Rieccomi qui, anche se con 38° di febbre e Simo reduce da 10 giorni di influenza intestinale micidiale (ancora ora vomita un po' e ha una diarrea da terzo mondo...)
Il post di oggi è un estratto che reputo bellissimo da una mail che ho ricevuto da Luca, la cui capacità di andare al cuore del problema con il cuore (proprio così), mi è di guida e stimolo per infinite riflessioni sempre.
Questa volta era sull'educazione cristiana o morale di Simo:
"... Nel caso specifico dell’asilo, tenendo conto che una delle radici culturali indiscusse dell’Europa è quella cristiana, a me (ripeto, a me) sembra assurdo cercare di evitare che questa matrice entri naturalmente nel processo educativo di Simone. Se pensi al paesaggio europeo, tanto quello delle campagne che quello urbano, o alla nostra toponomastica, o anche solo alla nostra fraseologia, ti rendi conto che hai bisogno dei rudimenti dell’educazione cristiana per decifrarne il senso di secondo grado. Mi chiedo a cosa potrebbe portare un’educazione accuratamente depurata da ogni traccia di questa matrice. Probabilmente ad un senso di straniamento dal mondo in cui si vive, ad un tardivo recupero di quelle parti mancanti, magari in età adolescenziale, magari (come si addice all’età in questione) secondo modalità oltranziste. In questo senso credo che cercherei di rispettare quanto possibile, nel processo educativo, ogni normalità acquisita, che cercherei di evitare qualsiasi scelta potrebbe “disadattare”, come tu dici. Credo che i bambini abbiano sete di normalità, perché hanno già tantissimo da imparare, perché l’informazione proviene da fonti ormai molto eterogenee, perché nella normalità possono mettere solide basi da cui partire più tardi da soli a cercare la loro particolarità, che non è la nostra unica e irripetibile, che non sarà né migliore né peggiore della nostra.
E occhio alla scuola steineriana; i bambini che provengono da quella scuola poi fanno fatica a rientrare nella vita normale, a quanto posso osservare qui con i miei ragazzi."
Inutile dirvi che Luca insegna.
Un augurio che ognuna di noi, per i propri figli, incontri nel cammino didattico un maestro/professore con il suo equilibrio e la sua dolcezza.
Buon febbraio a tutti e grazie Luca.

Sembra anche a me un discorso molto sensato!
RispondiEliminaCondivido in pieno quanto scritto da papà L., non sarei riuscito a esprimerlo meglio nemmeno se fossi stato super-attento alle lezioni di italiano della mia cara prof. B.
RispondiEliminaMolto bello, concordo!
RispondiEliminaPapà L. è un grande! Sua figlia è fortunata...
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