Aderiamo con molto piacere all'iniziativa di Home Made Mamma.
Mamma F: Al Paradiso delle Signore - Emile Zola
Questo libro mi ricorda un po' l'epoca attuale, tanto per dire subito una banalità in merito al fatto che i tempi non cambino ma, semplicemente, si ripresentino con immarcescibile pazienza. Un romanzo a torto ritenuto minore, in cui l'epoca dei primi Grandi Magazzini (il Paradiso delle Signore è proprio uno di quelli) è anche quella del fallimento delle piccole realtà , in cui il grande commercio divora chi tenta di sopravvivere vivendo onestamente. E Parigi cambia volto, rovesciata di botteghe e rinata all'urbanistica moderna.
E con lei anche la protagonista Denise, rimasta senza soldi e lavoro che viene assunta come commessa e nel finale si sposerà felicemente. Perchè lo anticipo? Perchè il bello del libro non è la trama, ma vedere questa specie di eroina moderna ante litteram, vessillo dell'onestà e del candore, aggirarsi, per una volta non tra castelli e maghi, ma tra i banconi di un Grande Magazzino ottocentesco, con tutte le figure meschine e generose che lo circondano.
Insomma, visto che riuscirà a convertire alla bontà e all'onestà anche i personaggi che, in prima battuta paiono davvero ostici, mi sento di poterla ascrivere tra le eroine dei buoni sentimenti che più mi piacciono. (Mamma F is on vacation - post programmato)
Mamma C: Silvia Avallone - Acciaio (2010)
Non ho ancora finito di leggerlo, ma ne sono entusiasta e non vedo l'ora che la sera i miei uomini caschino fulminati a letto, così da poter accendere la lucina e perdermi nella lettura. Forse a fine lettura avrò il coraggio di rileggere la stroncatura che qualcuno o qualcun altro ne fa. Che abbia vinto il premio Campiello Opera Prima, lo sappiamo. Sappiamo anche che i premiati non siano sempre validissimi scrittori, ma che a volte si guardi al marketing e con l'ultimo Nobel a Vargas Llosa qualche dubbio è venuto..
Forse la Avallone rimarrà famosa più per il décolleté che per i suoi libri, ma Acciaio secondo me va letto.
"Nel cerchio sfocato della lente la figura si muoveva appena, senza testa.
Uno spicchio di pelle zoomata in controluce.
Quel corpo da un anno all'altro era cambiato, piano, sotto i vestiti. E adesso nel binocolo, nell'estate, esplodeva.
L'occhio da lontano brucava i particolari: il laccio del costume, del pezzo di sotto, un filamento di alghe sul fianco. I muscoli tesi sopra il ginocchio, la curva del polpaccio, la caviglia sporca di sabbia. L'occhio ingrandiva e arrossiva a forza di scavare nella lente."
Questo libro mi ricorda un po' l'epoca attuale, tanto per dire subito una banalità in merito al fatto che i tempi non cambino ma, semplicemente, si ripresentino con immarcescibile pazienza. Un romanzo a torto ritenuto minore, in cui l'epoca dei primi Grandi Magazzini (il Paradiso delle Signore è proprio uno di quelli) è anche quella del fallimento delle piccole realtà , in cui il grande commercio divora chi tenta di sopravvivere vivendo onestamente. E Parigi cambia volto, rovesciata di botteghe e rinata all'urbanistica moderna.
E con lei anche la protagonista Denise, rimasta senza soldi e lavoro che viene assunta come commessa e nel finale si sposerà felicemente. Perchè lo anticipo? Perchè il bello del libro non è la trama, ma vedere questa specie di eroina moderna ante litteram, vessillo dell'onestà e del candore, aggirarsi, per una volta non tra castelli e maghi, ma tra i banconi di un Grande Magazzino ottocentesco, con tutte le figure meschine e generose che lo circondano.
Insomma, visto che riuscirà a convertire alla bontà e all'onestà anche i personaggi che, in prima battuta paiono davvero ostici, mi sento di poterla ascrivere tra le eroine dei buoni sentimenti che più mi piacciono. (Mamma F is on vacation - post programmato)
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Mamma C: Silvia Avallone - Acciaio (2010)
Non ho ancora finito di leggerlo, ma ne sono entusiasta e non vedo l'ora che la sera i miei uomini caschino fulminati a letto, così da poter accendere la lucina e perdermi nella lettura. Forse a fine lettura avrò il coraggio di rileggere la stroncatura che qualcuno o qualcun altro ne fa. Che abbia vinto il premio Campiello Opera Prima, lo sappiamo. Sappiamo anche che i premiati non siano sempre validissimi scrittori, ma che a volte si guardi al marketing e con l'ultimo Nobel a Vargas Llosa qualche dubbio è venuto..
Forse la Avallone rimarrà famosa più per il décolleté che per i suoi libri, ma Acciaio secondo me va letto.
"Nel cerchio sfocato della lente la figura si muoveva appena, senza testa.
Uno spicchio di pelle zoomata in controluce.
Quel corpo da un anno all'altro era cambiato, piano, sotto i vestiti. E adesso nel binocolo, nell'estate, esplodeva.
L'occhio da lontano brucava i particolari: il laccio del costume, del pezzo di sotto, un filamento di alghe sul fianco. I muscoli tesi sopra il ginocchio, la curva del polpaccio, la caviglia sporca di sabbia. L'occhio ingrandiva e arrossiva a forza di scavare nella lente."
Qui trovate i nostri precedenti Venerdì del libro.
Questa settimana partecipano:



Non ho mai letto niente di Zola, ma me sa che devo rimediare...
RispondiElimina@ Mamma C: sai che ieri l'ho quasi comprato questo libro? Però questo mese ne vorrei comprare un altro prima di questo e...dopo diversi minuti che lo tenevo in mano, l'ho messo giù.Me sa che ci ripenso... :-)
Quello di Zola lo voglio anche io!!!!!
RispondiEliminaL'ho appena letto Acciaio (@mammanonbasta, vuoi fare un baratto?), me l'hanno regalato.
RispondiEliminaPenso che sia scritto abbastanza bene (ultimamente sono un po' insofferente con la narrativa italiana recente). La storia mi ha ricordato certa narrativa per adolescenti che mi faceva leggere la mia prof di italiano delle medie, usandomi come tester. Confermo, va letto senza pregiudizi. Il mio post giudizio è NI.
Io adoro Zola, mentre ero diffidente per la Avallone, proverò
RispondiEliminaHo scoperto Zola il secondo anno di superiori, leggendo Germinal. Questo libro mi manca...Grazie per il suggerimento!
RispondiEliminaLo sto leggendo ora e sono d'accordo con te e non sono nemmeno andato a sbirciare il decollete su google!!!
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