Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma ed ogni venerdì pubblichiamo alcune righe su due libri che ci hanno colpito. Come dice Mamma F., ormai leggere è quasi un reato e noi vogliamo leggere per delinquere.
Mamma F: Guido Gozzano - Tutte le poesie
Sarà che era un "vicino di casa" torinese di mamma C e mio, sarà che sognava in modo riservato come me, sarà che villa Meleto me l'ha fatta scoprire mio padre, ma Guido Gozzano mi muove sempre la gioia dentro e mi fa venire nostalgia di un inizio novecento che non ho vissuto.
Stavolta vi propongo un libro che si trova su internet per intero e gratuito, da leggere poesia dopo poesia su LiberLiber.
Per scoprire che leggere poesia, a volte, oltre ad essere magico non costa nulla.
Ed ecco la "nostra" Torino in versi:
Mamma C: Daria Bignardi - Non vi lascerò orfani (2009)
Sarà che era un "vicino di casa" torinese di mamma C e mio, sarà che sognava in modo riservato come me, sarà che villa Meleto me l'ha fatta scoprire mio padre, ma Guido Gozzano mi muove sempre la gioia dentro e mi fa venire nostalgia di un inizio novecento che non ho vissuto.Stavolta vi propongo un libro che si trova su internet per intero e gratuito, da leggere poesia dopo poesia su LiberLiber.
Per scoprire che leggere poesia, a volte, oltre ad essere magico non costa nulla.
Ed ecco la "nostra" Torino in versi:
"Come una stampa antica bavarese
vedo al tramonto il cielo subalpino...
Da Palazzo Madama al Valentino
ardono l'Alpi tra le nubi accese...
È questa l'ora antica torinese,
è questa l'ora vera di Torino...
L'ora ch'io dissi del Risorgimento,
l'ora in cui penso a Massimo d'Azeglio
adolescente, a I miei ricordi, e sento
d'essere nato troppo tardi... Meglio
vivere al tempo sacro del risveglio,
che al tempo nostro mite e sonnolento!"
vedo al tramonto il cielo subalpino...
Da Palazzo Madama al Valentino
ardono l'Alpi tra le nubi accese...
È questa l'ora antica torinese,
è questa l'ora vera di Torino...
L'ora ch'io dissi del Risorgimento,
l'ora in cui penso a Massimo d'Azeglio
adolescente, a I miei ricordi, e sento
d'essere nato troppo tardi... Meglio
vivere al tempo sacro del risveglio,
che al tempo nostro mite e sonnolento!"
da Torino - "I colloqui"- 1911.
*****
Mamma C: Daria Bignardi - Non vi lascerò orfani (2009)

Lo sto leggendo adesso, ma ne sono talmente entusiasta che ve lo consiglio già prima di terminarlo. E' un libro autobiografico, sulla propria madre, scritto in occasione della sua morte. Ma a differenza di quanto si possa pensare, non è ne' pesante ne' triste. Sono piccoli aneddoti della vita di tutti i giorni, che più che una lacrima tirano un sorriso.
La Bignardi ci regala delle immagini della sua vita, soprattutto l'infanzia, di alcuni elementi molto particolari della sua famiglia, del suo rapporto con la madre, con cui non si vedeva spesso, ma che ogni giorno ("alle dieci del mattino") puntualmente sentiva al telefono.
A me la Bignardi piace, la reputo una donna intelligente ed una valida giornalista. Ed anche come scrittrice la sto conoscendo con piacere
"Sono figlia di genitori anziani, da bambina mia madre lo ripeteva sempre. Significava che avrei dovuto presto mantenermi da sola, e così ho fatto. Lei lo diceva per fare la vittima, in realtà le sarebbe piaciuto mantenermi fino ai cinquant'anni, se avesse potuto e se glielo avessi permesso.
Mia madre si chiamava Giannarosa, ma lo zio Ferruccio la chiamava la Gennerosa, per sfottere le sue grazie abbondanti e soprattutto la sua indole romagnola, impulsiva e irrazionale."
La Bignardi ci regala delle immagini della sua vita, soprattutto l'infanzia, di alcuni elementi molto particolari della sua famiglia, del suo rapporto con la madre, con cui non si vedeva spesso, ma che ogni giorno ("alle dieci del mattino") puntualmente sentiva al telefono.
A me la Bignardi piace, la reputo una donna intelligente ed una valida giornalista. Ed anche come scrittrice la sto conoscendo con piacere
"Sono figlia di genitori anziani, da bambina mia madre lo ripeteva sempre. Significava che avrei dovuto presto mantenermi da sola, e così ho fatto. Lei lo diceva per fare la vittima, in realtà le sarebbe piaciuto mantenermi fino ai cinquant'anni, se avesse potuto e se glielo avessi permesso.
Mia madre si chiamava Giannarosa, ma lo zio Ferruccio la chiamava la Gennerosa, per sfottere le sue grazie abbondanti e soprattutto la sua indole romagnola, impulsiva e irrazionale."
Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del Libro.
Partecipano a questa iniziativa:
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Devo essere onesta, a me Gozzano non esalta.. Poi ho scoperto che in realtà è molto più presente nella mia vita di quanto pensassi (mi viene in mente l'isola non trovata di Guccini, il cui testo arriva da lì..). spolvererò i Sacri Testi del liceo, mi sa :) Grazie dello spunto!
RispondiEliminaInvece il tuo era proprio nella mia top list di acquisto, che ne avevo letto un gran bene quest'estate... un motivo in più per acquistarlo! Grazie!
RispondiEliminaDella bignardi ne ho letto un gran bene anch'io (l'ho inserito in lista), mentre di Gozzano me ne parlono tutti male (sto scherzando Mamma F.). A parte gli scherzi vado subito al link indicato.
RispondiEliminaUn abbraccio e buon week!
Grazie per avermi mostrato un pezzo di Torino sconosciuta e grazie per aver segnalato un testo gratuito!
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