Ci sono momenti in cui non si ha voglia di leggere e si preferisce farsi avvolgere dall'atmosfera di un bel film, magari sdraiati sul divano, in un incastro di piedi e gambe, copertina della nonna nelle serate più fredde e goloserie da piluccare.. Ognuno di noi porta dentro una scena di un film, un dialogo, un'atmosfera. Noi qui segnaliamo i nostri, quelli cui siamo in qualche modo legate. E se qualcuno vuole unirsi a noi, condividendo le pellicole che l'hanno emozionato, ci farà solo piacere!
Vi aspettiamo ogni mercoledì al cineforum di Nati per Delinquere!!
Mamma F: Goodbye Lenin! (2003)
Ho scoperto questo film per induzione; in un periodo zitelloso della mia vita adoravo Amélie Poulain e mi facevo accompagnare dalla colonna sonora del suo "favoloso mondo" scritta (si fa per dire...) da Yann Tiersen. Così, per ascoltare anche altro di questo autore, scopersi che era un abbonato delle colonne sonore (in realtà tutte molto simili tra loro, come simili gli altri dischi, insomma uno che si ricicla un po' ma che ogni tanto ci sta ad essere ascoltato) e che aveva scritto quella di Goodbye Lenin!.
Mi guardai il film e mi dimenticai che la colonna sonora poteva essere bella o brutta, perchè troppo presa dalla trama che riporto fedelmente da Wiki, sottraendo il finale, ovviamente.
"Berlino Est, 26 agosto 1978. Dopo essere stata interrogata dalla Stasi a proposito di suo marito che è riuscito a scappare all'Ovest, Christiane, una madre di famiglia, cade in una profonda depressione. Dopo qualche mese in ospedale, la donna si riprende, e per uscire da questa situazione inizia a dedicarsi anima e corpo alla politica ed alla causa della Repubblica Democratica Tedesca, diventandone una fervente sostenitrice.
Dieci anni dopo, il 7 ottobre 1989, Christiane viene invitata ad un ricevimento in occasione dei festeggiamenti per il quarantennale della DDR. La stessa sera, centinaia di persone - tra cui anche suo figlio Alex - scendono in strada per protestare contro il regime socialista. Durante i tumulti che seguono, la donna vede proprio Alex pestato e portato via dalla polizia: a quella vista, Christiane viene colpita da un infarto e cade in coma.
La donna si risveglia 8 mesi dopo, ma in questo lasso di tempo relativamente breve il mondo attorno a lei è profondamente cambiato: il muro di Berlino è caduto, il governo socialista della DDR non esiste più, e le due Germanie si stanno avviando alla riunificazione. I suoi figli si sono subito adattati alla nuova realtà: Alex, dopo la chiusura della cooperativa di riparatori tv dove lavorava, è restato nel settore diventando installatore di parabole satellitari (e troverà tanto lavoro, in quanto molta gente vuole vedere i prossimi mondiali di calcio di Italia '90), ed ha iniziato una relazione con Lara, una bella infermiera di origine russa conosciuta per caso la sera del suo pestaggio, che ha poi reincontrato in ospedale mentre assisteva sua madre; invece Ariane, giovane ragazza-madre, ha lasciato l'università per andare a lavorare da Burger King, dove ha conosciuto il collega Rainer, che presto è diventato il suo nuovo ragazzo.
Per evitarle il contraccolpo psicologico, ritenuto fatale dai medici, il figlio - confidando nel fatto che la madre deve restare a riposo per molto tempo, ed aiutato dalla riluttante sorella e dall'amico Denis, compagno di lavoro e aspirante regista - "preserva" la normalità della DDR all'interno di una stanza del proprio appartamento: recupera cimeli, prodotti e giornali della Germania Est, insieme al collega realizza improbabili ma credibili telegiornali per tenere aggiornata la madre, e coinvolge amici e vicini nella lunga pantomima, sperando che la donna non venga mai a sapere la verità..."
Sarà che quando il muro di Berlino veniva giù io ero appesa alla tv a guardare, sarà che i totalitarismi, per scomparire, devono essere eliminati (anche) con l'ironia, ma questo è un film piacevolissimo sulla fine degli anni 80, sulla volontà di ripresa della Germania e sul tentativo di patteggiare col passato.
Per quello che riguarda i premi, Good Bye Lenin! ha trionfato agli European Film Awards 2003, vincendo i premi come miglior film, miglior attore e miglior sceneggiatura, ed ottenendo nominations anche come miglior attrice e miglior regista. Nel 2004 il film ha ricevuto un Premio César come miglior film dell'Unione europea, ed ha ottenuto una nomination ai Golden Globe come miglior film straniero.
Un assaggio di Coca Cola socialista qui.
Ho scoperto questo film per induzione; in un periodo zitelloso della mia vita adoravo Amélie Poulain e mi facevo accompagnare dalla colonna sonora del suo "favoloso mondo" scritta (si fa per dire...) da Yann Tiersen. Così, per ascoltare anche altro di questo autore, scopersi che era un abbonato delle colonne sonore (in realtà tutte molto simili tra loro, come simili gli altri dischi, insomma uno che si ricicla un po' ma che ogni tanto ci sta ad essere ascoltato) e che aveva scritto quella di Goodbye Lenin!.Mi guardai il film e mi dimenticai che la colonna sonora poteva essere bella o brutta, perchè troppo presa dalla trama che riporto fedelmente da Wiki, sottraendo il finale, ovviamente.
"Berlino Est, 26 agosto 1978. Dopo essere stata interrogata dalla Stasi a proposito di suo marito che è riuscito a scappare all'Ovest, Christiane, una madre di famiglia, cade in una profonda depressione. Dopo qualche mese in ospedale, la donna si riprende, e per uscire da questa situazione inizia a dedicarsi anima e corpo alla politica ed alla causa della Repubblica Democratica Tedesca, diventandone una fervente sostenitrice.
Dieci anni dopo, il 7 ottobre 1989, Christiane viene invitata ad un ricevimento in occasione dei festeggiamenti per il quarantennale della DDR. La stessa sera, centinaia di persone - tra cui anche suo figlio Alex - scendono in strada per protestare contro il regime socialista. Durante i tumulti che seguono, la donna vede proprio Alex pestato e portato via dalla polizia: a quella vista, Christiane viene colpita da un infarto e cade in coma.
La donna si risveglia 8 mesi dopo, ma in questo lasso di tempo relativamente breve il mondo attorno a lei è profondamente cambiato: il muro di Berlino è caduto, il governo socialista della DDR non esiste più, e le due Germanie si stanno avviando alla riunificazione. I suoi figli si sono subito adattati alla nuova realtà: Alex, dopo la chiusura della cooperativa di riparatori tv dove lavorava, è restato nel settore diventando installatore di parabole satellitari (e troverà tanto lavoro, in quanto molta gente vuole vedere i prossimi mondiali di calcio di Italia '90), ed ha iniziato una relazione con Lara, una bella infermiera di origine russa conosciuta per caso la sera del suo pestaggio, che ha poi reincontrato in ospedale mentre assisteva sua madre; invece Ariane, giovane ragazza-madre, ha lasciato l'università per andare a lavorare da Burger King, dove ha conosciuto il collega Rainer, che presto è diventato il suo nuovo ragazzo.
Per evitarle il contraccolpo psicologico, ritenuto fatale dai medici, il figlio - confidando nel fatto che la madre deve restare a riposo per molto tempo, ed aiutato dalla riluttante sorella e dall'amico Denis, compagno di lavoro e aspirante regista - "preserva" la normalità della DDR all'interno di una stanza del proprio appartamento: recupera cimeli, prodotti e giornali della Germania Est, insieme al collega realizza improbabili ma credibili telegiornali per tenere aggiornata la madre, e coinvolge amici e vicini nella lunga pantomima, sperando che la donna non venga mai a sapere la verità..."
Sarà che quando il muro di Berlino veniva giù io ero appesa alla tv a guardare, sarà che i totalitarismi, per scomparire, devono essere eliminati (anche) con l'ironia, ma questo è un film piacevolissimo sulla fine degli anni 80, sulla volontà di ripresa della Germania e sul tentativo di patteggiare col passato.
Per quello che riguarda i premi, Good Bye Lenin! ha trionfato agli European Film Awards 2003, vincendo i premi come miglior film, miglior attore e miglior sceneggiatura, ed ottenendo nominations anche come miglior attrice e miglior regista. Nel 2004 il film ha ricevuto un Premio César come miglior film dell'Unione europea, ed ha ottenuto una nomination ai Golden Globe come miglior film straniero.
Un assaggio di Coca Cola socialista qui.
*****
Mi riferisco ovviamente all'originale con Gene Wilder , il remake non l'ho voluto guardare (della mia passione per Tim Burton ho già detto e sbavo per Johnny Depp dai tempi di 21 Jump Street, ma a tutto c'è un limite).Willy Wonka, prima dell'avvento dello streaming, era per me un appuntameneto fisso del periodo pasquale, lo passavano in TV e non me lo lasciavo scappare.
La trama: Mr. Wonka è l'anziano proprietario di questa fabbrica dei sogni di ogni bambino e vuole cercarne come suo successore uno puro d'animo. Per riuscire ad individuarlo, decide di mettere in palio cinque biglietti d'oro che daranno il diritto, a chi ne trova uno, di fare una visita alla sua fabbrica. Questi biglietti vengono inseriti in speciali tavolette di cioccolato che Wonka immetterà sul mercato, dopo aver pubblicizzato l'iniziativa. I cinque vincitori durante questa visita verranno sottoposti a numerose prove ed il vincitore avrà l'onore di essere il nuovo proprietario della fabbrica. Questa è un paese delle meraviglie psichedelico, con fiumi di cioccolata, grossi funghi commestibili, pareti di lecca lecca ed altre invenzioni ingegnose. Quale bambino non vorrebbe entrare?
Qui la canzoncina degli Oompa-Loompa, i piccoli aiutanti di Mr. Wonka. Un jingle allegro che non potrete non fischettare.. E qui un'idea di questo fantastico mondo.
Ecco i nostri precedenti Buio in sala!
Partecipano a questa iniziativa:

@mamma C: il tuo film mi fa due volte tenerezza, una perchè mi ricorda i miei Natali da piccola (sto film gira sempre in quel periodo in TV) e due perchè Gene Wilder assomiglia tanto a mio papà...
RispondiEliminaCare le mie mamme, mi trovate di nuovo impreparata sui vostri film...ma ciò che mi lascia a bocca aperta è che proprio non conoscevo la versione con Jene Wilder, di cui credevo aver visto tutti i film. Il mio amore per J. Depp mi ha sottoposta allo strazio della versione moderna,invece.
RispondiEliminaCi sono anch'io anche questa settimana.
Buona giornata!
http://mammanonbasta.blogspot.com/2010/10/buio-in-sala-shall-we-dance.html
ho fatto ancora a mano, ma solo per coincidenza..
RispondiEliminahttp://vogliounamelablu.blogspot.com/2010/10/buio-in-sala-essere-e-avere.html
Willy Wonka da piccola l'ho adorato! una volta in vacanza all'Elba mi sono fatta portare in biblioteca perchè volevo leggere il libro. Poi ho letto tutti quelli di Mary Poppins. C'è (o c'era) anche la statua di cera al Museo delle cere di Londra!! In vacanza studio mi ci son fatta una foto, chissà dov'è finita..
Goodbye Lenin fa troppo ridere!!!bellissimo!
RispondiEliminaI saw Goodbye Lenin and I liked it very much. The guy is half spanish. :)
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