen - La Regina delle nevi (1844)
Un libro a copertina rigida, gialla. Arnoldo Mondadori Editore (quando ancora lo Psiconano era sui banchi di scuola..), collana Sinfonia Allegre, con le illustrazioni di Alberto Breccia, un grande del fumetto.. Parlo del libro che più mi è caro, con ancora il nome di mia madre e il suo indirizzo del '50..
Una favola, la mia preferita e la sua più bella. Ce l'ho in diverse traduzioni ed in più lingue, ma questa è la versione cui sono più legata. L'unica in cui compare la parola "verità", anziché "eternità" [Evigheden in danese], come parola che Kay non riesce a scrivere coi cubetti di ghiaccio..
On line si trova una versione abbastanza fedele all'originale.
"Un giorno, uno dei tanti geni maligni che abitano la Terra, riuscì ad inventare uno specchio cattivo e perverso com'era lui. In questo specchio le cose non si riflettevano com'erano, ma quelle buone o non si vedevano o diventavano brutte, e quelle già brutte apparivano addirittura mostruose. Davanti ad esso qualunque bellissimo paesaggio sembrava un mucchietto di spinaci bolliti e tutte le persone buone che per combinazione vi si erano specchiate, giuravano di essersi viste con la testa in giù o addirittura senza testa.
Ora accadde una volta che alcuni genietti, giocando con lo specchio inventato dal loro padre, litigarono e lo specchio finì per terra andando in mille frantumi piccolissimi.
Q questi frantumi, minuscoli come granelli di sabbia, cominciarono a disperdersi per l'aria, causando moltissimi guai, perché, quando andavano a finire negli di qualcuno, gli facciano vedere ogni cosa sfigurata e terribilmente imbruttita. Altre scheggette raggiungevano il cuore degli uomini e lo rendevano più duro e più freddo del ghiaccio. Con i pezzi più grandi si fecero anche occhiali e vetri per finestre; ma guardando attraverso ad essi anche i più buoni diventavano cattivi. Altre particelle, infine, rimasero sospese nell'aria. La storia che segue racconta ciò che accadde per causa di una di queste."
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Mamma F: Il mio amico Abdul - Raffaele Mangano (2003)
Quando il mondo leggeva la buonanima di Terzani, io leggevo lui e lo preferivo di parecchio.
Un po' perchè è davvero bravo lui e bellissimo il libro, un po' perchè per caso con Raffaele poi siamo diventati anche amici (per brevi tratti viaggiatori, a volte con il cuore a volte con la macchina).
Ho scelto "Il mio amico Abdul" perchè l'ho letto per primo, ma ugualmente consiglierei "Andiamo a bere la pioggia", entrambi viaggi nella memoria, il primo diviso tra Occidente e Oriente, il secondo tra l'Italia del boom economico (degli altri) e il presente.
Dipinge scenari dolcissimi e durissimi, con lui leggendo si prova un po' di tutto.
Ora Raffaele non vive più a Milano, che ha abbandonato per tornare nella sua amata Sicilia: aspetto il prossimo libro augurandomi che sia "caldo" come lui e la sua terra.
Così inizia il libro (per gentile concessione dell'autore dal suo sito):
"Era una bella giornata di sole. Quando il professore di lettere al liceo leggeva un simile attacco tirava una riga rossa su tutti e quattro i fogli di protocollo e in calce apponeva la sigla nddl: non degno di lettura. Non erano solo i riferimenti alla meteorologia a suscitare stroncature, ma anche i luoghi comuni e le frasi fatte. Alla folla non era concesso di straboccare, né ai paesi di essere ridenti. Il campo di grano presentato come lago dorato provocava una sottolineatura che talvolta bucava la carta. La prosa doveva essere essenziale e lontana dalla retorica. L'implacabile insegnante non dava voti. In compenso i commenti erano micidiali. Ricordo il più basso della scala: "Questo é l'italiano parlato nel Turkmenistan”. A ogni buon conto il sole era davvero splendente e non saprei come descrivere in altro modo quel giorno d’estate. Tornavo da Parigi in stato confusionale. Con alcuni compagni di università avevamo discusso a lungo sulla protesta studentesca. Guardando i filmati in televisione e leggendo i giornali francesi, ci eravamo convinti che stesse accadendo qualcosa di importante e pertanto avevamo deciso di partire".
Su di lui e sui sui libri potete leggere qui e qui e in un sacco di altri posti.
Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.
Quando il mondo leggeva la buonanima di Terzani, io leggevo lui e lo preferivo di parecchio.
Un po' perchè è davvero bravo lui e bellissimo il libro, un po' perchè per caso con Raffaele poi siamo diventati anche amici (per brevi tratti viaggiatori, a volte con il cuore a volte con la macchina).
Ho scelto "Il mio amico Abdul" perchè l'ho letto per primo, ma ugualmente consiglierei "Andiamo a bere la pioggia", entrambi viaggi nella memoria, il primo diviso tra Occidente e Oriente, il secondo tra l'Italia del boom economico (degli altri) e il presente.
Dipinge scenari dolcissimi e durissimi, con lui leggendo si prova un po' di tutto.
Ora Raffaele non vive più a Milano, che ha abbandonato per tornare nella sua amata Sicilia: aspetto il prossimo libro augurandomi che sia "caldo" come lui e la sua terra.
Così inizia il libro (per gentile concessione dell'autore dal suo sito):
"Era una bella giornata di sole. Quando il professore di lettere al liceo leggeva un simile attacco tirava una riga rossa su tutti e quattro i fogli di protocollo e in calce apponeva la sigla nddl: non degno di lettura. Non erano solo i riferimenti alla meteorologia a suscitare stroncature, ma anche i luoghi comuni e le frasi fatte. Alla folla non era concesso di straboccare, né ai paesi di essere ridenti. Il campo di grano presentato come lago dorato provocava una sottolineatura che talvolta bucava la carta. La prosa doveva essere essenziale e lontana dalla retorica. L'implacabile insegnante non dava voti. In compenso i commenti erano micidiali. Ricordo il più basso della scala: "Questo é l'italiano parlato nel Turkmenistan”. A ogni buon conto il sole era davvero splendente e non saprei come descrivere in altro modo quel giorno d’estate. Tornavo da Parigi in stato confusionale. Con alcuni compagni di università avevamo discusso a lungo sulla protesta studentesca. Guardando i filmati in televisione e leggendo i giornali francesi, ci eravamo convinti che stesse accadendo qualcosa di importante e pertanto avevamo deciso di partire".
Su di lui e sui sui libri potete leggere qui e qui e in un sacco di altri posti.
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Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.
Partecipano a questa iniziativa:




ecco qui dalla nostra rubrica incipit il mio consiglio per oggichiedi scusa! chiedi scusa!
RispondiEliminaGrazie ragazze per qs preziosissimi consigli!
RispondiEliminaRaffaele Mangano non lo conoscevo per niente, è sempre bello scoprire un nuovo autore! vedrò di procurarmi il libro!
buon venerdì e baci a tutte e due! :-*
Mamma mia quanto ho pianto da piccola leggendo la Regina delle nevi :-S
RispondiEliminaRaffaele Mangano non lo conosco... ma ancora per poco ;-)
Bacioni e buon fine settimana